L'arte è tutto ciò che nasce dal sogno, e plasmato dalle mani dell'uomo diventa realtà....

sabato 18 febbraio 2012

Marrakech parte terza










Il terzo giorno a Marrakech è stato decisamente un'ammazzata, almeno per me, che ho l'agilità di una mela cotta e la voglia di durar fatica di un gatto steso al sole....
Mi è venuta la malsana idea di proporre un'escursione ala Valle D'Ourika, bella si, con le cascate, ma lo avessi mai fatto...
Di certo non mi aspettavo che, per arrivare alle cascate, mi aspettassero 40 minuti di scalata su pietre scivolose, alternate da pietre poste in mezzo all'acqua gelida, sulla quale bisognava saltare e sperare di non cadere in acqua...
Ma c'è ancora tempo prima di arrivare alle cascate, parliamo prima del tragitto che ci ha condotti fin la.
30 km di strada da percorrere, sveglia presto e tanta voglia di scoprire le cascate.
Durante il tragitto abbiamo ammirato per strada i cammelli, che zampettavano sulla terra rossa come il fuoco, un contrasto meraviglioso con la vegetazione verde e rigogliosa ed il fiume trasparente, limpidissimo.
Ci siamo fermati in una comunità di donne berbere, intente a fare l'olio di Argan, ci siamo seduti con loro, ci hanno offerto un tè e l'amlù, ovvero la nutella Marocchina che presto vi riproporrò.
Abbiamo provato un'pò di tutto, poi ci siamo soffermati a guardare queste donne, che, con tanta pazienza, sgusciano l'argan, che, per chi non lo sapesse, è una sorta di mandorla, lo macinano con una piccola macina di pietra, a mano, ed estraggono l'olio, poi, con l'olio ci fanno idi tutto, dalle creme alle maschere per il viso, con gli scarti ci fanno un sapone fantastico.
Senza dubbio è stato affascinante vedere con i nostri occhi la lavorazione dell'argan,e vedendo quanto lavoro c'è dietro, abbiamo capito perchè i prezzi sono alti.
Io mi sono innamorata, letteralmente dell'olio di argan al gelsomino, con un profumo forte, intenso e dolce che usavano nel nostro Riad, ma non sono riuscita a trovarlo così buono.....
Ci siamo rimessi in viaggio, l'autista a volte apriva bocca per dirci che stavamo attraversando un tratto panoramico, ma noi non volevamo mai fermarci, e, finalmente, siamo giunti a destinazione.
La Valle D'Ourika è a 1500 mt di altezza, e dalla strada, dove la macchina ci ha lasciati, non riuscivamo neanche a vederla la cascata, al chè è arrivata la nostra guida Mohamed, ovvero l'uomo capra, e non è un'offesa, che saltava sulle pietre come se fosse una capra, con l'agilità di un ghepardo, lo faceva sembrare facile, come camminare, o forse, anche più facile.
Mohamed, che si è guadagnato una lauta mancia da parte mia, mi ha letteralmente trascinato per tutto il tragitto, mentre io ero terrorizzata di cadere in acqua, a tratti paura un'pò infondata visto che l'acqua era alta si e no 5 cm, a bloccarmi c'era il fatto di sapere che avevo solo quelle scarpe per il resto del viaggio (a meno che io non avessi intenzione di girare con decollete spuntate con tacco a spillo per i vicoli di Marrakech)o forse, a pietrificarmi letteralmente, è quel "vola vola" che mi faceva mio padre quando ero piccola ogni volta che vedevo l'acqua, ovviamente solo quando ero vestita....
Cose che ti segnano profondamente, e vivi crescendo con il terrore che qualcuno sia li, in agguato dietro al primo cespuglio, pronto a lanciarti in acqua....
Alla fine, con la pressione a limite e la voglia di fermarmi su una pietra e far finta di essere una lucertola al sole, siamo riusciti ad andare in cima.
Ed ero ancora più terrorizzata, la discesa che ci aspettava mi metteva un'ansia, e già progettavo di togliermi gli stivali, che, non sapendo di essere diretta a scalare una montagna, erano molto carini, con la suola liscia di gomma ed il peloncino, per non parlare della giacca elegante, il mio motto in questi casi è "le cose o si fanno bene o non si fanno" d'altra parte parla quella che, per un cambio di programma, da adolescente, si ritrovò a scendere tra gli scoglio con i tacchi, perchè gli amici volevano andare a fare un falò sulla spiaggia.
Poi ho pensato, che, data la mia agilità e la camminata alla Jack Sparrow (avranno sicuramente pensato che per affrontare con più coraggio la discesa io mi sia trangugiata litri di Rum, l'andamento era quello) forse era più conveniente rassegnarsi, lasciare la borsa a Luca e rotolare di sotto, recuperando poi la borsa una volta giunta comodamente a valle.
Anche Mohamed, il mio angelo salvatore, se non era per lui facevo come i gatti quando si rendono conto di essere saliti troppo in alto e si aggrappano al ramo dell'albero, a pelo ritto, non mollandolo per niente al mondo fino all'arrivo dei pompieri, io in tal caso, mi sarei appolpata alla prima roccia stabile e non l'avrei lasciata più, invece arrivava lui e mi tirava su come se fossi leggera come una piuma...
Arrivati in cima, ci siamo fermati sotto la cascata, le pareti rocciose luccicavano al sole, incrostate da uno spesso strato di ghiaccio luccicante, a terra, mimetizzati tra i sassi, grandi cubetto di quello che, a prima vista sembrava vetro trasparente, ma in realtà era ghiaccio.
La vista era spettacolare, da una parte le cime innevate dell'Atlante, dall'altra rocce rosse ed alberi immensi.
Poi ci siamo riavviati verso la città, dove, io e Luca ci siamo dati, per l'ultima volta, allo shopping, abbiamo trovato il proprietario di una farmacia che parlava benissimo italiano, che ci ha fatto accompagnare sa un suo amico al mercato del ferro, dove avevo lasciato il vassoio che tanto desideravo, purtroppo non abbiamo ritrovato quel negozio, ma ho ugualmente comprato un vassoio ed una teiera, nuove spezie ed un vassoio di ceramica fatto a mano, una tajine per rifare tutte le ricettine buone che abbiamo provato in Marocco, e poi siamo corsi in camera a farci una doccia.
La sera ci attendeva uan romantica cena a lume di candela in un altro Riad, quello che avevamo prenotato ma che non si sa bene perchè, non ci è toccato, harira, pollo con limone in salamoia ed olive ed un buonissimo yogurt con frutta fresca.
Nella piazza di Marrakech, ogni giorno, c'era un signore che arrivava con un carretto spinto a mano, colmo di fragolone, se avessi sapoto che erano così buone ne avrei comprate a kili, anche l'avocado che abbiamo preso al mercato era buonissimo, e le arance, che frutta divina...
Senza dubbio, una cosa che mi rimarrà particolarmente impressa di questo viaggio sono i negozi che vendono scarpe usate....
Solo scarpe usate, a prezzi irrisori e pure di marca, ci siamo posti la domanda "ma da dove le prendono tutte quelle scarpe?" saranno forse le scarpe tolte ai turisti arrotati dai motorini?
Preparatevi, se avete in programma di andare a Marrakech dovete stare molto attenti ai motorini, che sfrecciano a velocità folli in mezzo al mercato, un'pò come se uno sciame di motorini senza fermi attraversasse Piazza S.Pietro di domenica mattina, durante la messa, senza la minima intenzione di frenare, spero di aver reso l'idea, li ho coniato una mia nuova perla di saggezza mentre spingevo Luca addosso ad un cavallo per evitare di finire sotto un motorino "meglio addosso a un cavallo che sotto un motorino".
Marrakech è stata un'esperienza magica, dove la filosofia di vita "stai tranquillo, dormi sereno" nonostante la frenesia della città, riesce a mettere radici nell'animo quando si attraversano le strade silenziosissime ai lati della piazza.
Siamo andati in camera presto, ci aspettava una levataccia, ma dato che l'aereoporto distava 6 km, abbiamo detto al responabile del Riad, che come al solito non capiva niente, che avremmo gradito di trovare il nostro èassaggio alle 7.30, ovviamente lui asseriva che per andare in aereoporto ci voleva 1 ora abbondante, ma noi abbiamo confermato il trasporto per le 07.30.
Corsi in camera ci siamo messi a fare le valige, disperati cercando di fare la divisione "dei pani e dei pesci" direbbero qui, di ciò che era fragile e di ciò che non lo era, cercando di distribuire il peso in maniera giusta tra le 2 valige ( ci siamo portati una valigia da riempire per il ritorno) alla fine ci siamo riusciti, non sapendo davvero come avevamo fatto ad infilare tutto in valigia, compresa la bottiglia di pastiss che il signore del riad mi aveva comprato quando avevo chiesto se era possibile avere dei pasticcini da portare a mia mamma, ora, cosa caspita ci faccio con il pastis!!!
Continua.....

3 commenti:

  1. ahahah bellissima esperienza davvero! sono super gelosa... ma siete andati con una sorta di viaggio organizzato...o per lo meno l'albergo dove l'avete trovato? baci

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  2. Si, meravigliosa!!!
    Il viaggio ce lo siamo organizzati per conto nostro, l'albergo lo abbiamo trovato su groupon, ma, una volta arrivati a Marrakech ci siamo accorti che ci hanno dirottati in un altro albergo, che non era assolutamente di pari livello rispetto a quello da noi prenotato, inizialmente un disagio che non ti dico.....

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  3. che giornata meravigliosaaaa!!!!!
    mi sono emozionata a leggere e vedere le foto!!!!!
    la comunità di donne berbere...fantastico!!!

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