Pagine

giovedì 19 dicembre 2013

Macaron Tropicali Cocco ed Ananas e Papaya

E voi, come lo passeret il Natale quest'anno?
Io non mi alzerò all'alba, e non starò ore ed ore a pulire, preparare e cucinare in attesa degli ospiti.
Non mangerò in piedi per star dietro ai fornelli.
Non mangerò le cose ormai fredde per servire prima gli altri a tavola.
Non passerò le ore successive al pranzo a lavare, sparecchiare, pulire...
Quest'anno io il Natale lo passo al ristorante, servita e riverita.
#Nataleconchivuoi Alla faccia di chi ci vuole male!!!

Che quest'anno qualcosa è cambiato lo avevate probabilmente intuito dal post della volta  scorsa, intitolato appunto  "Grinch", bhè, si, ho deciso di infagottare bene la bimba sotto strati di caldi maglioncini di lana e di andare al ristorante.
Quest'anno, per me e lei, grigliata mista di mare, ostriche e niente ipocrisia per il pranzo di Natale.
Niente discorsi inappropriati, niente domande inopportune a cui non si vuole rispondere, niente argomenti di cui non piace mai parlare ma che, puntualmente vengono titrati fuori, non per nobiltà d'animo, per dare un consiglio o una mano, ma per pura voglia di pettegolezzo.
Quest'anno io dico no.
No a sottomettermi a situazioni che non mi piacciono.
No ad abbassare lo sguardo e far finta di niente.
No a rinunciare alla mia integrità morale, solo per seguire ciò che fa la massa.
No al Natale convenzionale, passato in famiglia, no alle finte scuse, no ai comportamenti inspiegabili, no ai pensieri corrotti, no a rodersi il fegato dalla rabbia, io dico no.
Quest'anno io e Keira, ce ne andremo al ristorante, alla faccia di chi ci vuole male, di chi è finto, opportunista, di chi trae piacere dalle sofferenze altrui, alla faccia del finto perbenismo e degli stereotipi.
Quest'anno io mando tutti a quel paese e me ne vado per conto mio.

Perchè no, a volte la gente non si vuol sentir dire "Buon Natale", perchè "Buon Natale" non è, e tantomeno un bel periodo.
Percè come ho già detto, penso che il Natale sia dentro di noi, ed io non sono una pecora che fa parte di un gregge e che, siccome è pensiero comune, dover fare determinate cose, perchè altrimenti si fa brutta figura, allora le fa, no, per me questo non è stato assolutamente un buon anno, ho perso la persone che mi ha cresciuto, ho visto sgretolarsi quel poco di famiglia che credevo di avere, e sinceramente, non mi va di festeggiare.

Perchè mio nonno non sarà a tavola con me quest'anno, perchè la sua sedia sarà vuota, ed è un vuoto incolmabile, che non può passare di mente e non può essere alleviato grazie ad un pranzo, non voluto, con persone indesiderate, che, nel momento peggiore della nostra vita, nel momento in cui eravamo vulnerabili e ci attaccavamo agli affetti che ci rimanevano, ci hanno dato contro, insultato, offeso ed affondato.

Io non sono una persona falsa, e mancherei di rispetto a me stessa, se dividessi il pane con una persona che ha mancato di rispetto a me, ed alla persona che mi ha cresciuto.
La famiglia non è quella che ti mette al mondo, è quella che ti crei.
Il sangue non crea legami, l'amore lo fa.
Gli uomini si attaccano solo a due cose: le cose che amano, e le cose che possono tornare utili, e quando una persona, ti sta accanto solo perchè gli puoi tornare utile, e non perchè prova affetto, allora è una persona da avitare, una persona che non si siederà al mio fianco.

Io perdono, e vorrei sottolineralo, perchè in questo periodo la cosa è stata messa in discussione; io perdono tutto, e sono dell'opinione che il nostro passato, le storie che abbiamo vissuto, siano come le pagine di un libro, io non dimentico, non cancello e non strappo le pagine della mia vita, quando un capitolo finisce o si chiude in malo modo, io volto pagina.

Non ho mai cancellato nessuno, di quei personaggi, più o meno principali, che il libro della mia vita contiene.
Ma credo che, ci siano delle persone, quelle che non sono capaci di dare amore, quelle che seminano solo odio, violenza e cattiveria, quelle che ti stanno vicino per un loro tornaconto, credo che queste persone, non siano degne del nostro amore, e non siano degne del nostro perdono.

Un cane non morde la mano di chi lo sfama, si dice, "di chi lo ama", aggiungerei io, ma l'uomo invece, l'uomo morderebbe anche la mano di chi lo ha cresciuto con amore, se servisse ad ottenere fama, soldi, una vita migliore..

Non tutti, sia chiaro, ma a quella categoria di perone, io non rivolgo il mio perdono, ma la mia indifferenza, a perdonare ci penserà il loro Dio, se vorrà.

Quindi, ecco perchè questo mese, non mi dedico alla cucina.
Non sono dell'umore, e mi dispiace, ma non posso andare contro a me stessa.

Ed ogni tanto uno sfogo ci vuole, ammettiamolo!

Ad ogni modo, Keira ha 6 anni, quindi il Natale, in questa casa c'è, non posso privarla di una gioia così grande solo perchè io in questo periodo gioia sono incapace di provarne.


Ed ogni tanto, con lei, in cucina qualcosa combino, ogni tanto, come si suol dire, un raggio di sole esce anche per me, ed allora qualcosa mi invento, e visto che questo è il periodo dell'anno, in cui il consumo di frutta tropicale è alle stelle, ho pensato bene di fare dei Macaron esotici.

Esotici da capo a piedi perchè, oltre alla farcitua di con ananas e cocco, e papaya, alla base di questi macaron, ci sta un'aggiunta di farina di cocco.

Macaron Tropicali
Cocco ed Ananas e Papaya







Per i Macaron


50 g di farina di Mandorle
50 g di farina di cocco
100 g di zucchero a velo
1 presa abbondante di sale


Per lo sciroppo di zucchero

200 g di zucchero
50 g di acqua

90 g di albumi


Setacciate le farine con lo zucchero a velo e mettete da parte.
Intanto montate a neve l'albume e preparate lo sciroppo.
Per lo sciroppo unite lo zucchero semolato e l'acqua in un pentolino, tecnicamente sarà pronto una volta arrivato alla temperatura di 120°, poi, dovrà essere versato a filo negli albumi, arrivato a circa 100°.
Se non avete il termometro procedete così:
Una volta che lo zucchero si sarà sciolto, il composto inizierà a bollire, mescolate di continuo, sarà pronto non appena velerà il cucchiaio, o si solidificherà a contatto con l'acqua.
Otterrete, con le dosi che vi ho dato, 200 ml di sciroppo, ma dovrete usarne solo la metà, ovvero 100 ml.
Appena lo sciroppo sarà pronto, mescolatelo velocemente, in poco meno di un minuto avrà raggiunto la temperatura ottimale (diventerà più viscoso ed opaco, mi raccomando, non fatelo solidificare).
Appena gli albumi saranno montati a neve, unite a filo lo sciroppo, continuando a sbattere, otterrete un composto lucido e spumoso, unite quindi  le farine setacciate, azionate le fruste per pochi secondi e quindi procedete ad amalgamare tutto, molto delicatamente, con una spatola.
Disponete sull'apposito tappetino, disposto sopra ad una placca da forno, e fate riposare un ora prima di infornare, a forno caldo (150°) per 15 minuti.

Papaya Jam


Per realizzare la confettura di Papaya ho utilizzato una confezione di polpa di papaya (100% pura polpa), la trovate su Fruttiamo, buonissima e sempre prona per essere utilizzata nelle vostre ricette!

400 g di polpa di Papaya Fruttiamo
8 cucchiai di zucchero

Scongelate la polpa di papaya, versatela in un pentolino, unite lo zucchero, e trasferite sul fuoco.
Fate cuocere circa 30 minuti.
Pronta per l'uso!


Farcite metà dei Macarons con la confettura di Papaya.
L'altra metà dei Macarons l'ho farcita con la confettura Ananas e Cocco de Le Tamerici, ispirata ad una mia ricetta.

Realizzata con gli stampi Silikomart




2 commenti:

  1. dolce Shamira, non so a che ti riferisci e né voglio saperlo, brava che sei così determinata e abbasso le ipocrisie!!
    Goditi il tuo Natale speciale col più bel dono che si possa ricevere, una figlia e soprattutta una figlia come la tua! Un abbraccio ad entrambe e Buon Natale,
    Cristina

    RispondiElimina