L'arte è tutto ciò che nasce dal sogno, e plasmato dalle mani dell'uomo diventa realtà....

domenica 6 luglio 2014

Sangria all'Italiana

"Sangria", la conoscete tutti, ed è immancabile nelle giornate assolate delle vostre vacanze Spagnole.
Quello che non sapete forse, è che la Sangria ha origini antichissime.
Prima di tutto, che cos'è?
Bhè, sono convinta che lo sappiate benissimo!
Vino rosso, dolcificato con zucchero o miele, arricchito con tantissima frutta a pezzetti (c'è chi aggiunge anche del rum o del brandy) ed allungato con dell'acqua frizzante, o acqua tonica, in certi casi.
Esiste anche la versione bianca, buonissima con pesce, uva bianca, melone e ciliege, mai assaggiata?
Comunque, le radici della Sangria (che signifa Sangue), affondano al tempo degli antichi Romani, quando si usava dolcificare il vino con miele o frutta, per renderlo più dolce.
Io personalmente non aggiungo mai il rum, e neanche lo zucchero, e non fidatevi di chi vi dice che la sangria è pronta in qualche ora, se volete una Sangria fatta a regola d'arte e con la "S" maiuscola, dovrete prepararla il giorno prima, e lasciarla riposare in frigorifero, il risultato sarà migliore dopo 2 giorni!
Non aggiungo mai zucchero, mi affido ad un vino dolce ed a della frutta appena raccolta, matura e di stagione, ed il risultato è sempre eccellente!
Ma questa volta, ho voluto provarne una versione tutta Italiana, che ha come base il Brachetto d'Acqui, il Brahetto è dolce, poco alcolico, dal sapore fruttato e fragrante, il suo profumo ricorda la rose ed i frutti rossi, va da se che è perfetto per una Sangria da favola!
Pensate, che questa versione è stata così apprezzata, che questa Sangria è stata utilizzata come base per altre due ricette, curiosi di sapere quali?

Sangria all'Italiana




2 lt Brachetto d'Acqui
la seguente frutta a cubetti:
1/2 melone
1 banana
10 fragoline
10 ciliegie
10 more
4 pesche
2 albicocche
1 fetta d'anguria
In più:
i semi di una bacca di vaniglia
1 bicchiere di acqua frizzante in cui avete diluito 1 cucchiaio di sciroppo di tamarindo


Unite tutti gli ingredienti e lasciate in frigorifero a riposare per almeno una notte.
Servite in una caraffa, in modo che ognuno dei vostri commensali si riempia il bicchiere quante volte vuole!


Questa è la mia personalissima versione, dolce al punto giusto, rinfrescante, profumata!
Il consiglio più spassionato che posso darvi è di scegliere la frutta matura, magari del contadino, quella che profuma di frutta e di miele, non quella del supermercato dura come il legno che non profuma affatto!


P.s:Avete visto come sono carine le ostriche trasformate in candeline?
Mi sono divertita tantissimo a farle!
Ho trovato una foto su internet ed ho provato a farle pure io, basta uno stoppaccino e magari qualche residuo di cera di qualche candela, w il riciclo!

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