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giovedì 13 dicembre 2012

Per non dimenticare.......Mini cannoli croccanti con ricotta, arancia e cioccolato

13 dicembre 2012
potevo iniziare così anche ieri in cui la data era "12/12/12" senza dubbio facile da scrivere, ma per me oggi
13/12/12 è senza dubbio una data più importante, non solo perchè è S. Lucia, e ne approfitto per far gli auguri a tutte le Lucia "in ascolto", compresa la mia maestra di matematica delle elementari, ma perchè questo è un giorno che viene ricordato ogni anno nella mia famiglia.
E'  il giorno in cui mia nonna, con la sua famiglia, abbandonò l'Istria.
Erano gli anni dell'Esodo Istriano, in cui, gli Istriani, che erano Italiani, si trovavano costretti ad abbandonare tutti i loro averi per trovare rifugio in Italia e scappare dalle truppe di Tito, quelli che in casa mia, sono sempre stati chiamati "i Titini".
Tito incaricò i suoi soldati di "risolvere il problema" di quelle persone che non approvavano l'annessione dell'Istria alla Jugoslavia, dette il via così alla pulizia etnica, che per anni è stata negata, e che molti Italiani, hanno scoperto essere vera solo di recente, certo, c'è differenza tra il sentirla dire in televisione, e sentirla raccontare dalla propria nonna, ancora spaventata, a distanza di anni, di parlare a voce alta per strada...
E c'è qualcosa di profondamente sbagliato, nell'aver voluto tenere nascosta questa grande tragedia, e non so spiegarvi come mi sento, quando non ne vedo menzione nei libri di storia, o quando vedo che la gente dimentica....
"Per non dimenticare", che sia ben chiaro, che gli eventi tragici debbano essere ricordati, perchè i grandi errori degli uomini, devono essere raccontati alle nuove generazioni, affinchè ricordino, affinchè non dimentichino, affinchè non si ripeta mai più....
E pensare che solo dal 2005 è stata istituita la giornata della memoria...

"Cavità verticali naturali, pozzi della terra in cui venivano gettate le persone" ecco cosa ne sapete voi; " a volte venivano di notte, li sentivi bussare alle porte, spervi che non toccasse a te.
Prendevano uomini, donne e ragazzini, indistintamente, e li portavano via, tutti sapevano, ma nessuno poteva parlare, si doveva cantar le loro canzoni, esporre le loro bandiere, fare i loro balli, a comando, altrimenti erano botte.
Li portavano via, questi uomini, alle foibe, quelle cavità naturali che si trovano in Friuli ed in Istria, li buttavano in questi pozzi neri, profondi più di 20 metri, a volte li buttavano uno alla volta, a volte li legavano, e spingevano nel baratro una sola persona, che si trascinava dietro tutti gli altri.
Non si poteva parlare per strada, non si poteva pensare, per strada.
C'era paura anche a bisbigliare in casa, sottovoce.
Non potevi scappare, eri considerato un estraneo in casa tua, ma non ti facevano andar via, ti accordavano il permesso, se e quando volevano loro, e per andar via, dovevi portar con te solo i vestiti che avevi in dosso.
Dividevano le famglie, potevi portar via i figli ma non la mamma cieca, poteva andar via la moglie, ma non il marito.
Gli cambiarono i cognomi, in modo che, un giorno, tutto ciò che spettava loro, se fossero tornati, non lo sarebbe stato più.....
Cambiavano i nomi sui documenti, cambiavano le date di nascita, ti toglievano l'identità, dopo che ti avevano già distrutto il cuore", questo so io delle foibe.
E così mia nonna venne in Italia, e così incontò mio nonno, e si sposarono, ebbero dei figli, ebbero me come nipote, e così tornammo ogni anno a quella terra che io ancora sento mia, quella terra che solo sentirne il nome mi vela il cuore di tristezza, quella terra in cui c'è ancora la nostra casa, con la porta sbarrata dal catenaccio, la casa di mia nonna, inagibile, e mai più nostra.
La frabbrica di mio nonno, con ancora il suo nome sulla soglia d'ingresso, mai più nostra.
Quella terra meravigliosa, che ti strappa l'anima e la incatena al suo mare, ai suoi vicoli di pietre, ai suoi campi di olivi, la mia Cherso.
 

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La ricetta di oggi, è una mia invenzione, e nonostante tutto ciò che ho scritto sopra voglio pubblicare ugualmente una ricetta, perchè questo è un giorno triste, ma un giorno da ricordare, in un dicembre che per me da anni non ha più quell'atmosfera che ha quando siamo bambini, in un dicembre pieno di giorni tristi da ricordare.
La vita va avanti, ed è bene guardare al futuro, con occhi ben aperti sul passato.

 Mini cannoli croccanti con ricotta, arancia e cioccolato
  

Questi cannoli, di mia invenzione, sono un'pò particolari, perchè, nell'impasto ho incorporato la farina di mais bramata, quella fine, fine fine, per un risultato iper croccante.
Sia l'impasto, che l'olio in cui sono stati fritti contengono scorze d'arancia, mi spiego meglio, questi cannoli, il guscio croccante, è alla farina di mais, e sono aromatizzati all'arancia, vengono fritti poi in dell'olio extra vergine aromatizzato anch'esso all'arancia.
Questi cannoli croccanti e profumati, racchiudono una farcia un'pò particolare, ho voluto usare la ricotta come base, che ho arricchito con scorza d'arancia e gocce di cioccolato, perchè secondo me, l'abbinamento "arancia cioccolato" è la fine del mondo, ho poi voluto dare una nota dolce ed una più amara, ed ho zuccherato così con del miele e, ecco l'ultimo ingrediente partciolare: sciroppo d'acero.
Il risultato è stato sorprendentemente ottimo, e lo so, chiamarli cannoli è quasi un'eresia, perchè ho cambiato tutto, però è dei cannoli che hanno l'aspetto, ed è così che ho deciso di chiamarli...


Per l'impasto

2 uova
60 g di farina di mais fine
160 g di farina 00
30 g di burro
scorza di mezza arancia

Unite tutti gli ingredienti ed impastate, trasferite poi l'impasto in frigo a compattarsi.

Per la crema di ricotta

250 g di ricotta
1 cucchiaio e mezzo di sciroppo d'avero
1 cucchiaino colmo di miele millefiori
gocce di cioccolato fondente
scorza di mezza rancia.

Passate al setaccio la ricotta, unite quindi il miele e lo sciroppo d'acero, mescolate con una frusta a mano fino ad ottenere una crema, unite la scorza d'arancia grattugiata e le gocce di cioccolato, mescolate ancora e trasferite il cmposto in un sac a poche.

impiattiamo


Stendete molto finemente delle palline di impasto, che arrotolerete intorno ai cilindretti per cannoli, a questo punto potete friggere in olio aromatizzato all'arancia, o in semplice olio di oliva, per pochi secondi, fino a che non diventeranno dorati.
Scolateli dall'olio, e facendo attenzione a non bruciarvi, appena si sono raffreddati un'pò, togliete i cannoli ottenuto dai cilindretti.
Aiutandovi con il sac a poche farciteli con la crema di ricotta, serviteli così, oppure spolverandoli con zucchero a velo o cacao amaro.

partecipo a:








3 commenti:

  1. Cara Shamira, ho letto con molta attenzione e partecipazione la storia di tua nonna, trovo ingiusto avere ricorrenze di serie a e ricorrenze di serie b, come se i morti non fossero tutti ugualmente degni di essere ricordati per non dimenticare quanto orrore è stato perpetuato in tempi non così lontani.
    Mi unisco idealmente a tutti coloro che ricordano le vittime di Tito e ti mando un abbraccio.

    Ricetta degna della tua vena creativa, ma tu non ti smentisci mai! :)

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  2. commuovente... un abbraccio a te ed alla tua famiglia.

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