L'arte è tutto ciò che nasce dal sogno, e plasmato dalle mani dell'uomo diventa realtà....

martedì 23 luglio 2013

La Mela d'oro

Quando ero piccola, mia mamma e mia nonna, mi leggevano sempre le fiabe sonore, ricordo con nostalgia i pomeriggi passati in giardino, con il mio registratore e la casstta che, partendo lenta, iniziava a suonare:
"A mille ce n'è
nel mio cuore di fiabe da narrar.
Venite con me
nel mio mondo fatato per sognar…
Non serve l'ombrello,
il cappottino rosso o la cartella bella
per venire con me…
Basta un po' di fantasia e di bontà.".
Con gli anni 80 alle spalle, il resto del mondo abbandonava spalline e fantasie da rock star, ed io invece giocavo a flipper ed asoltavo favole inseguendo le rondini, e correndo a perdifiato tra i fiori gialli in campagna.
C'era una favola, di cui non ricordo il titolo, che iniziava raccontando di questo re, che ogni sera, prima di andare a letto, contava le mele del suo albero, che faceva solo mele d'oro.
Allora mise alla guardia dell'albero i suoi tre figli, uno per notte, si addormentarono tutti, tranne il più piccolo.
Il più piccolo, ovviamente, non si addormentò, ed a mezzanotte, scorse tra i rami dell'albero illuminati dalla luna, una magnifico uccello d'oro.
Cercò di colpire l'uuceelo con l'arco, ma non ci riuscì, ed al figlio del re, rimase in mano solo una piuma.


Il re, volendo possedere l'uccello d'oro, mandò allora i tre figli alla ricerca di quest'ultimo.
Non vi sto a dire tutto, ma ovviamente, il più piccolo ci riuscì, e mentre gli altri fratelli se la spassavano ubriachi nelle locande, che un'astuta e chiacchierina volpe, gli aveva detto di evitare, il fratello minore, dopo varie peripezie, tornò a casa con ll'uccello d'oro, nella gabbia d'oro, e con una principessa.

Non so perchè, ma questa favola mi è rimasta molto impressa.
Ed il mondo delle favole mi ha accompagnata in cucina, e quando creo, adoro ispirarmi alle favole che mi raccontavano quando ero piccola.
Ecco com'è nato questo dessert che sa di infanzia.


La Mela d'oro


100 ml di panna fresca
1 mela tipo renetta
1 stecca di cannella
zucchero q.b
1 foglio di colla di pesce
1 tavoletta di burro di cacaoVenchi


Fate cuocere la mela a fuoco dolce, in un pentolino, con un bicchier d'acqua e la stecca di cannella.
Quando sarà morbida, sbucciatela e frullatela.
Unendo il burro di cacao, che con il calore della mela, ancora bollente, si scioglierà.
Montate 50 ml di panna.
Intanto, scaldate la passa rimasta, nella quale sciogluerete il foglio di colla di pesce precedentemente ammollato.



Unite la panna liquida alla mela frullata, aggiustate di zucchero, e con una spatola, mescolate alla panna montata, cercando di non smontare il tutto.
Ottenuto un bel composto omogeneo, distribuite il composto negli stampi a semisfera della Silikomart e fate rapprendere nel congelatore.


Mi raccomando, non utilizzate tutto il composto, vi servirà per unire le semisfere!
Una volta che le sfere saranno abbastanza maneggiabili, unitele mettendo al centro un poco di composto rimasto.
Tingete d'oro con le bombolette apposite e decorate con chococaviar Venchi.

1 commento:

  1. Ho il libro delle fiabe russe e c'è anche la storia dell'Uccello di fuoco... =) adoro quel libro e la tua mela è davvero affascinante...

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