L'arte è tutto ciò che nasce dal sogno, e plasmato dalle mani dell'uomo diventa realtà....

martedì 31 gennaio 2012

Sunshine Cake

Ultimamente mi è presa bene con le monoporzioni, qualche giorno fa ho vinto il contest indetto da "Cocogianni o Cuocogianni?" in collaborazione con la pasticceria Antoniazzi, mi è toccato leggere 2 volte il post sui vinctori, perchè mica ci credevo di aver vinto.
Ho vinto con il mio Castagnaccio Destrutturato monoporzione, che, vi ricordo, è una piccola anticipazione di ciò che troverete sul mio libro.
Le monoporzioni mi stanno affasinando sempre di più, tanto che, giusto ieri, ne ho ideata una nuova.
Il risultato non è stato esattamente quello che mi aspettavo, cioè, buona era buona è, anzi, deliziosa, però è l'aspetto che ancora non mi convince, dovrò apportare qualche modifica, la base, ad esempio, si è cotta troppo ed è diventata più scura di quella che avevo in mente, per il resto era molto buona, e, come avviene per ogni ricetta che mi sono inventata, ne vado molto fiera.
La prossima volta prometto che la base verrà meno scura, (deve avere i colori del sole, appunto per questo l'ho chiamata Sunshine Cake)e la foto, sperando che il sole, quello vero, venga fuori, verrà meglio(ormai è risaputo che so fare foto decenti solo con la luce del giorno.....).

Ma passiamo a descrivere questamini cake che capita giusto a pennello per partecipare al contest indetto da "Cappuccino e Cornetto": la base è una meringa biscottata al miele, la crema al forno, è morbida e cremosa, con una nota di vaniglia che si sposa meravigliosamente con la base mielosa e croccante, ma non troppo stucchevole.
Il dessert infine è coronato da una chantilly di pavesini al miele.

Ho cercato di ideare un dessert che ricordasse le giornate assolate, le spiagge dorate, il calore dell'estate...
Non mi sarebbe dispiaciuto presentarvelo con una noce di cocco piena di latte (di cocco ovviamente) su un vassoio di foglie di palma.
Spero che anche in voi questo dessert evochi l'immagine di una spiaggia dorata, caldissima in pieno agosto....

Sunshine Cake


Ingredienti per 2 mini cake:

18 pavesini
8 cucchiai colmi di miele millefiori
2 uova
4 torli
70 g di zucchero
300 ml di latte intero
200 ml di panna fresca
1 stecca di vaniglia

Montate le 2 uova con i 4 tuorli e lo zucchero, intanto scaldate il latte con la bacca di vaniglia precedentemente incisa, appena inizierà a sobbollire spegnetelo e lasciatelo intiepidire.
Quando le uova sono ben montatate unite il latte intiepidito a filo, disponete il composto ottenuto in una teglia di silicone e mettete da parte.
Velocemente sbriciolate 10 pavesini, fino ad ottenere una polvere non troppo fine, montate a neve un albume, unite la polvere di pavesini e 2 cucchiai di miele, amalgamate con una spatola per non smontare, disponete il composto sulla carta da forno, formando 2 cerchi, sulla quale adagerete poi la crema.
Infornate la base di albume e la crema, a 180°
La base croccante dovrà cuocere circa 20 minuti, la crema invece, almeno 30 minuti.
Mentre crema e base sono in forno a cuocere prendete i restanti pavesini (mettetene da parte 1 per la decorazione) e sbriciolateli fino ad ottenere una polvere, montate la panna e con una spatola amalgamate le briciole di pavesini ed i 4 cucchiai di miele.
Quando la crema sarà pronta, aiutandovi con un coppapasta, ricavate 2 cilindri, adagiateli sopra la base meringata e guarnite con un bel ciuffetto di chantilly di pavesini al miele, irrorate con il miele rimasto e sbriciolate sopra l'ultimo pavesino prima di servire.



con questa ricetta partecipo al contest Honey sweet Honey di CappuccinoeCornetto in collaborazione con Smartbox e Greengate

lunedì 30 gennaio 2012

Rice Pops


Mi ricordo, che quando ero piccolina, una volta mia mamma mi portò al compleanno di mia cugina, non capitava spesso, data la lontananza capitava molto di rado, mia cugina sta a Follonica.
Mia zia Luana, è molto brava a fare dolci, e fu in quell'occasione che grazie a lei conobbi la torta di Mars, molti di voi la conosceranno gia, chi invece non ne ha mai sentito parlare è pregato di andare a comprare gli ingredienti, che la consiglio calorosamente ai golosi, è di una facilità di preparazione imbarazzante ed il successo, in particolare nelle feste per bambini, è assicurato.
Io poi ho trovato il modo di renderla carina, perchè per quanto può essere buona una massa informe di riso soffiato in una teglia, resta pur sempre una massa informe....
Quindi ho preparato l'impasto, l'ho versato in una teglia rettangolare ricoperta di carta da forno, l'ho livellato e, prima di farlo raffreddare, l'ho tagliato aiutandomi con il coppapasta rettangolare in acciaio inox, che si sta dimostrando un validissimo alleato in cucina, gentilmente offerto dalla Guardini, che ha fatto si che l'impasto prendesse una forma quasi di "merendino" (niente vi vieta di evitare di infilare lo steccolino di legno e di incartare i rettangolini di cereali per portarli a merenda ai vostri bambini) ed al centro ho piazzato uno steccolino di legno, quelli da gelato, avete presente?
Quindi ho inzuppato i rice pops ottenuti in diversi tipi di cioccolato: bianco, al latte e fondente, e li ho ricoperti con diversi tipi di granelle.

Rice Pops


Ingredienti
riso soffiato
mars
cioccolato e granelle per copertura (facoltativi)
La ricetta è davvero semplice, e solitamente vado ad occhio, basterà unire in una pentola del riso soffiato, bianco o al cioccolato, un cucchiaio di burro e mars spezzettati, la quantità necessaria per far amalagamare il tutto.
Mi raccomando fate sciogluere a fuoco basso!!!!
Qundi procedete come spiegato sopra, fate raffreddare e servite!!!

domenica 29 gennaio 2012

Crema al Caramello al Sale dell'Himalaya

Non so bene come spiegarmelo, da quando sono andata da Grom, per il solito appuntamento, diventato ormai tradizione, per provare il "gusto del mese" che questa volta era un sublime affogato di cioccolata calda fondente con caramello al sale e granella di torrono, mi è presa la mania di preparare ricette con il caramello al sale, neanche lo avessi scoperto ora e fossi accecata dalla sua bontà.


Conosco il caramello al sale ormai da mesi ed è diventata un abitudine ormai ordinarlo, (il gelato da grom dico) ma questa volta, è stato diverso, sarà per la ricetta dei tartufi di Hermè che mi è stata amorevolmente portata dalla mia amica, o per quella serie di coincidenze che ti spingono a provare quella ricetta, o , come in questo caso, un filone di ricette, che sbaraglieranno la cucina giapponese, e si guadagneranno il maggior numero di post da qui alla mia partenza di febbraio.
Con quello di oggi siamo gia al secondo che ha come ingrediente il caramello al sale, con la differenza che quello di oggi ve lo propongo in 2 varianti, e con svariati, se non innumerevoli utilizzi.
Realizzeremo una crema di caramello al sale, 2 tipi per l'esattezza, la prima con caramello al sale rosa dell'himalaya, la seconda con il sale grigio Bretone, entrambe le varianti molto buone, ma preferisco di gran lunga quella al sale rosa.
Potrete conservare la crema come una marmellata, ma per un più breve periodo di tempo, per utilizzarla poi per farcire torte o crostate, per spalmarla sul pane, per fare un caffè un'pò particolare, e poi non mi spingo oltre a darvi idee, le vedrete realizzarsi pian piano se mi seguirete!
Keira ogni volta che lo preparo si aggira furtiva in attesa del mestolo da ripulire, dice che sa di miele, ma profuma di mare, e lo chiama "il miele delle api di Mare".

Qundi, cominciamo!!!!!

Crema al Caramello al Sale dell'Himalaya

Ingredienti per 3 barattoli da 120 g :

160 g di zucchero semolato
60 g di burro
250 ml di panna fresca
1 cucchiaino raso di sale rosa dell'himalaya

In un pentolino a fondo spesso lasciate caramellare lo zucchero, intanto, a parte, scaldate la panna.
Una volta che lo zucchero sarà diventato caramello, toglietelo dal fuoco, unite a filo la panna, a più riprese, mescolando incessantemente.
Unite il burro, mescolate, rimettete sul fuoco a fiamma dolcissima e fate addensare.
Aggiungete il sale, regolatevi a seconda dei vostri gusti, c'è a chi piace poco salato, c'è a chi piace molto saporito ;)
La seconda versione, con il sale grigio, sarà leggermente più pungente e forte, il procedimento rimarrà lo stesso, basterà sostituire il tipo di sale.

sabato 28 gennaio 2012

Tartufi al Caramello Salato di Hermè


Questi tartufi sono stati letteralmente presi d'assalto, c'è chi , addirittura, si è finito la ganache rimasta nel pentolino in attesa di essere trasformata in tartufi, a cucchiaiate.
Ora, che Pierre Hermè fosse un genio lo sapevo, ma non credevo così tanto...
Questa ricetta mi è stata portata da una amica, di ritorno dalla Ville Lumier, non so dove l'abbia presa, non mi sono posta la domanda, mi ha detto che aveva comprato dei tartufi di Hermè, al caramllo salato, e che le erano piaciuti un sacco, purtoppo li aveva comperati l'ultimo giorno di vacanza e non ha avuto tempo d comprarli ancora.
La storia poi va vanti parecchio, e finisce con una signora che molto gentilmente scrive la ricetta dei tartufi su un tovagiolino di un bar e la porge alla mia amica, che tutta contenta, mi ha mostrato il tovagliolino come se fosse un trofeo.
Ovviamente non ho perso tempo, e li ho realizzati immediatamente!!!!

Tartufi al Caramello Salato di Hermè

200 ml di panna fresca liquida
150 g di ottimo cioccolato fondente (70%)
90 g di ottimo cioccolato al latte
90 g di zucchero
30 g di burro
1/2 cucchiaino di sale rosa dell'Himalaya
cacao amaro

In un pentolino fate fondere lo zucchero con il sale fino ad ottenere un caramello.
Intanto scaldate a parte la panna e tritate molto finemente il cioccolato nel mixer.
Quando il caramello si sarà formato togliete il pentolino dal fuoco, aggiungete la panna a filo, (dividendola in almeno 4 parti da aggiungere pian piano), mettete il burro, sempre mescolando bene, la cioccolata tritata (se necessario rimettete sul fuoco molto dolce, per far sciogliere), mescolate bene, se necessario aggiungete un altro pizzico di sale.
Fate raffreddare completamente a temperatura ambiente e trasferite in frigorifero a solidificare per circa 4 ore.
Una volta solidificato, potete ricavare tante palline, aiutatevi con le mani, rotolatele nel cacao amaro e servite, oppure mettetele in una scatola rossa, o nera, avvolta da un nastro rosso, e fate uno splendido regalo di S.Valentino!!!

venerdì 27 gennaio 2012

Okonomiyaki di Zio Marrabbio

Chi di voi ha visto almeno una volta Kiss Me Licia alzi la mano!!
Io si, lo ammetto, lo guardavo, ero una bambina, adoravo il gatto Giuliano e spesso mi domandavo che sapore avessero quelle strane frittate che preparava Zio Marrabbio, che poi non sono frittate, e neanche polpette, come erroneamente viene detto in italia, sono come le nostre pizze, solo che come base hanno un impasto fatto con uova, salsa di soia e cavolo cinese a listarelle, poi ne esistono infinite varianti, di verdura, di carne, di pesce...
Magari i più giovani le hanno viste in Ranma 1/2, ma il succo non cambia, la ricetta di base è sempre quella, poi sta a voi arricchirla con salsine, o semplice maionese.
Io ne ho preparata una di pesce, utilizzando i Kamaboko (surimi) ed un'pò tutti gli avanzi di frigorifero, ed è venuta molto buona, mia figlia l'ha spolverata!
Non starò a dirvi cosa metterci sopra, certo, se avete seguito e realizzato la ricetta di ieri, adesso sapete un nuovo modo per utilizzare il Kamaboko, altrimenti, date sfogo alla fantasia, andrà benissimo funghi spinacini freschi e formaggio, asparagi e parmigiano, oppure rucola gamberetti ed un filo di salsa rosa!!!
Il nome stesso di questo piatto vi invita a creare e liberare la fantasia, okonomiyaki infatti, tradotto in Italiano suona un'pò come "quello che preferite alla piastra".
Ovviamente, anche per l'impasto base, che oggi vi darò, esistono infinite varianti, con le dosi regolatevi voi, dovete procedere come per fare l'impasto di una frittata.

Okonomiyaki di Zio Marrabbio


Ingredienti:

4 uova
2 cucchiai di farina
2 cucchiai di salsa di soia
1 pizzico di sale
1 tazza di cavolo cinese tagliato a listarelle.

Sbattete le uova con la farina, la salsa di soia ed il sale, infine unite il cavolo a listarelle.
Scaldate bene una piastra, o una padella,, ungetela con poco olio di semi e colate l'impasto precedentemente ottenuto, formate un cerchio, quando la frittata si sarà compattata giratela, ed iniziate a farcirla.
Pronta!!!!

giovedì 26 gennaio 2012

Kamaboko di Ombrina

Il mio nuovo vicino di casa avrà ormai finito di tagliare quella enorme pianta di Glicine che si trova nel suo giardino, era così enorme da aver spaccato il muro, sbriciolato in tanti pezzetti come se fosse sabbia.
Tanto grande che ormai il tronco della pianta stessa era diventato muro.
Non mi capacito di come si possa tagliare una piabnta così vecchia, così grande e così bella, sarà che amo la natura, e mi piange il cuore quando alla nostra terra dobbiamo abbattere un albero che, vuoi per il ghiaccio, vuoi per una malattia, si è seccato inesorabilmente senza possibilità di ripresa.
Tuttavia, anche se non ho propriamente il pollice verde, mi prodigo a far crecere bene le mie piantine, trattandole quasi come animali domestici, mi emoziono quando il gelsomino, uscendo sul terrazzo, mi scompiglia i capelli, perchè vuol dire che è cresciuto, e che il ramo appesantito e cadente, va legato sulla rete, verso l'alto.
Mi intenerisco quando porto l'acqua di cottura delle verdure al mio piccolo Ginseng, esulto quando il mio ibisco fiorisce in pieno Dicembre!
E sono molto orgogliosa quando dico che la mia Ipomea Ibrida, che mi avevano assicurato che in mano mia sarebbe campata 2 mesi, ha ormai superato 3 lunghi inverni, senza mai perdere una foglia.
Spero solo che il mio nuovo vicino non abbia tagliato il Glicine perchè pensava fosse secco....
Mamma mia quanto mi dispiace...
Era così grande che i grandi grappoli viola accarezzavano i passanti che camminavano sul marciapiede, ed ora dove andrò a prendere i fiori di glicine per le frittelle?
O per i miei biscotti al glicine e limone....

Cambiamo discorso, questo mese l'ho passato all'insegna delle ricette di cucina Giapponese, e sicuramente ve ne sarete accorti.
Anche oggi vi propongo una ricetta Giapponese, davvero utilissima!!!!
La mia è la versione base, ma potete colorare l'impasto con dei coloranti alimentari e dare la forma ed il colore che più vi piace al kamaboko, potete fare delle spirali bianche e rosa, o dei cilindri a stricioline!
Ma prima di tutto, cos'è il Kamaboko?
Il Kamaboko è un semplicissimo Surimi, come quelli di granchio che troviamo al supermercato, facilissimo da preparare in casa, bastano giusto 3 ingredienti, e le varianti sono infinite, potete creare surimi di gamberoni, di ombrina, come ho fatto io, di sogliola o di orata, o perchè no, surimi misti, i Giapponesi utilizzano il Kamaboko come inrediente per le zuppe, il Chawanmushi, o per quella specie di crepe che vedevate in Kiss Me Licia, ricordate??
Io che già adoro i surimi, e che a Barcellona, l'anno scorso, li ho consumati come snack passeggiando per strada, posso dirvi che il Kamaboko è buonissimo consumato anche a morsi, ma è una rivelazione nelle insalatone!!
Anche Benjamyn, il mio gatto, ha molto gradito!!!!

Gli ingredienti sono davvero pochissimi, per realizzare il surimi che vedete in foto ho utilizzato:

250 g di filetto di ombrina decongelato (o fresco, va bene in entrambi i modi, se lo utilizzate fresco però c'è la possibilità che dobbiate aggiungere un paio di cucchiai d'acqua alla preparazione)
1 cucchiaio abbondante di maizena
1 cucchiaino raso di sale
1 cucchiaio di salsa di soia

Unite tutti gli ingredienti nel robot a lame, e frullate fino ad ottenere un composto lavorabile, leggermente più molliccio di una pasta frolla fresca.
Aggiustate di sale e date la forma che preferite, vi consiglio di iniziare con un Kamaboko semplice, di un solo colore, ma potete sbizzarrirvi veramente, provate a cercare "Kamaboko" in rete, ci sarà da divertirsi!!!!
Cuocete a vapore per circa 30 minuti, o fino a che sarà ben compatto.
In alternativa potete dare all'impasto crudo la forma di piccole palline, e friggerle in olio bollente di semi, buone ugualmente, ma molto meglio i surimi ;)
Una volta cotti, dovete aspettare che si raffreddino, poi conservateli in frigorifero fino al momento dell'utilizzo.
E ' possibile prepararne grandi quantità da congelare!

mercoledì 25 gennaio 2012

Riso con frutti di Mare alla Piastra

Ristorante Giapponese, tutto è iniziato li, e quella sera in cui Luca ha fatto inversione per tornare a Livorno, quando ormai eravamo alle porte di Pisa.
La nostra prima cena insieme, più di un anno fa, quando ancora non eravamo fidanzati, ma già condividevamo la passione per i piatti Giapponesi.
Quel ristorante, è diventato ormai il nostro posto per festeggiare i mesiversari, e molto spesso passiamo di li anche a prendere qualcosina da portare via e consumare al calduccio in casa, per ora che ancora fa freddo.
Questo inverno è stato freddo, più umido che freddo, ma questo ci faceva avvertire molto di più i brividi sulla pelle.
Ogni mattina, come suonava la sveglia, e mi affacciavo alla finestra con una tazza di tè fumante, vedevo un velo di ghiaccio sopra l'erbetta,e sopra la mimosa, fiorita, da Dicembre ormai, da quando la signora anziana ha lasciato il posto alla nuova famiglia che adesso sta nella sua casa. a pochi passi dalla mia.
Una mimosa meravigliosamente gialla, e profumata.
La mimosa che io adoro.
Mi ricordo, quando andavamo spesso alla terra, con mio nonno, che, per togliere di mezzo rami ed erbacce, nonno le radunava tutte, e poi le bruciava vicino al ciliegio, che non ha mai smesso di fiorire. e per tutto l'anno, forse confuso, o forse felice per il calore del fuoco, ci dava cilege piccole ed asprine, che al tempo non adoravo, ma che oggi pagherei a peso d'oro pur di riaverne una manciata, per quanto aspra, di ciliege a dicembre...

Riso con frutti di mare alla Piastra


Ingredienti per 2 persone:

5 pugni di riso lessato (ma non cotto troppo)e freddo
4 cucchiai di olio di semi
1 zucchina
1 carota
1 cipollotto
1 uovo
1 filetto di salmone
1 filetto fi orata
gamberetti sgusciati
salsa di soia
pepe nero
sale
1 cucchiaio di zucchero


Scaldate una piastra, o una padella, quindi ungetela con un cucchiaio di olio, aprite un uovo e versatelo direttamente sulla piastra, velocemente sbattetelo con una spatola, come per fare un uovo strapazzato, tagliatelo a striscioline e mettetelo da parte.
Tagliate la carota e la zucchina a tocchetti molto piccoli, ungete la teglia e saltatev le verdure, quindi unite gamberi, salmone ed orata a tocchetti, pepate, salate, aggiungete altro olio ed il riso.
Mescolate costantemente, a metà cottura aggiungete un cucchiaio di zucchero, mescolate bene, sfumate con la salsa di soia, aggiustate di sale, pepate, aggiungete il cipollotto a rondelle, altra salsa di soia e servite.

martedì 24 gennaio 2012

Quel certo non so che

Ieri vi ho parlato di questa ricetta strana, nata quasi per caso, anzi, togliamo il quasi...
Adesso vi spiego com'è nata:
Il 5 gennaio è il compleanno di mia mamma, anche quest'anno lo abbiamo festeggiato riunendo la famiglia a pranzo.
La mattina del compleanno ho chiesto a mio nonno se mi portava un'pò di ortica, estirpandola da quella piantagione che tanto generosamente, si ritrova a lasciare per me, nel suo giardino.
Quando mio nonno è arrivato, con lo zio, mi ha dato una busta bella pesante, ed io gia pensavo fosse piena di ortica, (il mio programma era fare una frittatona di ortiche come antipasto), la busta però, era piena di limoni, e conteneva pochissima ortica...
Non mi sono persa d'animo, ho accuratamente lavato tutte le foglie, le ho lessate (lasciando raffreddare l'acqua di cottura, che poi ho dato alle piante) le ho scolate e le ho fatte raffreddare.una volta cotta, fa "effetto spinaci" meglio conosciuto come "lavaggio sbagliato in lavatrice" si ritirano, vertiginosamente, come una magietta in mano ad un novellino della lavatrice, che si ritrova a mettere una xxl nella lavatrice e va a tirarne fuori una maglia per la bambolina, grandezza "maglioncino per il gatto".
Mi sono ritrovata con 1 cucchiaio di ortica.
E che ci faccio con un cucchiaio di ortica???
Di certo non una frittata per 6 persone!!!!
Vabbè, mi sono rimboccata le maniche, e mentre in 10 minuti preparavo l'insalata russa per nonno che ne aveva una voglia pazzesca (10 minuti, 10!!!!!) ho inventato questa ricetta, un'pò a caso, perchè, magari, se facevo delle mini frittatine al forno, il risultato sarebbe stato migliore, quindi, aggiungi quello, aggiungi questo, ne son venuti fuori dei simil-panini all'ortica cvhe sapevano di gamberoni O.o

Quel certo non so che all'ortica, che sa di gamberi....


Ingredienti per 6 persone:
3 uova
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di ortica lessata e sminuzzata
5 cucchiai di farina
1 cucchiaio di zucchero
1/2 bustina di lievito secco

Sbattete le uova con il sale e la farina, unite lo zucchero, l'ortica ed il lievito, sbattete per bene, e trasferite negli stamppi, io ho usato uno stampo in silicone gentilmente offerto da Guardini, perfetto anche per i muffin!!!!
Lasciate al caldo per circa 15 minuti ed infornate a 180° per circa 10 minuti.

lunedì 23 gennaio 2012

Quel certo non so che con gamberi in foglie di Limone


Vi chiederete voi: "come mai: quel certo non so che?".
Perchè "quel certo non so che" è il nome del tortino che accompagna i gamberoni, che non è un panino, nè una frittata, ma una via di mezzo, e sa di gamberi, anche se lui di gamberi all'interno non ne ha...
E' nato così, dal niente, ed è stato spolverato!!
Oggi vi do la ricetta- non ricetta per questi gamberoni, domani la ricetta di quel certo non so che!!!
Spero di avervi incuriosito!!!

Quel certo non so che con gamberi in foglie di Limone



Ingredienti per 2 persone:
4 gamberoni
8 foglie di limone
sale e pepe

Questa ricetta l'ho vista per la prima volta su rocco e i suoi fornelli, in pratica, si tratta di lavare le foglie in acqua calda, sgusciare i gamberoni, lasciando testa e coda, condire con sale e pepe, avvolgere nelle foglie, fermarle con uno stecchino ed infornarle sulla griglia del forno ben caldo.
Si sprigionerà un profumo di limone incredibile!
Pochi minuti, quindi sfornate, e servite!

domenica 22 gennaio 2012

Chawanmushi

Il Chawanmushi è un piatto tipico della cucina Giapponese, è una specie di budino salatao, arricchito di carne o di pesce e da funghi e salsa di soia.
Se si desidera realizzare un chawanmushi di pesce è bene aggiungere anche del kamaboko, un tipo particolare di surimi che vi insegnerò presto a preparare.
Il Chawanmushi va cotto al vapore, in una ciotolina con coperchio o rivestita di carta argentata, per non farlo entrare in contatto con le goccioline della condensa, io sono convinta di averlo cotto decisamente troppo, ma era ugualmente buonissimo, e quindi, vi riporto la mia ricetta.

Ho arricchito il chawan mushi con funghi precedentemente saltati, poco porro a listarelle, 1 caciofino sbollentato e acidulato nel limone ed 1 pomodorino secco fatto rinvenire in acqua calda, condito poi con poco olio.

Chawanmushi vegetale



323 cucchiai di brodo di pesce
un pizzico di sale
1 cucchiaio di salasa di soia

Disponete sul fondo della ciotolina gli ingredienti aggiuntivi desiderati (gamberetti, surimi, funghi...).
Sbattete le uova con il brodo di pesce, la salsa di soia ed il sale, passate il composto ottenuto attraverso un colino a maglie fitte, questo passaggio è importante!!!
Trasferite il composto nella coppetta e fate cuocere al vapore per circa 15/20 minuti.



sabato 21 gennaio 2012

Cocktail di Mango

Adoro la frutta tropicale, e credo che il mio frutto preferito, in assoluto, sia il Mango, che compete egregiamente con gli altri miei frutti preeriti: amarene, angurie e mangosteen.
Intanto cosa sappiamo sul Mango?
Sappiamo che mezzo mango contiene circa il 40% della razione giornaliera di vitamina A necessaria al nosCtro organismo, e circa il 15% di vitamina C!!
Il mango viene coltivato in India da più di 4000 anni, veramente tanto tempo!!
4ooo anni fa avevano capito tutto, il mango è così buono che in certi paesi viene usato anche in preparazioni di piatti salati.
Per me è ottimo per preparare il gelato, o l'agua de mango, che quando ero a Barcelona consumavo in quantità industriale, ed è ottimo anche per i cocktail.

Cocktail di Mango


2/4 polpa di mango frullata
1/4 succo di papaia
1/4 rum scuro
ghiaccio

Shakerate tutto insieme e servite, è buonissimo!!!

venerdì 20 gennaio 2012

Spuma di Parmigiano

Luca per Natale mi ha regalato un sifone nuovo fiammante, che per me è un regalo straordinario!
Io amo il mio sifone!
Mi sono data ad una produzione indistriale di spume, divertendomi un sacco, e così ho fatto una spuma di cheesecake al tè nero alla vaniglia, (c'è il mio zampino, si intuisce dalla vaniglia e dal tè, no?) una spuma di ricotta salata, di gorgonzola e mascarpone...
E così via...
Quella che vi propongo oggi è una spuma di parmigiano, deliziosa, da servire accompagnata con dei crostini.
La base è una semplicissima besciamella, dove ho voluto utilizzare l'amido di riso per addensarla, così che il risultato finale non contenesse glutine, ovviamente potete usare la farina, nessuno ve lo vieta, ricordate però, che se usate gli amidi per addensare la besciamella, risulterà più cremosa (va bene anche la fecola).
Nella foto, sullo sfondo, si vede una coppetta, ricavata dal guscio di una noce di cocco, carina vero?
L'ha fatta Luca <3

Spuma di Parmigiano



Ingredienti per il sifone da ml 500:

amido di riso g 15
burro g 15
latte intero ml 250
panna fresca ml 200
1 foglio di gelatina
parmigiano grattugiato g 100
un pizzico abbondante di sale

In un pentolino sciogliete il burro con l'amido fino a formare una cremina, unite il sale ed allungate con il late e la panna precedentemente riscaldati.
Fate addensare leggermente ed unite il parmigiano grattugiato, mescolate bene, ed unite il foglio di gelatina precedentemente ammollato.
Filtrate il composto con un colino a maglie fittissime, versate nel sifone, chiudete e caricate con 2 cartuiccine.
Mettete a riposare in frigorifero per 1 ora, non di più. o si solidificherà troppo!!!

giovedì 19 gennaio 2012

Ciambelline al vino Novello ed Olio Extra Vergine

Qualche giorno fa ho scoperto un blog carinissimo!!!
Si chiama:"Chi ha rubato le crostate?" e lo gestisce Chiaretta, la ricetta che mi ha colpito di più è stata quella di piccole ciambelline al vino rosso ed olio evo, Chiaretta ci spiega che la sua versione non è quella originale, e bhè, neanche questa lo, si perchè se Chiaretta aveva deciso di modificare la versione di Adriano io ho deciso di modificare la versione di Adriano modificata da Chiaretta, rimodificandola, avete capito?
Un gran rigirio di parole per dirvi che io ho pensato di usare una bottiglia di novello che tenevo da parte, che forse oggi non è più tanto "novello", al posto del chianti, o del vino bianco, ho tolto anche l'ammoniaca ed ho aggiunto il lievito ed eliminato i semi di anice, che al mio ragazzo non piacciono.
Il risultato è stato veramente inaspettato, una croccantezza che ti aspetteresti di trovare nei biscotti preparati dalla più rinomata pasticceria del centro, un sapore particolare che crea letteralmente dipendenza....
In più sono velocissimi da fare!!!
Io ho unito tutti gli ingredienti nel robot da cucina con il gancio da impasto ed in 3 minuti era pronto per far tanti cordoncini da far diventare ciambelle!!!
Chiaretta ti ringrazio tantissimo per avermi fatto scoprire questa ricetta meravigliosa!!!
Accettate un consiglio, se non lo conoscete fate un salto sul suo blog, è davvero delizioso!!!!

Ciambelline al vino Novello ed Olio Extra Vergine



400g di farina
100g fecola
150g zucchero (più altro zucchero per rivestire le ciambelline)
150g di ottimo olio extra vergine d'oliva
170g vino rosso (ho usato il Novello)
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
1 pizzico di sale


Unite tutti gli ingredienti nel robot da cucina o impastate a mano, ci vorranno pochissimi minuti per ottenere una palla di impasto liscio e senza grumi.
Formate dei cordoni di impasto, tagliate delle striscioline e ricavate tante ciambelline, che passerete nello zucchero , e che adagerete sulla teglia rivestita di carta da forno.
Infornate per 30 minuti a 180°

mercoledì 18 gennaio 2012

Torta irlandese al whisky


All'inizio di quest'anno ho scoperto un blog di cui non conoscevo l'esisitenza, la ricetta che mi ha attirata, ad attirarmi è stata questa torta, che Stefania, la proprietaria del blog "Nuvole di Farina" ha presebtato in deliziose monoporzioni che fanno venire l'acquolina in bocca!!!
Questa torta Irlandese al whisky, dal delizioso profumo d'arancia, è stata preparata da Stefania con l'uvetta, ma siccome in casa mia non piace tantissimo ho pensato di sostituirla con le gocce di cioccolato fondente, ed ho aumentato la dose delle uova, perchè l'impasto era troppo compatto, e credevo di aver annotato il numero di uova facendo un errore, è venuta ugualmente buona, magari più pandispagnosa dell'originale, ma è me è piaciuta tanto.
Lo stampo che ho utilizzato mi è stato gentilmente omaggiato dalla Guardini, uno stampo antiaderente che so già che userò parecchio per S.Valentino.


Ingredienti per la mia versione della torta Irlandese al Whisky



240 gr di farina
150 gr di burro morbido
150 gr di zucchero
100 gr di gocce di cioccolato fondente
4 cucchiai di whisky
5 uova
1 bustina di lievito
scorza di 2 arance

Grattugiate la scorza delle arance e mettetela a macerare nel whisky per almeno 40 minuti.
Con le fruste lavorate a crema il burro con lo zucchero, le uova e la farina.
Aggiungete il whisky con la scorza e le gocce di cioccolato, sbattete ancora.
Imburrate una teglia, versatevi il composto ed infornate a 180° per circa 45 minuti

martedì 17 gennaio 2012

Un anno fa.

Niente ricetta per voi oggi, non che io non stia cucinando niente è, anzi, da stamani mattina ho preparato dei tartufi al caramello salato, una crema di caramello salato, ed ora mi sto dando al curry di pollo, ricetta personale di Gordon Ramsay, (di pollo ma senza pollo, perchè Luca non mangia carne), cucinare mi fa bene, mi tiene impegnata, mi distrae anche da quel fastidioso rumore che fa l'aspirapolvere quando è in funzione, rumore che odio con tutta me stessa, quando mia mamma inizia a passare l'aspirapolvere, in casa mia c'è il fuggi fuggi generale, il gatto corre come un matto in cerca di rifugi che non reputa mai abbastanza sicuri, sarà che magari per lui stare sopra il frigorifero è stare troppo in basso, o forse perchè crede che l'aspirapolvere sia una bestia tanto infida ed immonda da infilarsi anche sotto il letto matrimoniale, quello che dista da terra giusto i 4 cm per far passare il gatto, ma non l'aspirapolvere...
Keira invece attiva la modalità "struzzo"cioè, "se l'aspirapolvere non mi vede allora non viene" e si raggomitola sopra il mio letto con un lenzuolo sopra la testa, io invece attivo automaticamente il mio sguardo da gatto nervoso che sbatte la coda in continuazione tipo frusta e guai a rivolgermi la parola...
Vi lascio senza ricetta perchè non sono dell'umore per mettermi qui a scrivere "hey come va?oggi una nuovissima ricetta per voi!" con oggi è trascorso esattamente un anno dalla scomparsa della mia gattina, ed anche se i giorni fanno si che quella data si allontani, oggi, sembra più vicina che mai...
Quindi per oggi niente ricetta, niente foto, niente racconti speciali, solo un dolce pensiero.

lunedì 16 gennaio 2012

Funghetti sott'olio

Questa è una ricetta da preparare in quantità spropositata, così da poter riempire tanti barattoli e conservarli in dispensa per quando arrivano ospiti, per fare dei regalini fatti con le nostre manine, o per aperitivi con amici..



Ingredienti:

1 lt di acqua
1 lt di aceto bianco
1 lt di vino bianco
3 spicchi d'aglio
15 gr di sale
4 foglie di alloro
olio d'oliva
pepe in grani
olio di semi

Pulite e tagliate i funghi in 4 parti.
In una pentola unite l'acqua, il vino, l'aceto, il sale, l'aglio, e l'alloro, quindi unite i funghi, fateli bollire per 15 minuti.
Scolateli per bene e invasateli.
Riempite i barattoli conn 1/3 di olio d'oliva ed il restante di olio di semi, possibilmente di girasole, sterilizzate e lasciate riposare per almeno 1 mese prima di consumarli.

domenica 15 gennaio 2012

Ricotta Home Made



Ecco cosa succede quando una foodblogger scopre che a poca strada dalla casa del suo ragazzo c'è una fattoria, con tante mucche, ed il contadino le munge quando si presentano i vicini a chiedere il latte, latte express!!!!!!

Io e Luca abbiamo preso circa 10 lt di latte appena munto, ancora bello caldo, ed io ci ho fatto una produzione industriale di ricotta, ricottine aromatizzate, yogurt, stracchino, formaggio di yogurt...

Prima di tutto fate lo stracchino, e con il siero rimasto fate la ricotta (volendo potete realizzare questa ricetta partendo direttamente dal latte fresco)

Ingredienti:

1 lt di latte fresco intero
1 cucchiaino raso di sale
2 cucchiai di aceto bianco

Scaldate il latte con il sale e l'aceto, lasciate sul fuoco fino ad ebollizione.
Mescolate con un mestolo di legno, e vedrete che inizierà a cagliare, si formerabnno tanti piccoli fiocchetti di latte.
Lasciate riposare coperto per 10 minuti e poi con un colino togliete i fiocchi di latte dal siero,trasferite in una fuscella, (il cestino che contiene la ricotta, quello forato) e mettete in frigo.

Per le ricottine aromatizzate basterà mescolare la ricotta con erba cipollina, papricaa, o rotolare delle palline nella granella dei pistacchi, come ho fatto io.

sabato 14 gennaio 2012

Meringato alla pera



Meringato alla pera farcito con crema al cioccolato e pera sciroppata, con bagna di sciroppo di pere

venerdì 13 gennaio 2012

Faraona ripiena di castagne con salsa alla melagrana

Sarò sincera, questa è una ricetta che ho preparato parecchio tempo fa, poi si sa come succede, no?
Si prepara il piatto, si scatta la foto, si mette in una cartella per non intasare la memoria della macchina fotografica, e poi una ricetta tira l'altra e questa rimane sempre nella lista di quelle da pubblicare, un'pò una lista di buoni propositi, che alla fine, sono riuscita a spuntare.

Ingredienti per 4 persone:

100 gr di castagne secche
1 faraona o 1 tacchino da 1kg
15 fette sottilissime di pancetta
3 melagrane
sale e pepe
zucchero
300 gr di salsiccia
olio
1 dado

Sbollentate le castagne per circa 20 minuti, quindi tritatele grossolanamente, e lasciatele da parte a raffreddare.
Una volta fredda mescolatele alle salsicce, salate, pepate e farcite la faraona chiudendola bene.
Avvolgete interamente la faraona nella pancetta, irroratela con poco olio, salate, pepate e mettete in forno per 1 ora e mezzo a 180°.
Spremete i chicchi di melagrana e fate caramellare il succo in un pentolino con poco zucchero, sale, pepe ed un dado.
Trascorso il tempo di cottura togliete la pancetta, bagnate con il succo di melagrana e servite.

giovedì 12 gennaio 2012

Confettura di latte

Esistono varianti in tutto il mondo: Perù, Spagna, Messico, fose la più famosa è la versione Argentina, il dulce de leche, io personalmente preferisco questa versione, quella francese, più delicata e vanigliosa.

Ingredienti

2 lt di latte intero
4 stecche di vaniglia di ottima qualità
2 kg di zucchero

Incidete le stecche di vaniglia ed unitele, in una pentola capiente, al latte ed allo zucchero.
Mescolando di tanto in tanto con un mestolo di legno, fate sobbolire per circa 4 ore.
Invasate e consumate dopo almeno 10 giorni di riposo.

mercoledì 11 gennaio 2012

Gnocchi à la Parisienne




Ecco una ricetta seria, che lascerà piacevolmente stupiti i vostri ospiti.
Mia figlia si è divertita tantissimo a prepararli con me, vi ricordo che ha 4 anni, quindi vuol dire che, non solo sono buoni, ma sono semplicissimi!!!
Prima di tutto è bene chiarire che questi "gnocchi" non hanno niente a che fare con i nostri gnocchi.
Questo è un impasto fatto con uova, burro e farina, come l'impasto ber i bignè, che viene poi bollito e gratinato in forno, sono davvero eccezionali, si sciolgono in bocca, letteralmente.
Io li ho gratinati con besciamella, sugo ai funghi e parmigiano.
Per il sugo ai funghi ho fatto imbiondire uno spicchio d'aglio in padella con poco olio, ho aggiunto i funghi tritati grossolanamente, 1 foglia di alloro, ho sfumato con il vino, aggiunto la passata di pomodoro, portato a cottura, eliminato la foglia di alloro, aggiustato di sale e pepe.

Ingredienti per gli gnocchi:
Ingredienti:
150 gr di acqua
80gr di burro
100 gr di farina
3 uova

in una pentola far sciogliere il burro nell'acqua a fuoco moderato, quando bolle spegnere il fuoco aggiungere la farina, mescolare bene, deve formarsi una palla.
Aggiungere le uova, trasferire il composto in una sac a poche, quindi formare tanti piccoli cilindri che andranno a tuffarsi nell'acqua bollente.
Sbollentateli per qualche minuto e scolateli per bene.
Disponete in una pirofila uno strato di besciamella, uno strato di gnocchi, uno strato sugo e così via...
L'ultimo strato fatelo con sugo, besciamella ed un sacco di parmigiano.
Mettete in forno a 180° fino a che si formerà una crosticina croccantosa in superficie

martedì 10 gennaio 2012

Kugelhupf

Si racconta che il re Stanislao di Polonia (1704)fosse molto goloso, ma si dice anche che il suo pasticcere fosse un uomo senza fantasia, che proponeva al re sempre il solito dolce, il kugelhupf.
Il re non ne poteva più di questo dolce asciutto, allora una sera, in preda allo sconforto, lo inzuppò nel rum caldo.
Il dolce così era molto più buono, ma aveva bisogno di un nome!!!
Sul comò del re c'era un libro, il suo preferito "Le 1000 e una notte" così, decise di chiamare quel nuovo dolce inzuppato di rum "babà".
Oggi il kugelhups viene preparato nei paesi nordici durante i mesi invernali, in stampi alti e lavoratissimi.




Ingredienti:
400 g di farina
20 gr di lievito di birra
4 uova
1/2 bicchiere di latte intero
200 gr di burro
100 gr di zucchero
50 g di uvetta ammollata nel rum
lamelle di mandorle
zucchero a velo

Sciogliete il lievito nel latte tiepido, aggiungetevi 2 cucchiai di farina, mescolate e fate riposare fino a che sarà raddoppiato di volume.
A parte unite la farina con lo zucchero, il burro morbido, e le uova.
Lavorate il composto con un cucchiaio di legno, unite il composto di lievcito e farina, impastate con le mani e lasciate lievitare fino al raddoppio per una notte.
Unite l'uvetta all'impasto.
Imburrate per bene uno stampo, cospargetelo di mandorle a lamelle, e disponete l'ipasto nello stampo.
Fate lievitare ancora e fate cuocere a 180° per 45 minuti.
Sfornatelo e cospargetelo di abbondante zucchero a velo!

lunedì 9 gennaio 2012

Gamberoni arrostiti su maionese di avocado ed olio al rosmarino

Attenzione, attenzione, le foto che state per vedere non sono state in nessun modo modificate, ed i colori non sono stati esaltati,

ed io Adoro il contrasto che si crea tra questi gamberoni arancionissimi e la salsa verde, cremosa, e quasi spumosa.
Oggi Keira ha ripreso l'asilo, dopo la lunga pausa delle vacanze Natalizie, era contenta di rivedere i suoi amichetti, però, già stamani non vedeva l'ora di uscire, perchè sapeva, che la sua mamma, le aveva ordinato 3 dvd, 3 documentari per la precisione, che sarebbero arrivati in mattinata, e che avrebbe visto una volta uscita dall'asilo, qui è bene specificare che, mia figlia Keira, di 4 anni, ha una passione enorme per le scatole e per il rinchiudercisi dentro, come un'pò tutti i bambini di quella età, e come me da piccola; per i pipistrelli, i pinguini, che ancora oggi chiamo conguini, e per i fenicotteri rosa.
A parte l'amore per i "conguini" ha ereditato tutto da me, ed è felicissima di girare per casa con il peluches del fenicottero rosa, che un tempo era mio.
Questa mattina, senza Keira in giro per casa, ho fatto un sacco di cose, in sole 4 ore ho preparato i Kamaboko di ombrina, ovvero surimi di pesce, ricetta Giapponese, le ciambelline al vino novello, la spuma di parmigiano e il chawan mushi, anche quest'ultima ricetta viene dal Giappone ed è una sorta di pudding salato al vapore.
Mentre liberavo casa dalle decorazioni Natalizie, e portavo via i giocattoli di Keira dalla sala ho avuto anche il tempo di preparare una maionese di avocado, e per pranzo, l'ho servita con dei gamberoni arrostiti, e tutto questo senza neanche un solo caffè!
Non so cosa mi è preso stamani, sarà il sole meraviglioso, che nonostante l'aria ancora troppo fredda e frizzante, sa di primavera, o questo cielo, di un blu meravigliosamente intenso, non so, ma avevo voglia di creare.

Gamberoni Arrostiti su Maionese di Avocado ed Olio al Rosmarino



Per 2 persone:

4 gamberoni sgusciati ma con testa e coda
1 filo d'olio al rosmarino
sale
pepe bianco

Per la maionese di avocado:
1 avocado di media grandezza privato di buccia e seme ( il seme tenetelo, vi insegnerò come farlo germogliare, una volta germogliato cresce a vista d'occhio!)
1 cucchiaino di sale
1 bicchierino di olio evo
pepe bianco q.b
succo di 1/2 limone
2 tuorli

Infilate tutti gli ingredienti in un frullatore a lame, quelli con il boccale alto, per fare i frappè, frullate ed allungate con acqua fino ad ottenere la consistenza della maionese, trasferite in un barattolo e fate riposare a temperatura ambiente per circa 1 ora.

In una piastra ben calda arrostite i gamberi, ci vorrà circa 1 minuto e mezzo di cottura per parte, poco prima di toglierli dalla piastra salateli, pepateli e sfumateli con dell'ottimo olio d'oliva.

Impiattate!
Disponete un cucchiaio abbondante di maionese d'avocado, adagiatevi sopra i gamberoni, ultimate con un filo d'olio al rosmarino e servite!


domenica 8 gennaio 2012

Mitarashi Dango

Ieri sera sono andata al ristorante Giapponese con Luca, al tavolo di fianco al nostro erano seduti un ragazzo ed una ragazza, c'era qualcosa di familiare negli occhi di quella ragazza, ero sicura di conoscerla, ma non volevo interrompere la cena per spenzolarmi dalla sedia e chiedere "scusa, ma io ti conosco?", però ci siamo guardate, ci siamo scambiate un sorriso ed alla fine lo ha chiesto lei.
Lei e sua mamma erano 2 dei 3 miei clienti preferiti di quando lavoravo alla yogurteria, quei clienti alla quale ti affezioni così tanto, che a distanza di anni ricordi ancora i loro gusti, o le loro preferenze in fatto di cannucce.
Mi ha fatto davvero un piacere immenso rivederla, anche lei, come me è innamorata della cucina Giapponese, e spero, un giorno di poterla risentire per scambiarci qualche ricetta, io intanto, con la speranza che legga questo post, le scrivo una ricetta, perchè non so come si preparano i kusaazuki dango, ma so preparare i mitarashi dango, e la marmellata di azuki, e quindi, con la speranza di poterla presto risentire, le dedico questa ricetta:

Mitarashi Dango


250 g di farina di riso
200 ml di acqua calda
40 g di zucchero

In un recipiente a sponde alte versate l'acqua calda, lo zucchero e la farina di riso, mescolate con un cucchiaio di legno, e poi iniziate ad impastare con le mani, fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Se il composto dovesse risultare troppo molliccio unite altra farina.
Formate tante piccole palline di pasta, poco più grand di una noce, disponetele in un cestello per la cottura al vapore e lasciate cuocere circa 50 minuti.
Per verificare se le palline sono pronte basterà aprirne una a metà, se all'interno sarà farinosa necessiterà di ulteriore cottura.
Trasferite le palline di impasto in una ciotola ed iniziate a pestarle, dovrete riottenere un'unica palla di impasto omogenea.
Lavorate con le mani l'impasto, fino a formare un filoncino da cui ricaverete nuovamente tanti piccoli pezzetti poco più grandi di una noce, aiutatevi con le mani per dare una forma sferica.
Imfilzate le palline con un bastoncino di bamboo, dovranno essere circa 3 o 4 palline a spiedino, adesso passiamo all'ultima operazione.
Scaldate una piastra, o una padella, o perchè no, una griglia o una bistecchiera, disponetevi i dango e fateli cuocere per circa 7 minuti girandoli spesso.

Se volete ottenere dei dango colorati come i miei, basterà sostituire parte dell'acqua con dello sciroppo, io ho usato menta per la parte verde, vaniglia per la biance e ciliegia per la rosa.

I mitarashi dango si servono accompagnati dalla salsa mitarashi ( per la ricetta vi toccherà aspettare che io ricompri l'aceto di riso) oppure da salsa di soia dolce ( in mancanza di altro ;) )


Jambalaya

Questa ricetta ci arriva direttamente da New Orleans, ed è una delle più buone ricette di riso con la quale io abbia mai avuto a che fare.
E' così buona che ormai in casa mia ha sostituito il classico riso freddo.



x 4 xsone:
300 gr di riso
1 costa di sedano
prosciutto cotto a dadini, circa 200 gr
2 spicchi d'aglio
8 gamberoni con guscio
una manciata di gamberetti sguciati
abbondante prezzemolo
pepe e sale
olio
brodo q.b

In una padella con poco olio soffriggete i due spicchi d'aglio, aggiungete il sedano a fettine sottili, i gamberetti, i gamberoni ed il prosciutto cotto a cubetti, unite il riso e tostatelo per qualche minuto.
Sfumate il tutto con un goccio di vino bianco a piacere e con il brodo e portate a cottura.
Pepate e salate, unite un'abbondante spolverata di prezzemolo fresco e servite.

sabato 7 gennaio 2012

Cous Cous con Verdure al Cumino

Marrakech si avvicina, manca esattamente 1 mese e 4 giorni alla partenza, ormai penso di aver raccolto abbastanza informazioni, ma i soliti dubbi sul tempo che troveremo, quelli rimangono...
Chiara di "un pizzico di magia" è stata gentilissima, ed anche Eleonora di "Burro e Miele" ha dimostrato una disponibilità incredibile, mai avrei pensato di trovare due persone così deliziose a dispensarmi consigli di viaggio, Eleonora mi ha pure dato il suo numero, ed ora, cara Eleonora, è il caso di fartelo sapere, nello sfortunato caso del mio cellulare che si è spento con un lungo "bip", senza mai più riavviarsi, mi sono partiti tutti i numeri della rubrica, mi sono disperata tantissimo, il primo numero alla quale ho pensato è stato il tuo, poi, fortunatamente, mi sono ricordata di averlo annotato tra le pagine della guida che vedi in foto...
Comunque una cosa è certa, ho capito che il giorno si sta bene, e la sera fa freddo...
Non ho ben capito quanto freddo, più che altro non so se portarmi una felpa pesantissima e le muffole o un giacchettino light, perchè ne ho sentite parecchie, tipo che di giorno ci sono 26° e la sera si scende a 6°, ed io sono terrorizzata dal tempo...
Avessi trovato due persone così gentili come Eleonora e Chiara, probabilmente, in Francia, Normandia, quell'estate di qualche anno fa, in Camper, ci sarei andata con i loro consigli, e mi sarei portata un pigiama pesante per la sera, non quel rettangolino di stoffa, a me tanto caro nelle afose notti d'agosto qui a Livorno, ma da me tanto odiato nelle notti sulla costa Francese a tremare di freddo sommersa da tutti i vestiti che avevo in valigia nel tentativo di organizzare una coperta di fortuna.
Nell'attesa di fare shopping di spezie e di portarne una scorta molto, molto abbondante in Italia, (ancora 6 di voi non sanno che riceveranno una magica busta di spezie, magari Meggy, Chiara e Gaia se lo immaginano adesso...)mi arrangio con quello che ho qui e preparo ricette che trovo sui libri di cucina marocchina, oggi è la volta di un cous cous semplicissimo, preparato con le indicazioni che si trovano sulla confezione, accompagnato da una caponata di verdure preparata partendo da un soffritto di aglio e cipolla, ed aggiungendo man mano carote, patate, peperoni rossi e gialli, zucchine, melanzane, passata di pomodoro, peperoncino ed un sacco di cumino.

venerdì 6 gennaio 2012

Crema al Nesquik...Only For Nesquik Addicted

Quando ero piccola il Nesquik era una cosa da golosi, una chicca da stemperare nel latte, solo per bambini!
Poi, crescendo, ho scoperto che c'erano delle persone che del latte e Nesquik ne avevano fatto uno stile di vita, la mia amica Ambra ad esempio, non passa giorno senza latte e Nesquik, ed è proprio per lei che feci questa crema, ottima da spalmare sui biscotti.
Con Luca in Spagna abbiamo trovato anche il Nesquik alla banana ed alla fragola, e ne ho fatto scorta da riportare in patria, perchè ancora in Italia non si trovava...

Ovviamente questa ricetta è possibile realizzarla sia con il Nesquik al cacao che con quello alla banana o alla fragola!!!!



Ingredienti per circa 500 ml di crema

1 lt di latte intero

10 cucchiai colmissimi di Nesquik

6 cucchiai di zucchero

Stemperate zucchero e Nesquik nel latte e trasferite sul fuoco.
Portate ad ebollizione e poi fate addensare a fuoco dolce, potete anche invasare questa crema e consumarla quando volete, o regalarla ai golosono di Nesquik

giovedì 5 gennaio 2012

Fruttini

Anche per questa ricetta sono in ritardo, e la pubblico un'pò fuori tempo, ma sotto le feste, come tutti, ho avuto poco tempo, ed ho preferito dedicarmi a pranzi e cene in famiglia.
Prometto che non vi trascurerò più, quest'anno è iniziato bene, e sarà pieno di ricette e di sorprese!
Oggi vi do una ricetta facilissima, e pensare che nelle pasticcerie la fanno pagare l'ira di Dio...

Fruttini di marzapane



130 g di farina di mandorle

130 g di zucchero a velo

1 grosso albume

mescolate tutto in un recipiente ed impastate a mano, quindi colorate con il colorante alimentare e date la forma.

mercoledì 4 gennaio 2012

Storie di...Ricciarelli

Sono un'pò in ritardo per postarli, lo so, sono tipici del Natale, ma se siete come mia mamma, i ricciarelli andranno bene tutto l'anno, perchè tanto son buoni, e quindi perchè limitarci ad averli solo sotto le feste?

I Ricciarelli venivano venduti a Siena, a partire dal 1400, all'epoca erano chiamati "marzapanetti", ed erano molto costosi.
Nel rinascimento diventano poi un dolcetto immancabile durante i banchetti di nozze dei nobili, il matrimonio più famoso in cui i marzapanetti erano serviti in quantità imbarazzante è stato quello della bellissima Caterina Sforza.
Solo a partire dal 1880 i marzapanetti verranno chiamati ricciarelli.

Ingredienti:

farina di mandorle g 400
zucchero semolato g 250
2 albumi
2 bustine di vanillina

Mettete tutti gli ingredienti nel frullatore a lame e frullate fino ad ottenere un impasto liscio, se dovesse risultare tro secco aggiungete un altro albume.
Formate poi dei filoncini, avvolgeteli nella velina e lasciateli in frigorifero a solidificarsi.
Toglieteli da frigo, tagliate dei quadratini ed allungateli, infornateli in forno già caldo a 60° per 20 minuti.
Una volta sfornati fateli raffreddare e cospargeteli di zucchero a velo, oppure immergeteli nel cioccolato fondente.

martedì 3 gennaio 2012

Crema bianca al Caffè

L'anno nuovo per me è iniziato con la fissa del riso alla piastra, non lo so perchè, forse c'entra la mania del giapponese e la dipendenza che ho dalle alghe wakame, non lo so, però, son già 2 giorni che vado avanti a pranzo e cena a riso alla piastra ( a parte ieri sera che Luca mi ha fatto gli spaghetti di soia) di mare, con verdure...
E mi piace da morire, mi sto specializzando, anche perchè in rete non ho trovato manco mezza ricetta attendibile ( in verità non ne ho proprio trovate, ma non è che abbia perso ore nella ricerca è) quindi prossimamente, oltre che ricette al tartufo, avrete anche ricette del riso alla piastra, che, fidatevi, è delizioso!

Oggi vi scrivo la ricetta della crema bianca al caffè, che si, doveva essere bianca, però ho lasciato i chicchi di caffè troppo in infusione.
Vi do questa ricetta perchè è ottima sul pandoro (qualora ne sia avanzato in casa vostra) o sul panettone, ed anche per inzupparci i cantuccini.
Non farò come i grandi chef (oggi ne ho visto uno) che servono fette di panettone con burro e acciughe, e non me le vogliano se leggeranno, per me il panettone è buono così, il profumo poi è inebriante, e per il pandoro, al massimo crema al mascarpone o Nutella!!!

Crema Bianca al Caffè

Vi assicuro che, se fatta be,e questa crema viene bianca, e sa di caffè!!


100 ml di panna fresca
1 cucchiaio di caffè in chicchi
80 gr di cioccolato bianco
1 foglio e 1/2 di colla di pesce
50 ml di latte intero


In un pentolino scaldate il latte, quando inizierà a fare le prime bollicine spegnete il fuoco e versate nel pentolino i chicchi di caffè, lasciate raffreddare completamente.
A parte in un altro pentolino fate sciogliere il cioccolato nella panna, ammollate i fogli di gelatina in acqua fredda.
Aggiungete al composto di cioccolato e panna il latte filtrato.
Togliete dal fuoco, unite la gelatina ammollata, fate raffreddare.

Potete anche servirla calda e cremosissima, basterà farla addensare con maizena e togliere la gelatina!





Prossimamente su Lovely Cake...





A noi ci piacciono tanto, sui crostini, nella pasta...
E a voi?
Prossimamente una serie di ricette al tartufo, tutte per voi!

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