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L'arte è tutto ciò che nasce dal sogno, e plasmato dalle mani dell'uomo diventa realtà....

venerdì 8 novembre 2019

Valhalla, la brace degli Dei


Ah il Valhalla, il paradiso dei Vichinghi!
Chi non ne ha mai sentito parlare?
Ornato da elmi e scudi d’oro, dove le anime dei valorosi guerrieri si riunivano alla tavola degli Dei a banchettare a grandi tavole imbandite con succulenti arrosti, carni alla brace, carni crude condite con erbe di bosco, birra così densa da sembrare miele e deliziosi dolci a base di formaggi di capra, vi immaginate che profumo di cervo alla brace, agnello arrosto e idromele?
Chissà se esiste un posto così…



 Fermi tutti, esiste, e si trova a Milano, precisamente a due passi dai Navigli!
È il ristorante Valhalla, il primo ristorante vichingo d’Italia che si rinnova completamente mantenendo la sede di via Gaetano Ronzoni 2, i nuovi interni sono firmati da Pietro Spoto, scenografo e artista milanese che ha voluto evidenziare l'indole esperienziale e narrativa del ristorante: la progettazione degli spazi è stata guidata da una volontà emozionale e poetica nel tradurre i caratteri delle popolazioni vichinghe in rimandi iconici, per farla breve entrando ci si ritrova in un piccolo paradiso luminoso, con tavoli d’oro, candele, elmi, e musiche a tema, entrando nella seconda sala si abbandona il luminoso colore d’oro del sole e dei tavoli per entrare in un bosco scuro fatto di poltrone rivestite di pelliccia, veli misteriosi, tavoli di legno nero e profumo di magia…
Un’esperienza decisamente fuori dal comune per trasformarsi per una sera in moderni vichinghi e gustare selvaggina cotta alla brace o trattata con la tecnica della bassa temperatura in quella è stata scelta come “la brace degli dei” milanese.
Un’approfondita ricerca sull’alimentazione delle antiche popolazioni nordiche, reinterpretata in chiave moderna ha portato alla definizione della carta di Valhalla: il focus è sulla selvaggina, che veniva cacciata tutto l’anno e sui pochissimi capi che erano allevati come vitelli, maiali e agnelli, la cottura era effettuata con le braci o bollita. 



 Ogni piatto al Valhalla ha un nome vichingo che richiama una leggenda della saga norrena, l’idea di questo splendido locale che è in continua evoluzione è di Igor Iavicoli e Milena Vio, già gestori del Vinyl Pub in zona isola e appassionati di mitologia nordica, dalle loro parole la passione traspare nitida e i piatti sono divini, a cucinarli è Mauso Molon, anche lui giovanissimo ma con moltissime esperienze importanti in hotel di lusso
Il menù cambia costantemente, includendo anche proposte di pesce e vegetariane per chi non ama la carne, quando sono stata io i nomi dei piatti erano tratti dalla leggenda di Sigfrido e Brunilde, ho potuto degustare



Hjalprek: un saporito carpaccio di manzo arricchito da scalogno glassato, pomodorini confit ed una splendida maionese affumicata da far girar la testa



Sigmund: tartare di cervo della Nuova Zelanda con cipolla rossa e spuma di pane al pino, sicuramente una delle tartare più buone che ho avuto il piacere di assaggiare in vita mia, la carne era succosa, tenera e saporita, il contrasto con la cipolla rossa croccante ben bilanciato e la spuma di pane al pino era soffice come una nuvola e buona come ambrosia, un piatto da Dei!



Noatung: cosce d’anatra francesi cotte a bassa temperatura con verdurine dell’orto accompagnate da tre tipi di sale diverso per condire il tutto a piacimento



Per concludere Vilmegir: cremoso alla ricotta di capra, idromele, pera cotta, noci caramellate e favo di miele, un dessert perfettamente bilanciato che mi è piaciuto tantissimo, accompagnato da un ottimo idromele

Per concludere il Valhalla è un ristorante unico nel suo genere, il posto per chi ama le novità, per chi ama la storia e per chi vuole sentirsi protagonista di una leggenda, ci credete che a distanza di mesi ogni giorno spero ancora di poterci tornare presto?
Ah, se solo lo avessi sotto casa diventerebbe il mio posto speciale dove portare a cena parenti e amici, stravedo per il Valhalla, sento ancora in bocca il sapore della tartare di cervo, mi vengono le lacrime agli occhi dalla gioia se ripenso al delizioso dessert, in assoluto un posto destinato a scalare le classifiche, non lasciatevelo scappare!


Gli orari del Valhalla:
Dal lunedì al sabato dalle 19 alle 23
Domenica dalle 12 alle 15

Valhalla, la brace degli Dei
via Gaetano Ronzoni 2, Milano
+39 0284041503
valhallarestaurantmilano@gmail.com

mercoledì 30 ottobre 2019

Frolla veloce per una crostata da paura!


Mancano poche ore alla fatidica notte di Halloween, avete già preparato qualche dolcetto da distribuire in giro?
La sera ci attenderà un menù a base di zucca e ravioli neri a forma di pipistrello, sformati di formaggio a forma di mummia e ragnatele di zucchero filato accompagnate da occhi di tartufini al cocco, ma se non avete abbastanza tempo per preparare tutto allora eccovi la ricetta di una crostata super veloce!
Per realizzarla ho utilizzato una confettura di mirtilli che mio papà mi aveva portato dalla montagna, ma potete utilizzare una confettura già pronta, vi consiglio quella di castagne giusto per rimanere in tema “autunno”, anche se qui da noi è più estate che altro visto che ancora il pomeriggio vado in giro con le maniche corte.

Per la frolla veloce


 300 gr di farina
150 gr di zucchero
170 gr di burro freddo a cubetti
1 uovo e 1 tuorlo
la scorza grattugiata di un limone
semi di una bacca di vaniglia

Unite tutti gli ingredienti nel robot a lame e frullate fino ad ottenere un composto omogeneo, stendetelo con il mattarello su un piano infarinato.
Il più è fatto!
Non vi resta che rivestire una teglia con la frolla appena ottenuta, farcirla con confettura a piacere e ricoprirla con ulteriore frolla.
Per la faccia di Jack Skeleton di Nightmare before Christmas, per chi lo avesse riconosciuto, vi basterà incidere la superficie della frolla con un coltello a lama liscia ben affilato ed eliminare gli incavi degli occhi e del naso.

giovedì 24 ottobre 2019

Cardi saltati al midollo con aria di latte di mandorla


Trovo che i cardi siano una verdura affascinante, i così detti “cardi gobbi” venivano cucinati già nell’antico Egitto, ed i semi ed i germogli erano utilizzati al posto del caglio nei formaggi, oggi noi non facciamo più un largo uso di questa verdura come invece è stato in Italia nel 1500 dove venivano proposti in tutte la salse, tuttavia sono un alimento da rivalutare visto che contengono molte vitamine e minerali e che fanno benissimo al nostro organismo.
Il loro sapore leggermente amarognolo ricorda i gambi dei carciofi, per questo sono buonissimi fritti o bolliti, conditi con sale, olio e limone, noi oggi li proponiamo in veste elegante, saltati nel midollo e addolciti con una schiuma di latte di mandorla.

Cardi saltati al midollo con aria di latte di mandorla



Per i cardi



Cardi 1 kg

Private i cardi delle estremità pelateli per eliminare i filamenti, lavateli e tuffateli in acqua salata bollente fino a che non saranno morbidi.

Per il latte di mandorla e la sua aria



Mandorle pelate 100 g
Acqua 500 g
1 cucchiaio di lecitina di soia

Munitevi di mezzo litro di latte di mandorla non zuccherato oppure procedete lasciando a mollo per una notte le mandorle, frullandole nell’acqua e filtrando il tutto.
Unite il cucchiaio di lecitina di soia al latte di mandorla, stemperate e lasciate riposare, poi frullate con il frullatore ad immersione incorporando aria, si formerà una schiuma.

Finitura e impiattamento


 Midollo 100 g
Sale
Pepe nero macinato fresco
1 filo d’olio evo

Fate sciogliere il midollo in una padella, filtratelo e rimettetelo in padella, unite i cardi e saltateli a fuoco alto fino a doratura, salate e pepate, infine impiattate, condite con poco olio e coprite copritelo con la schiuma ottenuta dal latte di mandorla e servite subito.

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