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domenica 29 dicembre 2013

Spuma di Mango - Il Sifone dalla A alla Z

Ieri vi ho chiesto, tramite un piccolo sondaggio, quale ricetta avreste voluto vedere oggi qui su Lovely Cake, tra Wagashi e spuma di Mnago l'ha spuntata la spuma, e così rieccomi qua, a darvi una ricetta da realizzare con il sifone.
Ho deciso, dopo il Vademecum, di darvi ancora qualche regola di base, questo perchè mi è stata posta da un lettore, una domanda molto interessante "posso sotituire il latte con la panna?"...

Secondo voi, è possibile?

Il Sifone dall'A alla Z.

Quando diciamo "sifone", automaticamente chiunque lo associa alla panna, ed è normale, perchè il sifone è quello che serve per la panna, zuccherata o no, basta infilarla nel sifone, caricare, agitare e voilà, il gioco è fatto.
Ma perchè?
Perchè la panna è un'emulsione di materia grassa unita ad acqua e proteine, e montandola, la sua struttura ci permette di inglobare delle bolle d'aria, e tramite questo processo diventa poi spumosa ed appunto "montata", se poi volete fare un piccolo e buonissimo esperimento, potete montare la panna fino a che il grasso si coagula dando vita al burro, si si, proprio burro!

Ad ogni modo, tornando a noi, la panna, nel sifone, incorporerà il gas e monterà alla perfezione (andando avanti poi vi illustrerò che anche altri alimenti hanno questa magica capacità!), la panna monta, al contrario del latte, ed è per questo che, se l'alimento in questione, che vogliamo montare, non ha questa capacità, va "aiutato".
E' il caso della ricetta di oggi.

La ricetta di oggi richiede l'aggiunta di colla di pesce, e questo richiede piccoli accorgimenti, a esempio, se la spuma erogata dal sifone sarà troppo liquida potrebbe essere per due motivi: o non avete seguito alla lettera la ricetta, e non avete aggiunto la giusta dose di colla di pesce, oppure perchè non avete agitato abbastanza il sifone (aggiungiamoci una terza: ricordate che addensati quali la colla di pesce e l'agar agar, richiedono il freddo per solidificare, quindi, potrebbe anche ssere, che non avete lasciato a raffreddare il tempo necessario il vostro composto).


Mi raccomando, se avete domande chiedete pure.

Spuma di Mango



400 ml di polpa di Mango Fruttiamo
3 fogli di colla di pesce


Ammollate la colla di pesce in acqua fredda.
Portate ad ebbolizione la polpa di mango, spegnete il fuoco, unite la clla di pesce ammollata, frullate con frullatore ad immersione, passate al colino e versate nel sifone.
Caricate il sifone, agitate, e trasferite in frigorifero a testa in giù.


Niente di più semplice, la spuma di mango sarà leggerissima e gustosa, ottima da mangiare così o da servire per accompagnare del gelato alla crema, della cioccolata bianca calda o dello yogurt.



 E per chiudere l'anno, vi lascio la lista delle ricette più cliccate del 2013:

Gennaio: Bianco Avorio - Il Dessert a Base di Riso
Febbraio: Come la Neve ai Tropici
Marzo: Paccheri ripieni di Mousse di Carciofi, Scapi e Mozzarella di Bufala su Crema di Parmigiano
Aprile: Semplicemente Irresistibile
Maggio: Tataki di Tonno su Cremoso di Baccelli
Giugno: Salmone Marinato alla Birra con Mele arrosto cotto su Plancia di legno
Luglio:  Religieuse alla Rosa

Agosto: Burrobirra
Settembre: Tortelloni ripieni di Melanzana di Rotonda Affumicata e Triglia Saltati con Burro di Bufala e Pinoli
Ottobre: Il Pane di Heidi
Novembre: Incredibile Pesce Spada in Fricassea a modo mio
Dicembre: Salmone Marinato alla Barbabietola



sabato 28 dicembre 2013

Tartufini Bianchi alla Vaniglia Bourbon e Tè Kabuse

Voglia di latte caldo, di profumo di spezie e maglioni di bianca lana, voglia di vecchie tazze da tè dal bordo sbeccato, riempite di ricordi.
Voglia di candide tovaglie, di tavoli di legno, voglia di silenzio e di violini, di cuscini sprimacciati, di lunghe passeggiate nel bosco, di luce bianca e di freddo.

Mi accoccolerei volentieri davanti al camino, se solo lo avessi, indossando un grande maglione di lana, con in mano una tazza di latte speziato, con il gatto che ronfa ai miei piedi...
Voglia di leggerezza e di silenzio, di coccole vellutate e di tranquillità, di quella tranquillità che quasi si trasforma in monotonia, intervallata solo dal ticchettio della pioggia sul vetro della finestra e dall'orologio a pendolo, che ogni tanto suona le sue ore.

Voglia di piccole grandi cose, di quelle che si lasciano amare con facilità, di quelle che ti fanno sentire un'pò bambino, e ti immergono nei ricordi come si fa con una bustina di tè.
Quelle cose che fanno venir voglia di lume di candela e di infilare le dita nel barattolo della marmellata.

Tartufini Bianchi alla Vaniglia Bourbon e Tè Kabuse


150 ml di panna fresca
400 g di cioccolato bianco di ottima qualità
1 baccello di vaniglia Bourbon

1 cucchiaio di tè verde in polvere (Matcha o Kabuse)


Tritate grossolanamente il cioccolato.
Incidetela il baccello di vaniglia e raschiate i semi al suo interno.
Unite i semi della vaniglia alla panna, infine aggiungete il cioccolato tritato ed anche la baccello di vaniglia privato dei semi.


Mescolando con un mestolo di legno trasferite sul fuoco, a fiamma dolce, e fate sciogliere il cioccolato, dopo di che eliminate il baccello di vaniglia, fate raffreddare a temperatura ambiente e trasferite in frigorifero per circa 1 ora.


Trascorsa l'ora di riposo il cioccolato sarà malleabile, lavoratelo velocemente e passatelo nella polvere di tè, sbattetelo leggermente per eliminare l'eccesso di polvere e trasferite in un pirrottino.


A me piace lasciarli riposare a temperatura ambiente, quando non fa troppo caldo, in modo che creino all'esterno una sorta di crosticina più consistente.
Ad ogni modo, abbiate l'accortezza di toglierli dal frigo almeno un ora prima di servirli, o risluteranno duri e freddi.


Il bello dell'aggiunta dei semi di vaniglia è che li si sente crocchiare sotto i denti ad ogni morso!


Per la polvere Kabuse si ringrazia la Teeria "L'arte di Vivere"
Le decorazioni in oro sono state realizzate con foglia d'oro battiloro.




venerdì 27 dicembre 2013

Sifone: Il Vademecum e la Chantilly di Guacamole

Questo Natale ha portato ad una cara amica conosciuta grazie al blog, un sifone, bhè, che dire, un regalo fantastico!
Anche io il mio primo sifone l'ho ricevuto per Natale, non da Babbo Natale ma da Luca, il mio ragazzo, e quando ho visto che, Eleonora, la bravissima Eleonora di Burro e Miele, ha ricevuto un sifone, mi sono entusiasmata tantissimo!
Primo perchè lei è davvero bravissima, e ve lo dice una che ha avuto il piacere di essere ospitata a casa sua, per una cena a Meknes, e secondo perchè mi ha rimesso voglia di creare nuove ricette.
E così le ho scritto e sono stata letteralmente invasa da mail di lettori che mi chiedevano consigli, nuove ricette o trucchi, e quindi, ho pensato ene di mettermi all'opera.

Su questo blog trovate già qualche ricetta con il sifone, ed una sezione apposita, dove troverete dal dolce al salato, dalla spuma di panettone alla pastella per friggere...

Prima della ricetta quindi ho pensato di scrivere un piccolo Vademecum sul Sifone, siete pronti?

L'Attrezzatura indispensabile:

Frullatore ad immersione: Anche quando non lo ritenete necessario, è bene frullare il composto prima di versarlo nel sifone, poichè anche un piccolo grumo può compromettere il risultato finale.

Colino a maglie fitte: (o chinois) dopo aver frullato il vostro composto, sarà necessario passarlo ad un colino a maglie fitte, anhe solo per precauzione vi consiglio di farlo, scongiurerete così il pericolo di ostruire il sifone.

Il Sifone ed i vari beccucci: Una volta frullato e passato al colino potrete finalmente versare il vostro composto nel sifone.
Attenzione!
Non riempitelo mai fino in cima.
Con il sifone troverete anche dei beccucci, molto simili a qelli del sac a pochè, non hanno nessuna funzione particolare, solo decorativa.

La pulizia: una volta utilizzato il sifone pulitelo accuratamente con lo scovolino che avete trovato nella confezione, altrimenti si ostruirà.

L'utilizzo: Una volta versato il composto nel bicchiere di metallo, avvitate bene la calotta, facendo attenzione che la guarnizione di gomma all'interno sia ben posizionata.
Inserite la cartuccia di N2O, avvitandola velocemente.
E possibile, se il sifone è da 1lt, utilizzare anche 2 cartucce per volta, una volta avvitata la cartuccia infatti, sentirete un fischio, che vi avvertirà che il gas è stato rilasciato all'interno del sifone, a questo punto è possibile toglierla.

Agitate il sifone tenendolo a testa in giù almeno tre volte prima di riporlo in frigorifero, se il composto all'interno è particolarmemte pesante (composti ad esempio, in cui viene aggiunta la colla di pesce), dovrete riporlo a testa in giu.
Non agitatelo mai per troppe volte, o il composto si gonfierà e non uscirà dal sifone.

E' possibile erogare sia spume calde che fredde, per quelle calde basterà tenere il sifone in caldo a bagnomaria, in uesto caso però, è consigliabile non caricare il sifone con il gas immediatamente, bensì, poco prima di servire.

Potrete iniziare, tanto per prendere confidenza con il sifone, con delle semplici chanilly, in questo caso, vi basterà versare la panna nel sifone, caricarlo, agitarlo ed utilizzarlo.
Se volete aggiungere lo zucchero alla panna, sarà necessario frullare con il frullatore ad immersione, passare al colino e ripetere quanto sopra, ovvero, caricare, agitare e servire.
Potrete infine, con lo stesso procedimento, aggiungere alla panna della pasta di nocciola, dello sciroppo di fragola, del cacao, e così via...

Chantilly di Guacamole


1 Avocado maturo
5 cucchiai di succo di limone
1/2 cipolla bianca
3 cucchiai di acqua fredda
1 presa abbondante di sale
1 pizzico di peperoncino
150 ml di panna fresca


Unite tutti gli ingredienti insieme nel boccale del frullatore ad immersione e frullate.
Passate il composto con un colino a maglie fitte, quindi versatelo nel sifone.
Caricate con una cartuccia, agitate tre volte e servite.
Conservate in frigorifero a testa in giù.


Servite la chantilly in purezza con una dadolata di pomodoro, oppure per accompagnare una grigliata di gamberi o dei nachos croccanti.


giovedì 19 dicembre 2013

Macaron Tropicali Cocco ed Ananas e Papaya

E voi, come lo passeret il Natale quest'anno?
Io non mi alzerò all'alba, e non starò ore ed ore a pulire, preparare e cucinare in attesa degli ospiti.
Non mangerò in piedi per star dietro ai fornelli.
Non mangerò le cose ormai fredde per servire prima gli altri a tavola.
Non passerò le ore successive al pranzo a lavare, sparecchiare, pulire...
Quest'anno io il Natale lo passo al ristorante, servita e riverita.
#Nataleconchivuoi Alla faccia di chi ci vuole male!!!

Che quest'anno qualcosa è cambiato lo avevate probabilmente intuito dal post della volta  scorsa, intitolato appunto  "Grinch", bhè, si, ho deciso di infagottare bene la bimba sotto strati di caldi maglioncini di lana e di andare al ristorante.
Quest'anno, per me e lei, grigliata mista di mare, ostriche e niente ipocrisia per il pranzo di Natale.
Niente discorsi inappropriati, niente domande inopportune a cui non si vuole rispondere, niente argomenti di cui non piace mai parlare ma che, puntualmente vengono titrati fuori, non per nobiltà d'animo, per dare un consiglio o una mano, ma per pura voglia di pettegolezzo.
Quest'anno io dico no.
No a sottomettermi a situazioni che non mi piacciono.
No ad abbassare lo sguardo e far finta di niente.
No a rinunciare alla mia integrità morale, solo per seguire ciò che fa la massa.
No al Natale convenzionale, passato in famiglia, no alle finte scuse, no ai comportamenti inspiegabili, no ai pensieri corrotti, no a rodersi il fegato dalla rabbia, io dico no.
Quest'anno io e Keira, ce ne andremo al ristorante, alla faccia di chi ci vuole male, di chi è finto, opportunista, di chi trae piacere dalle sofferenze altrui, alla faccia del finto perbenismo e degli stereotipi.
Quest'anno io mando tutti a quel paese e me ne vado per conto mio.

Perchè no, a volte la gente non si vuol sentir dire "Buon Natale", perchè "Buon Natale" non è, e tantomeno un bel periodo.
Percè come ho già detto, penso che il Natale sia dentro di noi, ed io non sono una pecora che fa parte di un gregge e che, siccome è pensiero comune, dover fare determinate cose, perchè altrimenti si fa brutta figura, allora le fa, no, per me questo non è stato assolutamente un buon anno, ho perso la persone che mi ha cresciuto, ho visto sgretolarsi quel poco di famiglia che credevo di avere, e sinceramente, non mi va di festeggiare.

Perchè mio nonno non sarà a tavola con me quest'anno, perchè la sua sedia sarà vuota, ed è un vuoto incolmabile, che non può passare di mente e non può essere alleviato grazie ad un pranzo, non voluto, con persone indesiderate, che, nel momento peggiore della nostra vita, nel momento in cui eravamo vulnerabili e ci attaccavamo agli affetti che ci rimanevano, ci hanno dato contro, insultato, offeso ed affondato.

Io non sono una persona falsa, e mancherei di rispetto a me stessa, se dividessi il pane con una persona che ha mancato di rispetto a me, ed alla persona che mi ha cresciuto.
La famiglia non è quella che ti mette al mondo, è quella che ti crei.
Il sangue non crea legami, l'amore lo fa.
Gli uomini si attaccano solo a due cose: le cose che amano, e le cose che possono tornare utili, e quando una persona, ti sta accanto solo perchè gli puoi tornare utile, e non perchè prova affetto, allora è una persona da avitare, una persona che non si siederà al mio fianco.

Io perdono, e vorrei sottolineralo, perchè in questo periodo la cosa è stata messa in discussione; io perdono tutto, e sono dell'opinione che il nostro passato, le storie che abbiamo vissuto, siano come le pagine di un libro, io non dimentico, non cancello e non strappo le pagine della mia vita, quando un capitolo finisce o si chiude in malo modo, io volto pagina.

Non ho mai cancellato nessuno, di quei personaggi, più o meno principali, che il libro della mia vita contiene.
Ma credo che, ci siano delle persone, quelle che non sono capaci di dare amore, quelle che seminano solo odio, violenza e cattiveria, quelle che ti stanno vicino per un loro tornaconto, credo che queste persone, non siano degne del nostro amore, e non siano degne del nostro perdono.

Un cane non morde la mano di chi lo sfama, si dice, "di chi lo ama", aggiungerei io, ma l'uomo invece, l'uomo morderebbe anche la mano di chi lo ha cresciuto con amore, se servisse ad ottenere fama, soldi, una vita migliore..

Non tutti, sia chiaro, ma a quella categoria di perone, io non rivolgo il mio perdono, ma la mia indifferenza, a perdonare ci penserà il loro Dio, se vorrà.

Quindi, ecco perchè questo mese, non mi dedico alla cucina.
Non sono dell'umore, e mi dispiace, ma non posso andare contro a me stessa.

Ed ogni tanto uno sfogo ci vuole, ammettiamolo!

Ad ogni modo, Keira ha 6 anni, quindi il Natale, in questa casa c'è, non posso privarla di una gioia così grande solo perchè io in questo periodo gioia sono incapace di provarne.


Ed ogni tanto, con lei, in cucina qualcosa combino, ogni tanto, come si suol dire, un raggio di sole esce anche per me, ed allora qualcosa mi invento, e visto che questo è il periodo dell'anno, in cui il consumo di frutta tropicale è alle stelle, ho pensato bene di fare dei Macaron esotici.

Esotici da capo a piedi perchè, oltre alla farcitua di con ananas e cocco, e papaya, alla base di questi macaron, ci sta un'aggiunta di farina di cocco.

Macaron Tropicali
Cocco ed Ananas e Papaya







Per i Macaron


50 g di farina di Mandorle
50 g di farina di cocco
100 g di zucchero a velo
1 presa abbondante di sale


Per lo sciroppo di zucchero

200 g di zucchero
50 g di acqua

90 g di albumi


Setacciate le farine con lo zucchero a velo e mettete da parte.
Intanto montate a neve l'albume e preparate lo sciroppo.
Per lo sciroppo unite lo zucchero semolato e l'acqua in un pentolino, tecnicamente sarà pronto una volta arrivato alla temperatura di 120°, poi, dovrà essere versato a filo negli albumi, arrivato a circa 100°.
Se non avete il termometro procedete così:
Una volta che lo zucchero si sarà sciolto, il composto inizierà a bollire, mescolate di continuo, sarà pronto non appena velerà il cucchiaio, o si solidificherà a contatto con l'acqua.
Otterrete, con le dosi che vi ho dato, 200 ml di sciroppo, ma dovrete usarne solo la metà, ovvero 100 ml.
Appena lo sciroppo sarà pronto, mescolatelo velocemente, in poco meno di un minuto avrà raggiunto la temperatura ottimale (diventerà più viscoso ed opaco, mi raccomando, non fatelo solidificare).
Appena gli albumi saranno montati a neve, unite a filo lo sciroppo, continuando a sbattere, otterrete un composto lucido e spumoso, unite quindi  le farine setacciate, azionate le fruste per pochi secondi e quindi procedete ad amalgamare tutto, molto delicatamente, con una spatola.
Disponete sull'apposito tappetino, disposto sopra ad una placca da forno, e fate riposare un ora prima di infornare, a forno caldo (150°) per 15 minuti.

Papaya Jam


Per realizzare la confettura di Papaya ho utilizzato una confezione di polpa di papaya (100% pura polpa), la trovate su Fruttiamo, buonissima e sempre prona per essere utilizzata nelle vostre ricette!

400 g di polpa di Papaya Fruttiamo
8 cucchiai di zucchero

Scongelate la polpa di papaya, versatela in un pentolino, unite lo zucchero, e trasferite sul fuoco.
Fate cuocere circa 30 minuti.
Pronta per l'uso!


Farcite metà dei Macarons con la confettura di Papaya.
L'altra metà dei Macarons l'ho farcita con la confettura Ananas e Cocco de Le Tamerici, ispirata ad una mia ricetta.

Realizzata con gli stampi Silikomart




mercoledì 11 dicembre 2013

Il Grinch

Natale è il giorno più silenzioso dell'anno.
Poco importa quale sia la religione che segui, o il Dio in cui credi, Natale è silenzio, sempre.
Anche se ci sono delle famiglie felici radunate nelle case, sotto l'albero, anche se i bambini non vedono l'ora di essere svegliati per scoprire cosa hanno ricevuto...
Il Natale è silenzio, le strade sono vuote, ed a parte qualche fugace apparizione di poche persone indaffarate a portar pacchetti e rintanarsi velocemente nei portoni, non si vede nessuno per strada.
Lo si aspetta, tutto l'anno, specialmente quando siamo bambini, ed attendiamo con ansia il momento in cui l'albero verrà addobbato, in cui le luci si accenderanno, in cui decoreremo la casa, ma poi, succede che cresci, e ti rendi conto che le decorazioni, per quanto belle, non fanno il Natale.
Che una volta arrivati al 25, l'ora di pranzo non arriva mai, ma poi è un attimo che è già buio, e che il Natale è passato, e dovremmo fare i conti con un nuovo anno ormai alle porte.
Il Natale non è fuori, è dentro di noi, e per quanto lo si desideri e lo si attenda, a volte, dentro di noi, il Natale sparisce, e ci lascia in silenzio, a guardare i minuti della giornata tanto attesa che ci scorrono via come granelli di sabbia tra le dita.
Le persone dicono che a Natale bisogna essere più buoni.
Dubito che la bontà, quella vera, si manifesti solo una volta l'anno, penso invece che molte azioni, siano indotte, più che dal desiderio di essere più buoni, dal fatto che ci rendiamo conto di essere arrivati, su carta, alla fine di un altro anno, e guardando indietro, vediamo qualche cosa bella che vale la pena di ricordare, e qualche cosa brutta, che vorremmo dimenticare, o a cui vorremmo porre rimedio, ed usiamo la scusa del Natale per chiedere perdono, per essere a nostro modo più generosi, per fare qualche buona azione.

Che poi, non credo che alle porte del paradiso, la buona azione che ti redime da una vita di scelleratezze, sia quella che hai compiuto a Natale, anche perchè, il significato di "buona azione" si è perso.

Nessuno invita alla propria tavola il barbone che dorme sulla panchina all'angolo della strada, anche se poi quel barbone, fino a pochi mesi prima, era quello che chiamavamo "Signore" e che ci serviva il pesce al banco del mercato, e poco importa se è uno sconosciuto che ci sorrideva tutti i giorni, lui, non merita la nostra buona azione.
La merita invece quel pugno di parenti, che non sopportiamo, troppo diversi da noi, con quei modi di fare altezzosi ed ignoranti, quei parenti di cui abbiamo parlato male per l'intero anno, allora si, loro meritano la "buona azione", ma invitarli al cenone di Natale, cancella forse tutto ciò che è stato fatto o detto?
Perchè una cosa del genere ci fa sentire meglio?
Nessuno chiede mai scusa, come si deve, a Natale, si pensa invece, che un regalo costoso, o un pacco in più, possano fare la differenza, per riconquistare stima e affetto di quella persona a cui durante l'anno abbiamo fatto un grande torto.

Come se il perdono si potesse comprare.

Perchè a Natale siamo più buoni?
Perchè ci danniamo giornate intere per cercare i regali a persone che durante l'anno non vediamo nè sentiamo mai, e che il solo pensiero di dover spendere tutti quei soldi ci fa venire la nausea?
E vorremmo passare quel tempo speso a cercare regali per delle persone che chiamiamo amici, ma che in realtà sono perfettamente estranei, a riposare, o a non pensare a niente.
Però non sta bene non fare il regalo, allora, spendiamo i nostri soldi, per fare i regali a queste persone, in base a quanto hanno speso loro l'anno scorso, non in base all'affetto, ma al valore dell'oggetto che ci hanno affibbiato un anno prima.
Passiamo ore a ordinare casa, e l'attesa di questi individui, più estranei del barbone all'angolo, ci stressa, perchè deve essere tutto in ordine, perchè i bambini devono essere ben pettinati e con il vestito appena stirato, perchè dobbiamo essere impeccabili e dare l'idea della perfetta famiglia felice che vive in una casa finta, quasi una cartolina casalinga degli anni 50, o una pubblicità di un surgelato.


Ed intanto, dentro di noi, mandiamo a quel paese queste persone, che dovevano presentarsi ormai più di mezz'ora fa, e ci tocca stare li, ad attenderli, mentre i bambini si lagnano, i parenti si annoiano, e mentre tutti, vorrebbero solo mettersi in ciabatte a leggere il nuovo libro, o guardare la messa alla tv, o giocare con il nuovo aeroplenino sotto l'albero, per terra, senza paura che il vestito si possa spiegazzare.

Ma poi, quando arrivano queste persone, che attendiamo, ecco che, automaticamente, si trasformano in grandi amici, e tra baci ed abbracci ricordiamo con piacere l'ultima volta che li abbiamo visti, appunto un anno prima, ci scambiamo i regali, speriamo dentro di noi che se ne vadano presto, e poi, la sera, quando anche l'ultimo parente che noncurante ha finito il panettone, con grande dispiacere del nipotino che reclamava l'ultima fetta per impiastricciarsi le manine, se ne va, tiriamo un sospiro di sollievo.
Poi guardiamo la tavola, i piatti da lavare, ed anche se l'unica cosa che vorremmo è stare sul divano a guardare con i bambini, il solito film Natalizio, trito e ritrito, diamo uno sguardo alla sala, e sbuffando ci mettiamo a ripulire.
Ecco il Natale Italiano.

Ed io mi chiedo: ma come mai le persone vogliono essere più buone solo a Natale?
Essere più buoni, non significa fare delle azioni, che noi giudichiamo "buone", e che servono a far sentire meglio noi, ad alleggerirci la coscienza, fare delle buone azioni è tutta un'altra cosa...
E' aiutare la signora sconosciuta , è sorreggere quell'anziano in difficoltà, è offrire qualcosa a chi non se lo può permettere, è fermarsi a parlare con quel signore triste, ed ascolatere le sue storie, che nessuno ascolta più, perchè i nipoti sono cresciuti, e non vanno mai a trovarlo.
E la ricompensa più grande, di tutto questo e molto altro, è vedere il sorriso delle persone che cerchiamo di aiutare, perchè la felicità di una buona azione, non viene dall'averla compiuta, viene dalla sua buona riuscita, quando la persona che abbiamo davanti ci sorride con il cuore.

I regali non fanno la felicità, i regali costosi ancora meno, donare un qualcosa di costoso e di marca, non ci farà guadagnare la stima della persone che abbiamo difronte, donare qualcosa di ricercato non farà si che quella persona ci perdoni più facilmente, un pacchetto ben incartato non cancellerà tutto ciò che è stato fatto, o non fatto, durante l'anno...

La felicità la fa la sincerità, la presenza di quella persona che ha piacere a stare li con te, la felicità è fare qualcosa insieme, la felicità la fanno le cose semplici, i sorrisi spontanei, gli sguardi sinceri, i regali incartati male, ma che sono fatti con il cuore, quei parenti e quegli amici che, anche se non vedi da anni, sai che per te ci saranno sempre, non solo a Natale, perchè te ci sarai sempre per loro, e perchè c'è un legame speciale che vi unisce.



Frosty The Cheeseman


Questo è uno sfiziosissimo antipasto, facilissimo da preparare, lo si può preparare anche con molto anticipo, e poi, basta servirlo con crostini croccanti ed abbrustoliti, o grissini.
La base si presta a mille varianti, io vi do tre idee, ma voi potrete sbizzarrirvi ed aromatizzarlo al gusto che più vi piace!

Per la base (per 3 omini di neve)


150 g di formaggio spalmabile tipo quark
100 g di caprino
20 d di stracchino
30 g  di parmigiano grattugiato
1 presa di sale


Unite tutti gli ingredienti, mescolandoli con una forchetta, quindi dividete il composto in tre ciotoline.

L'aromatizzazione


Pesto Roi
Aroma al Tartufo Flavourart
formaggi misti (io ho utilizzato un formaggio di Capra Olandese all'aglio ed ortica)

Dopo aver diviso il composto in 3 parti uguali, procedete ad aromatizzarlo.
Nella prima ciotolina unirete l'aroma al tartufo, nella seconda una punta di pesto, nella terza formaggi misti grattugiati.


Componiamo il piatto


Versate il composto nel sac à poche, quindi procedete creando tre "pallette" che formeranno poi il corpo del nostro pupazzo di neve.
Ripetete l'operazione.
Decorate i pupazzi di neve con verdurine, noci, mandorle, pistacchi....


Le Varianti


La base del composto ormai la sapete, potrete però sostituire parte del formaggio con della ricotta, e tritare dentro al composto delle noci,  otterrete una buona crema spalmabile ricotta e noci, ma così via se volete osare, parmigiano & pere, se volete andare sul classico basteranno erbette fresche tritate, o sullo chic, con crema di porcini!




martedì 10 dicembre 2013

Patate dolci alla Griglia

Come me ne starei volentieri sdraiata al sole come il mio gattone Benjamyn!
Ma, è iniziata la "crisi" dei regali di Natale, ed il domandone finale è: ma che cappero regalo questo Natale?
Guanti e sapone, si sa, si regalano quando non si sa che altro fare, ma, più che mai in questo periodo, di crisi vera, e tangibile, è bene esser parsimoniosi, e fare regali utili, si può puntare al cibo, che fa sempre piacere, o alle cose che evitiamo di comprare per risparmiare, e così potremmo regalare uno smalto ed un rossetto, cose che, in questo periodo evitiamo di comprare per aver più soldini da parte.
O un buon libro, bene, se siete dele anime pie, o se, caro Babbo Natale, mi stai ascoltando, anzi, leggendo, sappi che ho una lista infinita di libri che vorrei, ma che non mi compro, perchè se li comprassi tutti finirei sul lastrico e non entrerei più, letteralmente, in casa, ed incentrerebbero su di me un intero reality, che chiamerebbero "sepolti in casa (dai libri)", ed in casa mia ci sarebbero colonne di libri fino al soffitto, e sarebbe una sorta di moderno tempio greco, con colonne dure come il marmo da quanto son stipate, ma fatte di carta e copertine cartonate...
Vabbè, comunque:

Caro Babbo Natale,
quest'anno sono stata buona, più o meno, ho mangiato tante verdurine fresche ed ho fatto poche marmellate (il giusto, non quei 15 kg per ogni tipo di frutta come mio solito).
Keira ormai va in prima elementare, (come passa il tempo), e per quanto mi farebbe piacere ricevere uno scafandro imbottito con pelo di Yeti, perchè la mattina quando la accompagno a scuola fa un freddo cane, (così magari i pinguini mi scambiano per una loro amica), penso che un paio (di decine) di libri mi farebbero più felice.
Potrei chiederti una vacanza, lo so, ma cosa sarebbe una vacanza senza un buon libro da leggere durante il viaggio, o sotto il sole sulla piaggia, o in montagna nella baita.
Va detto caro Babbo Natale, dovrei rivedere le mie priorità, chiedere magari un vestito nuovo, o un paio di scarpe, o che ne so, un bel cappotto caldo...
Ma io resto fedele alla mia cara carta stampata, a quel profumo inebriante di libro nuovo...
Perciò, Caro Babbo Natale, se leggerai questa mia, sappi che un buon libro, in questa casa, è sempre ben accetto.


E mentre già mi immagino seduta sul divano, vicino all'albero pieno di luci, con la mia copertina di pile, il mio gattone nero acciambellato ai piedi, mentre leggo un buon libro soseggiando una tazza di tè bollente, son qua a scrivervi, la ricetta di oggi:

Patate dolci alla Griglia


La ricetta di oggi è di una semplicità imbarazzante!
Scegliete delle belle patate dolci, quelle chiamate "Patate Americane".



Patate dolci
sale e pepe
prezzemolo
olio extra vergine d'oliva


Sbollentate le patate in acqua salata, (senza togliere la buccia), quando si saranno ammorbidite (dovranno comunque rimanere molto sode), scolatele, tagliatele a spicchi e lasciatele raffreddare.
Spennellatele con poco olio e disponetele sulla griglia.
Portate a cottura, salate, pepate, e poco prima di servire in tavola irrorate con abbondante olio e spolverate con prezzemolo appena tritato!


Ancora poche ore per provare a vincere il premio messo in palio sul blog di Giusy!!!
  http://blog.giallozafferano.it/dolcidelizie/2013/12/02/un-regalo-per-natale-dalla-vostra-foodblogger/

martedì 3 dicembre 2013

Salmone Marinato alla Barbabietola

Qualche giorno fa vi ho lasciato svelandovi i trucchi per affumicare e marinare in casa, e credetemi, fare un paio di kg in casa, di salmone affumicato, è un notevole sollievo anche per le nostre tasche, che sotto le feste, si svuotano inesorabilmente...
In più è buonissimi, notevolmente migliore rispetto a quello che compriamo, e poi, vogliamo mettere la soddisfazione di portare in tavola un gran tagliere e di dire: questo l'ho fatto io!

Una volta appresi i trucchi, capirete che, il salmone affumicato, come del resto tonno, spada, o quel che volete, è davvero semplice da realizzare, ci si innamora sia della procedura per realizzarlo che del risultato.

Oggi invece vi svelerò un altro piccolo trucco...
Volete "imbellettare" il vostro salmone?
Molte volte gli affettati che compriamo, contengono coloranti, un colore bello e vivace rende una pietanza più appetbile, se parliamo solo dell'aspetto, di certo il colore conta, perchè, anche l'occhio vuole la sua parte, ma una cosa buona è anche una cosa che è stata lavorata il meno possibile...


Ma questa volta, niente coloranti, o meglio, coloranti si, ma naturalissimi!
In foto l'effetto non si vede un granchè, ma vi garantisco che è davvero bello, la marinatura con l'aggiunta della barbabietola, conferisce alla superficie del salmone un colore rosso acceso, che va sfmando mano a mano che si raggiunge l'interno, un color tramonto spettacolare, con tanto di sfumature!

Salmone Marinato alla Barbabietola





50% di zucchero 50% di sale
1 barbabietola cruda



Pelate la barbabietola e grattugiatela, unite sale e zucchero ed aggiungete la barbabietola, impastate fino a creare un composto rosso ed umidiccio, a questo punto basterà avvolgere il filetto in sale e zucchero, e cambiare la marinatura la sera e la mattina, fino a che il filetto in questione non rilascerà più liquido, e sale e zucchero risulteranno umidi e non immersi in acqua, ovviamente, se volete come risultato, un salmone rosso acceso, ogni volta che cambiate marinatura, aggiungete la barbabietola.




lunedì 2 dicembre 2013

Gnocchetti di Riso con Ragù bianco di Merluzzetto

Credo che copiare il lavoro degli altri sia una grande mancanza di rispetto, sopratutto quando è stato fatto un "copia e incolla" con tanto di foto.
Non ho mai approvato questa "filosofia" che sempre più persone adottano, copiare pari pari, foto e testo dal sito/blog di un altro.
E poi oggi, mi arriva questo "genio", che, neanche rivolgendosi a me, come sarebbe giusto, ma rispondendo al commento di una mia lettrice, le scrive che la mia ricetta "tonno in crosta di pistacchi con olio al basilico" è frutto di un copia ed incolla, la sua teoria si basa su un mio errore di distrazione che ha scovato nel testo....
Ora, ma quanto mi posso arrabbiare io!?!
http://lovelycake-gatta.blogspot.it/2012/06/tonno-in-crosta-di-pistacchi-di-bronte.html


A volte le persone io proprio non le capisco, bhà, il mondo è bello perchè vario, quello si sa.
Ad ogni modo, passiamo alla ricetta di oggi, che è meglio va!
Vi avverto subito che è farina del mio sacco, e potete starne certi, anzi, se di farina parliamo diamo a Cesare ciò che è di Cesare e diciamo subito che la farina in questione,quella da me utilizzata per questi gnocchetti, è di riso, ed è di Ferron, la miglior farina di riso che ho avuto il piacere di provare! 

Questa è una ricetta leggera e facile da realizzare, necessita di pochi ingredienti, facili da reperire ed a basso costo, quindi, che aspettate?
Iniziate!
Tra le altre cose è un piatto salva cena, perchè questi gnocchi si preparano in pochi minuti, me ne parlò per la prima volta Silvia Volpe, di questi gnocchi fatti solo di farina, ho pensato quindi, una volta arrivata a casa, di provare a farli con la farina di riso.


Gnocchetti di Riso con Ragù bianco di Merluzzetto


Ingredienti per 4 persone


200 g di farina di riso fine
200 g di farina bianca
1 presa di sale
400 g acqua

Portate l'acqua a bollore, salatela leggermente ed unite entrambe le farine in un colpo solo.
Mescolate con un mestolo di legno fino a che si formerà una palla liscia.
Togliete dal fuoco, trasferite l'impasto ottenuto sul piano di lavoro, attendete che si intiepidisca quanto basta per lavorarlo, quindi formate dei cordoni di pasta, che andrete poi a tagliare a tocchettini.

Per il ragù di Merluzzetto


100 g di cuori di carciofo saltati 
2 spicchi d'aglio
olio extra vergine d'oliva
prezzemolo fresco, 1 mazzetto
1 peperoncino
300 g di polpa di merluzzetto
200 g di mozzarella di bufala

sale e pepe 

Prendete i carciofi, puliteli e ricavatene il cuore, la parte più morbida, saltateli in padella con un filo d'olio ed uno spicchio d'aglio, salate, pepate, spolverate con un cucchiaio di prezzemolo tritato, e fate cuocere con il coperchio chiuso aggiungendo un filo di acqua.
Fate cuocere fino a che saranno morbidi.
Tritate finemente i carciofi, la polpa del merluzzetto e la mozzarella.

In una padella fate soffriggere in poco olio 1 spicchio d'aglio tritato grossolanamente insieme al peperoncino.
Unite il ragù ottenuto quindi saltate per qualche minuto, aggiustate di sale e di pepe.
Intanto lessate gli gnocchetti in abbondante acqua bollente salata, scolateli e saltateli in padella insieme al ragù, spolverate con il rimanente prezzemolo tritato, ultimate con un filo d'olio a crudo e servite.

Rimanendo in tema "Pesce Dimenticato", vi ricordo che Venerdì 31al ristorante Bacco & la Volpe, di
Silvia Volpe, si terrà una bellissima cena!

Silvia Volpe, la chef affiancherà quattro foodblogger nella preparazione di questa cena, ovviamente una delle 4 sono io, e credetemi quando vi dico che sono in buonissima compagnia, al mio fianco Cristina Galliti, Silvia Iacoponi  e Fabio Campetti!
Il menù?

BENVENUTO 
Scherzi di Carnevale abbinamento Filemone 2012 Vermentino 
ANTIPASTO 
Stella d’amare (Sarde) abbinamento Filemone 2012 Vermentino 
PRIMO
Coriandoli a mare (Ragù di Pesce Dimenticato) abbinamento Filemone 2010 Vermentino 
SECONDO
 Filetto mascherato (Palamita) abbinamento Baucii 2012 Viognier – ANTEPRIMA ASSOLUTA! 
DOLCE 
Frutti senza Trucchi (Frutta di Stagione) Vini : Az. Fralluca, Suvereto prezzo : € 35, vini e bevande incluse Per info e prenotazioni. 05867744323 3929685385


Anche voi amate il riso come me?
Partecipate a Risate e Risotti!





 

sabato 30 novembre 2013

L'affumicatura dalla A alla Z - Come Marinare ed Affumicare

Chiudiamo in bellezza questo mese, o meglio, più che in bellezza, "in praticità", perchè, con l'arrivo delle feste, il consumo di salmone affumicato aumenta.
Ma, un buon salmone affumicato costa un'pò, bhè, lo sappiamo, la qualità si paga, e questa cosa non va tanto giu a chi, come me, lo mangerebbe direttamente dalla confezione, con le mani, a finirlo tutto, fetta dopo fetta.
E quindi ho pensato bene di darvi qualche dritta fondamentale per l'affumicatura fai da te.

L'affumicatura dalla A alla Z
Ricetta tratta da "Alchimie in Cucina"


L'affumicatura è, secondo me, una grande magia.L'affumicatura nasce in tempi remoti, di pari passo con salamoia e la conservazione sotto sale, era utilizzata infatti, per conservare gli alimenti per più tempo.
Con il passare degli anni poi, l'affumicatura si è evoluta,  e, ad oggi, più che a conservare, serve a dare sapore.
Così, si è iniziato ad affumicare con legni diversi, perchè, per ogni legno si ottiene un'affumicatura diversa; diversa nel sapore e nel colore.

Ed ora passiamo alle informaioni di base, ovvero, a ciò che vi serve sapere per affumicare:

Per affumicare non occorrono macchinari strani, lo si può fare tranquillamente in casa.
Potete affumicare con legno, o trucioli, l'importante è che non siano contaminati da muffa o non siano trattati con solventi chimici.
Se vivete in una città e non riuscire a reperire rametti di albero potete tranquillamente affumicare con rametti di rosmarino, salvia ed alloro.

Il legno e la sua affumicatura


ALBICOCCO: Conferisce un'affumicatura particolarmente fruttata, con sentori di albicocca matura, molto profumata, indicata per tagli di carne non troppo magri (salmone, ventresca di spada con pelle....)
CILIEGIO: Conferisce un'affumicatura particolarmente rossastra, profumo e sapore aromatico ed intenso, usato per carni rosse, indicato per affumicare il tonno.
 MELO: Conferisce un'affumicatura "dolce" e dlicata, particolarmente indicato per carni bianche e pesci come orata e branzino.
PESCO: Affumicatura rosata e fruttata, non troppo invadente, indicata per pesce e carni bianche.
VITE: Utilizzato per affumicare il pesce in generale e le carni bianche.
SPEZIE: Foglie e rami di spezie e piante aromatiche andranno comunque molto bene, la migliore affumicatura da fare in casa?
Provate salvia e timo!
Altri tipi di legna utilizzati sono: quercia, faggio, ontano, noce bianco, pecan, acero, castagno...

I cibi da Affumicare


Tutti noi conosciamo il salmone affumicato, utilizzato in grandi quantità sotto le feste Natalizie per creare squisite tartine; ma basta guardarci intorno al supermercato per trovare una gran quantità di cibi affumicati, dal prosciutto allo speck, dai formaggi ai vari affettati di pesce, non limitatevi al salmone, tutto è "affumicabile"!
Dalle salse ai condimenti, dalla verdura usata per contorno al ripieno dei ravioli....

Qui su Lovely Cake trovate:

Filetto di Muggine Affumicato
Salmone Marinato Affumicato al Finocchietto 
Fish Burger con pomodorini confit e salsa Sbrinz affumicata al pepe nero
Orata Affumicata al Melo e Finocchietto 
Tortelloni ripieni di melanzana di rotonda affumicata e Triglia saltati al burro di bufala e Pinoli
Murena confit  su cremoso affumicato di piccadilly e cialde croccanti  
Pianeti Affumicati
Triglia croccante con panatura di pomodorini secchi e Pane di Matera, su specchio di burrata e cime di rapa saltate al burro di Bufala Affumicato 
Maialino affumicato avvolto nella pancetta su letto di erbette amare, salsa di senape ,chips croccanti di rape rosse e riccioli di porro  
Maialino affumicato con salsa alla liquirizia, purè di mele e radicchio saltato
Cicale alla Piastra con Olio Affumicato 

La marinatura


Alcuni cibi, come il salmone ad esempio, hanno bisogno di essere marinati prima di essere affumicati, la marinatura è in questo caso, un processo semplicissimo.
Il tempo d'attesa dipenderà dal peso e dal taglio che utilizzate, un taglio particolarmente grasso ci metterà più tempo rispetto ad uno magro, stesso discorso per un taglio più pesante...
Il risultato sarà direttamente proporzionale alla qualità della materia prima utilizzata, ovvero: migliore è la qualità della materia prima alla base, migliore sarà poi il risultato ottenuto, preferite quindi un filetto di salmone non troppo grasso, abbastanza spesso, se lo trovate meglio se selvaggio.
L'importante è che si presenti bene e che sia freschissimo.

50% di zucchero
50% di sale

Da questi due singoli ingredienti è composta la marinatura, basterà avvolgere il filetto in sale e zucchero, e cambiare la marinatura la sera e la mattina, fino a che il filetto in questione non rilascerà più liquido, e sale e zucchero risulteranno umidi e non immersi in acqua.
Più lo tenete sotto sale più si seccherà, spetta a voi decidere se lo volete morbido e succoso, o più "secco" come una bresaola.

Esistono tuttavia vari tipi di marinatura, con il miele, con la vodka....

Salmone Marinato Agli Agrumi
Marinatura a base di Miele, sale e zucchero di canna

Salmone Marinato Miele e Vodka
Marinatura alle Erbe 

La Doppia Marinatura

 

Gli alimenti possono essere sottoposti a una doppia marinatura, è il caso degli affettati di mare, prima marinati in sale e zucchero e poi lasciati in infusione in olio ed aromi, qui potete trovare:

Prosciutto di tonno marinato al pepe verde
di salmone marinato al finocchietto e pepe rosa
di palamita marinata all'aglio e pepe bianco
e tombarello marinato all'aglio e rosmarino

Filetto di Muggine Affumicato in infusione in olio al Peperoncino 
 
L'Affumicatura


L'affumicatura non è poi così complessa, ed otterrete ottimi risultati seguendo queste piccole e semplici regole:

Prima di tutto avrete bisogno di un forno, spento, di una teglia rivestita di carta argentata, di un cartoccetto di carta, non di giornale (non deve essere carta inchiostrata), chiuso come una caramella e ripieno di rametti secchi, foglie fresche.

Il cartoccetto andrà disposto nella teglia rivestita d'alluminio, sotto la griglia del forno, la pietanza da affumicare andrà invece sopra la griglia, che non dovrete mettere troppo vicino al caroccio, altrimenti il calore la cuocerà.
Una volta dato fuoco alla caramella di carta, attendete che la fiamma si spenga, quando il fumo farà "il filo", disponete la teglia con il cartoccetto nel forno e chiudete.
Potrebbe essere necessario ripete l'operazione più volte, a seconda della grandezza del filetto usato.

Se la temperatura esterna è troppo elevata, l'affumicatura in forno è sconsigliabile, perchè potrebbero formarsi dei batteri.
Potrete però ripetere la stessa operazione utilizzando una grande pentola, in questo caso, il cartoccetto andrà da una parte ed il filetto dalla parte opposta, a questo punto potete tranqquillamente trasferire in frigorifero.



Ontano
Originario del Nordovest. Leggero ed aromatico, è l’ideale con il pesce, in particolare il Salmone



Melo
Da tutto il Nord America. Dolce e leggermente aromatico si accompagna bene a pollo e maiale.



Ciliegio
Ancora Nord America. Dolce ed intenso, è l’ideale per Agnello e parti magre del manzo, ma anche per pollo e maiale. Crea un effetto cromatico pronunciato ed ha un alto potere colorante.


Vite
Originario della California e di poche altre regioni vitivinicole. In forma di tralci derivanti dalla potatura, dona sentori di media intensità. Si presta bene all’abbinamento con il pesce.


Hickory
Noce americano. Nord America e Mid West. Il Re indiscusso, dona il caratteristico e tradizionale aroma intenso del vero barbecue.



Quercia
Dal Nord America. Se l’Hickory è il Re, la Quercia è la Regina. Classica essenza di media intensità, poco amara, viene usata principalmente come accompagnamento ad altre essenza più intense.


Acero
Dall’Est America. Essenza di media intensità, usata spesso in abbinamento al maiale.



Mesquite
Dal Texas e dal Southwest. E’ l’essenza dall’aroma più intenso e pungente. Usato spesso in blend con essenze destinate a mitigarlo (tipicamente la quercia), è il classico abbinamento del manzo, in particolare del Brisket.


Pesco
Tipico del Nord America. Essenza delicata e leggera, abbinata spesso a pollo o maiale.



Pecan
Originario del Midwest. Essenza di media intensità, meno pronunciata del Hickory ma con più personalità della Quercia. E’ quella che viene più spesso usata per preparazioni gourmet.


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Ontano
Originario del Nordovest. Leggero ed aromatico, è l’ideale con il pesce, in particolare il Salmone



Melo
Da tutto il Nord America. Dolce e leggermente aromatico si accompagna bene a pollo e maiale.



Ciliegio
Ancora Nord America. Dolce ed intenso, è l’ideale per Agnello e parti magre del manzo, ma anche per pollo e maiale. Crea un effetto cromatico pronunciato ed ha un alto potere colorante.


Vite
Originario della California e di poche altre regioni vitivinicole. In forma di tralci derivanti dalla potatura, dona sentori di media intensità. Si presta bene all’abbinamento con il pesce.


Hickory
Noce americano. Nord America e Mid West. Il Re indiscusso, dona il caratteristico e tradizionale aroma intenso del vero barbecue.



Quercia
Dal Nord America. Se l’Hickory è il Re, la Quercia è la Regina. Classica essenza di media intensità, poco amara, viene usata principalmente come accompagnamento ad altre essenza più intense.


Acero
Dall’Est America. Essenza di media intensità, usata spesso in abbinamento al maiale.



Mesquite
Dal Texas e dal Southwest. E’ l’essenza dall’aroma più intenso e pungente. Usato spesso in blend con essenze destinate a mitigarlo (tipicamente la quercia), è il classico abbinamento del manzo, in particolare del Brisket.


Pesco
Tipico del Nord America. Essenza delicata e leggera, abbinata spesso a pollo o maiale.



Pecan
Originario del Midwest. Essenza di media intensità, meno pronunciata del Hickory ma con più personalità della Quercia. E’ quella che viene più spesso usata per preparazioni gourmet.


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Ontano
Originario del Nordovest. Leggero ed aromatico, è l’ideale con il pesce, in particolare il Salmone



Melo
Da tutto il Nord America. Dolce e leggermente aromatico si accompagna bene a pollo e maiale.



Ciliegio
Ancora Nord America. Dolce ed intenso, è l’ideale per Agnello e parti magre del manzo, ma anche per pollo e maiale. Crea un effetto cromatico pronunciato ed ha un alto potere colorante.


Vite
Originario della California e di poche altre regioni vitivinicole. In forma di tralci derivanti dalla potatura, dona sentori di media intensità. Si presta bene all’abbinamento con il pesce.


Hickory
Noce americano. Nord America e Mid West. Il Re indiscusso, dona il caratteristico e tradizionale aroma intenso del vero barbecue.



Quercia
Dal Nord America. Se l’Hickory è il Re, la Quercia è la Regina. Classica essenza di media intensità, poco amara, viene usata principalmente come accompagnamento ad altre essenza più intense.


Acero
Dall’Est America. Essenza di media intensità, usata spesso in abbinamento al maiale.



Mesquite
Dal Texas e dal Southwest. E’ l’essenza dall’aroma più intenso e pungente. Usato spesso in blend con essenze destinate a mitigarlo (tipicamente la quercia), è il classico abbinamento del manzo, in particolare del Brisket.


Pesco
Tipico del Nord America. Essenza delicata e leggera, abbinata spesso a pollo o maiale.



Pecan
Originario del Midwest. Essenza di media intensità, meno pronunciata del Hickory ma con più personalità della Quercia. E’ quella che viene più spesso usata per preparazioni gourmet.


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