L'arte è tutto ciò che nasce dal sogno, e plasmato dalle mani dell'uomo diventa realtà....

lunedì 22 gennaio 2018

A tavola senza errori: il lessico nel piatto

"Cameriere, vorrei il polipo"
No, fidatevi, non lo vorreste un polipo, nè al ristorante nè altrove.



Sono tanti gli errori che comunemente ci accompagnano a tavola, iniziamo dal più comune:

Il polpo.

Si chiama polpo, non "polipo".
Il polpo è un cefalopode della famiglia Octopodidae, senza dubbio un bellissimo animale che tanti amano ritrovarsi nel piatto, il "polipo" è invece un animale che dà origine ai coralli, un esempio di polipo è l'anemone di mare, quell'animaletto con tanti piccoli tentacoli filamentosi che si trova a volte sugli scogli, è urticante, da crudo, perchè si, volendo può esser cotto, tenendo presente che va lavorato letteralmente con i guanti e che veniva mangiato in tempo di guerra, il che è tutto un dire...
Esistono dei temerari che ancora lo cucinano, ma, li chiamano "anemoni di mare" o "attinie", come è giusto che sia.
Perciò sappiate che quando al ristorante ordinate un "polipo" state ordinando un anemone,  o peggio, in medicina il "polipo" è un escrescenza di tessuto che nessuno ordinerebbe mai.

Gli gnocchi

Sono "gli gnocchi" e non "i gnocchi"
La forma corretta secondo la regola Italiana è quella con l'articolo, "lo gnocco" per la forma singolare, "gli gnocchi" per quella plurale, perchè la "g" è seguita da una consonante; persiste tuttavia la forma dialettale, e sono in molti a dire "i gnocchi", il cameriere capirà comunque, il professore di Italiano non apprezzerà affatto.

Menu o menù

Potrà sembrare strano ma entrambe le forme sono corrette,"menu" è una parola francese, che compare in Italia nel 1878, essendo francese non c'è dubbio alcuno sulla pronuncia che è appunto "menù", in Italia invece il dibatitto è aperto da decenni,sulla pronuncia siamo tutti d'accordo, ma l'accento ci va o non ci va?
Nella lingua italiana gli accenti vengono segnalati, basti pensare a "baccalà, ragù, purè" , per il Treccani "menù è l'adattamento della forma menu", per il Gradit: "menù è una varianete di menu".
Pertanto, strano ma vero, entrambe le forme sono corette.

Frigo o Frigor

La parola frigorifero proviene dal latino "frigus", cioè freddo e "fero", cioè "porto" (verbo portare) perciò letteralmente è un "portatore di freddo", l'abbreviazione "frigus" pertanto avrebbe più senso di Frigor.
Perciò perchè alcuni lo chiamano Frigor, ma sopratutto perchè continuo a scriverlo maiuscolo?
Perchè Frigor nasce nel 1958, ed è un' azienda impegnata nella manutenzione di impianti di refrigerazioni, pertanto chiamare "Frigor" il frigorifero è come chiamare "Calippo" ogni genere di ghiaccioli, o "Algida" un qualsiasi gelato.

La liquirizia è una radice, la lequirizia una forma dialettale.

La forma corretta è "liquirizia", e viene dal latino "liquiritia", non lequirizia, liquorizia nè tantomeno liguirizia o liguerizia, tutto ciò che non è "liquirizia" è una forma popolare.

La tartàre, la tartar la tar-tar e la tartara

Con tartàre (termine francese) si intende una preparazione a base di carne o pesce, tritata a piccoli pezzettini e condita con vari ingredienti; in Italia il termine "tartàra" è molto usato, ma qual è il termine giusto?
Si dice che si chiami tartàre perchè il popolo dei Tartari era solito tritare la carne per sporzionarla meglio durante il trasporto, essendo un popolo nomade capitava spesso che la fame li cogliesse in viaggio, e sicuramente era più facile prendere qualche cucchiaio di carne tritata piuttosto che armarsi di piani di lavoro e coltelli per tagliare la carne, che per di più, tagliata a piccoli pezzetti non rimane indigesta se cruda, vi sfido invece a prendere una bistecca cruda a morsi.
Si scrive "tartàre" e si pronuncia "tartàr", il termine "alla tartara" è italianizzato e va comunque bene, sono sbagliate invece le altre forme "tar-tar e tartar"

L' avocado, l'avocato, l' avogado e l' avvocato

L' avvocato è un tipo che ha studiato per diventare appunto avvocato, e non c'entra niente con la cucina, l'avvocato perciò non è un frutto.
Direte voi "è ovvio", e invece no, mi sono imbattuta più volte di quanto avrei voluto in blog e siti che proponevano "salsa di avvocato alla cipolla" e già mi immaginavo il povero avvocato in giacca e cravatta che doveva essere pelato e privato del nocciolo prima di essere tagliato a tocchettini, perciò tornando a noi: l'avocado non porta la cravatta e l'avvocato non è verde.
L'avocato è invece un avvocato a cui manca una "v".
La parola "avocado" è inglese ed in italiano rimane invariata, suddetta parola deriva dallo spagnolo "aguacate", che a sua volta deriva da "abogado" (avvocato), perciò si, un avvocato alla fine lo abbiamo trovato, ma lui non è commestibile mentre il frutto si.

La spruzzata di parmigiano e la spolverata di limone

Il parmigiano è un solido, e a meno che non vi cimentiate nella cucina molecolare, rimane solido, pertanto non si "spruzza", i liquidi si spruzzano, si nebulizzano, perchè appunto sono liquidi e ci consentono di farlo, potete "spolverare" un piatto con del parmigiano, perchè essendo solido può essere ridotto in polvere o quasi, quindi, si alle spolverate di parmigiano, no alle spolverate di limone; il limone si spruzza, una spruzzata di limone ci sta.

Arancine o arancini

Stiamo parlando della specialità siciliana conosciutissima nel mondo, a base di riso che ha diviso l'Italia in due, viene chiamata arancina (rotonda) nella parte occidentale e arancino (rotondo o a punta, forma che potrebbe essere ispirata dalla figura dell’Etna) nella parte orientale, la ricetta deve il suo nome all'arancia.
Nel 1857 sul divionario siciliano-italiano di Giuseppe Biundi appare la forma "arancinu" che di certo non ha aiutato a far chiarezza.
L'Accademia della Crusca ha stabilito che entrambi i termini sono corretti, perciò mettetvi l'anima in pace, che comunque li si chiami rimangono spettacolari.

Latte di soia o bevanda di soia

Lo si chiamava latte di soia fino a poco tempo fa, poi una legge del 2017 ha sancito che con il termine "latte" è possibile commercializzare solo l'alimento di orgine animale, eccezion fatta per il latte di mandorla e quello di cocco.
Perciò nel linguaggio comune "latte di soia" può essere usato, è comunque corretto, per il settore vendite invece le diciture "latte di soia" o di riso o altro spariscono, per lasciare il posto a "bibita o bevanda".

Il Cacciucco e le 5 C

Ogni volta che un Italiano pronuncia "caciucco o casciucco" un Livornese muore, è come in "Peter Pan", ogni volta che qualcuno dice che le fate non esistono ne muore una, e per salvarla bisogna battere le mani e ricredersi.
Sappiate che per salvare il Livornese non basta il battito di mani, una volta che le sue orecchie avranno sentito "caciucco" lo vedrete portarsi una mano al cuore, con un'espressine di dolore puro, un qualcosa di molto simile ad un infarto.
Il Cacciucco si sa, è nato a Livorno, è il piatto simbolo di questa città, gli abitanti ne vanno orgogliosi, tanto che è nata la manifestazione Cacciucco Pride, di cui io, modestamente, ho organizzato il contest lo scorso anno per conte della Proloco e del Comune, comunque, tornando a noi, la parola Cacciucco contiene 5 "C", esiste anche una certificazione denominata "5 C", ovvero: "Caratteristico, Classico, Cucinato con Cura e Competenza".

Se hai freddo metti il poncho, se vuoi bere bene prendi il ponce

Rimaniamo a Livorno, dove si beve il "ponce", non il punch, non il ponc, il ponz o il poncio.
Il ponce è una bevanda a base di caffè e alcool che va gustata calda, ottima l'inverno, dolce e dal gusto corposo, il poncho è un indumento ed il punch una bevanda usata dai più come digestivo.

Il sangria o la?

La forma corretta è "la sangria", perchè è una bibita, non un vino.

Arancia o arancio

In Italiano si usa il femminile per i nomi dei frutti e il maschile per gli alberi, perciò il frutto è l'arancia, che è appunto il frutto dell'arancio, l'albero.
Con "arancio" si intende il colore.

Cheesecake, plumcake, apple pie, wafer e cupcake, tanto per complicarci la vita

Il genere più usato in Italiano è quello maschile, pertanto  molte parole in assenza di criteri che le caratterizzino diventano maschili.
Tuttavia esistono parole straniere che ormai fanno parte del nostro linguaggio comune, come "apple pie", la torta di mele americana, per cui è stato scelto il genere femminle, dopottto è "la" torta di mele, anche se non esiste una vera e propria regola, come non esistono regole per altri termini simili come per i brownie, parola che deriva da "brown", marrone appunto, come il colore dell'impasto di questo dolcetto al cioccolato, gli italiani hanno sancito che la forma corretta è maschile, quindi "il" brownie.
Che dire invece dei bagel?
In Polonia ogni mattina ne mangiavo uno fresco fresco a colazione, finchè parliamo in inglese il problema non si pone, ma in italiano come dobbiamo chiamarlo?
Secondo lo Zingarelli il bagel è una ciambella di pasta lievitata, quindi "la" bagel, e in rete, strano ma vero si trovano migliaia di risultati per "la bagel", tuttavia la maggioranza preferisce la forma maschile.
Cosa dire invece dei cupcake?
Sono dolcetti o tortine?
Il cupcake o la cupcake?
In questo caso la maggioranza dice "il cupcake", badate bene non è una maggioranza schiacciante, rucorsiamo tuttavia che entrambe le forme sono corrette dato che non è ancora stata scritta una regola che li caratterizza.
Ed ora, dulcis in fondo, il celeberrimo cheesecake, o la cheesecake?
Stiamo parlando della torta di formaggio per eccellenza, ad oggi il dizionario Garzanti registra il termine al maschile, lo Zingarelli riporta entrambi i generi, nel web ad averla vinta è il genere femminile, quindi "la cheesecake", e voi, da che parte vi schierate?

venerdì 19 gennaio 2018

Tofu, l'alternativa al formaggio dai mille volti, ecco la versione molecolare

Il tofu: l'alternativa al formaggio per eccellenza, per apprezzarlo bisogna conoscerlo, per amarlo bisogna saperlo trattare.
Prima di tutto toglietevi dalla testa che questo sia un semplice surrogato del formaggio per vegani, il tofu è si un'alternativa, ma anche un mondo a parte, disponibile sul mercato in varie consistenze, perciò non fermatevi al primo assaggio del tofu spugnoso ed amarognolo del supermercato, cercate quello "silk" dalla consistenza simile ad un budino, delicato, bianchissimo e con un lieve sapore di latte, oppure, se amate i gusti decisi, cercate quello affumicato, spesso venduto in striscioline scure e consistenti; la richiesta del tofu è così tanta che in tutto il mondo stanno fioccando negozi che vendono solo questo alimento in tutte le sue forme, dalla consistenza silk, passando per la medium ed arrivando fino alla bibita, impropriamente chiamata "latte", almeno a quanto dice il decreto passato lo scorso anno in cui si sancisce che le bevande vegetali, fatta eccezzione per quella di cocco e quella di mandorla, non potranno più essere commercializzate con la dicitura "latte", che verrà invece riservata esclusivamente a prodotti di origine animale.

Tofu, elisir di giovinezza

In Italia i Sardi in quanto a longevità la fanno da padrone, oltrepassando la soglia dei 100 anni di vita, grazie all'aria pulita dell'isola, aiutati da un'alimentazione sana, ricca di olio d'oliva, frutta secca e pesce azzurro, povera di carne e con una vita priva o quasi di stress; anche se a detta dei longevi isolani il segreto della lunga vita è da ricercarsi nel vino, che in effetti, secondo alcuni scienziati, se consumato con moderazione, grazie al ricco contenuto di polifenoli, può contribuire a rallentare il processo di invecchiamento.

A contendersi lo scettro di popolazioni più longeve del mondo sono quindi Giapponesi e Sardi, nel 2015 il "Daily Telegraph" ha pubblicato uno studio in cui inserisce tra gli abitanti con le più alte aspettative di vita del pianeta i Giapponesi di Okinawa, che oltrepassano i 100 anni in forma smagliante, così smagliante che ancora camminano per chilometri per portare al pascolo il gregge di pecore, senza alcun sengno di demenza senile, risultanti sconcertanti se li paragono a me che a 30 anni sono già piena di acciacchi...
I risultati delle ricerche hanno dimostrato che i Giapponesi presentano un basso rischio di arteriosclerosi e tumori ormono-dipendenti, ed il segreto sambrerebbe essere il cibo: un'alimentazione con alimenti poveri di calorie ma con un alto valore nutritivo, una dieta ricca di pesce e verdure, in cui latticini e carne sono praticamente assenti, sulla loro tavola compaiono grandi quantità di tofu e alghe.

Sardi e Giapponesi sono seguiti a ruota dai Greci, nello specifico dagli abitanti di Ikaria, qui i casi di depressione sono quasi inesistenti, gli abitanti hanno una vita molto attiva, a causa degli scarsi mezzi di trasporto che li incentivano ad andare a piedi e fare molto movimento, qui non è raro imbattersi in un 90enne che bello arzillo cammina per chilometri, anche qui la dieta è ricca di olio d'oliva, come in Sardegna, i casi di cancro sono pochissimi, ed il segreto, a detta degli anziani, sta nelle tisane a base di erbe di montagna e all'utilizzo di erbe e spezie, come salvia, menta e rosmarino, che vengono consumate in infusione ed aggiunte agli alimenti, ad Ikaria ls dieta è ricca di pesce, e povera di cibi grassi e lavorati.
Qual è quindi il segreto della longevità?
Un bicchiere di vino rosso ad ogni pasto?
Oppure una dieta in cui l'unico grasso concesso è l'olio di oliva?
L'elisir di lunga vita sta forse in mare, nelle alghe e nei pesci?
Nel dubbio noi iniziamo dal tofu e dalle erbe.

Come già vi ho scritto, non fermatevi al tofu del supermercato, molto spesso sugli scaffali trovate solo quello spugnoso ed amarognolo, difficile da apprezzare; armatevi di pazienza, preparatelo in casa, dopotutto occorrono solo due ingredienti ed è semplicissimo da preparare, (Tofu Home Made) cercatelo su internet, oppure recatevi in un negozio apposito, che vende solo Tufu e derivati.

A Milano io mi rifornisco da "Tutto Tofu" di Zhong nella ormai conosciutissima Via Sarpi, al numero 4, qui troverete Tofu in tutte le salse, fresco, secco, affumicato e già condito, i prezzi variano dai 3 ai 6€ al Kg, oltre che economico posso assicurarvi che è davvero buono.

Se bazzicate il centro Italia e vi trovate a Roma non potrete non fare un salto da "Tofu Bio Otani", Via Adolfo Croce 32, Montecompatri, qui si produce Tofu con macchinari fatti arrivare appositamente dal Giappone, un prodotto di altissima qualità!

Per tutti gli altri c'è il NaturaSì o lo shopping online, che non delude mai, Asia-Market propone una buona scelta.

Tofu al finocchio di mare, emulsione d'olio alla soia e caviale di erbe al limone
 


1 panetto di tofu a persona

Per l'emulsione di olio alla soia


2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
1 cucchiaio di salsa di soia salata
1/2 cucchiaio di salsa di soia dolce
2 gocce di Tabasco Verde

Unite tutti gli ingredienti nel boccale del frullatore ad immersione e frullate, tenete da parte.

Per il Caviale di erbe al Limone


150 ml di infuso di erbe allo zenzero
un cucchiaino abbondante di polvere di scorza di limone
una presa di curcuma
alginato di sodio 1 g
cloruro di calcio 2 g
acqua
una siringa

Frullate con il minipimer l'infuso, la curcuma e la polvere di limone, unite l'alginato e frullate.
Frullate a parte anche 500 ml di acqua aggiungendo il cloruro.
Prelevate con la siringa senz'ago l'infuso, e fate cadere tante piccole gocce nella soluzione di acqua e cloruro, vedrete che si solidificherà all'istante.

Per le erbe ed il finocchio di mare

 

1 mazzetto di finocchio di mare (erbe e fiori)
1 mazzetto di origano fresco
qualche stelo di erba cipollina
qualche foglia di erba limoncina
qualche foglia di salvia ananas
1 punta di cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
1 cucchiaio di olio extra vergine d'oliva
1 cucchiaio di succo di limone

Frullate gli ingredienti tutti insieme.

Componiamo il piatto


Disponete il tofu alla base del piatto, conditelo con il caviale di limone ed il trito di erbe e finocchio di mare.
Guarnite con zenzero fresco grattugiato, qualche fogliolina fresca di salvia ananas e fiori di finocchio di mare, condite con l'emulsione si olio e soia, servite.

martedì 16 gennaio 2018

Clementine caramellate sottovuoto

Mandarini o clementine?
Quali sono le loro differenze e qual è meglio sciegliere?

Visivamente i due frutti in questione sono quasi identici, ed è facile confondersi, anche se le differenze in realtà sono tante e significative, è bene scegliere con attenzione per ottenere una ricetta dal risultato perfetto, ad esempio la clementina la scorza più sottile del mandarino, ed è più dolce, con un gusto molto simile a quello delle arance, il mandarino invece ha scorza più spessa e gusto più aspro.
Le clementine contengono pochissimi semi al contrario dei mandarini e si prestano a vari utilizzi in pasticceria, mentre i mandarini con il lor gusto più aspro sono perfetti anche per le arricchire insalate e secondi.
Entrambi i frutti sono ricchi di vitamina C ed antiossidanti, le clementine tuttavia sono leggermente più caloriche, parliamo di una quantità irrisoria, 47 calorie ogni 100 g contro i 53 g dei mandarini.

Vi siete mai chiesti quale sia il risultato di agrumi cotti sottovuoto a bassa temperatura?
La cottura sottovuoto fa si che un alimento non necessiti di ulteriori liquidi in cottura, se non quelli che già contiene, inoltre l'assenza di ossigeno fa si che l'alimento non si ossidi, mantenendo i colori brillanti, la frutta cotta sottovuoto sarà sempre lucida e splendente come un piccolo gioiello; grazie alla bassa pressione in cottura ed al sacchetto sigillato gli alimenti non perdono liquidi, che vengono invece ridistribuiti al loro interno facendo si che il sapore sia più intenso.
Ne caso degli agrumi il risultato è sorprendente, il succo caramellerà con lo zucchero, creando della frutta candita morbidissima che si scioglie in bocca e dal sapore intenso.
È possibile poi frullare gli agrumi, una volta eliminati i semi, ed aggiungerli a creme o panna montata, utilizzarli per creare deliziosi gelati, tagliarli a cubetti ed aggiungerli all'impasto dei dolci, oppure spalmarli sul pane come una marmellata. 

Per questo vi ho parlato della differenza tra clementine e mandarini, perchè per la ricetta di oggi occorerà scegliere un agrume dalla buccia sottile e dal sapore dolce, come i mandarini appunto, il risutato sarà così più versatile e di facile utilizzo, semplice da frullare per ottenere una purea.


Clementine caramellate sottovuoto


10 clementine
Zucchero bianco (la metà del peso dei mandarini)
1 stecca di vaniglia, o cannella, a piacere

Punzecchiate con uno stuzzicadenti i mandarini, procedete facendo fori profondi, fino ad incidere la polpa ,uniteli insieme allo zucchero nella busta per il sottovuoto.
Fate cuocere in bagno termostatico a 85' per 4 ore, o comunque fino a che lo zucchero non sarà caramellato.
Una volta pronti, eliminate lo sciroppo in eccesso, che può essere utilizzato per creare liquori, aggiunto all'acqua per ottenere una bevanda aromatizzata ottima per i bambini, o diluito con acqua brillante, sarà la base per ottimi ghiaccioli.
In purezza può essere utilizzato al posto del miele nelle ricette, oppure al posto del glucosio nelle glasse.
Ricordate che lo sciroppo ottenuto avrà un piacevole sapore dell'agrume che vi è stato cotto dentro, ed un profumo intenso di fiori.



Tangerine or clementines?
What are their differences and what is better to choose?

Visually the two fruits in question are almost identical, and it is easy to get confused, even if the differences are really many and significant, it is good to choose carefully to obtain a recipe with the perfect result, for example clementine the finest rind of tangerine, and it is sweeter, with a taste very similar to that of oranges, mandarin instead has thicker rind and more sour taste.
Clementines contain very few seeds unlike tangerine and lend themselves to various uses in confectionery, while mandarins with their harsh taste are also perfect for enriching salads and main courses.
Both fruits are rich in vitamin C and antioxidants, but clementines are slightly more calories, we are talking about a ridiculous amount, 47 calories every 100 g against 53 g of tangerine.

Have you ever wondered what is the result of cooked citrus fruits at a low temperature?
Vacuum cooking means that a food does not require further liquids during cooking, if not the ones it already contains, moreover the absence of oxygen means that the food does not oxidize, keeping the bright colors, the cooked fruit under vacuum will always be shiny and shining like a little jewel; thanks to the low cooking pressure and the sealed bag the food does not lose liquids, which are instead redistributed inside them making the taste more intense.
In the case of citrus fruit the result is surprising, the juice will caramelize with sugar, creating a very soft candied fruit that melts in the mouth and has an intense flavor.
You can then blend the citrus fruit, once the seeds have been eliminated, and add them to creams or whipped cream, use them to create delicious ice creams, cut them into cubes and add them to the dough, or spread them on bread like a jam.
That's why I told you about the difference between clementines and mandarins, because for today's recipe it will be necessary to choose a citrus with a thin skin and sweet taste, just like mandarins, the rice will be more versatile and easy to use, easy to blend for get a puree.

Vacuum-flavored clementines
10 clementine
White sugar (half the weight of the mandarins)
1 stick of vanilla, or cinnamon, to taste

Prick the mandarins with a toothpick, proceed making deep holes, until the pulp is cut, add them together with the sugar in the vacuum bag.
Cook in a thermostatic bath at 85 'for 4 hours, or at least until the sugar is caramelized.
Once ready, remove the excess syrup, which can be used to create liqueurs, added to the water to get an excellent flavored drink for children, or diluted with bright water, it will be the basis for excellent ice lollies.
In purity it can be used instead of honey in recipes, or in place of glucose in the glaze.
Remember that the syrup obtained will have a pleasant taste of the citrus that has been cooked inside, and an intense smell of flowers.

mercoledì 13 dicembre 2017

Assolo di Fontina

In musica un assolo è una breve sezione solistica presente in un brano, oppure unbrano  eseguito da un unico cantante.

Diciamo perciò che nel piatto di oggi il solista è la Fontina, protagonista indiscusso di questo piatto, a far da coro a questo formaggio dal gusto unico, i sapori che si ritrovano nel pascolo d'alpeggio e nelle campagne Toscane ed un uovo speciale, nato da galline allevate con latte di capra.

Dietro la scelta degli ingredienti di questo piatto c'è uno studio che parte proprio dalla storia della Fontina, ingrediente principale, che, per l'occasione doveva fondersi con un ingrediente della mia regione, la Toscana, per questo ho voluto far si che ogni elemento fosse collegato, la Fontina è burrosa, con sentori erbacei e dolci, dovuti alle erbe ed al fieno presenti nei pascoli, per questo ho deciso di usare come base per le varie preparazioni del  burro d'alpeggio, timo e fieno di montagna per affumicare, ho scelto poi il latte del Mugello, l'oro bianco Toscano per eccellenza, un latte dal gusto unico ed inconfondibile, nato nel 400' grazie a i Medici che decisero di creare un allevamento di vacche nutrite con il foraggio Toscano, ancora oggi questo latte è conosciuto e pregiato, quasi cremoso, dal retrogusto spiccato di panna e dal profumo zuccherino con sentori di fieno fresco.

Un altro elemento che compone questo piatto è l'uovo del Parisi, Toscano per eccellenza, un uovo speciale, nato da galline Livornesi a cui viene dato latte di capre allevate nei boschi, il gusto perciò è inconfondibile, il tuorlo incredibilmente cremoso e dal gusto persistente con un retrogusto di mandorla e frutta secca che si sposa a meraviglia con la Fontina.

Ultimo elemento di questo piatto è la melanzana Violetta di Toscana, dalla polpa dolce, tenera e saporita, che viene cotta con timo fresco, sottovuoto, per mantenere a pieno il sapore, e poi saltata in padella con una noce di burro d'alpeggio; a conferire una nota particolare la scorza di limone, che esalterà il sapore della crema di Fontina sui verranno adagiate, una crema creata con un brodo ristretto di Chianina e gallina Livornese...

Un piatto complesso da descrivere; all'assaggio sarà un gioco di consistenze e temperature, di sapori che si rincorrono a vicenda e si intersecano tra loro creando qualcosa di unico, un piatto che induce alla meditazione, che va gustato con calma per assaporare a pieno tutti i sapori.

Immergete il cucchiaio nell'uovo in camicia, lasciate che il tuorlo abbracci la crema di Fontina, assaporate la concassè di melanzane, burrose e profumate al limone.
Cercate le perle di latte d'alpeggio affumicato al fieno di montagna, assaporatene l'essenza, un'eslposione di sapore, un guscio di latte che racchiude un cuore liquido, perdetevi nella spuma di Fontina, tutto il gusto della Fontina in una mousse leggera e soffice come una nuvola, lasciatevi tentare dalla cialda croccante di Fontina e pepe bianco...

Le declinazioni della Fontina in questo piatto

La crema di base è ottenuta con brodo di chianina e gallina Livornese, panna fresca e Fontina, la consistenza è vellutata e cremosa, il gusto deciso e persistente.

La spuma di Fontina, realizzata con panna fresca, latte del Mugello e una presa di curcuma; la consistenza è leggera, spusa e soffice, il gusto è delicato, racchiude tutte le note dolci della Fontina esaltate dalla nota zuccherina del latte del Mugello, reso equilibrato dalla curcuma.

Le perle di latte affumicato con fieno di montagna, il latte del Mugello viene affumicato con del profumato fieno di montagna, prima viene arricchito con della Fontina stagionata in infusione, che conferirà al composto un leggero retrogusto tipico della Fontina stagionata che ricorda vagamente le noci.
La consistenza è vellutata, l'esterno consistente, l'interno liquido, in bocca un esplosione di sapore, il sapore è quello del latte appena munto, con note zuccherine ed un delicato retrogusto affumicato e noci fresche, lascia un leggero ma persistente retrogusto di Fontina.

Cialda croccante di Fontina al pepe bianco e sedano di montagna.
La parte croccante del piatto è conferita da questa cialda, che racchiude una piacevole nota delicatamente piccante data dal pepe bianco, il retrogusto amarognolo del sedano di montagna esalta invece il sapore di brace dovuto alla cottura.

Pepite croccanti di Fontina stagionata, ulteriore elemento croccante del piatto aggiunte alla crema di base, il loro gusto esalterà la nota mandorlata del tuorlo d'uovo di gallina Livornese, inoltre conferiscono consistenza al piatto.


La Fontina è un formaggio valdostano di origini medioevali, inserito nell’elenco dei prodotti Dop, viene prodotto esclusivamente in Val d'Aosta, è un formaggio grasso a pasta semicruda, realizzato con latte intero crudo di bovine di razza valdostana pezzata rossa e nera alimentate prevalentemente con foraggio verde nel periodo estivo e con fieno locale nel resto dell’anno.
La Fontina ha una crosta sottile, la sua pasta è molle ed elastica di colore paglierino; il suo sapore è inconfondibile, in bocca è fondente, dolce e delicato, il retrogusto nelle forme giovani è piacevolmente burroso, mentre le più stagionate presentano un retrousto di noci con note fruttate.
 gusto della fontina è fondente in bocca, l'aroma è delicato e burroso nelle forme giovani, e nei formaggi più stagionati acquista toni fruttati e delicate sfumature di noci. L

Tratto da: http://www.alimentipedia.it/fontina-dop.html
Copyright © Alimentipedia.it
Il gusto della fontina è fondente in bocca, l'aroma è delicato e burroso nelle forme giovani, e nei formaggi più stagionati acquista toni fruttati e delicate sfumature di noci.

Tratto da: http://www.alimentipedia.it/fontina-dop.html
Copyright © Alimentipedia.it
Il gusto della fontina è fondente in bocca, l'aroma è delicato e burroso nelle forme giovani, e nei formaggi più stagionati acquista toni fruttati e delicate sfumature di noci.

Tratto da: http://www.alimentipedia.it/fontina-dop.html
Copyright © Alimentipedia.it



Assolo di Fontina

Per 4 persone:

Per le Perle di Latte affumicate al fieno di montagna


300 ml di latte fresco del Mugello
50 g di Fontina stagionata
1 presa di sale
Alginato di sodio per il composto 2 g
Lattato di calcio per la bagna 3 g
Una manciata di fieno di montagna

Portate il latte ad ebollizione, toglietelo dal fuoco, unite la Fontina e lasciate raffreddare.
Filtrate il latte con un colino a maglie fitte e versatelo in una terrina.
Infornate la terrina a forno spento, a fianco disponete una manciata di fieno a cui dovrete dar fuoco, non appena la fiamma si sarà spenta chiudete il forno e lasciate affumicare per 1 ora.
Salate il latte, mescolate e prelevatene 200 ml, tenete da parte i restanti 100.
Aggiungete ai 200 ml di latte 2 g di alginato di sodio, frullate con il frullatore ad immersione e tenete da parte.
Preparate la bagna unendo il lattato a 300 ml di acqua, frullate con il frullatore ad immerisione.
Con un cucchiaino versate piccole gocce di latte e alginato nella bagna, si formerano delle perle, anche dette "ravioli", lasciatele riposare nella bagna per qualche minuto, quindi passate in acqua fredda e lasciatele riposare nei 100 ml di latte rimasto.
Prima di servire toglietele dal latte, scaldate il latte in cui riposavano, e rituffatele nel latte caldo per far si che si scaldino.

Crema di base di Fontina


300 ml di brodo ottenuto con:
1 l di acqua
1 carota
1 costa di sedano
1 cipolla rossa
1 spicchio d'aglio
1/4 di gallina
pancetta da brodo di Chianina
2 gocce di tabasco
sale 

100 ml di panna fresca
100 g di Fontina

Tritate finemente la Fontina con il robot a lame.
In un pentolino unite tutti gli ingredienti, mescolate per bene e trasferite sul fuoco a fiamma dolce, il composto non dovrà mai superare i 60°, temperatura in cui la Fontina fonde.
Fate addensare mescolando continuamente e tenete in caldo.


Per la spuma di Fontina


150 g di Fontina
200 ml di panna fresca
100 ml di latte del Mugello intero
20 g di burro d'alpeggio
1 cucchiaio di fecola
1 presa di sale
1 presa di curcuma

In un pentolino fate sciogliere il burro, unite la fecola e mescolate con un mestolo di legno, unite a filo, sempre mescolando, la panna ed il latte.
Tritate molto finemente la Fontina con il roboto a lame, unite al composto di latte e panna, lasciate cuocere a fuoco bassissimo, ricordate che la fontina fonde a 60°, perciò dovrete cercare di non superarli, l'obiettivo è ottenere una crema liscia ma non troppo densa che deve velare il cucchiaio.
Quando la crema si sarà addensata frullate con il frullatore ad immersione, salate, condite con la curcuma, filtrate con un colino a maglie fitte e versate nel sifone.
Caricate il sifone con 2 cartucce, agitate e tenete da parte.
Se non avete intenzione di utilizzare subito la spuma dovrete scaldare il sifone a bagnomaria prima di servire.




Per la concasseè di Melanzane Violette



300 g di melanzane violette
1 rametto di timo
30 g di burro d'alpeggio
sale alle erbe
1 scorzetta di limone

Pelate le melanzane e tagliatele a fette spesse mezzo centimetro, massaggiatele con del sale alle erbe e lasciate che perdano l'amaro lasciandole riposare 30 minuti.
Trascorso il tempo di riposo eliminate il sale, ricavate dei cubetti regolari, condite con il timo e la scorza di limone, trasferite nella busta per il sottovuoto e fate cuocere in acqua bollente fino a che non si scuriranno, risultando morbide.
Una volta cotte toglietele dalla busta, eliminate il timo e la scorza di limone e saltatele brevemente in padella, a fiamma vivace, con il burro.
Tenete in caldo.



Pepite croccanti di Fontina stagionata


50 g di Fontina stagionata

Tritate finemente la Fontina con il robot a lame, disponetene uno strato spesso 5 millimetri sul tappetino di silicone, compattate leggermente ed infornate a 200° fino a doratura.
Una volta pronto lasciate raffreddare e con il coltello ricavate tante piccole scalglie.


Cialda croccante di Fontina al pepe bianco e sedano di montagna

50 g di Fontina
1/2 cucchiaino di sedano di montagna (levistico) in polvere
pepe bianco

Tritate finemente la Fontina nel robot a lame.
Disponete la Fontina tritata su un tappetino di silicone, spolveratela con il pepe bianco ed il sedano di montagna.
Infornate a 200° fino a doratura, state attenti ci vorrà solo qualche minuto.
Tenete da parte.


Uovo in camicia

1 uovo* a commensale

* Uova di Parisi di Galline Livornesi allevate con latte di capre cresciute nei boschi, queste uova hanno il guscio bianco ed un gusto intenso.

1 l di acqua
1 cucchiaio di aceto di mele
1 cucchiaino di sale

Riempite una pentola di acqua, circa 1 l, unite il sale e l'aceto, con il mestolo mescolando l'acqua create un vortice, rompete le uova e disponetele in dei piattini.
Tuffate le uova una per volta all'interno del vortice, fatele cuocere giusto il tempo di rassodare l'albume, quindi scolate e tenete in caldo.
 
Composiziane ed impiattamento


 Questo è un piatto complesso, 
ma con le dovute attenzioni diventerà samplice da realizzare, 
basterà preparare con anticipo parte degli elementi che lo compongono.

Ordine di preparazione:

Perle di latte affumicate: si possono preparare con un giorno di anticipo, basterà poi toglietele dal latte, scaldare il latte in cui riposavano, e rituffatele nel latte caldo per far si che si scaldino prima di servirle.

Concassè di melanzane: si possono preparare con un giorno di anticipo, basterà poi saltarle nel burro poco prima di servirle.

Spuma di Fontina: si può preparare con un giorno di anticipo, basterà poiimmergere il sifone in acqua bollente per riscaldare il composto prima di servire.

Cialda e peptite: si possono preparare con un giorno di anticipo, basterà poiconservarle dentro un contenitore ben chiuso al riparo dall'umidità.

Crema base di Fontina: il brodo va preparato con un giorno d'anticipo, la crema la si prepara poco prima di assempblare il piatto, occorreranno pochi minuti per prepararla partendo dal brodo pronto.

Uova in camicia: si preparano al momento.


Impiattamento

Disponete alla base del piatto uno specchio di crema di base Fontina, coprite con un abbondante cucchiaio di melanzane appena saltate nel burro, spolverate con le pepite di Fontina stagionata.
Adagiate l'uovo in camicia appena preparato sopra la concassè di melanzane, ultimate con le perle di latte affumicato, la spuma al sifone e la cialda, servite subito guarnendo con un rametto di timo fresco.



“Con questa ricetta partecipo al Contest Concorso Fontina Valle d’Aosta
del Blog Un Architetto in Cucina in collaborazione con
l’Assessorato all’Agricoltura e Risorse Naturali della Valle d’Aosta”




lunedì 4 dicembre 2017

Candy Cane Spicy Cheesecake (Vegan and Gluten Free)

Tra pochi giorni partirò per Amalfi, dove soggiornerò qualche giorno nel cuore di una limonaia, perciò restate sinonizzati che vi terrò aggiornati!
Voglio lasciarvi con una ricetta speciale, un piccolo dolcetto al sapore di Natale, realizzato con una base di pan di spezie profumatissimo ed una crema soffice e vellutata coronata da frutti di bosco e candy cane all'amarena, il cheesecake preferito dai più piccoli, ed indovinate un po'?
Senza lattosio, senza glutine e senza alimenti di origine animale, per accontentare tutti!
Per questa ricetta ho utilizzato la panna vegetale da montare Hoplà, già zuccherata, che ha un gradevole sapore che ricorda il miele, questa per me è #laricettadellafelicità per le feste di Natale.

Candy Cane Spicy Cheesecake



Per il Pan di Spezie

100 g di malto di riso
200 ml di latte di mandorla
60 g di zucchero di canna integrale
125 g di farina di grano saraceno
120 g di farina di riso
1 bustina di lievito per dolci
1 stecca di vaniglia
1 grattata di scorza di pompelmo rosa
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1 presa di chiodi di garofano in polvere


Preriscaldate in forno a 180°
In un pentolino unite in latte di mandorla, il malto e lo zucchero, trasferite sul fuoco e mescolate fino a che tutti gli ingredienti saranno ben amalgamati.
Togliete dal fuoco ed aggiungete ed unite le farine, il lievito, le spezie, i semi della vaniglia e la scorza di pompelmo, mescolate fino ad ottenere un composto liscio e senza grumi, aggiungete poca acqua se necessario.
Disponete il composto su una teglia rivestita di carta da forno ed infornate per circa 35/40 minuti, quindi sfornate, fate raffreddare e ricavate tanti cerchi.

Per la crema

200 ml di panna vegetale da montare zuccherata Oplà
100 g di yogourt di soia alla vaniglia

Montate la panna.
Con una spatola unite lo yogourt alla panna ben montata, mescolando dall'alto verso il basso con delicatezza, per non smontare la panna.

Per la copertura ai frutti di bosco


50 g di confettura di lamponi
2 cucchiai di succo di frutti rossi (meglio se fragola e ciliegia)
frutti di bosco per guarnire
confettini argentati per guarnire
confettini bianchi a forma di fiocco di neve per guarnire
polvere oro
1 bastoncino di zucchero ( Candy Cane) all'amarena


Piccola precisazione:
I Candy Cane si trovano solitamente al gusto menta, in questo caso vi consilgio di sostitire la cannella del pan di spezie con una spezia più fresca come il cardamomo, ed il succo di frutti rossi per la copertura con del succo di mirtilli o meglio con del succo di lime.

In un pentolino sciogliete la confettura con il succo di frutti rossi, lasciate intiepidire

Componiamo il dessert

Alla base di un coppapasta rivestito da pellicola apposita disponete un cerchio di pan di spezie, disponetevi sopra la crema ottenuta e fate risposare in frigorifero almeno 1 ora.
Prima di servire coronate con la copertura, spolverate con la polvere d'oro, utlimate con i candy cane sbriciolati, i fiocchi di neve, i corallini argentati ed i frutti di bosco.




domenica 3 dicembre 2017

Pasticceria Giotto ed il panettone che nasce nel Carcere di Padova

Ogni anno il dilemma si ripresenta: il panettone, con i canditi o senza?
Non importa che sia o meno con i canditi, che abbia scaglie di cioccolato o frutta secca, quest'anno per Natale scegliete un panettone speciale.



Tempo fa ho avuto l'occasione unica ed irripetibile di vivere un'esperienza che mi ha in qualche modo cambiata, perchè molte volte il cambiamento parte da un gesto semplice, come preparare un dolce per qualcuno.

Oggi vi parlerò della cooperativa sociale Giotto di Padova che dal 1991 ha iniziato a tenere attività con i detenuti della casa di reclusione Due Palazzi promuovendo la realizzazione di un laboratorio speciale, un laboratorio di pasticceria.
Nel 2005 nasce  Pasticceria Giotto,un progetto creato con il cuore, il laboratorio è all'interno del Carcere, qui i detenuti impastano biscotti e sfornano colombe e panettoni, alla base del grande successo di questi prodotti c'è anche la selezione delle materie prime che vengono utilizzate per realizzarli, solo ingredienti freschi e di prima qualità, che si uniscono seguendo ricette antiche, della tradizione, tramandate da grandi artigiani.


Qui l'arte della pasticceria si trasforma nell'arte di ricominciare, prima di entrare mi è stato detto:
"negli occhi di questi uomini c'è una speranza ed una voglia di ricominciare difficile da descrivere a chi non la vede di persona"
ed è vero, quello che ho trovato mi ha lasciato dentro un profondo segno, qui c'è tanta voglia di ricominciare, di collaborare, di imparare; questi uomini, questi ragazzi, vedono nella pasticceria la loro libertà, la loro nuova chance, queste persone hanno una voglia di fare che si riscontra raramente, voglia di costrursi una vita nuova, diversa da quella che li ha portati in carcere, e la cooperativa non da loro solo l'opportunità di imparare un mestiere, ma anche la voglia di migliorarsi, qui tutti credono in questo progetto, dietro queste porte si è formata una squadra che crede fermamente in ciò che fa, attuando ogni giorno un cambiamento verso qualcosa di migliore.
Basti pensare che, numeri alla mano, la percentuale di recidive, grazie a questi laboratori, è sceso dal 70% a sotto il 5%. 
 

Affiancati  da maestri pasticceri artigiani i detenuti imparano i trucchi del mestiere, stiamo parlando di un progetto singolare, questo è l’unico laboratorio di pasticceria situato in un carcere italiano.

Ho visitato il laboratorio mentre i maestri pasticceri erano all'opera per cercare di creare un panettone all'aceto balsamico biodinamico in collaborazione con l'Acetaia Guerzoni; il panettone classico è infatti soltanto uno dei numerosi prodotti della linea di pasticceria Giotto, nel loro laboratorio si producono anche il panettone cioccolato e caffè, dal profumo intenso e persistente, il goloso panettone "cioccolato e fichi", ed anche panettoni più moderni dal sapore particolare, come il ricercatissimo panettone alla birra.
L'unione tra la cooperativa e l'Acetaia Guerzoni  è qualcosa di più che una semplice collaborazione, infatti la cooperativa e l'acetaia hanno lavorato fianco a fianco varie volte, non solo per la realizzazione di un panettone con l'aceto balsamico di Modena Guerzoni, lo scorso anno, ad esempio, il pensiero è andato ai terremotati, si è così messo in moto un progetto di solidarietà per aiutare le persone colpite dal terremoto.

 

Queste sono iniziative che nascono dal cuore e dalla voglia che queste persone hanno di aiutare il prossimo, perciò non c'è periodo migliore per parlare della cooperativa, dell'acetaia e dei loro prodotti; sotto Natale ognuno di noi cerca di essere migliore, di donare e di perdonare, perchè si sa "sotto Natale bisogna essere tutti più buoni", queste sono persone da cui dovremmo prendere esempio, per loro è Natale tutto l'anno, ed ogni giorno è buono per donare ed aiutare, per questo tutti insieme hanno collaborato alla realizzazione di golose praline di cioccolato ripiene di aceto balsamico, il cui ricavato è stato donato ai terremotati.
E' con il cuore in mano quest'anno che vi esorto a comprare i panettoni della Pasticceria Giotto, per far parte anche voi di questa splendida iniziativa, e far si così che il progetto continui.



Pasticceria Giotto su Facebook
Acetaia Guerzoni su Facebook
Il sito dell'Acetaia Guerzoni
https://www.guerzoni.com/

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Every year the dilemma returns: the panettone, with candied fruit or without? 
No matter whether it is with candied fruit, chocolate chips or dried fruit, this year for Christmas choose a special panettone.     
Time ago I had the unique and unrepeatable opportunity of experiencing an experience that has changed me somewhat, because many times change starts from a simple gesture, such as preparing a cake for someone.   
Today I will talk to you about the social cooperative Giotto of Padua, who since 1991 started to hold business with detainees at the Due Palazzi detention house, promoting the creation of a special laboratory, a pastry workshop. In 2005 Pasticceria Giotto was born, a project created with the heart, the laboratory is inside the Prison, here the prisoners knead biscuits and bake doves and panettone, at the base of the great success of these products there is also the selection of raw materials that are used to make them, only fresh and quality ingredients, which are combined following ancient recipes, tradition, handed down by great artisans.     
Here the art of pastry becomes the art of starting again, before entering I was told: "in the eyes of these men there is a hope and a desire to start again difficult to describe to those who do not see it in person" and it is true, what I found left me a deep sign, here there is a great desire to start again, to collaborate, to learn; these men, these guys, see in the patisserie their freedom, their new chance, these people have a desire to do that is rarely found, desire to build a new life, different from the one that led them to prison, and the cooperative not only gives them the opportunity to learn a trade, but also the desire to improve, here everyone believes in this project, behind these doors has formed a team that firmly believes in what it does, implementing a change every day towards something best. 
Just think that, numbers in hand, the percentage of relapses, thanks to these laboratories, has dropped from 70% to below 5%.    
Along with artisan pastry masters, detainees learn the tricks of the craft, we are talking about a singular project, this is the only pastry shop located in an Italian prison.   
I visited the workshop while the pastry chefs were at work to try to create a panettone with biodynamic balsamic vinegar in collaboration with Acetaia Guerzoni; the classic panettone is in fact only one of the many products of the Giotto pastry line, in their laboratory are also produced the chocolate and coffee panettone, with an intense and persistent aroma, the delicious "chocolate and figs" panettone, and also more modern panettone with a flavor particular, like the most sought-after beer panettone. The union between the cooperative and Acetaia Guerzoni is more than just a collaboration, in fact the cooperative and the acetaia have worked side by side several times, not only for the realization of a panettone with balsamic vinegar of Modena Guerzoni, last year, for example, the thought went to the earthquake victims, so a solidarity project was set in motion to help those affected by the earthquake.       
These are initiatives that arise from the heart and the desire these people have to help the neighbor, so there is no better time to talk about the cooperative, acetic acid and their products; under Christmas each of us tries to be better, to give and to forgive, because we know "under Christmas we must all be better", these are people from whom we should take an example, for them it is Christmas all year, and every day it is good to donate and help, so all of them have collaborated in the realization of delicious chocolate pralines filled with balsamic vinegar, which has been donated to the earthquake. 
It is with my heart in hand this year that I urge you to buy the panettone of Pasticceria Giotto, to be part of you too of this wonderful initiative, and so that the project will continue.

sabato 2 dicembre 2017

Natale in Toscana tra buon cibo e mercatini: Il Paese di Natale di Chianciano Terme

E' iniziato il conto alla rovescia per il giorno di Natale, questo per noi sarà il primo Natale trascorso nella casa nuova, l'albero è già pronto, ed io sono ancora intenta a creare nuove decorazioni, che quest'anno saranno color panna e oro.
Questo per noi sarà uno splendido Natale in famiglia ed in questi giorni stiamo partecipando ai tanti eventi che questo periodo offre, per questo oggi voglio parlarvi del Natale in Toscana, precisamente a Chianciano Terme, località già nota ai più per le numerose sorgenti termali, Chianciano offre una serie di offerte in strutture Family-friendly per far si che le famiglie possano godersi una vacanza all'insegna del divertimento e del relax.

Cosa vedere a Chianciano




Non c'è bisogno di andare in Lapponia per andare a trovare Babbo Natale!
Quella che Chianciano propone è un offerta completa, adatta a tutte le età e per tutti i gusti; fino al 26 dicembre il Parco Termale dell'Acquasanta ospiterà il Paese di Babbo Natale, il parco è di per se un luogo fiabesco, verde, costellato di alberi secolari, in questo periodo si trasformerà in un parco magico, i più grandi potranno godersi una passeggiata tra le bancarelle in legno, facendo shopping mentre soresseggiano del vino caldo speziato accompagnato da castagne arrostite, per i più piccoli invece una calorosa accoglienza da parte degli Elfi che li attenderanno nell'area tematica di Elfolandia, spazio interamente dedicato ai giochi ed alle costruzioni di ghirlande e decorazioni Natalizie, uno spazio coperto adatto anche a chi non ama particolarmente il freddo, lasciando poi il Paese degli Elfi potrete esplorare la casa di Babbo Natale, dove i bambini potranno scrivere e spedire la letterina, potranno accarezzare morbide renne ed incontrare Babbo Natale che donerà loro tante caramelle.


Per grandi e piccini è invece il Mondo delle Fiabe, novità esclusiva di quest'anno, spazio in cui saranno rappresentate le fiabe  di Frozen, La Bella e la Bestia, Il gatto con gli stivali e la storia di Theia Milla, se tutto questo non vi basta potrete divertirvi sulla pista di pattinaggio sul ghiaccio, o fare un giro sul trenino La Freccia di Natale, che vi porterà fino al centro storico dove troverete un bellissimo presepe d'autore, un gigandesco calendario dell'avvento, giostrine ed animazione, ma attenti al Grinch che sorprenderà i visitatori con simpatici scherzi.
Per gli amanti del buon cibo l'offerta è varia, ma se volete concedervi un fine settimana Natalizio non perdetevi la cena con Babbo Natale, ogni sabato sera nella piazza principale, addobbata a festa con altissimi alberi di Natale.
Per chi cerca un po' di relax è possibile concedersi una giornata alle Theia, le piscine termali adatte a tutta la famiglia, dotate di un 'area specifica per i più piccoli, con piscina, vasca delle palline, “La Grotta secca” e la “Grotta umida”, con temperature adatte a bambini fino ai 12 anni, ghiochi e trattamenti a loro dedicati, qui troverete una parte esterna di piscine con temperature comprese fra i 33° e i 36°, una parte interna ed un centro al chiuso dedicato ai più piccoli.
Vivere una magica esperienza con tutta la famiglia è davvero facile, basta scegliere uno dei pacchetti-soggiorno messi a disposizione.


Quello che troverete è una città completamente coinvolta, dove la magia non finisce fuori dal parco termale ma continua per i vicoli del centro storico, i partner di questa speciale iniziativa sono le Terme di Chianciano Terme, il Grand Italia Caffè (Gruppo Tabib), il Comune di Chianciano Terme e La Pro Loco di Chianciano Terme.
Se amate condivere le vostre sperienze l'hastag ufficiale è #PaesediBabboNatale2K17
Potete altresì perdervi nel centro storico,  un antico borgo medioevale, molto bella la torre dell'orologio, in centro si trova anche il museo Civico Archeologico delle Acque e il museo d’Arte che ospita opere antiche e contemporanea, da Guttuso a Munch.


Cosa mangiare a Chianciano


Vi trovate nel cuore della Toscana, immersi in paesaggi mozzafiato, questa è la patria dell'olio, del vino, dei salumi e del formaggio, qui si possono trovare piatti rustici di tradizione contadina, saporiti e ricchi, come la "Ribollita", una zuppa composta da fette di pane raffermo, verdure e legumi.
La porchetta cotta con il sale, aglio e rosmarino è uno street food senza eguali, servita tra due fette di pane sciocco, tipico Toscano, nei ristoranti ad aprire il pasto gli immancabili crostini con patè di fegatini, i salumi e gli affettati ed il pecorino di Pienza, e primi a base di cacciagione e funghi, da assaggiare assolutamente i pici, tipici spaghettoni caserecci tirati a mano con farina, acqua, sale e pochissimo uovo, la cui origine pare risalga agli Etruschi, conditi solitamete con ragù di carne o "all'aglione", una salsa di pomodoro, peperoncino ed aglio.
Come dolce qua sono tipici i cantuccini,biscotti secchi alle mandorle, da intingere nel Vinsanto prodotto localmente, il "lattaiolo", simile al crème caramel ed il celebre "castagnaccio" dolce prodotto con la farina di castagne dei monti vicini, arricchito da pinoli, uvetta e rosmarino. 
Non potrete alzarvi da tavola senza aver ordinato una fetta della Torta di Chianciano, a base di crema ed amaretto.

Ristorante Capitol
In Piazza Italia troverete il ristorante Capitol che a prezzi convenienti offre una vasta scelta di piatti tipici.

Ristorante l'Assassino
Consigliato è anche il ristorante L'Assassino, con menù tipicamente Toscano e buon vino, qui si utilizzano solo verdure fresche della campagna circostante, ed è tutto preparato al ristorante, anche i dolci, personale gentilissimo e ottimo menù in Piazza Antonio Gramsci 15 
La pagina Facebook del ristorante: qui.

Potrete gustare il percorso del gusto all'interno delle Terme Sensoriali, ideato dal Direttore Scientifico delle Terme Sensoriali, il Professor Nicola Sorrentino, conosciuto dai più come "Il dietologo delle Star", stimato specialista in scienza dell'alimentazione e famoso dietologo, nel suo menù troverete i classici piatti della tradizione Toscana, in versione light ma saporita, troviamo così la Ribollita Toscana realizzata con l'Acqua Santa, la pappa al pomodoro, varie insalate di farro, zuppe calde e vellutate colorate, prosciutti e bresaola affettati al coltello con ottimo vino locale.

Ristorante interno alle Piscine Termali Theia
Se vi avete intenzione di passare la giornata alle piscine termali sappiate che all'interno troverete un ristorante che offre un ampia scelta di cibo per tutti i gusti, dai panini alle insalatone di farro, dalle centrifughe di frutta e verdura al vino Toscano, ottima scelta di salumi e carni.



Dove dormire a Chianciano

Chianciano offre un infinita possibilità di alloggi, per tutte le tasche e per tutte le occasioni, se siete alla ricerca di un Hotel vicino alle sorgenti termali che offre pacchetti convenienti potete optare per:

L'Hotel Sole, situato in posizione tranquilla ma centrale, offre grandi spazi, un piccolo parco, ristorante, solarium, sala da ballo, parcheggio privato e camere spaziose, una grande sala in cui viene servita la colazione a buffet da cui si può ammirare un'alba meravigliosa.
Hotel Sole
Via delle Rose 40
Il sito: qui.

Grand Hotel Capitol, situato sulla via principale, offre una vista mozzafiato sulle colline Toscane, piscina sul tetto agibile nei mesi estivi, winebar, miniclub e palestra
Grand Hotel Capitol
Viale della Libertà 492
Il sito: qui.




Cosa comprare a Chianciano Terme

Senza ombra di dubbio i cosmetici delle Terme di Chianciano, dalle texture morbide e vellutate e dai profumi indimenticabili, perfetti come regali di Natale.
http://www.termechiancianoshop.it/Cosmetici_Creme_Acqua_Termale_Chianciano

Un buon souvenir apprezzato dai più golosi sarà invece la Torta di Chianciano, la trovate in tutte le pasticcerie della città.
Ottimi anche affettati e salumi venduti in moti negozi in confezioni regalo.



Orari:

Il Paese di Babbo Natale: venerdì e prefestivi ore 15-20 | sabato, domenica e festivi ore 10-20  
Il Mondo delle Fiabe: venerdì e prefestivi ore 15-20 | sabato, domenica e festivi ore 10.30-20
Giorni di apertura:
novembre: 4 – 5 – 11 – 12 – 18 – 19 – 24 – 25 – 26
dicembre: 1/2/3 – 6/ 7/ 8 /9 /10 – 15/ 16/ 17 – 23 /24 /25/26


COSTI (biglietto giornaliero dai 2 anni in su):
-Il Paese di Babbo Natale: € 9 biglietto giornaliero (dai 2 anni in su) – gratis fino ai 2 anni e per i disabili -Il Mondo delle Fiabe: € 9 biglietto giornaliero (dai 2 anni in su) – gratis fino ai 2 anni non compiuti, disabili -Biglietto unico: (Paese di Babbo Natale + Mondo della Fiabe e Masha e Orso): € 14 biglietto giornaliero -Cena con Babbo Natale con animazione per bambini: cena tipica toscana € 22 per adulti e € 15 perbambini; menù celiaci € 12. -Cenone di Natale con menù speciale. (Info e prenotazioni 340.1652181 –0578.070015.


Il trenino di Chianciano 
Potrete trovare altre news e fotografie Sul sito dell’evento,  su Facebook e su Instagram.
Le piscine termali Theia:  http://www.piscinetermalitheia.it/
Il Video:  https://www.youtube.com/watch?v=Rx0LzMW4n_8

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The countdown started for Christmas Day, this is the first Christmas spent in the new home, the tree is ready, and I am still planning to create new decorations that this year will be creamy and gold. This will be a wonderful Christmas in our family and these days we are participating in the many events that this period offers, so today I want to talk about Christmas in Tuscany, precisely in Chianciano Terme, a place already known to many for the many thermal springs, Chianciano offers a variety of offers in Family-friendly facilities to let families enjoy a fun and relaxation holiday.   
What to see in Chianciano   
You do not have to go to Lapland to go to Santa Claus! What Chianciano proposes is a complete offer, suitable for all ages and for all tastes; until December 26, Aquascan Spa will host the Country of Santa Claus, the park itself is a fairytale, green place, dotted with centuries-old trees, at this time it will become a magic park, the larger ones will enjoy a stroll through the wooden stalls, shopping while stewed on spicy hot wine accompanied by roasted chestnuts, for the smaller ones instead a warm welcome from the Elves who will wait for them in the thematic area of ​​Elfoland, a space entirely dedicated to games and buildings of garlands and Christmas decorations, a covered space suitable also for those who do not particularly like the cold, leaving the Country of the Elves you can explore the Santa Claus house, where children can write and send the letter, can caress soft reindeer and meet Santa Christmas that will give them many candies. For the young and old, the world of fairy tales is the exclusive novelty of this year, a space in which the fairy tales of Frozen, The Beauty and the Beast, The The Cat with Boots and Theia Milla's story will be played if all this does not you just have fun on the ice skating rink, or take a ride on the Christmas Arrow Train, which will take you to the Old Town where you will find a beautiful nativity scene, a gigantic calendar of adventures, walks and animation, but attentive to the Grinch that will surprise the visitors with funny jokes. 
For lovers of good food, the offer is varied, but if you want to spend a Christmas weekend, do not miss the dinner with Santa Claus, every Saturday evening in the main square, decorated to celebrate with very high Christmas trees. For those looking for a bit of relaxation, you can have a day out at Theia, family-friendly thermal pools, featuring a special area for the younger ones, with pool, whirlpool bath tub, "The Cave Grove" and the "Humid Cave", with temperatures suitable for children up to 12 years old, ghouls and treatments dedicated to them, here you will find an outdoor swimming pool with temperatures between 33 ° and 36 °, an indoor and an indoor center dedicated to smaller. Living a magical experience with the whole family is really easy, just choose one of the package-stay stays available. What you will find is a fully-fledged city, where magic does not end outside the thermal park, but continues for the alleys of the historic center. The partners of this special initiative are the Terme di Chianciano Terme, Grand Italia Caffè (Tabib Group), Municipality of Chianciano Terme and The Pro Loco of Chianciano Terme. If you love sharing your experiences the official hastag is # PaesediBabboNatale2K17 You can also lose yourself in the old town, an ancient medieval village, a beautiful clock tower, in the center there is also the Archaeological Museum of the Waters Museum and the Art Museum that houses ancient and contemporary works, from Guttuso to Munch.   
What to eat in Chianciano You are in the heart of Tuscany, immersed in breathtaking landscapes, this is the homeland of oil, wine, salami and cheese, here you can find rustic dishes of peasant tradition, tasty and rich, such as the "Ribollita" soup consisting of slices of stale bread, vegetables and legumes 
The porchetta cooked with salt, garlic and rosemary is an unmatched street food, served between two slices of silly bread, typical Tuscan, in the restaurants to open the unforgettable croutons with livers of frogs, and the first game of game and fungus , to taste the small, typical home-made spaghetti with hand-flour, flour, water, salt and very little egg, whose origin dates back to the Etruscans, seasoned with meat or "meatballs", a tomato sauce, hot pepper and garlic. 
As sweet as this is typical cantuccini, dried almond biscuits, from the local locally produced Vinsanto, the "lattaiolo", similar to crème caramel and the famous "castagnaccio" sweet produced with chestnut flour
of neighboring mountains, enriched with pine nuts, raisins and rosemary. You will not be able to get up from the table without having ordered a slice of Chianciano Cake, cream and amaretto.   
Capitol Restaurant In Piazza Italia you will find the Capitol restaurant which at affordable prices offers a wide choice of typical dishes.   
Restaurant the Assassin 
Also recommended is the L'Assassino restaurant, with typical Tuscan menu and good wine, in Piazza Antonio Gramsci 15
Taste Route, You can enjoy the path of taste within Sensoriali Terme, created by the Scientific Director of Sensory Spas, Professor Nicola Sorrentino, most known as "The Star Dietologist", an esteemed nutrition specialist and famous dietician in his menu you will find the classic dishes of Tuscany tradition, in a light but tasty version, we find the Ribollita Toscana made with the Holy Water, tomato paprika, various salad sprouts, hot soups and velvety colored, hams and bresaola sliced ​​with knife great local wine.   
Restaurant within the Theia Thermal Pools If you plan on spending your day at the thermal pools, you will find that there is a restaurant that offers a wide choice of food to suit all tastes, from sandwiches to spelled salad, from fruit and vegetables to Tuscan wine, a great choice of meats and meats. Where to stay in Chianciano Chianciano offers endless lodging options for all pockets and for all occasions, if you are looking for a hotel near the thermal springs that offers affordable packages you can opt for:   
The Hotel Sole is located in a quiet but central position, offering large spaces, a small park, restaurant, solarium, ballroom, private parking and spacious rooms, a large breakfast room where you can admire a wonderful dawn. Hotel Sole Via delle Rose 40 The site: here. Grand Hotel Capitol, located on the main street, offers breathtaking views of the Tuscan hills, roof-top swimming pool in the summer months, wine bar, miniclub and gymnasium Grand Hotel Capitol Liberty Avenue 492 
What to buy in Chianciano Terme 
Without doubt the cosmetics of the Terme di Chianciano, soft and velvety texture and unforgettable scents, perfect as Christmas gifts.  
A good souvenir appreciated by the most delightful will be the Chianciano Cake, found in all the pastry shops in the city. Great even sliced ​​and cold cuts sold in stores' shops in gift boxes.

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