In questi giorni mi è frullato in testa un piatto
particolare, volevo che nel piatto fosse semplice, quasi monocromatico, che
esaltasse i pochi ingredienti e rendesse un principe quello principale.
Alla fine ci sono riuscita, la ricetta è di una semplicità
imbarazzante; noi consideriamo sempre carne e pesce i protagonisti indiscussi
del piatto, lasciando a tuberi e verdure lo scomodo posto del contorno, ma
anche un vegetale può essere messo sotto i riflettori, ed io ho scelto la
patata.
Intendiamoci, il miglior consiglio che posso darvi è quello
di avere tra le mani una signora patata, perché da ingredienti eccellenti
escono fuori sempre piatti eccellenti, quindi abbiate cura di sceglierne una estremamente
saporita, con una buona consistenza, evitate quelle vendute all’ingrosso e
concentratevi sui piccoli produttori o su quelle del contadino, sui presidi Slow
Food o sulle eccellenze della vostra zona, io ho scelto una patata di Cetica,
dal sapore molto minerale e dalla consistenza vellutata.
Una volta scelta la patata non vi rimane che cuocerla,
condirla e servirla, vediamo come…
Dalla terra al piatto
Patata di Cetica cbt spennellata con crema di aglio nero,
passata sulla brace da lontano, servita su terra di olive, trombette dei morti
e pepe della Tasmania
La cottura cbt
Ho scelto di cuocere le mie patate medio grandi cbt,
inizialmente ero scettica, ma volevo una patata morbida e scioglievole come
quella bollita, e cuocerla senza aggiungere un g di acqua al suo peso è stata
la scelta vincente, nessuna alterazione di sapore, anzi, un’esplosione di
gusto!
3 ore a 85°, poi potrete conservarla imbustata in frigo fino
al momento dell’utilizzo.
La finitura alla brace da lontano
Dopo averla massaggiata con un’emulsione di olio di aglio
orsino e crema di aglio nero, che gli conferisce vaghi sentori di carne, ho
posto le patate su una grigliettina, lontano dalla brace, le ho coperte con il
coperchio ed ho lasciato che si scaldassero fino al cuore e che nel frattempo
si affumicassero.
La finta terra che ricorda la brace
Polvere di olive nere che ricorda la nota amarognola della
brace, sale nero per richiamare la mineralità della patata, pepe della
Tasmania, profumatissimo e dalle note legnose per ricordare ancora di più i
profumi di brace, e polvere di funghi neri trombetta dei morti, chiamati anche “il
tartufo dei poveri” per dare una spinta in più al piatto.
Alla fine una patata appoggiata sopra a della finta terra,
in verità un girotondo di ingredienti che si susseguono ad ogni morso.
1 patata media a testa
40 g di crema di aglio nero Nero Fermento
100 ml di olio di aglio orsino
2 cucchiai di funghi trombette di morto secchi
2 cucchiai di olive al forno disidratate e polverizzate
Sale nero delle Hawaii
Pepe della Tasmania
Pelate le patate, insacchettatele e sottovuotatele,
cuocetele cbt a 85° per 3 ore, utilizzatele subito o all’occorrenza.
Spennellate le patate con un’emulsione ottenuta con crema di
aglio nero e olio di aglio orsino ottenuto portando a 60° 100 ml di olio evo
delicato con 4° g di aglio orsino.
Disponete le patate su una piccola griglia posta abbastanza
lontano dalla brace da fargli prendere un calore delicato ma abbastanza profumi
per affumicarle, chiudete con un coperchio e cuocete fino a che non saranno
calde al cuore.
Alla base del piatto disponete la finta terra ottenuta con
olive disidratate (passate in essiccatore per una notte a 60° e poi
polverizzate), trombette dei morti polverizzate, pepe della Tasmania e sale
nero.
Disponete la patata bella calda sopra alla finta terra,
spennellate con poco olio di aglio orsino, condite con sale nero, polvere di
funghi trombetta e pepe nero della Tasmania.