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L'arte è tutto ciò che nasce dal sogno, e plasmato dalle mani dell'uomo diventa realtà....

sabato 28 marzo 2020

Fare il pane senza il lievito di birra: come farsi il lievito a casa partendo da acqua e farina


Tenere un blog è come tenere un diario, non sempre si dispensano solo ricette, ma anche pensieri, stati d’animo, storie di vita…
In questi giorni a parte i racconti passati non è che ce ne siano da raccontare molte di storie di vita, si passa il tempo ad ascoltare, non solo a parlare, o a scrivere in questo caso, ed ascoltandovi ho sentito che in molti non trovano il lievito di birra, indispensabile per fare il pane in casa, ma è davvero indispensabile?

E se io vi dicessi che esiste un modo per sostituirlo con ciò che avete in casa e senza ammattimento?

Oggi vediamo come preparare il Li.Co.Li, un lievito naturale liquido partendo da ciò che abbiamo in casa, il procedimento non è complicato, tranquilli, occorre solo un po’ di pazienza, ma dopotutto non occorre anche per fare il pane?
Perciò so già che ne avete in abbondanza.

Esistono vari modi per creare un lievito naturale, oggi ne vedremo uno molto semplice, partendo da sola acqua e farina.

Favoriti dal caldo e aiutati dal tempo l’amido della farina si tramuterà in zucchero per opera degli enzimi naturalmente presenti, i lieviti naturali della farina si nutriranno dello zucchero e si attiveranno, producendo etanolo e anidride carbonica, quindi fermenteranno.
Non pensate che questo comprometta il gusto del vostro pane, anzi, sarà molto profumato ed avrà un sapore delicato.

Questa ricetta per quanto semplice sarà diversa per ognuno di voi, perché il suo sapore avrà sfumature diverse, ed anche il tempo di realizzazione lo sarà, questo dipenderà dal luogo in cui abitate e dagli ingredienti che usate, infatti i microrganismi presenti nell’ambiente, nell’acqua e nella farina che utilizzate saranno parte della ricetta e ne decideranno tempo di realizzazione e sapore, perciò non vi scoraggiate se i tempi non sono quelli descritti in questo post, magari al vostro LiCoLi ci vuole qualche ora in più per esser pronto!

Ingredienti



100 g di farina 0 o 00
100 g di acqua naturale meglio se non del rubinetto

Unite la farina all’acqua e mescolate fino ad ottenere una crema.
Trasferite il tutto in un contenitore pulito e coprite con una garza o un asciughino pulito.
A questo punto il composto dovrà riposare ad una temperatura superiore a 20° ma inferiore ai 30°, e presumo che in casa in questo periodo li abbiate tutti, nel caso scaldate il forno e lasciate riposare dentro il composto, accendendo ogni tanto anche solo la lampadina.
Lasciate riposare il composto da un minimo di 24 ad un massimo di 36 ore, dipende dall’ambiente, vedrete che sarà pronto quando inizierà a fermentare e creare tante bollicine, se utilizzate un contenitore di vetro, in modo da vedere meglio se il composto inizia a fermentare e riempirsi di bollicine d’aria aumentando di volume.
Quando il composto sarà raddoppiato sarete già su una buona strada.
(Se in 36 ore non è ancora avvenuta la fermentazione non disperate, è perché in questo periodo fa freddo, l’importane è che non si creino muffe, se non ci sono va tutto bene, in questo caso procedete comunque come richiesto dalla ricetta, c’è sempre la possibilità che la fermentazione inizi dopo il primo o secondo rinfresco per il troppo freddo, ma se il composto profuma di qualcosa che vi ricorda il lievito e la mollica del pane siete sulla strada giusta anche voi, giusto un tinirinnino più indietro di quelli a cui è fermentato subito, ma li raggiungerete in fretta)

Primo rinfresco



50 g di composto precedentemente ottenuto
50 g di farina 0 o 00
50 ml di acqua naturale meglio se non del rubinetto

Con il termine “rinfresco” si intende un procedimento semplice, semplice, che farà si che il vostro lievito si nutra ulteriormente e cresca in modo corretto.
Prelevate quindi 50 g del composto precedentemente ottenuto, unite la farina e l’acqua e mescolate.

Lasciate lievitare per 24 ore coperto da una garza a temperatura superiore a 20°, un po’ come sopra, seguendo lo stesso procedimento.

Gli altri rinfreschi



Occorreranno 4 giorni dal primo rinfresco per ottenere il lievito, ogni giorno preleverete 50 g di composto e lo unirete nuovamente a 50 g di farina 0 o 00 e 50 ml di acqua meglio se non del rubinetto, perciò ogni giorno, alla stessa ora ripetete la procedura, accuditelo insomma, vedrete che il composto raddoppierà sempre più velocemente.
Il quinto giorno rinfrescatelo sia la mattina che la sera.
A questo punto il lievito sarà pronto per preparare il pane o qualsiasi altra ricetta che richiede il lievito di birra tra gli ingredienti.

Come si usa



1 kg di farina
Acqua e sale con dosi richieste dalla ricetta
200 g al massimo di LiCoLi

Perciò prendete la ricetta del vostro pane e per ogni kg di farina unite 200 g di LiCoLi, se la ricetta richiede 500 g di farina unite invece 100 g di LiCoLi, basta fare due calcoli, semplicissimo vedete?

Come si conserva



Avete un ottimo lievito a disposizione e sapete come farne altro, e fin qui ci siamo, ma come si conserva?
Ben chiuso in frigo, in un contenitore capiente perché anche al freddo continuerà a fermentare, va rinfrescato una volta a settimana.
Potete rinfrescarlo anche più spesso, la resa sarà migliore.

Cosa succede se vi dimenticate di rinfrescarlo?

Nei primi tempi niente, si può non rinfrescare anche per un mese, ma più rimane senza rinfresco più diventa acido, infine verrà fuori la parte liquida separandosi dalla solida, a questo punto potrebbe diventare irrecuperabile, quindi cercate di rinfrescarlo magari una volta ogni 10 giorni se proprio non riuscite una volta a settimana.

Vediamo di esser chiari

Adesso vediamo come si trasforma una ricetta quando il lievito di birra viene sostituito dal LiCoLi, come vi ho già detto potrete utilizzare la ricetta a voi più congeniale, anche su questo blog ne trovate tante, oppure utilizzate la ricetta che siete soliti utilizzare, per ogni kg di farina occorreranno 200 g di Licoli, se poi l’impasto dovesse risultare infine troppo morbido aggiungete una spolverata di farina.




800 g di manitoba
200 g di acqua tiepida
36 g di lievito di birra o 160 g di LiCoLi
200 ml di latte
30 g di burro
2 cucchiai di zucchero
3 cucchiaini di sale

Impastate a mano o con l’impastatrice il latte tiepido con il burro fuso, il sale e la farina, a questo punto dovreste aggiungere il lievito di birra sciolto in poca acqua, aggiungete invece i LiCoLi e fate lievitare in un luogo caldo coperto da un panno, fino a che il composto non sarà raddoppiato.
Una volta lievitato sbattetelo sul piano di lavoro, e impastatelo velocemente a mano, disponete il filone in una teglia rivestita di carta da forno, infornate, accendete il forno per un minuto, spenetelo, e poi fate riposare per 30 minuti.
Quindi, senza aprire il forno mettete la temperatura a 200° per 40/45 minuti, se vedete che diventa scuro troppo in fretta copritelo con della carta da forno.

venerdì 27 marzo 2020

La magia di Gambassi Terme


Non tutti sanno che nel cuore della Toscana si nasconde un piccolo paesino che di ospitalità e buon vivere ne fa un vanto, sto parlando di Gambassi Terme, un paese che durante l’inverno si trasforma in un luogo incantato, nelle case si accendono i camini, le strade si riempiono di luci, le cantine aprono le porte a chi vuol degustare un ottimo bicchiere di vino.



Ci troviamo esattamente sulla via Francigena, tra valli coltivate a ulivi e viti dove non di rado è possibile vedere cinghiali e caprioli che passeggiano tranquilli per i campi, l’esperienza che si può vivere qui non è da sottovalutare, se cercate un posto in cui godervi la pace e il relax, e in cui la sera l’unico rumore che proviene dal paese non sono i suoni delle macchine ma il crepitio dei camini accesi allora questo è decisamente il posto che fa per voi!


 
Noi abbiamo alloggiato a “Casa Giulia”, che si affaccia proprio sulla Francigena, l’appartamento è quanto di più bello si possa desiderare, adatto a coppie ma anche a famiglie, c’è anche una grande camera per bambini affrescata con personaggi Disney con libri e dvd di favole, una grande camera matrimoniale, una lavanderia, e, udite, udite, un camino dove radunarsi intorno al fuoco la sera, questo appartamento è così bello che non volevamo più andarcene, dopotutto cosa c’è di meglio che abbandonare la vita frenetica della città per rifugiarsi in un accogliente e calda casa di campagna?
Senza cellulari che squillano, macchine che sfrecciano, persone che sbraitano, qui si vive come in paradiso.


 

Franco è il proprietario di Casa Giulia, una persona cordiale e così esperta di Gambassi e dintorni tanto che potreste scambiarlo per una guida turistica, lui sa tutto, dagli itinerari da percorrere lungo il bosco a miti e leggende del luogo, è anche merito suo se non ci siamo sentiti così bene come se fossimo a casa nostra, e detto tra noi: non vediamo l’ora di tornare.

A due passi da Casa Giulia si trova la piazza principale di Gambassi, dove troverete un’ottima macelleria, perché si sa, la Toscana è rinomata per carne buona ed affettati, e qualora vogliate approfittare del camino di Casa Giulia per prepararvi una bella bistecca, oppure se come noi volete concedervi un tagliere di affettati locali ed un buon vino davanti al fuoco sappiate che la macelleria offre ottimi prodotti, e proprio di fronte troverete un bar che prepara il caffè del viaggiatore, un caffè corretto per chi ha voglia di scaldarsi e scacciare i brividi del freddo inverno.




Se non avete voglia di mettervi ai fornelli allora, sempre in piazza troverete un ottimo ristorante, e davanti il delizioso parco che d’inverno si brina di neve da cui è possibile godere il panorama dell’intera vallata, tutto a disposizione in pochi metri, pure il parcheggio, grande e gratuito a un minuto a piedi dall’appartamento.

Sono poche ma imperdibili le cose da fare a Gambassi, sicuramente al primo posto c’è il rilassarvi, l’atmosfera che troverete qui è quella della Toscana vera, dei tempi di una volta, dove l’aria l’inverno profuma di neve e di legna, dove gli alberi dei parchi sono secolari, e dove le persone si conoscono tutte e sono così gentili e cordiali che non vi rifiuteranno niente, da un consiglio ad un assaggio della loro torta fatta in casa o del loro olio prodotto con le olive dei propri alberi, una signora ci ha invitati in casa per farci vedere il suo presepe lavorato a mano vecchio di generazioni, il suo bisnonno costruì infatti il primo personaggio in legno, suo padre e lei hanno fatto il resto.

Un vero e proprio posto fuori dal tempo dove potrete respirare l’anima autentica della Toscana, ma a parte i presepi a Natale e le feste di primavera, cosa c’è da fare a Gambassi?

Bere vino!




 Le colline qui sono coltivate a vite ed offrono vini splendidi, imperdibile è il Vin Santo dell’Azienda Agricola Tamburini, che da 5 generazioni produce alcuni dei migliori vini della zona, l’azienda affonda le sue radici nel XIX secolo, oggi la cantina conta 50 ettari di terreno, 4 I.G.T Toscana, 2 Chianti, un Brunello, un Vin Santo che è in assoluto il più buono possiate trovare in tutta la Regione, ed una grappa; dal 2002 inoltre 30 sono in attivo 1000 piante di olivo per produrre uno splendido olio.
Sarà Emanuela Tamburini, quinta generazione dell’azienda vi accompagnerà in un tour guidato dell’azienda, tra il casolare ed i vigneti, sedetevi di fronte al camino, coccolate la gatta e degustate insieme ad Emanuela le sue bottiglie di vino prima di decidere quale portarvi a casa.
Come avrete capito ho un debole per il Vin Santo dell’Azienda Agricola Tamburini, un vino antico della tradizione toscana, ottenuto dai classici vitigni del Chianti, come Trebbiano e Malvasia, il suo nome è “D’Incanto” come la sensazione che ti lascia in bocca, questo vino è prodotto fin dall’antichità dalla famiglia Tamburini, si presenta di colore giallo carico con caldi riflessi ambrati, profuma di di miele, frutta candita, vaniglia, fichi secchi e accenni di noce e caffè, in bocca è molto equilibrato, fruttato con la dolcezza e il calore dell’alcool ben bilanciati dalla freschezza e dall’acidità, uno dei prodotti migliori che potrete portarvi a casa.




Merita una menzione anche il Chianti DOCG Riserva “Italo”, Sangiovese 90%, vitigni autoctoni della zona Chianti tra cui colorino e canaiolo 10%, dal colore rosso rubino intenso con riflessi granati, dal profumo speziato e morbido con sentori di frutta rossa, ciliegia e viola, in bocca è strutturato e molto equilibrato, un vino che si lascia bere che è una meraviglia

Agricola Tamburini
Tel. +39 0571 680235
Indirizzo: Via Catignano 106 – Loc. “Il Castelluccio” – 50050 Gambassi Terme (FI)
 
Azienda Agricola Corbucci
  
Se parliamo di buon vino non possiamo non parlare dell’Azienda Agricola Corbucci, che produce 7 etichette, dal Chianti DOCG al Chianti DOCG affinata per 24 mesi in piccole botti di rovere passando per il Sangiovese, il Merlot, il Cabernet Sauvignon, il Canaiolo e il Trebbiano
Venticinque ettari di terra coltivati a vite e ulivo ed un panorama mozzafiato sulla valle circostante, e poi c’è Francesco Corbucci, proprietario dell’Azienda e vera forza della natura, Francesco vi saprà guidare in una degustazione di vino fuori dal comune, fatta non solo di informazioni tecniche ma di aneddoti e storie, la passione e l’entusiasmo traspaiono dalle sue parole, ed in un attimo vi troverete coinvolti nei suoi racconti ed inizierete ad amare la sua terra quasi come se fosse vostra, una degustazione qui è una vera e propria esperienza.
Con etichette eleganti i vini dell’azienda si distinguono per la loro eccellenza, impossibile non menzionare il 9code, prodotto da uve che provengono da vigneti che hanno da 10 a 50 anni, il 9code è equilibrato ed avvolgente, al naso i sentori di ciliegia e ribes non tardano a farsi sentire, la fermentazione avviene in contenitori di cemento vetrificato e acciaio ad una temperatura di 28°C per la durata di 5 giorni, i tempi di macerazione sulle bucce sono di 7 giorni e la fermentazione malolattica è spontanea in cemento vetrificato o acciaio.
L’invecchiamento è di 4 mesi in botti di acciaio e cemento vetrificato, e un affinamento di 3 mesi in bottiglia.
Che ci andiate in estate o in inverno poco importa, Francesco Corbucci con i suoi racconti vi farà dimenticare anche la stagione in cui vi trovate, attenzione a non perdere la cognizione del tempo, che tra un bicchiere di vino ed un assaggio di salume tipico è davvero facile!
Se cercate un’esperienza di vita da raccontare questo è quello che fa per voi!
Se cercate il souvenir perfetto da portare ai vostri cari da Gambassi qui troverete vini splendidi che conquisteranno tutti.
 

 
 
Corbucci Azienda Agricola Tel. +39 339 6125300
Indirizzo: Via S. Andrea a Gavignalla 25/A 50050 Gambassi Terme (FI)

Infine le signore non possono andare via da Gambassi senza prima aver fatto un salto da Irina Creazioni, un laboratorio e negozio di gioielli artigianali, qui avrete la possibilità di assistere alla creazione di piccole opere d’arte ed anche di partecipare a workshops singoli o di gruppo in cui in massimo due ore potrete realizzare il vostro gioiello personalizzato, su prenotazione si intende.
I gioielli di Irina richiamano forme e colori della natura, molti sono realizzati con pietre naturali, ogni pezzo è unico, di una finezza estrema sono pendenti e orecchini a forma di foglie, richiamano l’autunno che in questa terra ammanta le colline di oro e bronzo facendola sembrare uscita da un libro di favole, acquistate un gioiello e potrete portare un pezzo di questa terra e della vostra vacanza sempre con voi.






Piazza G. DI VIttorio, 9
Gambassi Terme
366 406 3534





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