L'arte è tutto ciò che nasce dal sogno, e plasmato dalle mani dell'uomo diventa realtà....

giovedì 16 febbraio 2012

Marrakech Parte Seconda

Secondo giorno a Marrakech, e prima di andare avanti cpn il racconto è giusto aprire una parentesi importante di ciò che è successo di notte.
Nonostante io abbia trovato durante il giorno il richiamo alla preghiera un rituale molto suggestivo, non è stato lo stesso per la notte, anche perchè, il richiamo alla preghiera notturno, che parte solitamente verso le 4 e 30 di mattina, dura 30 minuti, immaginatevi voi, un sacco di altoparlanti che iniziano a dirti che è ora di pregare per circa 30 minuti...
A parte questo, abbiamo dormito tutti come sassi, ed io sono stata l'unica a sentire il richiamo...
La mattina c'era nuovamente Hassan ad aspettarci, la sera prima lo avevamo contattato chiedendo un altro tour guidato, e così. puntualissimo si è fatto trovare al Riad.
Camminavamo eloci tra i vicoli stretti dei Suq, Hassan ci spiegava quale era il suq delle spezie, quale quello del ferro ecc ecc...
Ci ha fatto fare un giro nuovo, mostrandoci cosa resta delle mura storiche della città, poi ci ha portati da suo fratello, dove abbiamo preso un'pò di ceramiche, favolose!!!
Il negozio successivo ci ha ipnotizzati ed abbiamo fatto scorta di spezie: paprika, fiori di lavanda, tè alla menta, 35 spezie, misto di spezie per tajine, cumino, coriandolo....
Chi più ne ha più ne metta!!!
Profumatissimi di spezie ripartiamo con in tasca un regalino offerto dal negoziante: un rossetto che all'apparenza è verde, fatto con argan ed oli essenziali, ma quando lo metti diventa fucsia, o rosa, cambia colore a seconda della persona e dura 24 ore, giuro, l'ho messo ieri ed ancora non accenna ad andarsene....
Prossima tappa la Medersa Ben Youssef,
che magari alcuni di voi hanno visto nel film "un treno per Marrakech" la Medersa in origine faceva parte del complesso della vicina moschea, c'era una vasca enorme piastrellata per le abluzioni, un ex ricovero per le cicogne "dar bellarj" ovvero "casa delle cicogne", la sala della preghiera, un grande cortile e le stanze degli studenti che passavano il loro tempo a studiare il corano.
A pochi passi dalla Medersa c'è il Museè de Marrakech, dove siamo andati ad ammirare i quadri, le splendide decorazioni, i vestiti...
Hassan molto gentilmente mi ha fatto vedere come si scrivono i nostri nomi in arabo, e ci ha spiegato che per gli Italiani la lingua più difficile è l'arabo, infatti qui in italia si dice "ma parli arabo?" da loro invece, per indicare qualcosa di incomprensibile si dice "ma parli cinese?".
Abbiamo continuato il giro dei suq, Hassan ci ha portato a vedere dove lavorano il ferro, dove mi sono innamorata letteralmente di un vassoio che Luca mi ha convinto a non prendere perchè il negoziante non voleva contrattare, il giro è continuato per un'pò, ed io cercavo di memorizzare la strada per tornare al negozio di vassoi e teiere per prendere il vassoio, ma niente da fare, sono dei veri e propri labirinti.
A pranzo siamo andati tutti insieme ad un "ristorante", e qui è giusto mettere le virgolette, che si chiama Da Oscar, Luca si è messo a sterilizzare le forchette con l'accendino, perchè su 12 posate non ne abbiamo vista 1/2 senza un chicco di riso attaccato, si vede era obbligatorio ^^
Con 100 Dirham (circa 10 euro) abbiamo preso un menù completo, antipasto, primo, secondo e dolce.
Io ho preso la solita tajine di pollo con limone in salamoia ed olive e la tajine di keftas, Luca ha preso il cous cous di verdure e per dolce un bel tè bollente alla menta.
Il pomeriggio abbiamo girovagato per i mercati e la sera ci siamo avviati a piedi in direzione della città nuova, con scenari da cartolina, viali costellati da palme e locali sfarzosi con insegne luccicanti, il classico scenario da cartolina.
La nostra intenzione era cercare Al Fassia, un ristorante, di quelli veri, gestito solo da donne berbere.
Abbiamo girato molto più del previsto, addentrandoci per stradine buie senza capire bene dove eravamo, alla fine, dopo aver rinunciato a cercare il ristorante, eccolo li, davanti a noi, fuori un distinto signore in giacca e cravatta apre e chiude la porta, dentro grandi tavoli con candele, lanterne e divanetti, tappeti enormi e donne berbere vestite di bianco.
Ci hanno portato subito il pane, morbidissimo e le olive, davvero squisite poi abbiamo preso la zuppa harira, deliziosa, servita accompagnata da limoni e datteri, e di secondo tajine di pollo con zucca caramellata e tajine di pollo alle mandorle con cipolle caramellate.
Per dessert un altro buon tè, e poi una donna berbera, vestita di bianco, è venuta verso di noi con una grande bacinella di argento, ha tirato fuori tanti piccoli asciugamani caldi, umidi e profumati, con la quale ci siamo lavati le mani, e poi ci ha profumato con dell'essenza di rosa, è stato davvero rilassante!
Un'pò meno rilassante ma molto più divertente il ritorno in taxi fino alla piazza principale, in 7 in un taxi, davvero divertentissimo!
Fortunatamente il riscaldamento funzionava, ed abbiamo trovato la camera calda, una bella doccia, qualche minuto a guardare le luminose stelle dalla terrazza del riad e poi, anche questa volta, crollati dal sonno....
Continua....

2 commenti:

  1. Che bello rileggere l'avventura passata insieme!! Aspettiamo di leggere la continuazione... Un abbraccio Savio e Vale

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  2. Allora sei tornata??? Ho letto i tuoi 3 commenti, sono contenta che l'avventura vi sia piaciuta, mi sa che non sei andata a far shopping dove ti avevo consigliato, peccato! Baci da una che il marocco c'è l'ha nel cuore Giancarla

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