About me

L'arte è tutto ciò che nasce dal sogno, e plasmato dalle mani dell'uomo diventa realtà....

mercoledì 17 luglio 2013

Il Viaggio di un'acciuga

Immaginate una bellissima acciuga.
Di quelle grandi e polpose, che nascein quella zona denominata "Perla del Tirreno", una di quell poche zone dove ancora l'acqua è cristallina.
L'acciuga nuota e nuota.
A Sorrento conosce i limoni ed il loro profumo, e lascia l'Italia con un bagaglio culturale di ricette, impara a conoscere nuovi metodi di cottura, ed abbandonando le coste della Sicilia, dorata come il suo sole, apprende la frittura.
Nuota e nuota, fino a raggiungere le coste del Marocco, dove conosce nuovi profumi e nuove spezie, e tornando a casa, l'acciuga striata di verde e di blu, si trasforma in un'acciuga che porta con se il sapere delle coste Tirreniche, e la storia delle coste Meditteranee.

Ecco le nostre acciughe.
Questa mattina, quando sono uscita a far commissioni, mi sono fermata ad un nuovo negozietto aprto pochi giorni fa.
Il negozietto in questione vende pesce surgelato, e lo stavo per snobbare, perchè io cercavo acciughe, mica filetti surgelati di sgombro.
Vado a prendere il pane, entra una signora prima di me, e con la ragazza al banco si mette a chiacchierare del nuovo negozio.
Apprendo che non vendono solo pesce surgelato:
- si si hanno anche il fresco!-
- veramente?-
- si, lo abbiamo visto noi, stamani mattina è arrivata una cassa di acciughe che ancora si muovevano!-
E quando mai da me le acciughe arrivano vive!?
E quando mai mi lascio scappare una grandissima occasione come questa!?!?!?
Mi precipito a comprare le acciughe.
Belle, fantastiche, non ne vedevo da tempo di così belle, lucide, turgide e cangianti, e.... Vive!
Arrivata a casa dovevo render giustizia a queste acciughe.
Un'pò perchè giorni fa ho visto Gordon che soffriggeva dei pesciolini invece di friggerli in abbondante olio ( e mi ha messo voglia di acciughe), un'pò perchè Cristina ha riaperto la raccolta sulle acciughe, e questa volta, non potevo non partecipare!
Quando sono così buone e fresche  è un piacere cucinare le alici in padella.

Eper creare questa ricetta dovete proprio immaginarvi il viaggio verso le coste del Marocco.

Il Viaggio di un'Acciuga



200 g di acciughe della costa Livornese
1 cucchiaio di miscela di spezie Profumo di Marocco*
100 g di farina
sale e pepe q.b
olio extra vergine d'oliva Novis Azienda Iannarilli Ferruccio


Lo so, ve lo state chiedendo, e parte di voi magari leggendo "Miscela di Spezie Profumo del Marocco" ha pensato di rinunciare, perchè col cavolo che l'alimentari sotto casa la vende...
E no, non la vende perchè è una mia invenzione....

Profumo di Marocco


1/2 cucchiano di semi di cumino
1/2 cucchiaino di semi di coriandolo
10 grani di pepe di sichuan
2 chiodi di garofano
5 macinate di pepe nero
1/2 peperoncino tritato

In una padella fate tostare le spezie, lentamente ed a fuoco dolce, quindi riducetele in polvere con il mortaio.
Il frullatore non vale!
Non si ottiene la stessa "granulosità"!


Incidete la pancia delle acciughe, eliminando l'intestino, mi raccomando, devono rimanere intere!
Scaldate 4 cucchiai di olio in padella (antiaderente).
Mescolate le spezie alla farina.
Infarinate le acciughe dopo averle ben lavate, quindi passatele in padella, dove l'olio sarà bollente!
Cuocete fino a che non si formerà una bella crosticina dorata, sentirete un buon profumino!
Servite spolverando con una pioggia di prezzemolo fresco tritato, sale e pepe.
A piacere condite con del limone.


Lo so, nella miscela di spezie i chiodi di garofano possono sembrare strani, ma vi assicuro che il gusto è perfettamente equilibrato!


martedì 16 luglio 2013

Religieuse alla Rosa - Mille modi di dire Bignè

Chissà perchè in Francia ci son mille modi di fare i bignè.
In italiai bignè si trovano sopratutto ai compleanni, e si ingnora poi il largo utilizzo che il resto del mondo ne fa...
Bignolate, torte gelato...
In Francia poi, ci sono bignè un'pò di tutte le forme, ed ogni forma, giustamente, porta un nome diverso.
Sono chic, curati e decoratissimi, per colazione, per il tè pomeridiano e per una cena di gala.
Questa ricetta non so perchè si chiami così, "religieuse", forse perchè la "corona" che troneggia sul primo bignè avvolgendo il secondo, sembra un'pò la corona di un Santo, possibile?
Non ne ho idea, però, ieri, mi sono messa a produrre dei deliziosi religieuse alla rosa, un piccolo regalo per mia mamma, sperando di addolcirle un'pò queste giornate così pesanti.
Dopo cena le ho servito il religieuse ( il o la??) su un vassoio di ardesia, accompagnato da un biglietto con su scritto: "Sperando di addolcire un'pò la tua giornata. Grazie di essere la mia mamma".

Religieuse alla rosa


  Per la pasta coux

150 gr di acqua
60gr di burro
20 gr di margarina
100 gr di farina
3 uova

in una pentola far sciogliere il burro e la margarina nell'acqua a fuoco moderato, quando bolle spegnere il fuoco aggiungere la farina, mescolare bene, deve formarsi una palla.
Aggiungere le uova, formare delle palline che adagerete sulla carta da forno su una teglia.
Infornate a 200° per 25 minuti.

Per la crema pasticcera
Tratta dal libro Alchimie In Cucina



3 cucchiai rasi di maizena
500 ml di latte intero

2 cucchiai di zucchero
1 tuorlo

Unite a freddo gli ingredienti, mescolandoli con una frusta.
Trasferite sul fuoco e fate addensare mescolando continuamente, a fiamma dolce.

Per aromatizzarla alla rosa


Unite 1 cucchiaio di sciroppo di rose e qualche petalo tritato
oppure
3 gocce di aroma di rosa Flavourart
oppure 4 cucchiai di marmellata di rose

A piacere potete unire anche qualche fragola a tocchetti

Per la glassa

200 g di zuccheroa velo
1 albume ( o purea di fragole)

Con le fruste sbattete lo zucchero e l'albume fino ad ottenre un composto liscio.
Dividete la glassa in due parti, in una metà versate il colorante e mescolate.
Con la glassa rossa glassate i bignè, con la bianca, muniti di sac a poche,  create la corona

Decorazioni

petali di rosa
foglia d'oro battiloro




pasta choux
pasta choux

lunedì 15 luglio 2013

Bruschetta Chic, Uva Bianca e Parmigano - Quando qui un tempo era campagna...

Non so bene cosa mi sia preso in questi giorni, so solo che ho una gran voglia di riordinare.
E' un modo come un altro per tenrsi impegnati, per rinnovare un'pò, per non pensare troppo.
Sapeste quante cose mi frullano per la testa!
Un ricordo malinconico mi è passato stamani per la testa, e mi sta seguendo tutto il giorno.

Quando qui un tempo era campagna


Tutto è iniziato stamani, quando ho aperto la bottiglia di Olio Novis dell'Azienda Agraria Iannarilli Ferruccio.
Sarà stato il caldo, o le cicale, che al fianco del profumo dell'olio mi hanno riportata all'infanzia, quando quel grande supermercato in periferia non c'era, quando affacciandomi alla finestra riuscivo a vedere ancora alberi e distese di grano, quando le signore, per il troppo caldo, l'estate, si ritrovavano munite di sedia e vestite di cappina e ciabatte, nel cortile sotto casa, al fresco, a chiacchierare dei tempi andati.
Che nostalgia, della terra dove con nonno correvo.
Che nostalgia di quelle cicale che tutto il giorno sentivo fuori dalla vecchia casa, il cui canto si intrecciava con quello delle rondini, che ancora volteggiavano a centinaia sopra la periferia della città.
Quei pomeriggi caldi passati a giocare all'ombra dell'albicocco, mangiandone ogni tanto i frutti dolci come miele.
E la merenda, con il pane di campagna tostato, il pomodoro, l'aceto, e l'olio di nonno, quei sapori e quei profumi che adesso, stanno svanendo.
Che magie può fare un profumo.
Può far riaffiorare dolci ricordi, può far ricordare i sapori dell'infanzia, può coccolarti e farti star bene.
Chiudere gli occhi e ritrovarsi indietro nel tempo.
Amavo l'olio della terra di nonno, la raccolta delle olive, con le dita fredde e doloranti per togliere ad una ad una le olive dai rami.
Le reti arancioni che facevano sembrar fiorite le collinette, la pesa ed il frantoio, l'attesa per il nostro turno, la grande ruota in pietra che schiacciava le olive, le damigiane pesanti, il primo filo d'olio dell'anno.


Vorrei farvi capire quanto per me questo olio sia stata una scoperta meravigliosa, perchè anche se solo per un attimo, mi ha veramente riportato a dei momenti, che non dimenticherò mai.
Questi sono i sapori unici, che il mondo deve conoscere e preservare.
Questi sono i sapori in grado di rievocare ricordi e di crearne di nuovi.
Questi sono i sapori che associamo alla vita genuina, al casolare di campagna, ai pomeriggi da bambini passati ad annoiarci ed a guardare i pomodorini appesi a grappoli, sotto il tetto della veranda a seccare.
Quei momenti che vorremmo tanto indietro, e che pagheremmo oro pur di rivivere ancora, ed in questo caso l'oro è verde, ed è quello dell'olio.

Bruschetta Chic, Uva Bianca e Parmigano
 

Molto tempo fa, mi invitarono ad una inaugurazione, dove c'era un ricco banchetto.
Tutta quell'abbondanza ed io, mi stabilì al fianco dell'enorme forma di parmigiano, spilluzicando chicchi d'uva, ed alternandoli con scagliette di parmigiano.
Quell'abbinamento mi è piaciuto così tanto che oggi ve lo propongo in versione chic, per un party o un aperitivo.
L'unica regola da seguire: gli ingredienti di base devono essere eccellenti, sopratutto l'olio, un olio mediocre renderà queste bruschette mediocri, un olio eccellente invece, esalterà questo particolare abbinamento, rendedno queste bruschette indimenticabili!!


1 filoncino di pane toscano
sale e pepe
olio extra vergine d'oliva Novis Azienda Iannarilli Ferruccio
parmigiano
uva bianca


Tostate le fette di pane.
Ricavate tante scagle dal parmigiano.
Tagliate in due o tre parti, a seconda della grandezza, i chicchi d'uva.
Togliete i noccioli, condite le fettine con sale, pepe ed olio.
Disponete le scaglie di parmigiano sopra la bruschetta, quindi le fettine di chicchi d'uva.
Aggiustate di sale e di pepe, irrorate con altro olio appena prima di servire.



domenica 14 luglio 2013

Cannolicchi alla brace con pomodori grigliati e salsa guacamole alla greca

Ieri è stata proprio una bella giornata, io e Keira siamo andati a casa di Luca, che ci attendeva per cena, abbiamo fatto una bella passeggiata in campagna, le ho insegnato a riconoscere qualche pianta, poi siamo passate davanti al PalaModì e ci siamo ritrovate davanti a Cesare Cremonini che cantava, intorno: il deserto.
A quanto pare nessuno sapeva che era li a far le prove...
Keira era entusiasmatissima, ma non ci hanno fatte entrare...
La sera abbiamo mangiato la pizza, cotta nel forno a legna, una bella serata...
Rientrate a casa poi, io e Keira, belle contente ci mettiamo in pigiama, e ci mettiamo a letto.
Dopo poco la pargoletta, armata di Winnie the Pooh di peluches mi si piazza sul letto, addicendo alla bellissima giornata passata insieme, argomentado una tesi secondo cui, io e lei siamo migliori amiche, e le migliori amiche fanno tutto insieme, e dopo una bella giornata così, non avrebbe avuto senso separarsi, tanto più che poi, il mio letto è più grande del suo, e tanto spazio sarebbe sprecato per una persona sola, meglio in due!
Mi aveva già convinta quando l'ho vista apparire davanti alla porta di camera, con i capelli scarrufati, le guanciotte rosse e Winnie Pooh tenuto per un braccio...
Ci sdraiamo, stanchissime, e poi...
E poi sentiamo strillare!
E' una rondine!- dice Keira
Impossibile, è un rumore troppo forte!-
E' un gabbiano!- ribatte lei
No, macchè, macchè, sembra....un maiale!!!!! -
Adesso, io non so se avete mai sentito un maiale strillare, ma quando lo fa, lo fa per bene.
Benjamyn, il mio gatto, (nonostante la distanza dal rumore, tenete presente che comunque abitiamo al quinto piano), inizia a mettersi sull'allerta disperato.
Io mi infilo i pantaloni, metto il giacchetto a Keira, ed armata di torcia e guanti da giardinaggio scendo precipitosamentele scale, dopo aver visto una scena alquanto insolita...
Quando mi sono affacciata alla finestra, ho individuato subito la direzione dalla quale proveniva quel rumore, una macchina parcheggiata nel parcheggio condominiale.
Saranno state le 23.20, ma di sabato sera chi volete che ci sia nel parcheggio di un condominio a parte noi con la torcia a far le pazze...
I gatti erano impazziti, giravano intorno a questa macchina, veloci come schegge, appiattiti sul terreno, con le orecchie dritte dritte...
Ok, sicuramente c'era un animale che io ho identificato come un tasso, o una faina, ma non lo sapremo mai, era buio e quando siamo arrivate giu, non c'era più niente...
Tornate a casa ci rimettiamo a letto.
Che notte infinita si preannunciava.
Torna mia mamma, non esce mai, ero curiosa di sapere com'era nadata.
Allora lascio la bimba già profondamente addormentata abbracciata al suo orsetto e mi metto a chiacchiera con mamma.
Giunta nuovamente l'ora di andare a letto, cado in un sonno profondo.
Caldo, troppo caldo, butto in fuori l'avvolgibile e mi riaddormento, tutto bene, se non fosse per quel ticchettio pressante e continuo e crescente,:
-ma che diamine è!?Macchè è!?!?!? Ma noo....Piove!?!??!?!-
Si.
E bè, e ti pareva??
Mi rialzo, chiudo tutto, mentre fuori dei bei goccioloni si sfracellavano rumorosamente sull'asfalto, alla faccia mia che volevo dormire....
Il tempo di chiudere tutto che la pioggia ha preso e se n'è andata...
Sfiga, uno scroscio di 3 minuti....
Riapro tutto e ritorno a letto.
Iniziano dei rumori starni.
Abbiamo dei nuovi vicini, quelli del piano di sopra, e presumo sia nottambuli, o vampiri, perchè la notte magicamente si risvegliano e fanno un casino che non vi dico...
Passi pesanti, spostamenti vari di mobili...
Al chè inizio a battere sul soffitto con la scopa, no perchè uno alle 2 di notte vuole dormire, io 5 minuti di bonus in cui presumo tu stia rientrando in casa te li do, te li do anche se presumo che dal rumore che fai tu stia zompettando per il corridoio con gli anfibi da marines e un fiasco di vono in mano semi vuoto, con la grazia di un elefante e la leggerezza di un mammut, ma poi, e sarà anche ora di finirla!!!
E che cacchio io voglio dormire!!!
Poi finalmente i rumori cessano ed io dormo...
Immaginatevi la scena, io accoccolata alla bimba, beata e sorridente, mentre sogno non so cosa, ma era qualcosa di bello.
E poi...
- ma che è sta luce, ma che m'hanno fatto una foto mentre dormivo, ma via a quest'ora cosa diamine fa la gente, fa le foto alle finestre altrui...-
BOOOOOOOM
E' no, allora c'è qualcosa che non va.
Saranno caduto 6 fulmini a 100 mt da casa mia nel giro di 95 secondi, nel mentre veniva giù una pioggia torrenziale, mista a grandine, in pochi secondi l'aria si è fatta fredda, la piogia batteva così forte che avrebbe sovrastato anche tutti i rumori dei vicini del piano di sopra durante un raduno di parenti ubriachi a Natale...
No, questa è sfiga, c'è qualcuno che non mi vuol far dormire.
Va bene, basta, mi alzo.



Vi lascio con una ricetta che è talmente facile da preparare che è ridicolo chiamarla ricetta!

Cannolicchi alla brace con pomodori grigliati e salsa guacamole alla greca


Per la salsa

(non esiste una guacamole alla greca, sappiatelo, è farina del mio sacco)

1 avocado maturo schiacciato
1 spicchio d'aglio tritato dinissimo
1 mazzetto di prezzemolo tritato finissimo
1 cucchiaio di succo di limone
3 cucchiaio di yogurt bianco
1 cucchiaino di aneto tritato finissimo
1/2 cetriolo tritato

Unite il tutto, salate e pepate.

Per i pomodori grigliati

1 kg di pomodori da sugo o insalata, non troppo maturi

Tagliate i pomodori a fette non pià alte di mezzo cm.
Grigliatele da ambo i lati.
Disponetele a strati in una pirofila, condendo ogni stato con

succo di limone, gisto qualche goccia
prezzemolo tritato
aglio tritato
sale

Continuate così fino a formare una terrina piena di pomodori grigliati.
Irrorate con abbondante olio extra ergine, un'pò come si fa con le melanzane grigliate.

Per i cannolicchi

Prendete i cannolicchi belli freschi.
Disponeteli sulla grigia, spolverateli con sale e pepe e fate cuocere fino a che non si apriranno per bene.
Servite ultimando con un bel filo d'olio abbondante!!!
Ed a piacere succodi limone.

venerdì 12 luglio 2013

Rawkech - Minicake senza forno, senza latte, senza uova, senza burro e senza farina ! -

Parola d'ordine : raw!


Oggi vi presento un piccolo dessert, che non ha bisogno di cottura, di uova, di latte o di farina, nè tantomeno di burro o margarina!
Sanissimo, buonissimo e rinfrescante!
Per crearlo mi sono ispirata al mio viaggio a Marrakech, difatti, il nome di questo dessert è la fusione tra "Raw" e "Marrakech"!
La base somiglia molto al marzapane, ed è realizzata con frutta secca, datteri ed olio di argan, e sopra, una morbidissima mousse di albicocche e zafferano!

Giusto ieri ho ricevuto un pacco, contenente magici ingredienti!
Il mittente?
Cibo Crudo, che offre tutto ciò che è crudo, biologico o integrale, in poche parole, anche se non siete vegani o crudisti, questo sito offre tutte quelle cose che fanno bene al nostro organismo ed alla salute!
C'è una cosa che non mi stancherò mai di dire, quando si pensa ai vegani, o ai vegani crudisti, si pensa ad esseri emaciati che mangiano solo insalata, ed invece poi, ci ritroviamo davanti persone in perfetta salute, che dimostrano 10 anni in meno di quelli che hanno.
Io non sono vegana, anche se molti ancora non sembrano capire la differenza tra un vegano ed un vegetariano...
Io sono pescetariana, e già mi capita di subire sguardi strani da parte di persone che non capiscono cosa significhi...
Come dico che non mangio carne, automaticamente vengo scambiata per una che non batte tanto pari e che va avanti ad insalata...
Eppure, da che ho smesso di mangiare carne, mi sento tanto bene, non ho più preso un raffreddore!
Vabbè, dipende da dove si va, forse perchè in Toscana son tutti abituati a mangiare il cinghiale fin dallo svezzamento, ed è per questo che considerano alieni chi ha scelto di rinunciare a patè di fegatini e quel povero coniglio che a me sembra un gatto nel piatto....
Ma non addentriamoci in discorsi filosofici e sulle scelte personali di ognuno di noi, che siate crudisti o meno, mangiare crudo fa bene, pensate a quanti benefici apportano i germogli al nostro corpo, e poi, anche i nonni ce lo dicevano "la verdura è buona quando è primizia, e cruda è meglio, o perde tutto quel che ha!".
E lo dicono anche i grandi chef, meno una cosa è lavorata, più è buona!

Rawkech



per 2 tortini

Per la Base

20 g di nocciole
10 g di pinoli
1 cucchiaio di olio di argan
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di burro di mandorle

30 g di datteri

Frullate tutti gli ingredienti insieme nel robot a lame, quindi disponete il composto sul fondo di un coppapasta rotondo, foderato con carta da forno.
Trasferite in congelatore a compattare.

Per la crema di albicocche

5 albicocche dolcissime
1 pizzico di zafferano ( a piacere)


Io ho Yonanas, che permette di avere sorbetti cremosi come gelati in pochi secondi, quindinon ho fatto altro che aprire le albicocche, spolverarle con lo zafferano e congelarle.
Una volta congelate le ho passate nello Yonanas che in due secondi ha fatto il resto.
Se non avete Yonanas potrete sempre utilizzare il robot a lame.
Ho versato il composto nei coppapasta, sopra la base di frutta secca, ho livellato ed ho messo in congelatore a compattare per 10 minuti.
Potrete comunque tenere in congelatore fino a che non si presenterà l'occasione, vi basterà tirarli fuori pochi minuti prima affinchè si ammorbidiscano!




Guarnite con fettine di albicocca o di pesca, con lamelle di mandorle se preferite, e foglioline di menta!




Partecipo al Contest di "cuoco per caso"

 

giovedì 11 luglio 2013

Pastificio Fabbri

Miei cari lettori, oggi vorrei parlarvi del Pastificio Fabbri, e raccontarvi la sua storia.
La prima volta che ho letto del Pastificio Fabbri, mi sono immaginata campi di grano dorato nelle campagne toscane, un vecchio mulino, un fiume cristallino, una natura incontaminata, ed il profumo del fieno tagliato.



L'azienda nasce nel 1893, nel cuore del Chianti, ed il credo è semplice: bontà ed eccellenza.
Quando c'è passione si sente, ed è grazie alla passione che il mestiere si è tramandato fino ai giorni nostri, giorni in cui, la famiglia Fabbri, lavora con la stessa passione e cura.
Producono pasta secca, a regola d'arte, da stampi in bronzo, con attenzione e dedizione vengono selezionate le migliori materie prime, 100% italiane, in prevalenza grani Toscani, e con pazienza il prodotto rimane ad essiccare da 3 a 6 giorni. 
L'amore che questa famiglia mette nel lavoro è tangibile, anche a chilometri di distanza, ed in più, si impegnano fermamente per diffondere la cultura della sana alimentazione.
L'azienda collabora con sportivi e nutrizionisti della Yamaha e di Luna Rossa, e lavora nella ricerca con l'Università degli Studi di Firenze.

Questa storia ha davvero un chè di poetico e di familiare, più di 100 anni fa, un uomo, Giovanni Fabbri, iniziò a produrre pasta nel cuore del Chianti.
Me lo immagino un uomo dalle mani forti, con la luce della passione negli occhi, e con tanta voglia di fare, un uomo forte, come quelli a cui anni fa la nostra terra dava i natali. 
La passione di Giovanni Fabbri è arrivata fino a noi, anche se intanto, si sono susseguite al comando del pastificio, ben 5 generazioni.
La pasta è ottenuta lavorando semole di qualità, e lo stampo in bronzo le conferisce quella ruvidità che rende la pasta ottima e perfetta per trattenere il condimento, il tempo e la pazienza fanno il resto; minuti ed ore, si trasformano in giorni, trascorsi ad aspettare che il prodotto sia pronto, essiccato a basse temperature che non ne alterano sapore e proprietà. 
Mi piacerebbe molto visitare di persona il pastificio, sarà che sono molto legata a questi mestieri, sarà che sono Toscana pure io, o che conosco l'amore che una persona può avere verso il proprio lavoro.
E proprio perchè conosco cosa la Toscana ha da offrire, posso sinceramente dirvi che questa è una pasta che non ha bisogni di abbondanti intingoli e salse dai nomi altisonanti, quando il prodotto è sinonimo di qualità, il miglior condimento è senza ombra di dubbio pomodoro appena raccolto, basilico fresco ed olio tscano.
Mille e mille ricette vi attendono! 

Vi lascio con una foto storica delle prime 3 generazioni!

mercoledì 10 luglio 2013

Tartare di Palamita su crema di Avocado

La Palamita, che pesce meraviglioso!
Buonissimo alla piastra, ma diciamocelo, chi ce lo fa fare di accendere una piastra, sia pure per capelli, con questo caldo...
Non so da voi, ma da  me oggi, di mattinata,  la temperatura era ed è ancora 31°.
Poi vabbè, magari siete dei sadici pazzi maniaci della cucina come me, che ieri ho acceso la griglia ed ho grigliato chili di pomodori, giusto perchè mi piacciono da morire ed avevo voglia di qualcosa alla brace...
La ricetta di oggi però, è molto più semplice da realizzare, e più fresca.


Tartare di Palamita su Crema di Avocado



1 filetto di palamita da 250 g
1 avocado
succo di mezzo limone
un pizzico di aglio in polvere
un pizzico di peperoncino
2 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaino di aceto di riso

Unite la salsa di soia, il peperoncino, l'aglio, l'aceto ed il succo di limone.
Deliscate il filetto e tagliatelo a tocchetti.
Riducete a crema l'avocado e conditelo con il composto di salsa di soia precedentemente ottenuto.
Disponete alla base del coppapasta la crema di avocado e quindi i tocchetti di palamita.
Condite la palamita con:


salsa di soia
1 macinata di pepe bianco


Guarnite a piacere con prezzemolo riccio e fettine di limone.
Servite.








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