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L'arte è tutto ciò che nasce dal sogno, e plasmato dalle mani dell'uomo diventa realtà....

giovedì 23 novembre 2017

Gino Sorbillo e la vera storia della Pizza Napoletana

La maggior parte delle persone che hanno messo piede su questa terra non ha idea di quanto sia buona la vera pizza Napoletana, non la pizza a trancio, quella del bar, o quella della pizzeria sotto casa che sforna pizze basse, buone si, ma che sembrano focacce non lievitate con il bordo biscottato.
La pizza Napoletana è arte, è tempo, è pazienza ed amore.
Si, amore, perchè per un risultato così ci vuole amore, e la pazienza che si dedica ad un figlio o alla propria creazione, e gli occhi si riempiono di meraviglia mentre l'impasto lievita piano piano, dando vita a qualcosa di unico.

Ed in effetti gustare la pizza tra i vicoli di Napoli è un'esperienza unica da fare almeno una volta nella vita, come assaporare un croissant passeggiando per Parigi, o come addentare un Donuts a New York, e come inzuppare un biscotto nel tè delle cinque, osservando il Big Ben da un qualsiasi locale Londinese con tendine di pizzo alle finestre.


In America la maggior parte delle persone sa solo che la pizza è un prodotto Italiano, nato da qualche parte verso la punta dello stivale, in un non ben precisato momento.
La storia della pizza è incerta, e più versioni accompagnano la nascita di questa ricetta, ma ciò accade per ogni piatto che si rispetti, dopotutto ancora c'è chi sta ad interrogarsi se è nato prima l'uovo o la gallina, (a proposito, è nato prima l'uovo, la gallina ha visto la luce molto più tardi), forse non sapremo mai com'è andata esattamente, ma una cosa la sappiamo, non esiste persona che non ami la pizza.


Nel sedicesimo secolo la parola "pizza" approda a Napoli, viene usata per chiamare un pane schiacciato, simile ad una focaccia ma con il sapore del pane, la parola altro non è che una storpiatura di "pitta", ovviamente, prima della scoperta dell'America e della relativa importazione dei pomodori in Europa, che prima di allora crescevano solo in territorio Americano, la pizza era bianca.

Solo nel 1734 nasce la Marinara, una base di pasta di pane condita da uno strato di pomodoro ed origano, così chiamata perchè veniva mangiata dai marinai di ritorno dalla pesca nella baia di Napoli, e gli Italiani osannarono il pomodoro.
Nel giugno 1889, la Regina d'Italia Margherita di Savoia approda a Napoli, e Raffaele Esposito, pizzaiolo dell'epoca, pensa bene di dedicarle un condimento apposito, con i colori della bandiera Italiana, il pomodoro per il rosso, la mozzarella per il bianco, ed il basilico per il verde, pensa quindi di chiamarla Margherita in onore della bellissima regina, e da li, il piatto è storia.
Era uno dei pochi piatti in grado di unire poveri e nobili, poichè non solo era un piatto economico, in quanto lo si poteva preparare con farciture a piacere, rendendolo adatto a tutte le tasche, ma perchè era amato da tutti, era infatti servita spesso durante le cene dei sovrani Borbonici, e durante i pranzi dei Savoia.
Tuttavia già nel 1830 appare uno scritto in cui compare la pizza condita con pomodoro, mozzarella e basilico, sicuramente non si chiamava Margherita, o forse differiva in qualcosa, questo non lo sapremo mai.
Durante i primi anni del 900 le pizzerie iniziano a fiorire tra i vicoli di Napoli, arrivando mano a mano nella provincia e diramandosi piano piano, come una pianta che stiracchia le sue radici, in tutta Italia.
Dopo la seconda guerra mondiale migliaia di Italiani emigrano in orgni parte del mondo, e poco importa che essi siano Napoletani o Milanesi, tutti quanti portano con loro la ricetta della pizza.
Esistono anche delle regole specifiche per cucinarla, una vera pizza deve essere cucinata in un forno a legna, ad una temperatura di 485° per non più di 90 secondi, la base deve essere stesa a mano, e non con il mattarello, non deve superare i 35 centimetri di diamentro ed il centro non deve superare lo spessore di 3 millimetri.
La vera pizza ha una base sottile al centro, con un bordo soffice e lievitato con sentori di legna e brace.

 
Non esiste persona che, facendo tappa a Napoli non si fermi per una pizza fatta a regola d'arte, ed io non sono da meno, perciò vi parlerò di una delle pizzerie più in voga del momento: la pizzeria Sorbillo.


Ci troviamo in Via dei Tribunali, nel cuore di Napoli, qui si trova la storica pizzeria Sorbillo, frutto di una lunga tradizione familiare, generazioni di pizzaioli, tra cui una generazione di 21 fratelli, tutti pizzaioli appunto.
Gino, l'erede della ricetta di famiglia, cresce in questo mondo, tra passione e tradizione, ed oggi lo ritroviamo a fare quelle che a detta di molti, sono le migliori pizze in circolazione.
Quando ho incontrato Gino siamo subito entrati in sintonia, ha la luce negli occhi, e si emoziona quando parla del suo lavoro, c'è entusiasmo nei suoi gesti quando si inoltra tra i campi di pomodori per vedere come vengono coltivati, c'è qualcosa di magico quando parla della sua famiglia e della sua storia.
Credo che fare la pizza per lui non sia solo un lavoro, ma più una grande passione, e forse è questo il segreto più grande per ottenere qualcosa di unico, preparare qualcosa con amore, come se lo si preparasse per la famiglia, per le persone che amiamo, e magari è questo il motivo per cui quando ci si mette a tavola nella sua pizzeria ci si sente un po' come a casa.
Non asptettatevi una pizzeria chic silenziosa e asettica, assolutamente no, l'atmosfera da Sorbillo è calda, accogliente, come se tutti fossero amici di tutti, figli di terre diverse con una sola memoria, e quando arriva la pizza a tavola è come se fosse qualcuno di famiglia a portarvela, perciò si, l'attesa vale assolutamente la pena, non solo perchè la pizza è ottima, ma perchè una cena così è un'esperienza unica, vi faranno sentire a casa, e poi farete come me, che tra qualche giorno partirò per Salerno e farò tappa a Napoli solo per far assaggiare la pizza di Sorbillo alla persona che amo, perchè mangiare da Sorbillo è una coccola, ed i sapori che si assaggiano sono quelli veri, quelli che sanno di ricordi.

 

Così, nel mezzo di una pizzeria nel cuore di Napoli, in mezzo a persone mai viste nè conosciute, in un attimo vi ritroverete a chiudere gli occhi per immergervi nel mondo dei ricordi, fino quasi a commuovervi, e per un attimo vi sembrerà di ritrovarvi a tavola con vostra mamma, mentre la nonna serve la pizza preparata con le sue mani, con la passata di pomodori dell'orto che il nonno ha coltivato con fatica; si assapora la pizza, ma anche la storia e la passione che c'è dietro.
Per me è stato come aprire un album di famiglia, per un attimo sotto i miei piedi non c'era più il pavimento a piastrelle colorate della pizzeria, ma la terra battuta della campagna in cui sono cresciuta.
Per un attimo ho rivisto le cime delle piante di pomodori legate alle canne, che si stagliavano verso il cielo, quando nonno piantava i San Marzano su lunghe file di canne con le cime intrecciate tra loro, creando così corridoi di foglie sotto cui mi sdraiavo, osservando scorci di cielo tra il verde, respirando a pieni polmoni quell'odore che non dimenticherò mai, di terra, ferro e muschio, di legno seccato al sole e spezie.
Era forte mio nonno, con le spalle larghe, le mani grandi e la pelle bruciata dal sole, le giornate in campagna d'estate erano afose, il canto delle cicale era quasi assordante, ma per lui lavorare la terra, con la vanga e le sue mani, che la sera profumavano sempre di rosmarino ed aglio, era qualcosa di più che un modo di passare il tempo, lui sorrideva mentre nessuno lo guardava, sorrideva quando scavava la terra, quando con fatica raccoglieva i frutti di ciò che aveva piantato, c'era soddisfazione nel suo sguardo.
Poi mio nonno spaccava la legna, accendeva il fuoco nel camino, ed io mi mettevo seduta sulle fredde panche di marmo rosa sotto il gazebo ricoperto di fiori di gelsomino, ed arrivava nonna, che infornava la pizza che aveva preparato, l'impasto lievitato per ore, la passata preparata con i pomodori dell'orto, l'olio che io e nonno avevamo portato dal frantoio, preparato con le nostre olive...
E poi tutti a a tavola a mangiare, ed il primo morso alla pizza di Sorbillo si è trasformato così in un viaggio nel tempo, e per un solo splendido momento, eravamo tutti li, a tavola, tutta la mia famiglia riunita, mia nonna e mia figlia, mio nonno, i miei zii di Cherso e di Follonica e mia zia d'America che non vedo da anni...
Eccolo li il segreto della vera pizza Napoletana, non un elenco di regole scritte o un prodotto fatto in serie, ma qualcosa di straordinario, dove tutto parte da un impasto che viene accudito dal pizzaiolo, che poi viene condito con materie prime eccellenti, pomodori cresciuti sulle pendici del Vesuvio, su terreni argentati ricoperti di cenere, mozzarelle freschissime, basilico fresco...

 

E poi, parlando tra noi, la volete sapere una cosa?
Anzi, facciamo due:
la prima è che io non ordino mai la margherita, non è mai la mia prima scelta, però sono della ferma convinzione che se un pizzaiolo sa preparare bene la margherita allora siamo a cavallo, e posso dirvi con sincerità che è stata la miglior margherita della mia vita; Keira, mia figlia, invece ha preso una pizza con gorgonzola e prosciutto cotto, favolosa, riuscivamo a distinguere chiaramente il sapore di ogni ingrediente, il gorgonzola cremoso dal sapore erborinato, la mozzarella con la sua inconfondibile nota di latte fresco, il prosciutto cotto polposo e saporito, il pomodoro avvolgente e fresco, non a caso Gino usa pomodori firmati La Fiammante, e l'impasto leggero che in bocca quasi sembrava un velo di velluto...
La seconda cosa, che reputo importantissima, è che quando mi sono alzata da tavola, ero sazia ma assolutamente non appesantita, e questo accade solo quando l'impasto è fatto a regola d'arte, perciò invece di filare a letto, come di solito accade dopo una cena abbondante, ho avuto il piacere di trascorrere del tempo con Gino in cucina, che mi ha presentato Vladimir Mukhin, il famoso chef del White Rabbit di Mosca, già, perchè vengono chef da ogni parte del mondo per vedere come Gino prepara la pizza, ma che ve lo dico a fare, se Sorbillo ha aperto anche a Milano e New York ci sarà un motivo, no?
Perchè tutti vogliono la pizza di Sorbillo, ed una volta che l'avrete assaggiata non potrete più vivere senza.

 




Sorbillo
Via dei Tribunali 32
Napoli

Via Partenope 1
Napoli

Da Zia Esterina
Via Luca Giordano 33
 Napoli

Antica Pizza fritta da Zia Esterina Sorbillo
Piazza Trieste E Trento 53
Napoli 

Gino Sorbillo
Largo Corsia dei Servi 11
Milano

Sorbillo
Via Agnello 19
Milano

Gino Sorbillo
Via Montevideo 4
Milano

Sorbillo Pizzeria
334 Bowery, New York

Zia Esterina
112 Mulberry St, New York


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Most of the people who have set foot on this land have no idea how good Nepalese pizza is good, not the pizza cut, that of the bar, or that of the pizzeria under the house that pits low pizzas, good ones but they seem like bunnies not leavened with the biscuited edge. 
The pizza is art, it is time, it is patience and love. Yes, love, because for this result it takes love, and the patience devoted to a son or to his creation, and the eyes are filled with wonder as the dough slowly rises, giving birth to something unique. 
And in fact enjoying the pizza in the alleys of Naples is a unique experience to do at least once in life, like savoring a croissant walking for Paris, or eat Donuts in New York, and how to drank a biscuit in the tea of ​​the five, watching the Big Ben in London. 
In America, most people only know that pizza is an Italian product, born somewhere to the tip of the boot, in a not well-defined moment. 
The history of the pizza is uncertain, and more versions accompany the birth of this recipe, but this happens for every dish that is respected, after all, there are still some who are questioning whether the egg or hen was first born (by the way, the egg was born first, the hen saw the light much later), maybe we will never know how it went exactly, but one thing we know, there is no person who does not love pizza. In the sixteenth century the word "pizza" arrives in Naples, is used to call a crushed bread, similar to a focaccia but with the taste of bread, the word is nothing more than a pitta obsession, of course, before the discovery of America and its import of tomatoes in Europe, which only then grew in American territory only, the pizza was white. Only in 1734 Marinara was born, a base of bread pasta with a layer of tomato and oregano, so called because it was eaten by sailors returning from fishing in the bay of Naples, and the Italians condemned the tomato. 

 


In June 1889, the Queen of Italy Margherita of Savoy landed in Naples, and Raffaele Esposito, pizzaiolo of the time, thinks it is good to devote them a special seasoning, with the colors of the Italian flag, red tomato, mozzarella for white, and basil for green, thinks then of calling it Margherita in honor of the beautiful queen, and from there, the dish is a story. It was one of the few dishes that could unite poor and noble, as it was not only an economical dish, as it could be made with stuffed to taste, making it suitable for all pockets, but because it was loved by everyone, it was often served during the dinners of the Bourbon sovereigns and during the lunches of the Savoy. However, as early as 1830 there appeared a script in which the pizza is served with tomato, mozzarella and basil, surely was not called Margherita, or perhaps differed in something, we will never know this. 
During the early 900s the pizzerias began to flourish in the alleys of Naples, coming hand in hand in the province and spreading slowly, like a plant that stretches its roots throughout Italy. After the second world war thousands of Italians emigrate to orgs of the world, and it does not matter that they are Neapolitans or Milanians, all of them carry the pizza recipe with them. 
There are also specific rules for cuc a real pizza must be cooked in a wood-burning oven at a temperature of 485 ° for no more than 90 seconds, the base must be laid by hand and not with the rolling shutter, it must not exceed 35 cm in diameter and the center should not exceed the thickness of 3 millimeters. 
The true pizza has a thin base in the center, with a soft and leaved border with hints of wood and brace.No there is a person who, stop in Naples does not stop for a pizza made as a rule of art, and I am no exception, so I will talk to you about one of the most pizzerias of the moment: the pizzeria Sorbillo. 
We are in Via dei Tribunali, in the heart of Naples, here is the historic pizzeria Sorbillo, fruit of a long family tradition, generations of pizzas, including a generation of 21 brothers, all pizzaioli precisely. 
Gino, the heir to the family recipe, grows in this world, passion and tradition, and today we find ourselves doing those which according to many, are the best pizza in circulation. 
When I meet Gino we immediately come in tune, have light in the eyes, and thrill when talking about her work, there is enthusiasm in her gestures when she enters the fields of tomatoes to see how they are grown, there is something magical when talking about his family and his story. I think pizza for him is not just a job but a big passion, and perhaps this is the biggest secret to getting something unique, preparing
something with love, as if preparing for the family, for the people we love, and maybe that's why when you get to the table in your pizzeria you feel a bit like home. 

Do not miss a pizzeria silent and aseptic chic, absolutely no, the atmosphere from Sorbillo is warm, welcoming, as if all were friends of all, children of different lands with only one memory, and when the pizza comes to the table it is as if someone was a family so it is worth the wait, not only because the pizza is great, but because a dinner is so unique experience, you will feel at home, and then you will do it like me, that in a few days I will leave for Salerno and I will stop in Naples just to try Sorbillo's pizza for the person I love, because eating from Sorbillo is a cuddle, and the flavors that are tasted are the real ones, those who know about memories. 
So in the middle of a pizzeria in the heart of Naples, in the middle of people never seen or known, in a moment you will end up closing your eyes to immerse yourself in the world of memories, until you almost talk about it, and for a moment you will find yourself sitting at your table with your mom while grandma serves pizza prepared with the his hands, with the past of tomato tomatoes that grandfather cultivated with fatigue; you enjoy the pizza, but also the story and the passion behind. 
For me it was like opening a family album, for a moment under my feet there was no more colored tile floor in the pizzeria but the beaten ground of the countryside in which I grew up. For a moment I revisited the roots of tomato-tied plants that stood in the sky when Grandfather planted the San Marzano on long rows of reeds with twisted peaks, creating corridors of leaves under which I lay down, watching sky-skies in the green, breathing in the full lungs that odor I will never forget, earth, iron and musk, wood-dried in the sun and spices. 
It was strong my grandfather, with wide shoulders, large hands and skin burned by the sun, the days in the summer country were dull, the cicadas song was almost deafening, but for him to work the earth, with the spade and his hands, that the the evening always smelled of rosemary and garlic, it was something more than a way of spending time, he smiled as no one looked at him, smiled as he dug the ground, when he struggled with the fruits of what he had planted, there was satisfaction in his eyes. 
Then my grandfather split the wood the fire in the fireplace was lit, and I sat on the cool pink marble benches under the gazebo covered with jasmine flowers, and a grandmother came, baking the pizza she'd prepared, the dough for hours, the past prepared with the tomatoes of the garden, the oil that I and my grandfather had brought from the mill, prepared with our olives ... 
And then everyone to the table to eat, and the first bite at Sorbillo's pizza became so on a trip to time, and for just a wonderful moment, we were all there at the table, all my family reunited, my grandmother and my daughter, my grandfather, my Uncle Cherso and Follonica and my aunt of America I have not seen for years ... 
Here is the secret of the real pizza Napole lawn, not a list of written rules or a product made in series, but something extraordinary, where everything starts from a dough that is taken care of by the pizzaiolo, which is then seasoned with excellent raw materials, tomatoes grown on the slopes of Vesuvius, on land silver covered with ash, fresh mozzarella, fresh basil ... And then, talking to us, you want to know something?

 

Indeed, let's do two: the first is that I never order daisy, it's never my first choice, but I am firmly convinced that if a pizza sauce knows how to prepare the daisy then we are on horseback, and I can tell you sincerely that it was the best daisy of my life; Keira, my daughter, instead took a pizza with gorgonzola and cooked ham, fabulous, we could clearly distinguish the flavor of each ingredient, the creamy gorgonzola with herbaceous flavor, the mozzarella with its unmistakable note of fresh milk, the pulverized polposo and tasty, fresh and tasty tomato, it is no coincidence that Gino uses tomatoes, La Fiammante, and the light dough that almost seemed like a veil of velvet ... 
The second thing, which I find most important, is that when I got up from table, I was just fine but absolutely unweighted, and this only happens when the dough is made in the rule of art, so instead of going to bed, as usually happens after an abundant dinner, I had the pleasure of spending time with Gino in the kitchen, presented to me by Vladimir Mukhin, the famous chef of White Rabbit in Moscow, already because they are chefs from all over the world to see how Gino prepares pizza, but what I tell him to do is sand Sorbillo has opened in Milan and New York for a reason, is not it? 
Because everyone wants Sorbillo's pizza, and once you have tasted it, you can not live without it.

 

mercoledì 22 novembre 2017

I funghi: cose da sapere per prepararli al meglio

In questo periodo ho preparato molte ricette con i funghi, selvatici, racco.ti nel bosco, o comprati al supermercato, e così via di zuppette, antipasti, ricette moderne e via dicendo, i funghi in cucina sono davvero molto versatili, ma cosa c'è da sapere prima di utilizzarli?





Non ci dovrebbe esser bisogno di dirlo: non andate a far funghi per conto vostro se non siete esperti o accompagnati da un esperto, ad oggi i casi di avvelenamento sono ancora un numero preoccupante, e molte volte le conseguenze sono irreversibili; perciò, se raccogliete dei funghi non affidatevi ai metodi dei nonni per decidere se sono o meno commestibili.
di un  cucchiaio d’argento, di uno spicchio d'aglio e della cipolla utilizzata in cottura insieme ai funghi, o per mescolare nel caso del cucchiaio, sia sinonimo di tossicità, in realtà non è assolutamente così.
Cottura o essiccazione non sono metodi per eliminare il veleno dei funghi, purtroppo, al contrario di quanto si possa pensare, questa è una credenza molto diffusa...
Un'altro mito da sfatare è che gli animali non mangino i funghi velenosi.



Lumache ed insetti non disdegnano funghi che per gli umani sono velenosi!
I funghi dai colori sgargianti o troppo cupi non sempre sono letali, periò neanche il colore è indice di tossicità, esistono infatti funghi bellissimi, color crema o bianchi, gradevoli al sapore ed all'aspetto, che hanno mandato molte persone in ospedale, l'Amanita primaverile ad esempio rientra in questa categoria ed è uno dei funghi più velenosi in circolazione.

Il funghi sonoun alimento abbastanza completo, hanno un ottimo valore energetico, un alta percentuale di acqua e sono facili da digerire.
Poveri di grassi, ricchi di fibre, sono ottime fonti di vitamine, sopratutto di vitamina D, e contengono minerali e Potassio, utili al mantenimento di una buona salute.
Per questo è bene non sottoporli a cotture troppo lunghe, così facendo si preservà una parte delle loro proprietà.

A parte alcuni funghi come porcini o shitake essiccati, la maggior parte possiede un sapore delicato, che è bene non denaturare troppo con cotture aggressive, ogni tipo di fungo ha una sua cottura o un suo abbinamento preferito, anche se quasi tutti amano essere abbinati al prezzemolo.
I funghi dai sapori decisi, come Shitake e porcini amano l'abbinamento con tartufi e formaggi, i funghi dal sapore più delicato, come gli champignon si sposano alla perfezione con la panna, mentre quelli piccoli e consistenti, come i chiodini o gli shimeji si prestano ad abbinamenti più rustici, come mais e farina di mais, ed a cotture più aggressive, provateli fritti, non ve ne pentirete.

I funghi vanno raccolti e cucinati, evitate di conservarli a lungo in frigorifero, si deteriorano velocemente.
Se avete dei funghi freschi e non sapete proprio che farci avete più opzioni per conservarli: pulirli e taglirli a cubetti o a fette e congelarli ben chiusi in sacchetti ad uso alimentare,
conservarli sott'olio in barattoli di vetro,
seccarli per poi farli rinvenire al momento giusto in acqua calda.
Attenzione però, solo i funghi più grandi e grassocci danno il loro meglio se essiccati, altro trucco importante, non gettate mai l'acqua calda in cui li fate rinvenire, ma unitela a sughi, zuppe, pasta o risotti per insaporirli ulteriormente, nel caso della pasta anche nell'acqua di cottura!




I funghi vanno a braccetto con la storia dell'uomo, ad esempio, in Cina, esiste un fungo utilizzato da centinaia di anni, chiamato anche "fungo dell'immortalità" per i benefici che apporta all'organismo, il Reishi viene ad oggi utilizzato per preparare liquori, infusi e tisane, e la scienza ha recentemente appurato che il suo alto contenuto di sostanze nutritive, minerali e vitamine fa si che sia veramente un prezioso alleato della nostra salute!


Già lo so, che come molti altri, siete abituati a consumare sempre i soliti funghi, ma sapete che si stima che ci siano circa 1 milione di specie di funghi al mondo?
A oggi soltanto il 10% dei funghi è stato identificato e catalogato dagli studiosi; internet oggi ci offre infinite possibilità, una di queste è quella di acquistare ingredienti provenienti da ogni parte del mondo, esistono funghi di ogni forma, colore e sapore, provate a cercarli, acquistarli e ad utilizzarli in cucina, rimarrete stupiti!

 

Ad esempio, provate i sempre più diffusi Shiitake, provenienti dall'estremo Oriente, ricchi di vitamine e minerali, questi funghi crescono sul tronco degli alberi di quercia, da cui prendono il nome, "shii" significa infatti "quercia" e "take" si traduce dal Giapponese come "fungo".
La loro polpa è consiste e carnosa, il sapore molto salino, per questo sono perfetti da utilizzare nelle zuppe.

 

I funghi Enoki invece sono un po' i modelli dei funghi, con il loro gambo esile e bianco, sembrano quasi dei piccoli e sinuosi giunchi che si stagliano verso il cielo.
Hanno un sapore delicatissimo, ben lontano dal cugino Porcino, quasi dolciastro, la loro consistenza è croccante e nonostante la loro "longilineità" hanno una buona masticabilità.
Sono ottimi anche crudi, o in serviti in abbinamento a uova, pesce o salsa di soia.

Anche i funghi Shimeji sono ottimi, come forma ricordano molto i pioppini, ma sono più teneri, con uno spiccato gusto di nocciole, dal retrogusto legnoso e leggermente amarognolo, ottimi alla brace e fritti, sono, se non sottoposti a cotture troppo lunghe, ottimi alleati della salute, in quanto ricchissimi di vitamina B.

Che dire invece dei Cardoncelli, sicuramente più facili da trovare sul nostro territorio e nei supermercati, rispetto agli Shimeji o agli Enoki, sono ricchissimi di Vitamina C, il loro sapore è inconfondibile e persistente, per questo sono ottimi anche solo passati in padella e saltati con uno spicchio d'aglio ed un filo d'olio, serviti così o su una bruschetta.



martedì 21 novembre 2017

Crema all'aglio nero, tuorlo marinato, variazione di 7 funghi e finocchietto

Pochi giorni fa eravamo alle terme di Chianciano, per un viaggio stampa tutto Natalizio che a breve vi racconterò, e tra pochi giorni ripartiremo, alla volta di Salerno, Amalfi e Napoli, ebbene si, siamo pronti per una nuova avventura!
Tra un viaggio e l'altro, tra un programma di un corso di cucina ed un nuovo libro, eccomi qua a scrivervi le mie ricette; a breve i parenti affolleranno le vostre tavole, per cene e pranzi di Natale, perciò non esiste periodo migliore per sperimentare nuove ricette per poi proporre qualcosa di unico e chic, quindi sono qui, a darvi una ricetta perfetta per le feste.
Una ricetta a base del prezioso aglio nero, che no, non preoccupatevi, non provoca lo stesso effetto collaterale spicevole dei classici piatti in cui è presente molto aglio, e funghi, per la precisione 7 tipi diversi di funghi in altrettanti tipi di cottura diversi, tranquilli, questa ricetta è più facile a dirsi che a farsi, ed in men che non si dica preparerete un piatto elegante, con un profumo delizioso ed un gioco di consistenze niente male...
Alla base infatti troverete una morbida crema che sembra quasi essere di velluto, a base di aglio nero, con il suo speciale sapore, quasi un caramello salato con note di arrosto, dal sapore caldo e avvolgente, arricchita da uno dei 7 funghi presenti nel piatto, il porcino.
Sopra la crema troneggiano 5 tipi di funghi: shimeji confit, enoki crudi, pioppini, e champignon al forno e galletti saltati in padella, il tutto viene coronato poi da un tuorlo fondente marinato alla soia, da polpa di pomodori verdi e quenelle di mascarpone agli shitake...
Pronti?

Crema all'aglio nero, tuorlo marinato, variazione di 7 funghi e finocchietto


Per 4 persone

Per il tuorlo d'uovo marinato

1 tuorlo per commensale

Fate marinare i tuorli in un composto formato da 50% sale e 50% di zucchero, sale e zucchero devono essere uniti a dell'olio di semi per far si che non si attacchino all'uovo.
Usate solo uova freschissime.
Lasciate marinare per circa 5 ore, sarà saporito e cremoso.



Per la crema all'aglio nero

4 spicchi di aglio nero
200 ml di panna fresca
100 ml di latte intero
4 funghi shitake secchi
50 g di porcini freschi
1 cucchiaio di amido di riso o fecola
40 g di burro
sale e pepe

In un pentolino fate sciogliere il burro, unite quindi l'amido mescolando con un mestolo di legno fino a che non si forma una sorta di cremina, ecco, avete appena ottenuto il roux, ovvero la base per la vostra crema.
Stando attenti a non far scurire il roux aggiungete il latte e la panna a filo, mescolando costantemente, unite l'aglio nero ed i porcini a cubetti, frullate con il frullatore ad immersione e fate addensare a fuoco dolce, salate, pepate e tenete in caldo.

Per i 5 funghi


Io ho utilizzato dei funghi particolarmente sotici, ma nessuno vi vieta di sostituirli con ciò che trovate.

shimeji confit:
(sostituibili con pioppini, chiodini, finferli, prataioli, cantarello giallo, fungo dei morti)
In un pentolino alto e stretto unite i funghi ed una presa di sale, coprite completamente con l'olio e trasferite su una fiamma bassissima, quando inizierà a fare le bollicine spegnete e lasciate da parte.


enoki crudi:
(sostituibili con ovuli a lamelle)
condite i funghi con una presa di sale e pepe bianco

pioppini e champignon al forno:
(sostituibili con russole, mazze di tamburo, pleorotus, prataioli, spugnole, marzuoli, funghi di San Martino)
Condite i funghi con olio, sale e pepe nero, infornate a 180° fino a cottura.
 

galletti al peperoncino in padella:
(sostibuili con pleorotus, spugnole, marzuoli, colombette,imbutini, funghi della carne)
saltate i galletti in padella con un filo d'olio, uno spicchio d'aglio in camicia e rondelle di peperoncino dolce

Per le quenelle di mascarpone e shitake

300 g di mascarpone meglio se preparato in casa
10 shitake secchi fatti rinvenire in acqua calda
2 filetti di acciughe sottosale
olio
sale
pepe
olive nere in polvere (facoltative)

 In una padella fate sciogliere le acciughe in un filo d'olio, saltatevi quindi gli shitake.
Tritate non troppo finemente i funghi con un coltello.
Una delle caratteristiche dei funghi shitake è quella di essere particolarmente carnosi, evitate perciò di tritarli con il robot a lame o ridurli in pezzetti troppo piccoli.
Mescolate gli shitake con il mascarpone ed un cucchiaio di olive in polvere, oppure se non avete tempo o voglia di essiccare le olive per poi polverizzarle, potete sostituire a piacere, con olive nere dolci al forno tritate molto finemente, aggiustate di sale e di pepe.

Impiattiamo

Pomodori camone verdi
sale

Tagliate i pomodori e con un cucchiaio prelevatene i semi, salateli leggermente  e tenete da parte.
Alla base del piatti disponete la crema all'aglio nero, ben calda, adagiate ai lati del piatto i vari tipi difunghi confit, crudi, in padella ed al forno.
Adagiate quindi i semi del pomodoro, rondelle di peperoncino dolce e ciuffi di finocchietto selvatico, per ultimo, disponete al centro del piatto il tuorlo, servite subito.

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A few days ago we were at the Terme di Chianciano, for a Christmas holiday trip that will shortly tell you, and in a few days we'll start again, in Salerno, Amalfi and Naples, well, we are ready for a new adventure! Between a trip and the other, between a cooking program and a new book, here I am writing my recipes; soon the brighter will crowd your tables, for Christmas dinners and lunches, so there is no better time to experience new recipes and then propose something unique and chic so I'm here to give you a perfect recipe for the festivities. 
A recipe based on precious black garlic, which no, do not worry, does not have the same remarkable side effect as the classic dishes with garlic and fungus, for the accuracy of 7 different types of mushrooms in different types of cooking, quietly, this recipe is easier said than done, and in people who do not say you will prepare an elegant dish, with a delicious scent and a play of consistency no harm ... 
At the base you will find a soft cream that seems to be velvety, based on black garlic, with its special flavor, almost a salty caramel with roasted notes, with a warm and enveloping flavor, enriched by one of the seven mushrooms in the dish.
On top of the cream, there are 5 types of mushrooms: shimeji confit, raw oysters, steaks, and baked champignons and salted sauerkraut, all crowned with a dark yolk marinated with soy, green tomato pulp and mascarpone quenelle shitake ... 
Ready?   
Black garlic cream, marinated yolk, variation of 7 mushrooms, fennel and spices     
For 4 people For egg yolk marinated 1 yolk for dinner Marinate the yolks in a 50% salt mixture and 50% sugar, salt and sugar must be combined with seed oil to make sure they do not stick to the egg. Only use fresh eggs. Let it marinate for about 5 hours, it will be tasty and creamy. For black garlic cream 4 cloves of black garlic 200 ml of fresh cream 100 ml of whole milk 4 dried shitake mushrooms 50 g fresh porcini 1 tablespoon of rice starch or starch 40 g of butter salt and pepper In a saucepan, melt the butter, then mix the starch with a wooden spoon until a creamy cream is formed, here you have just got the roux, which is the basis for your cream. Be careful not to darken the roux, add the milk and the whipped cream, stirring constantly, combine black garlic and cubic porcini, mix with the dough mixer and make it thick, salty, peppercorn and keep warm hot. For the 5 mushrooms     I have used some of the most magical mushrooms, but nobody bans you from replacing them with what you find.   shimeji confit: (Replaceable with Pioppini, Chiodini, Finferli, Practioli, Yellow Cantarello, Dead Mushroom) In a tall, tight saucepan, combine mushrooms and salt, cover completely with oil and transfer to a very low flame when it will start to make the bubbles turn off and leave aside. enoki crudi: (replaceable with lamellar ovules) season the mushrooms with a salt goblet and white pepper   steak and baked champignon: (replaceable with russets, drumsticks, pleurotus, trampolines, sponges, marzies, San Martino mushrooms) Season the mushrooms with oil, salt and black pepper, bake at 180 ° until baking.   chili peppers in pan: (with pleorotus, spugnole, marzuoli, colombette, imbutini, meat mushrooms) skip the fried puddles with a pinch of oil, a garlic clove in shirt and sweet chili washers For the mascarpone and shitake quenelle 300 g of mascarpone better if prepared at home 10 dried shitake found in hot water 2 fillets of underwater anchovies oil salt pepper black powdered olives (optional)  In a frying pan, melt the anchovies in an olive oil, then skip the shitake. 
Try not to finely chop the mushrooms with a knife. 
One of the characteristics of the shitake mushrooms is to be particularly fleshy, so avoid choping them with the blade robot or shrink them too small. Mix the shitake with mascarpone and a tablespoon of olives in powder, or if you do not have time or desire to dry the olives and then spit them, you can replace them with delicious black chopped olives with finely chopped black olives, salt and pepper . 
Green tomatoes 
salt 
Cut the tomatoes and with a spoon take the seeds, light them slightly and keep them aside. At the base of the dish, place the black garlic cream, which is very hot, placed on the sides of the dish the various confit, raw, pan and baked types. Then add the tomato seeds, sweet chili washers and tufts wild fennel, lastly place the yolk in the center of the pot, serve immediately.

mercoledì 25 ottobre 2017

Autunno: crema di ceci al tartufo, terra di porcini, barbabietole, liquirizia e olive nere disidratate, croccante di castagne, champignon al burro, pinaroli confit al grasso d'anatra al profumo di zenzero e finger lime, tuorlo d'uovo fondente marinato alla soia e sciroppo d'acero, foglie di hibiscus acetosella e petali di nasturzio

Autunno: crema di ceci al tartufo, terra di porcini, barbabietole, liquirizia e olive nere disidratate, croccante di castagne, champignon al burro, pinaroli confit al grasso d'anatra al profumo di zenzero e finger lime, tuorlo d'uovo fondente marinato alla soia e sciroppo d'acero, foglie di hibiscus acetosella e petali di nasturzio

Una settimanetta fa sono andata con Keira ad Harborea, una sorta di fiera dove si trova ogni tipo di pianta, si tiene una volta l'anno nella mia città, ed ogni volta per noi è un appuntamento imperdibile.
Siamo tornate cariche di piantine, ovviamente io non sono il tipo di persona che acquista piantine di fiorellini, io prendo tutto ciò che è commestibile, e così ho preso una pianta di ibisco acetosella, una di tabacco, mizuna viola, shiso,e vari semi di altre piante, che sono andati ad aggiungersi alla collazione di piante che ho sul terrazzo, così, una volta arrivata a csa non potevo far altro che mettermi all'opera, non trovate?

Così ho ideato una ricetta che è piaciuta molto, ma che, sarò sincera, non sono riuscita a fotografare come volevo, la ricetta di per se è semplice, ma richiede vari passaggi lunghi.
Va li elencherò in ordine di esecuzione.

Autunno



Tuorlo marinato alla soia e sciroppo d'acero

50% di soia
50% di sciroppo d'acero
1 tuorlo d'uovo per ogni commensale

Unite la salsa di soia e lo sciroppo d'acero in un pentolino, trasferite sul fuoco a fiamma dolce e fate rifdurre.
Dovrete ottenere una quantità sufficiente per ricoprire i tuorli.
Lasciate raffreddare completamente la marinatura ottenuta e tuffatevi delicatamente i tuorli, trasferite in frigorifero e lasciate marinae per 24 ore.

Crema di ceci al tartufo
 

400 g di ceci prelessati
300 g di panna fresca
olio al tartufo
essenza al tartufo Flavourart
1 scalogno
sale
pepe nero macinato al momento

Pelate e tritate finemente lo scalogno, lasciatelo soffriggere in padella con l'olio al tartufo, quando sarà dorato unite i ceci e la panna, lasciate sobbollire per qualche minuto, quindi frullate con il frullatore ad immersione, lasciate addensare, quindi salate, pepate ed unite l'essenza al tartufo.

Terra di Porcini, Polvere di Barbabietola, olive nere disidratate

barbabietole
olive nere denocciolate
porcini

essiccate tutti gli ingredienti e frullateli con un macinagraniglie fino ad ottenere una polvere.

Per il croccante di Castagne

200 g di castagne

Arrostite le castagne, procedendo come di consueto, incidendo il guscio con una lama ed arrostendole in forno o in una padella forata, quindi sguciatele e con l'aiuto del robot a lame tritatele non troppo finemente.

Per gli Champignon al Burro
 

300 g di burro
200 g di champignon piccoli
sale
peperoncino dolce

Fate sciogliere a fuoco dolce il burro in un pentolino alto e stretto, intanto pulite gli champignon.
Tuffate gli champignon e i peperoncini dolci nel burro, salate e cuocete a fuoco lentissimo fino a che non saranno teneri.

Per i Pinaroli confit al grasso d'anatra al profumo di zenzero e finger lime

300 g di grasso d'anatra
300 g di pinaroli freschi tagliati a tocchetti
sale
1 cm di radice di zenzero fresca
1 finger lime

Fate scaldare il grasso d'anatra in un pentolino alto e stretto, unite quindi i funghi, il sale, e lo zenzero grattugiato, portate a cottura a fuoco lentissimo, quindi scolate i funghi e conditeli con il caviale del finger lime.

Componiamo il Piatto

Alla base del piatto disponete uno strato di crema di ceci al tartufo, spolveratela con la terra di porcini, la polvere di barbabietole e di olive, con la liquirizia in polvere ed il croccante di castagne.
Adagiate i pinaroli e gli champignon, poi il tuorlo d'uovo.

Polvere d'oro
petali di nasturzio
hibiscus acetosella
champignon crudi

Ultimate con altro caviale di finger lime a piacere, una spolverata di polvere d'oro, petali di nasturzio e germogli di hibiscus avetosella, che conferirà croccantezza e sapidità con un tocco di freschezza.
Con una mandolina affettate finemente gli champignon, conditeli con finger lime e limone  ed unite qualche lamella al piatto.
Io utilizzo il tagliatartufo de I Genietti per realizzare le lamelle.

lunedì 23 ottobre 2017

Terme Sensoriali di Chianciano

Il freddo è alle porte, ma le giornate ci concedono ancora un bel sole, i paesaggi della Toscana di questo periodo sono meravigliosi, le campagne si tingono di oro e le foglie si colorano con le sfumature del fuoco acceso, oggi partiremo alla volta di Chianciano Terme, piccolo comune in provincia di Siena conoscito sopratutto per le sue sorgenti termali, Chianciano è immerso nel cuore della Toscana, situato tra la Val d'Orcia e la Valdichiana, a due passi dai famosi vigneti di Montepulciano ed a pochi minuti da Pienza, conosciuta per le sue bellezze rinascimentali, siamo immersi in un paesaggio da cartolina, letteralmente da cartolina, dato che i classici paesaggi Toscani, quelli fatti di colline verdi, campi dorati coltivato a grano, e filari di cipressi, sono proprio qui, giusto per darvi un'idea qui hanno girato film come "Il Gladiatore", ricordate i campi di grano, la villa Romana con i filari di cipressi?
Ecco, quella è la Val d'Orcia.
E le vie del film "Il Paziente Inglese", sono le vie di Pienza!
Anche "Sogno di una notte di mezza estate" del 1999, uno dei miei film preferiti di quando ero ragazzina, è stato girato nelle campagne intorno a Pienza, per non parlare poi degli innumerevoli spot pubblicitari, insomma, siamo in un piccolo angolo di paradiso.
In mezzo a questo paradiso, tra una passeggiata nei boschi ed un sorso di vino in qualche locanda, non può mancare una visita alle terme.
Le terme di Chianciano sono conosciute in tutto il mondo, è la località termale più famosa d'Italia, con la sua "Acqua Santa", apprezzata già da Romani ed Etruschi.

 

Il nostro viaggio tra i bellissimi paesaggi della Toscana ci ha portato alle famose Terme Sensoriali, prima tappa del nostro tour organizzato in collaborazione con le Terme di Chianciano e Chianciasi, una giornata all'insegna del relax e del benessere immersi nel Parco dell'Acqua Santa dove sgorgano le acque per la cura del fegato e dell'apparato gastroenterico.


L'Acqua Santa è un'acqua termale e minerale, classificata come bicarbonato-solfato calcica, sgorga a 33° quest'acqua è depurativa, detossinante e stimola il metabolismo, per questo viene prescritta in varie diete, ne basta un bicchiere bevuto al mattino a digiuno, e subito si notano benefici.

 
 

La giornata è iniziata con il Percorso del Gusto, ideato dal Direttore Scientifico delle Terme Sensoriali, il Professor Nicola Sorrentino, conosciuto dai più come "Il dietologo delle Star", stimato specialista in scienza dell'alimentazione e famoso dietologo; ho conosciuto il Professor Sorrentino mesi fa in quel di Milano, abbiamo prlato di alimentazione, di cibi, di dieta e di libri, e devo confessarvelo, mi sono sentita onorata quando mi ha detto che avrebbe voluto leggere il mio nuovo libro, che giustappunto è basato su ricette gourmet sane ed adatte ad ogni tipo di dieta.



Sorrentino è un dietologo come pochi, scordatevi la solita dieta, fatta di alimenti insipidi, insalatine scondite, e niente carboidrati, quando entra in campo lui, la dieta diventa quasi divertente, ed è quello che noterete gustando le sue ricette nel percorso del gusto, in cui ha rivisitato i classici piatti della tradizione Toscana, in versione light ma saporita, troviamo così la Ribollita Toscana realizzata con l'Acqua Santa, la pappa al pomodoro, varie insalate di farro, la nostra preferita è stata senza dubbio l'insalata di farro e radicchio rosso, deliziosa, una tavola piena di zuppe calde e vellutate colorate, prosciutti e bresaola affettati al coltello, e per finire un "dessert" di frutta e formaggio, il percorso è diviso per colori, ogni colore di frutta e verdura apporta infatti al nostro organismo vitamine e nutrienti differenti, per questo un'alimentazione sana e variata è anche un'alimentazione colorata, che appaga gli occhi, ovviamente nel percorso del gusto non manca, come piccola coccola, un bicchiere di ottimo vino locale.
La dieta di Sorrrentino a mio avviso si riassume in poche parole: "dimagrire mangiando sano e vivendo felici".

 
 
Ci siamo alzati da tavola sazi e felici e siamo scesi alle terme,potevamo scegliere tra vari percorsi, dedicati agli elementi, abbiamo deciso di iniziare con il melmarium, in cui ci siamo cosparsi di argilla ed oli essenziali energizzanti, ci siamo sdraiati a chiacchierare e poi dopo una bella doccia calda siamo saliti al piano di sopra per immergerci nella piscina con idromassaggio, che è sia interna che esterna.
Nella piscina di acqua termale, in cui la temperatura arriva a 38°, ci sono vari getti di acqua, diverse postazioni di idromassaggio ed a parte, a sovrastare tutto, una piscina di acqua calda salata tonificante.
La piscina si affaccia sul parco dell'Acqua Santa, un bagno caldo immersi nella natura e nel verde, quasi una magia.


Il percorso continuava poi con un angolo relax in cui si potevano degustare ottime tisane stando comodamente sdraiati davanti ad una grande vetrata, ad ammirare il bosco ed i pettirossi che saltavano di ramo in ramo.

 



Una delle mie stanze preferite è stata la vasca sensoriale, una stanza in cui ci si sdraia nell'acqua calda, e mentre le luci cambiano colore creando un'atmosfera unica si può ascoltare musica classica, ma solo immergendo le orecchie sott'acqua.

Tiepidarium, calidarium, sauna, sono solo alcune delle stanze che troverete; nel percorso "aria" invece troverete stanze con l'aromaterapia, la cromoterapia, la musicoterapia, il percorso Kneipp e la stanza del silenzio interiore.
Inutile dirvi che la sera l'esperienza si fa ancora più magica...

 



Presso Parco Acqua Santa - Piazza Martiri Perugini
www.termesensoriali.it

https://www.facebook.com/TermeSensoriali/
https://twitter.com/chianciasi
https://twitter.com/termechianciano
Solo su prenotazione con accessi a turni prestabiliti.
Per prenotazioni:
Uffcio Booking 848 800 243 (9-19 tutti i giorni) 

prenotazione@termechianciano.it


Giorno di chiusura GIOVEDI

 
 

The cold is at the door, but the days still allow us a beautiful sun, Tuscany's landscapes of this period are wonderful, the campaigns are tinged with gold and the leaves are colored with the nuances of the burning fire, today we will go to the turn of Chianciano Chianciano is a small town in the province of Siena, known especially for its thermal springs. It is immersed in the heart of Tuscany, between Val d'Orcia and Valdichiana, a few steps from the famous vineyards of Montepulciano and a few minutes from Pienza, known for its Renaissance beauty, we are immersed in a postcard landscape, literally as a postcard, as the classic Tuscan landscapes, those made of green hills, golden fields cultivated with grain, and cypress rows, are right here, just to give you an idea here have shot movies like "The Gladiator", remember the fields of grain, the Roman villa with cypress rows? Here is the Val d'Orcia. And the streets of the movie "The English Patient" are the streets of Pienza! Even 1999's "Dream of a Midsummer Night", one of my favorite movies when I was a kid, was shot in the countryside around Pienza, not to mention the countless commercials, in short, we are in a small corner of paradise . In the middle of this paradise, between a walk in the woods and a sip of wine in some inn, you can not miss a visit to the spa. Chianciano's spa is known all over the world, it is the most famous spa town in Italy, with its "Holy Water", already appreciated by Romans and Etruscans.Our journey through the beautiful landscapes of Tuscany brought us to the famous Terme Sensoriali, the first stop of our tour organized in collaboration with the Terme di Chianciano and Chianciasi, a day of relaxation and wellness immersed in the Water Park Santa where waters flow to the liver and the gastrointestinal tract.
The Holy Water is a thermal and mineral water, classified as calcium bicarbonate-sulfate, flows to 33 °, this water is purified, detoxifies and stimulates metabolism, so it is prescribed in various diets, just drink a glass in the morning fasting, and you immediately notice benefits.
The day began with the Path of Taste, conceived by the Scientific Director of Sensory Thermosets, Professor Nicola Sorrentino, best known as "The Star Dietologist", an esteemed nutrition specialist and famous dietician; I met Professor Sorrentino a month ago in Milan, we started eating, eating, diet and books, and I must confess, I felt honored when he told me that he wanted to read my new book, which is a jubilee based on healthy gourmet recipes and suitable for any type of diet.     
Sorrentino is a dietitian as a few, forget the usual diet, made of nuts, uncooked salads, and no carbohydrates, when he comes into the field, the diet becomes almost funny, and that's what you will notice while enjoying his recipes in the path of taste, where he revisited the classic dishes of the Tuscan tradition, in a light but tasty version, we find the Ribollita Toscana made with the Holy Water, tomato paprika, various spelled salads, our favorite was no doubt the salad of spicy and red radish, delicious, a table full of hot and velvety colored soups, hams and bresaola sliced ​​to the knife, and to finish a "dessert" of fruit and cheese, the path is divided by colors, each color of fruit and vegetables in fact, our body has different vitamins and nutrients, so a healthy and varied diet is also a colorful feeding, which pleases the eye, obviously in the path of non-man taste like a small cuddle, a glass of good local wine. Sorrrentino's diet in my opinion summarizes in a few words: "to lose weight by eating healthy and living happily".
One of my favorite rooms was the sensory bathtub, a room where you lie in hot water, and while the lights change color creating a unique atmosphere you can listen to classical music but just immersing your ears underwater.   Tiepidarium, calidarium, sauna, are just some of the rooms you will find; In the "air" path you will find rooms with aromatherapy, chromotherapy, music therapy, the Kneipp path and the room of inner silence. Needless to say, in the evening the experience becomes even more magical ...
 
At the Acqua Santa Park - Piazza Martiri Perugini www.termesensoriali.it 
Only by booking with pre-set access. For reservations: Booking Booking 848 800 243 (9-19 daily) prenotazione@termechianciano.it Closing Day THURSDAY












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