L'arte è tutto ciò che nasce dal sogno, e plasmato dalle mani dell'uomo diventa realtà....

lunedì 10 ottobre 2016

Martigny & Verbier

Sabato 24 settembre 2016 - Martigny & Verbier


A svegliarci è stata l'alba, il sole appena sorto accarezzava le cime delle montagne, e la camera dell'hotel Rothorn a Visperterminen era inondata di luce rosa, dal balcone si godeva un panorama degno di un set cinematografico.
Siamo scesi di buon ora a fare colazione, abbondantissima, ad attenderci a tavola: spremute fresche, latte appena munto, formaggi d'alpeggio, affettati, croissant appena sfornati e panini fatti in casa, accompagnati da miele di montagna e dal burro spettacolare, che ci ha accompagnato per tutto il viaggio, una colazione da re!
Bagagli alla mano e siamo partiti alla volta di Martigny, città in cui voglio assolotamente tornare.


Martigny è una piccola grande perla nel cuore della Svizzera, poco più di 16.000 abitanti e millenni di storia alle spalle, noi abbiamo avuto la fortuna di avere una guida straordinaria: Fabian Claivaz, che ci ha spiegato per filo e per segno tutto ciò che c'è da sapere su Martigny, e per chi ama l'arte come me, c'è davvero tanto da scoprire.
Partiamo dalla storia, chi ama la storia alzi la mano!
Storia e Italiano erano le mie materie preferite fin dalle elementari, crescendo si sono aggiunte anche arte e storia dell'arte, perciò, a Martigny, mi sentivo davvero a casa.
Nell'antichità Martigny era un importante centro popolato dai Romani, viene menzionata per la prima volta intorno al 50 a.C, da Gaio Giulio Cesare, la popolazione, già a quei tempi era così vasta che ad oggi si ritrovano resti di ville, bagni e di un grande anfiteatro, è possibile ripercorrere la storia antica con un'esperta guida, vestita da antico romano, che vi guiderà attraverso gli scavi archeologici presenti sul posto.
Ma la cosa che più mi ha colpito è stato il nome "Gianadda", che per tutta la mattinata è stato nominato più e più volte, il suo nome era associato ad opere di architettura, edifici, mostre...
Per quanto fossi interessata al discorso, ho dovuto comunque accantonare la mia curiosità, perchè eravamo arrivati davanti alla Distilleria Morand, dove ci attendeva una ricca degustazione ed una visita guidata.
La Distilleria Morand è conosciuta in tutta la Svizzera per la qualità dei suoi prodotti, fondata nel 1889, è ad oggi, la più famosa Distilleria del territorio, i suoi prodotti di punta sono i celebri distillati: Abricotine, a base di albicocche, e Williamine, a base di pere, entrambe coltivate nel Vallese.


Molti di noi non sono abituati all'idea di associare le albicocche alla Svizzera, dopo tutto è risaputo che le albicocche sono frutti che hanno bisogno di sole, ma il Vallese è baciato da più di 300 giorni di sole ogni anno, in pratica, se è vero il detto che "il sole bacia i belli" il Vallese è oltremodo un posto meraviglioso, ed anche il clima lo conferma.
Ho assaggiato entrambi i distillati, i Vallesani, attaccati alla tradizione, preferiscono la Williamine, io invece ho preferito l'Abricotine, dall'intenso sapore di albicocca.
Mentre lo assaporavo pensavo al grande viaggio che hanno fatto le albicocche per arrivare a finire in un bicchiere di Abricotine.


L'albicocco infatti vede la luce nell'estremo oriente, solo dopo il 400' viene esportato nel bacino Mediterraneo, e provato a coltivare in varie parti d'Europa, in Svizzera le albicocche hanno trovato terreno fertile, la varietà che la fa da padrona si chiama Luizet, il sapore è più deciso e meno dolce dell'albicocca a cui siamo abituati, a me è piaciuta particolarmente, forse perchè sono cresciuta raccogliendo albicocche dall'albero del giardino che mio nonno aveva piantato, un albicocco innestato su un susino, che aveva la caratteristica di fare albicocche dalla polpa soda ma non stucchevole e dalla buccia acidula, screziata di rosso e dal profumo persistente.
Con le Luizet nel Vallese si producono confetture e distillati, sono ottime anche essiccate, il loro sapore intenso fa si che durante l'essiccazione si conservi alla perfezione il sapore, e vengono utilizzate anche per produrre sciroppi e succhi di frutta senza coloranti e conservanti.

Abricotine e Williamine sono soltanto due dei prodotti che si possono trovare nell'antica distilleria, infatti, sotto al negozio in legno, stile casetta di Biancaneve, con una lunga tavola di legno, sedie con cuori incisi, tendine all'uncinetto e una moltitudine di bottigliette colorate in ogni dove, si snodano una serie di labirintici corridoi e sale costruite nel 1800, cisterne, botti in legno, bricchi in rame, il tutto immerso in un'atmosfera magica e surreale, li si producono anche altri tipi di distillati, e sciroppi anche!
Una delle cose più particolari che si possono trovare, richieste dai grandi ristoratori di tutto il mondo, perchè si, c'è da dirlo, in effetti fa un figurone, è la Williamine con pera in bottiglia.
Mi spiego meglio.
Immaginate di trovarvi in un negozio come quello della Distilleria Morand, siete circondati da bottiglie di varie forme e colori, vasetti di marmellate, calici di sciroppi, un posto che sta a metà tra un antro fatato pieno di pozioni e la casa della nonna delle fiabe, capirete bene, che una volta immersi in un ambiente del genere, tutto vi sembrerà possibile; mentre vi aggirate tra le bottiglie contenenti liquido colorato, con etichette che raffiugurano dipinti fantasiosi, farfalle e fiori, tanto che vi sembrerà di essere in casa di Mago Merlino, vi imbattete in una bottiglia, di quelle che siete abituati a vedere nei film di pirati, dal collo tozzo e stretto, e dentro, una pera grande quasi quanto la bottiglia, ci mettete un paio di minuti a realizzare che non si tratta davvero di magia, ma quasi.


In pratica, ascoltate bene perchè questa è una cosa unica nel suo genere, una volta che il fiore del pero, sull'albero, ha lasciato posto al frutto, ancora piccolo ed irriconoscibile, si prendono le bottiglie, con estrema delicatezza, si imbottiglia il piccolo frutto, e si assicura il tutto a testa in giù, per far si che la pera cresca dentro la bottiglia.
Vi assicuro che è una cosa magica.
E poi ci sono gli sciroppi, 100% naturali, tanto che vengono dati per merenda ai bambini, diluiti con acqua fresca, e sono ottimi, li avrei comprati tutti, anche se i miei preferiti rimangono quello alla Nocciola, che sa di gianduia, e che ad oggi custodisco gelosamente in dispensa, facendomene un bicchierino ogni tanto la sera, come se si trattasse del più pregiato Rum dei Caraibi, lo sciroppo di Granatina e quello albicocca, nel Vallese sono famosi, ma secondo me dovrebbero esserlo anche all'estero, troverebbero sicuramente largo uso in pasticceria, infatti mi sto giusto apprestando a realizzare dei dessert con lo sciroppo di nocciole.
Sono di gran lunga migliori degli sciroppi che troviamo qui, anche del prodotrto migliore che siamo abituati a comprare al supermercato, e costano la metà, senza contare che sono fatti partendo da frutta fresca.
Dopo la visita alla distilleria siamo andati a pranzo al Restaurant du Moulin du Semblanet, a mangiare la Brisolèe Royale, un piatto misto di formaggi, carne secca, affettati, frutta e castagne cotte sulla fiamma, un piatto tipico Vallesano.
Io e Valerio abbiamo mangiato velocemente, perchè invece di goderci il sole abbiamo preferito andare a visitare la Fondazione Gianadda, giusto perchè avevo visto che ospitava una mostra su Picasso, e per una come me, che è stata 3 volte al Museo di Picasso a Barcellona, era un evento imperdibile.
Quando sono arrivata alla Fondazione, mi sono ritrovata davanti qualcosa di incredibile.
La Fondazione Gianadda, doveva essere inizialmente una casa, Lèonard Gianadda, nel 1976, acquistò il terreno per costruirci una casa, ma i lavori portarono alla luce i resti di un antico tempio gallo-romano, il più antico della Svizzera, l'unico dedicato al Dio Mitra, così decise di costruirci sopra un centro culturale, e dedicarlo alla memoria del fratello Pierre, da poco scomparso, il centro oggi è una fondazione culturale di fama internazionale, il museo offre esposizioni archeologiche, con i resti Romani ritrovati in loco, una collezione di più di 50 auto d'epoca con pezzi unici al mondo, costruite dal 1897 al 1939, un parco curato, pieno di piante provenienti da varie parti del mondo, con  un lago al centro e varie sculture di artisti famosissimi del XX secolo, come Moore, Rodin, Renoir, Chagall...
Il centro ospita mostre cicliche di artisti del calibro di Van Gogh, Matisse, Picasso, Degas...
Ed in più ospita concerti di cantanti e musicisti di fama internazionale,
Per chi, come me ama l'arte, la Fondazione Gianadda è un vero e proprio paradiso.


Dopo una visita, troppo breve, a questo luogo incantato, siamo partiti alla volta del Four Banal, il forno comunale risalente al 1905, ad attenderci i membri della Confraternita, che ci hanno raccontato di come funzionavano prima le cose, dovete sapere, che in Svizzera, le cose importanti ci si raccontano davanti ad una tavola imbandita, e quindi anche li, eravamo belli felici, a discutere del pane DOP del Vallese, tra un sorso di vino, un morso di formaggio ed una fetta di pane appena sfornato.
Chi mi segue da tempo sa quanto io ami la storia del pane, tanto che ho dedicato a questo alimento una sezione apposita: "Pane panini & bruschette", per questo, dedicherò un post apposito al Pane di Segale del Vallese ed all'esperienza vissuta al Four Banal, restate sintonizzati, ci ritroveremo presto tra queste pagine con la ricetta dell'unico pane DOP, presidio Slow Food, della Svizzera.

Prima parte: Visperterminen

Distillerie Morand 
Place de Plaisance 2, 1920 Martigny, Svizzera
www.morand.ch/

Fondazione Gianadda
Rue du Forum 59, 1920 Martigny, Svizzera
www.gianadda.ch  

Moulin du Semblanet
Rue des Moulins 11, 1920 Martigny
www.moulinsemblanet.ch
 

Continua...







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