Pagine

venerdì 28 marzo 2014

Ciaffagnoni

Toscana, terra di fieno dorato e filari di cipressi, di mare e pinete, di boschi e rovi di more.
Terra di poesia, di antichi casolari, di taglieri di legno e pentole di coccio, di ricette perdute, profumo di campagna e salmastro.
Come si può non amare la Toscana?
Oggi voglio parlarvi un'pò di questa terra, dei suoi profumi e dei suoi sapori, ed in particolare, vorrei raccontarvi di una ricetta particolare, il Ciaffagnone.
Non vi affannate a cercare, neanche Wikipedia vi dirà cos'è, e ciò mi fa pensare che forse potrei dare un aiuto e contribuire ad aggiornare la voce, tuttavia, vorrei prima spiegarlo a voi.


La Crespella, quella che io ho sempre chiamato Palacinka, perchè a casa mia le abbiamo sempre chiamate così, e che la Francia sostiene essere una Crèpe (sostiene anche che sia un'invenzione Francese...), ha visto i suoi natali in un luogo sconosciuto, ovviamente se parlate con un Francese vi dirà che sono nate in Francia, e se parlate con me vi dirò che queste famigerate crèpe, esistevano decenni prima in Istria, e che quindi nessuno sa dove siano nate in veramente, però crespella, e quindi crèpe deriva dal latino crespus, qundi potremmo anche pensare che sia un invenzione dei Romani, ed in Italia ogni regione ha la sua versione, in Abruzzo ci sono le scrippelle, e qui in Toscana ci sono i ciaffagnoni, diciamocelo, il nome è piuttosto bruttino, ma la sostanza c'è tutta.



La differenza tra tutte le varianti elencate sopra è poca, sostanzialmente si parla di dosi o croccantezze diverse, di piccole aggiunte di acqua o latte, o di differenti modi di piegarle, i Ciaffagnoni non hanno dosi precise, solo farina, uova ed olio, dice che esista anche la versione dolce, ripiena di marmellata, ma sinceramente, le ho sempre viste salate, ripiene di pecorino e spolverate con una bella macinata generosa di pepe nero...

Ciaffagnoni




1 uovo
3 cucchiai rasi di farina
1 cucchiaio d'olio
acqua q.b

Unite tutti gli ingredienti tranne l'acqua.
Frullate con il frullatore ad immersione, ed unite l'acqua fredda a filo fino ad ottenere una pastella liscia e senza grumi, abbastanza liquida.
Fate cuocere su una piastra leggermente unta d'olio.

La tradizione vuole che si farciscano con scaglie di pecorino, ma se avete a disposizione il parmigiano andrà benissimo ugualmente.
Una volta farcite ultimate con una grattata di pecorino ed una macinata di pepe, non vi resta altro che servire!


Versione chi per ospiti a cena?
Piegateli in 4 e farcitele con pecorino ed olio al tartufo!

1 commento:

  1. Davvero ottimi! E semplici: bastano pochi ingredienti, di quelli che si hanno sempre in casa et voilà, le palacinke, anzi i ciaffanoni, sono pronti!

    RispondiElimina