About me

L'arte è tutto ciò che nasce dal sogno, e plasmato dalle mani dell'uomo diventa realtà....

venerdì 24 maggio 2013

19 maggio 2013 Secondo giorno a varsavia

19 maggio 2013
Secondo giorno a varsavia:




Il sole a Varsavia sorge alle 4 del mattino, e nel nostro appartamento alla finestra, per coprire la luce, c'era solo una piccola tenda, inutile dire che all'alba ero in piedi.
Direzione Lazienzi Park, un meraviglioso ed immenso parco a pochi passi dal centro della città nuova.


Non sia mai che ci arrendiamo alle distanze chiamando un taxi, nooooo, noi andiamo a piedi!!!!
Andare a piedi nei posti nuovi è sempre una piacevole scoperta, abbiamo percorso questo lungo viale alberato, che mi ricordava un'pò la periferia di Parigi, ai lati del viale grandi ville bianche con alte colonne,varie ambasciate e case con targhe di ottone all'entrata, con i nomi dei personaggi illustri che ci hanno vissuto.


A metà strada veniamo fermati da una ragazza vestita di rosso, che distribuiva gratuitamente lattine di coca cola, e così, in due giorni il bottino di cose regalate di faceva sempre più ricco.
Entriamo nel parco, davvero immenso, e ci inoltriamo nel verde.


Gli alberi altissimi ci regalano un'pò di respiro, una fresca sosta dal clima caldo e afoso che abbiamo trovato a Varsavia, e poi, ecco o sbucare uno scoiattolo!!!!!
Tra vialetti fioriti e grandi alberi incontriamo liberi germani, pavoni, scoiattoli che si fanno anche toccare....


Il palazzo sull'acqua è bellissimo.

Volendo si può anche fa un giro in barca sul lago.
Piccoli e tortuosi sentieri si snodano da tracce e muschio, sembra quasi di essere in una foresta vera, con gli uccellini blu sugli alberi e gli scoiattoli che rosicchiano le noci, per poco una non mi cadeva in testa.....
Mentre usciamo ci imbattiamo in un concerto gratuito all'aperto, dove, tre violiniste in abito da sera, suonano meravigliose melodie, ed intorno, persone sdraiate all'ombra degli alberi ascoltavano estasiate.
Centro commerciale, ancora, per il pranzo, io ordino la tradizionale birra allo sciroppo, hmmmm che bontà!!!!!


Vi dirò, l'ho assaggiata quasi come se fosse una prova di coraggio, ed invece era davvero buonissima, tanto che vi dirò come si fa!
Un bel piatto di crauti al cumino, che, sará forse per le mie origini, io adoro, e poi di nuovo in centro, il centro della città vecchia questa volta....
Ci imbattiamo in file enormi ma composte per entrare nei musei, perchè l'ingresso era gratis, solo in Italia paghiamo anche per l'aria che respiriamo....
In piazza troviamo una conferenza indetta dalla chiesa evangelista, ma dato che non ci capivamo niente siamo andati avanti.
Ci siamo fermati per l'ennesimo mezzo litro di birra, in piazzetta, al fresco, accaldati ed abbronzati.
Poi ancora camminare, tra vicoli acciottolati alla scoperta di una cittá fantastica.
Sbuchiamo sul lato del fiume, dove troviamo una grande spiaggia piena di persone che prendono il sole, quante cose offre Varsavia!!!!


Gira te che giro io si è fatta ora di cena, ma siamo così stanchi che decidiamo di andare a letto, così stanchi e così pieni, perché alla fin fine ci siamo saziati con il pranzo al centro commerciale, le porzioni li sono abbondantissime, si mangia benissimo e con poco!!!
Ma per le ricette dovrete attendere ancora qualche giorno......
 

giovedì 23 maggio 2013

Primo giorno a Varsavia Sabato 18/05/2013 - I miei 26 anni

Eccomi tornata da Varsavia....
Come dopo ogni viaggio vi aspetta il racconto della nostra vacanza...
Come alcuni di voi sapranno, il mio compleanno cade il 18 maggio, quindi ogni anno organizzo "Il viaggio di maggio".
Per me era la prima, e non sapevo bene cosa ci sarebbe stato ad attendermi, di certo non mi aspettavo temperature così alte, da piena estate, tanto che andavamo in giro in infradito e maglietta, tanto che, siamo tornato abbronzati!E mentre in Marocco c'erano 18' il 18 maggio, noi c'è ne godevamo più di 30'.

Primo giorno a Varsavia
Sabato 18/05/2013
I miei 26 anni:



Partenza da Pisa in tarda mattinata, arrivo a Varsavia per l'ora di pranzo.
Il volo è stato un'pò turbolento, ma abbiamo fatto davvero prestissimo, il cielo era limpido ed abbiamo sorvolato Venezia e Vienna.
Appurato che per me il polacco è incomprensibile, a parte qualche sporadica parola, cambiamo i soldi ed usciamo dallo Chopin, il meraviglioso, grandissimo e luminosissimo aeroporto centrale.
Direzione cittá vecchia.
Prendiamo il bus, ed iniziamo a contare le fermate che ci separano dal nostro appartamento.
Intanto fuori dal finestrino, tanto sole, prati verdissimi e curatissimi, viali alberati, parchi...
Il tragitto in bus non è durato molto, ed in una manciata di minuti siamo arrivati in centro.
Abbiamo preso le chiavi e poi ci siamo diretti all'appartamento, posizione centralissima, a soli 20 secondi a piedi dalla piazzetta con la sirenetta, centro della cittá vecchia.
Affamati ci fermiamo a prendere il classico panino polacco, la  zapiekanka, e chi si aspettava mezzo metro metro di panino!'


Lo fanno con cipolla, funghi, formaggio, e salse varie, costa pochissimo ed è super croccante, sqisito, tra qualche giorno vi darò la ricetta, certo, magari farlo così grande è un'pò eccessivo ahahah.
Posiamo i bagagli nel nostro appartamento, un cambio veloce di vestiti e via, all'avventura!


Percorriamo nowy swiat, una via lunghissima e molto grande, costellata di piccoli banchetti che vendono rose gigli e tulipani, signore anziane sedute su muretti, munite di cestini, che per poco meno di 1€ vendono mazzolini di bucaneve, a metà strada incontriamo tantissime persone, intente a ballare e cantare, una manifestazione organizzata dalla chiesa, festosissima, mica come in Italia dove per strada quando si tratta di chiesa, si trovano solo anziani che seguono una croce a passo di lumaca...


Varsavia è fantastica,, un mondo dentro un mondo, a pochi passi dalla città vecchia ecco la città nuova, con grattacieli e zloty tarasy, un centro commerciale a più piani talmente grande che si vede anche dal satellite, è enooorme, ed il tetto è una grandissima onda di vetro, fantastico!



Sosta tè freddo alla pesca con pezzetti di melone al Bali Cafè, e poi di nuovo in marcia, una maratona in pratica.


Stanchi ma felicissima ci siamo riavviati verso il nostro appartamento, e, di nuovo in nowy swiat ci siamo imbattuti in un'altra manifestazione, questa volta di ciclisti,




vestiti con abiti d'epoca, e li cominciavamo a capire un'pò meglio lo spirito di Varsavia, e mentre una ragazza regalava penne, un'altra ci fermava per regalarci sacchetti di cioccolatini,


un'altra ancora ci invitava al museo del miele e del latte donandoci deliziose caramelle morbide al mou.
Cena!!!




In centro a Varsavia è difficile trovare del pesce, si trovano con facilità cosciotti alla birra con contorni di patate arrosto, carni servite con mele arrostite e salse di mirtilli rossi, ma per chi non ama la carne, Varsavia offre delle fantastiche zuppe di funghi selvatici servite in cocottine di pane!
Per non parlare delle insalatone con un sacco di germogli!


Dopo una cena velocissima al ristorante, usciamo e troviamo un concerto nella piazza grande, per strada centinaia di persone, intente a far festa, musica,  ragazzi ad ogni angolo di strada che suonavano o cantavano, e litri di birra, una birra strepitosa, fantastica birra!!!






mercoledì 15 maggio 2013

Se vuoi fare il fico....

Come è strano, tornare a scrivere sul blog, aprire la pagina e vedere sotto al mese di maggio,un solo post presente....
Ancora più strano poi è scrivere seduta sul letto, con l'iPad, regalo di mamma per il mio compleanno...
Mi sono ripromessa di scrivere questo post, e quindi oggi voglio farlo.
Questa ricetta l'ho ideata per "cuoco di fulmine", la sfida, intitolata "ti prendo per la gola così perdi la testa" prevedeva l'utilizzo di un formato di pasta, due prodotti Ponti, pomodoro, e una varietà di pesce, e dato che la sfida si intitolava "ti prendo per la gola", e che il contest si chiama "cuoco di fulmine", ho voluto creare un'pò un gioco di parole, e quindi, il piatto di oggi, l'ho intitolato "se vuoi fare il fico"....
Giá, perché il fico, o meglio la sua foglia, è una parte indispensabile dia questo piatto, e c inferisce un sapore molto particolare....
Per quanto riguarda il formato di pasta, io ho fatto dei ravioli i a forma di cuore, ma se avete intenzione di usare la pasta giá. Pronta, potete utilizzare le sfoglie di pasta fresca, e ritagliar,e a forma di cuore.
Il ripieno di questi ravioli l'ho realizzato con pesce spada e carciofini, ho utilizzato un taglio di pesce spada che a me piace molto, quello un'pò grassi o, tenero tenero....
Poi li ho saltati con del pomodorino confit al timo e dadolata di peperoni, il tutto, fatto gratinare in forno su foglia di fico...

Se vuoi fare il Fico....
"ti prendo per la gola così perdi la testa...."


Ingredienti per 4 persone:

Per il sughetto

4 cucchiai di peperoni peperlizia Ponti
Pomodorini pachino, circa 300g

Sale e pepe
Zucchero di canna
Qualche rametto fresco di timo
Olio extra vergine d'oliva


Sbollentate i pomodorini, private li dei semi e della pelle, disponeteli su una teglia rivestita  di carta da forno, con il lato tagliato disposto verso l'alto.
Spolverate li con sale e pepe, q.b e una spolverata non troppo abbondante di zucchero.

Conditeli quindi  con le foglioline di timo, irrorate con abbondante olio, ed infornate a100' per un ora e venti.
Una volta pronti uniteli ai peperoni, e tritateli finemente.

Per la pasta

200 g di farina
2 cucchiai di olio evo
Una presa di sale
Acqua q.b

Impastate tutto gli ingredienti fino ad ottenere una palla di impasto omogenea, stendetela con il mattarello, aiutandovi con della farina per far si che non si attacchi al piano di lavoro, ricavate tanti piccoli cuori con uno stampino.

Se preferite utilizzare le sfoglie di pasta fresca giá pronte, reperibili al supermercato, non dovrete far altro che stendere sul piano di lavoro, ricavare dei cuori, magari anche più grandi di quelli che ho fatto io, ed inumidire i bordi, per far aderire bene la pasta, al momento di sigillaria con il suo ripieno.

Per il ripieno

300 g di pesce spada
Sale e pepe
4 cucchiai di Carcioghiotti Ponti

Frullate il tutto con il robot a lame.

Componiamo il piatto:

Farcite i cuoricini di pasta con il ripieno di carciofini e spada, inumidite i bordi sigillateli bene e tuffateli in abbondante acqua bollente salata.
A parte in una padella saltate in poco olio i cubetti di peperoni e pomodori, quindi scolate la pasta.
Saltate i ravioli nel sughetto.

A questo punto:

2 foglie grandi di fico
prezzemolo
pepe

Adagiate i ravioli con abbondante sughetto in un cartoccetto fatto con le foglie di fico leggermente sbollentate, spolveate con pepe appena macinato e prezzemolo tritato, trasferite in forno fino a che le foglie saranno sbruciacchiate, a circa 180°.
Ci vorranno pochi minuti, meglio ancora se cuocete il cartoccetto con l'opzione grill.
A wuesto punto non vi rimane altro che irrorare con un filo d'olio a cruso e servire!


mercoledì 8 maggio 2013

Piccoli passi...

Chi vuole che io smetta di scrivere sul blog?
Mia mamma, che molte volte mi sgridava perchè passavo troppo tempo davanti al pc, sicuramente no.
Luca, il mio dolce fidanzato che mi portava gli ingredienti per realizzare ricette che non avrebbe mai neanche assaggiato, pur di farmele realizzare e metterle sul blog, bhè, lui non vuole che io smetta.
E mio nonno non avrebbe voluto assolutamente...
E voi?

Bhè allora perchè mi sento così stupida a star qui a scrivere, arrabbiata con me stessa perchè...
Perchè?
Perchè sono stanca, ho mal di testa da giorni, ho troppi pensieri, e non ho voglia di far niente.
Ma a cosa mi porta il non fare niente?
E' giusto che io sia arrabbiata con gli altri perchè mi dicono che è tempo di reagire?
E' giusto che io sia arrabbiata con me stessa, e consideri ormai inutile qualsiasi cosa che prima mi piaceva?
Voglio dire, perchè star qui a scrivere, con il mal di testa, mentre potrei andarmene a letto?
Perchè dormire è l'unica cosa che ho voglia di fare, l'unica.
Ma è giusto?
Mi conosco, se poi mi fermo non ricomincio più, dopo tutto in casa mia sono famosa per le cose incompiute, quadri lasciati a metà, libri incompiuti, vestiti mezzi da cucire...
Dentro di me ripeto "aspetta di non essere più triste, aspetta che tutto migliori, aspetta che il dolore passi", ma passerà mai?
No, non passerà mai.
Diventerà più sopportabile, con il tempo, ma intanto, non è cosa giusta fermare la mia vita in attesa di qualcosa, che chissà quando arriverà.
O meglio, per me lo è, perchè io sono ancora dell'idea che saltare i pasti e dormire ad ogni ora sia la cosa più giusta da fare, o almeno, quella che mi fa pensare meno, anche se i sogni si sono trasformati in incubi, e non riesco più a stare da sola nella mia stanza.
Il problema è che io non l'ho ancora accettato.
Il problema è che spero che il telefono possa squillare da un momento all'altro, il problema è che quando lo fa io penso che sia lui...
E non è vero, non è possibile che io non possa più sentirlo, vederlo, non posso pensare di poter stare qui senza avere la possibilità di parlarci, di stringergli la mano, io non posso.
Perchè era il mio punto di riferimento.
La persona che di me era orgogliosa, per un bel voto a scuola, per un bel disegno, per un articolo, per la mia prima intervista...
La persona che non mi rivolgeva la parola per giorni se non mi comportavo bene.
La persona che mi ha cresciuto.
Perchè per quanto mia mamma ci sia sempre stata per me, era mia nonno, ad occuparsi di me quando lei era a lavoro.
Fino a che non ho cominciato a starmene da sola in casa, o ad uscire il pomeriggio, ma anche li, non è mai stato "il nonno", quello che i giovani vedono una volta ogni tanto, no, perchè non ha mai smesso di far parte della mia vita.
Ogni pensiero era per mia mamma, per me e per la nipotina.
Diciamocelo, i genitori non sono quelli che ti mettono al mondo, sono quelli che ti crescono e ti amano, e per me non è venuto a mancare mio nonno, io ho perso un padre.
E c'è dolore, tristezza perchè qualcosa di speciale è finito, rabbia per come le infermiere si comportavano con lui in ospedale, voglia di poter far qualcosa...
Ma me ne resto qui, con le mani in mano, e l'unico desiderio di dormire.
Perchè star qui a dar ricette, quando la testa è altrove, quando di cucinare non ho voglia, di mangiare nemmeno...
Perchè la vita va avanti, no?
E per Keira lo sto facendo, sto continuando ad organizzare la sua festa di compleanno, e voglio che sia grandiosa, il mio compleanno invece lo salto a piè pari, dato che coninciderà con un mesiversario per me troppo doloroso da sopportare.
Per Luca lo sto facendo, esco con lui, così stanca che l'unica cosa che vorrei sul cammino è un letto comodo, ma poi non è un sacrificio, perchè lui mi fa star bene, ed anche se il dolore è come una pioggia di ghiaccio che ti sorprende quando meno te l'aspetti, con lui riesco a liberare la mente.
E per me?
Probabilmente l'unica cosa che potrei fare per me è ritrovarmi.
Provare a ricomnciare.
Il tempo passato non è molto, ma non sarà mai abbastanza.
Quindi si, forse è il momento di tornare.
Perchè quando leggo i vostri commenti, quando sento che ci siete, e che ciò che faccio vi piace, quello è il momento in cui mi sento bene, in cui il cuore si scalda e si alleggerisce.
Non so se è giusto, la voglia viene e va, alla velocità di un battito di ciglia, come un'altalena, ma forse è giusto che io continui a scrivere.
Dopotutto scrivere mi fa sentire meglio, no?


venerdì 19 aprile 2013

Chiuso per Lutto

Non so, con che forza io sia qui a scrivervi...
O meglio, lo so; con la forza che solo lui poteva avere...
Con la forza che mi ha lasciato...
Con la forza di un grande uomo, che ne ha passate tante, che ne ha viste tante, che ha amato tanto...
Ieri mio nonno se n'è andato, l'unico nonno che ho mai avuto, l'unica figura maschile della mia vita, che si è sempre preso cura di me, e che mi ha fatto da padre.
Perchè per me, lui era mio padre.
Dopotutto, si è comportato da tale, e così ha fatto anche con Keira.
Quando un nonno viene a mancare, molto spesso le persone esterne pensano "e vabbè se era un nonno probabilmente era anziano", e si, mio nonnno lo era, ma non era una di quegli anziani tutto carte e tv, mio nonno era una forza della natura, non si fermava mai, poteva anche avere il corpo di un anziano, ma non ha mai smesso di essere un ragazzino, lui era forte, ed era ciò che teneva unita la famiglia, era il nostro punto di riferimento, il nostro confidente, era colui che lottava per noi...
Questo blog chiuderà i battenti per un'pò, non so per quanto, ma al momento proprio non riesco, ancora non lo accetto, ma volevo ringraziare tutti coloro che ieri mi sono stati vicini, grazie.

giovedì 18 aprile 2013

Ninfea Sushi

Ieri su facebook vi ho chiesto che ricetta volevate trovare oggi su Lovely Cake, vi ho dato 2 alternative: sushi o crocchette, non specificando bene il tipo di crocchetta o di sushi in questione.
Il popolo ha deciso: sushi.

E così oggi, di corsa, tra una cosa e l'altra, eccomi a davi la ricetta che ho inventato.
Questa mattina è stata davvero piena per me, sveglia presto, per portare la bimba all'asilo ed andare ad una visita, quindi, finita la visita, invece di prendere il bus e tornarmene a casa, ho attraversato mezza città, sono andata in giro per negozi, sono andata al mercato, ho comprato cannolicchi, mussoli e fasoli, ho preso degli ottimi asparagi selvatici, mi son fermata a salutare un'amica che non vedevo da tantissimo tempo, e passo passo sono andata a casa.
Giornata piena piena, anche oggi, son 3 giorni in cui non mi fermo un attimo, quindi una buona ricettina leggera, fresca, e veloce, direi cheè perfetta per una giornata così.

Il sushi che vi propongo, è un sushi all'italiana, che la mia mente malata ha partorito.
Niente alghe nori, niente salsa di soia sul pesce, anche se, nessuno vi impedisce ovviamente di usarla ;)

Ninfea



Per il riso
3 pugni di riso jasmine
1 cucchiaio di zucchero
uno di aceto di riso
ed uno di sale


per il pesce

1 orata da 300 g
1 tocchetto di tonno fresco
sale e pepe
olio evo
limone

per comporre
1 cetriolo
1 fiore di zucca freschissimo
1 pomodoro
foglie di nasturzio


In una pentola versate il riso, e ricopritelo d'acqua, l'acqua dovrà essere 3 dita più alta del riso.
Acidulate l'acqua con un cucchiaio di aceto, unite 1 cucchiaio di zucchero ed uno di limone.
Portate a cottura a fiamma medio bassa, affinchè il riso assorba l'acqua, infatti non dovrete scolarlo.
Appena il riso sarà cotto e l'acqua assorbita, unite il fiore di zucchina tagliato a striscioline fini, mescolate e coprite con un asciughino pulito.


Fate raffreddare.
Intanto sfilettate l'orata, quindi tagliate a cubetti la polpa, che dovrete far marinare con un filo d'olio evo, limone sale e pepe.
Idem per il tonno.
Tagliate a striscioline il pomodoro.


Stendete il riso su della carta da forno, create un rettangolo, al centro disponete una fila di striscioline di pomodoro, ed arrotolate.
Ricavate tanti piccoli cilindretti, disponeteli in un piatto sopra una foglia di nasturzio, il nasturzio conferirà una nota leggermente piccantina, che non guasta, potete tranquillamente sostituirlo però.
Sopra ad ogni cilindro disponete una fettina di cetriolo, quindi, a fiore, fuori i "petali" bianche, che altro non sarà che la tartare di orata, ed al centro il tonno.
Non vi resta che servirlo!


Questa è stata la cena di Keira, o meglio, questa è stat parte della cena di Keira di due giorni fa, volete vedere da cosa era composta la cena?
Bene, ecco la foto!
Prossimamente anche le ricette!!!!



mercoledì 17 aprile 2013

Tortino di sarde marinato con verdure croccanti

Ci sono giornate in cui l'un è talmente giu che non si ha altro desiderio se  non quello di i e non pensarci più.
Magiche coperte che a volte riescono a scacciar via la malinconia.
Giornata di sole su Livorno, con un'pò di foschia, un sacco di cose da fare, come sempre, ed il richiamo del letto, troppo forte.
Ieri sera io e Luca ci siamo svagati un'pò, a me ultimamente mi è presa la voglia dei fasolari, e così mi ha fatto trovare un bellissimo piatto con salmone affumicato e fasolari.
Che dopo una giornata pessima come quella di ieri, era proprio quello che ci voleva, anche se l'appetito stava a zero, a queste cose non riesco a dir di no.
E così, fasolari, salmone ed un bicchiere di vino bianco, e poi, una breve uscita per un drink e una passeggiata al porto, a veder le barche a vela ondeggiare sinuose.


La ricetta di oggi è deliberatamente tratta da una ricetta che propongono al ristorante Gambero, avete presente quando vedete la foto di un piatto, e subito lo volete rifare?
Bene, è questo il caso, avevo solo una foto, non una ricetta, ma ho pensato, e che ci vuole, uso le mie, non verrà identico, ma sicuramente si avvicinerà molto come sapore.
Tanto più che è un piatto proposto a 18€, ed io con 18€ potevo tranquillamente prepararci porzioni per un bastimento.
L'idea di fondo è carina e semplice, 2 sarde marinate, con verdurine croccanti, io le ho fatte marinate, ed ho eliminato l'agrodolce.
Io adoro le acciughe con la cipolla, quindi questione di gusti, questo antipastico, accompagnato da qualche crostino imburrato, diventa davvero buonissimo.
Quindi mi sono messa all'opera.

Tortino di sarde marinato con verdure croccanti


a testa:
2 sarde, fatte marinare in aceto bianco e limone
1 fior di cappero

Per le verdure:
verdure miste
io ho usato 1 carota tagliata fine, peperoni a strisce rossi e gialli, cipolla rossa.
Tagliate molto finemente le verdure, scottate i peperoni e le carote in acqua salata acidulata con aceto, scolate, mettete sotto aceto per qualche ora.






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