About me

L'arte è tutto ciò che nasce dal sogno, e plasmato dalle mani dell'uomo diventa realtà....

martedì 28 maggio 2013

Tataki di tonno su cremoso di Baccelli

Stamani il mio fidanzato mi ha buttata giu dal letto che erano quasi le 12.00...
Ma è risaputo, che quando in casa ci sono bambini febbricitanti e raffredati, dormire è quasi impossibile, e stamani, dopo una nottata movimentata, la pargoletta ha deciso di venire nel mio letto e ci siamo addormentate...
Io pian piano mi sto risvegliando dal mio torpore, e mi sta tornando la voglia di cucinare, peccato che fuori stia per scatenarsi il diluvio, e questo non aiuta la mia creatività...
Ieri sera il mio fidanzato mi ha regalato un altro tagliere fatto con le sue mani, ed io non vedo l'ora di presentarvelo!!!


In questi giorni, oltre a prendermi cura di Keira malaticcia, mi sono presa cura di un riccetto, piccolo piccolo, che ho trovato solo e impaurito, in un parcheggio, una settimanetta fa.
Era sottopeso, e ferito, e dato che la legge Italiana, non consente di tenere in casa un riccio, a meno che non sia ferito o di peso inferiore a 800 g, io me lo sono portata in casa.
Era spaventatissimo, infreddolito, perchè pveretto lui dal letargo ci è uscito, ma ad attenderlo ha trovato ancora l'inverno...
Allora lo abbiamo asciugato per bene, coccolato, nutrito, Il giorno libero sul terrazzo, e la notte in una grande scatola piena di asciugamani caldi.


Ha mangiato quanto mai, e si è abituato a me, tanto che quando sentiva la mia voce non si spaventava più, si faceva coccolare ed accarezzare il musetto!!

Ma passiamo alla ricetta di oggi:

Tataki di Tonno su Cremoso di Asparagi


per il cremoso


200 g di baccelli
sale e pepe
tabasco
olio evo
acqua

Sbollentate i baccelli in acqua bollente salata, per qualche secondo appena, immergeteli poi in acqua e ghiaccio.
Quindi togliete la pellicina e metteteli nel boccale del frullatore ad immersione.
Unite olio a filo e poca acqua, quanto basta per ottenere una salsa cremosa.
Non frullate troppo o diventeranno amari.
Aggiustate di sale e di pepe, unite il tabasco e disponete sul fondo del piatto.

per il tataki

1 filetto di tonno
1 cucchiaio di aceto di riso
olio evo

Tirate fuori dal frigorifero il filetto di tonno, quando sarà a temperatura ambiente massaggiate il filetto con olio ed aceto, quindi passatelo su una piastra ben calda, piastrando per pochi secondi ogni lato.

Impiattiamo

Tagliate il filetto a fettine e disponetele sul cremoso.
Condite con salsa di soia e wasabi.

Il tataki di tonno faceva parte del pranzo per Keira composto da:

tataki di tonno
ninfea sushi
tartare di branzino


lunedì 27 maggio 2013

Ritorno da Varsavia e tante novità...

Mi scuso, perchè anche se ho ripreso a scrivere il blog, mi rendo conto che non sono al top, ed ancora non riesco a scrivere come si deve.
I pensieri volano via, e sono continuamente distratta da tutto, ma va bene, ci sto provando.


Con oggi si chiude il racconto sulla meravigliosa vacanza passata a Varsavia, e pensare che una settimana fa, a quest'ora, eravamo a spasso per il parco a coccolar scoiattoli, mentre adesso sono in casa a coccolar la pargola febbricitante....
Varsavia è davvero una città fantastica, ed abbiamo deciso che il prossimo anno ci torneremo, intanto, spero che Dio me la mandi buona, perchè ho davvero tanta voglia e bisogno di viaggiare....
La mattina dell'ultimo giorno, ci siamo alzati presto ed abbiamo lasciato a malincuore il nostro appartamento.




L'ultimo saluto alla sirenetta,  un frappuccino da Starbucks e via.
Arrivati in aeroporto, ecco la parte difficile, avevamo fatto troppi acquisti, e la valigia pesava decisamente troppo...
Ecco quindi il momento di fare un trasbordo di oggetti dal bagaglio in stiva a quelli a mano, e poi, nonostante tutto, ci è toccato lasciar li il gel per capelli, il deodorante e mezzo litro di birra...
Il volo è stato lungo, siamo partiti con 40 inspiegabili minuti di ritardo, e durante il volo abbiamo fatto una deviazione di 20 minuti verso la croazia, l'abbiamo vista anche piuttosto bene.
Comunque, causa maltempo, ci è toccato un volo lunghissimo.

E qui veniamo a noi, perchè a questo punto è inutile raccontarvi del treno per la via di casa ecc, a questo punto, ho deciso di saltare alla parte acquisti, ed alla guida pratica...


Prima di partire per un viaggio, mi informo sempre su quali siano le cose da comprare, da assaggiare, da vedere, ma molte volte mi trovo davanti a delle informazioni trite e ritrite "vai in spagna e mangia la paella" e cose così...
Questa volta le info sugli acquisti dicevano "a Varsavia si trovano gioielli d'ambra, i piatti tipici sono composti da carne arrosto, senape e salse di frutta", che detta così, lasciava un'pò a desiderare.
Nessuna informazione utile sugli acquisti da fare, o su cosa veramente era il caso di assaggiare, come il panino tipico, la birra con lo sciroppo, i germogli vari che compongono le insalate, i cofanetti intagliati in legno...
Quindi, ho deciso di creare delle schede, che raccoglierò in una sezione apposita di questo blog, con delle piccole info sulle cose da vedere, assaggiare o comprare nei vostri viaggi.

Due barattoli di miele, davvero buonissimo ed il prezzo è basso,
sciroppo di rose, molto denso,
cioccolato da modellare, per Keira
<3 p="">la torta al marzapane per mamma,
il formaggio di pecora affumicato
ed il filetto Sirloin per il gatto.


Allego anche una foto per farvi vedre cosa abbiamo acquistato.

Eccovi la scheda su Varsavia, che ne pensate ?
(apritela per leggerla meglio)


domenica 26 maggio 2013

20 maggio 2013 - Terzo Giorno a Varsavia

Oggi ho capito che è davvero il caso di ricominciare a scrivere il blog, e on il fantastico regalo che mia mamma mi ha fatto per il compleanno, (l'ipad) sarà ancora più facile, e spero di poter fare un buon lavoro.
Da un fantastico regalo all'altro, perchè con oggi, arriviamo al racconto del terzo giorno a Varsavia.

Lunedì 20 maggio 2013
Terzo Giorno a Varsavia

Forse la giornata più impegnativa, perchè una tappa imperdibile per me, era il muro del ghetto.
Varsavia è stata quasi completamente distrutta dai Tedeschi, e solo due piccole parti del muro sono rimaste intatte, penso che sia giusto far vedere queste cose, per non dimenticare mai.
Mi sento molto legata a questa parte della storia, forse perchè, mentre i nonno degli Ebrei di oggi venivano portati nei campi di concentramento e rinchiusi nei ghetti, in Istria, quando mia nonna era una bambina, portavano la gente alle foibe, ed il sentire i racconti da chi l'ha vissuta in prima persona, penso che sia una cosa che segna particolarmente.


Il muro è nascosto, e per vederlo è necessario entrare nel cortile di un condominio, noi siamo stati fortunati, abbiamo incontrato un Palermitano, che aveva la moglie Polacca, che ci ha portati fino al muro, ed ha tradotto per noi i racconti del signore che vedete in foto, lui, ha 93 anni, ha vissuto entrambe le guerre, e ci ha raccontato di quando era nell'esercito Polacco in tempo di guerra, del muro, e di come era il ghetto, ad oggi, sul muro c'è ancora il filo spinato.
Lui, si è prefissato di seguire una missione, raccontare la sua storia e curare il muro, così che, le generazioni future, possano conoscere la storia.


Una tappa triste ed importante, che ci ha portato via parecchio tempo, passato in silenzio ad ascoltare il fruscio delle foglie, lo strano silenzio che regnava nel cortile, nonostante fosse a due passi dal centro della città nuova...
Pausa pranzo, in un ristorante del centro commerciale, birra al lampone, fantastica, e carpaccio di salmone con germogli di girasole, super croccanti.
Il caldo ed il sole intanto lasciano il posto ad un temporale passeggero, che ci sorprende a pochi minuti dal nostro appartamento.
Ormai zuppi arriviamo in piazza, ed ecco che riesce il sole, ed in pochi secondi il caldo, ed ecco che, accaldati ed asciutti, ci fermiamo al sole per un'altra birra, sempre con sciroppo di lamponi.


Un'pò di sano shopping e poi via a prepararsi per la cena.


Per cena andiamo al Senator, un ristorante che non ha neanche un sito internet, ma, se andate a Varsavia dovete assolutamente fermarvi a cenare li!
Si spende poco e si mangia divinamente!!!!!
Ultimo giro tra le vie di Varsavia illuminate e poi a rifare la valigia....


venerdì 24 maggio 2013

19 maggio 2013 Secondo giorno a varsavia

19 maggio 2013
Secondo giorno a varsavia:




Il sole a Varsavia sorge alle 4 del mattino, e nel nostro appartamento alla finestra, per coprire la luce, c'era solo una piccola tenda, inutile dire che all'alba ero in piedi.
Direzione Lazienzi Park, un meraviglioso ed immenso parco a pochi passi dal centro della città nuova.


Non sia mai che ci arrendiamo alle distanze chiamando un taxi, nooooo, noi andiamo a piedi!!!!
Andare a piedi nei posti nuovi è sempre una piacevole scoperta, abbiamo percorso questo lungo viale alberato, che mi ricordava un'pò la periferia di Parigi, ai lati del viale grandi ville bianche con alte colonne,varie ambasciate e case con targhe di ottone all'entrata, con i nomi dei personaggi illustri che ci hanno vissuto.


A metà strada veniamo fermati da una ragazza vestita di rosso, che distribuiva gratuitamente lattine di coca cola, e così, in due giorni il bottino di cose regalate di faceva sempre più ricco.
Entriamo nel parco, davvero immenso, e ci inoltriamo nel verde.


Gli alberi altissimi ci regalano un'pò di respiro, una fresca sosta dal clima caldo e afoso che abbiamo trovato a Varsavia, e poi, ecco o sbucare uno scoiattolo!!!!!
Tra vialetti fioriti e grandi alberi incontriamo liberi germani, pavoni, scoiattoli che si fanno anche toccare....


Il palazzo sull'acqua è bellissimo.

Volendo si può anche fa un giro in barca sul lago.
Piccoli e tortuosi sentieri si snodano da tracce e muschio, sembra quasi di essere in una foresta vera, con gli uccellini blu sugli alberi e gli scoiattoli che rosicchiano le noci, per poco una non mi cadeva in testa.....
Mentre usciamo ci imbattiamo in un concerto gratuito all'aperto, dove, tre violiniste in abito da sera, suonano meravigliose melodie, ed intorno, persone sdraiate all'ombra degli alberi ascoltavano estasiate.
Centro commerciale, ancora, per il pranzo, io ordino la tradizionale birra allo sciroppo, hmmmm che bontà!!!!!


Vi dirò, l'ho assaggiata quasi come se fosse una prova di coraggio, ed invece era davvero buonissima, tanto che vi dirò come si fa!
Un bel piatto di crauti al cumino, che, sará forse per le mie origini, io adoro, e poi di nuovo in centro, il centro della città vecchia questa volta....
Ci imbattiamo in file enormi ma composte per entrare nei musei, perchè l'ingresso era gratis, solo in Italia paghiamo anche per l'aria che respiriamo....
In piazza troviamo una conferenza indetta dalla chiesa evangelista, ma dato che non ci capivamo niente siamo andati avanti.
Ci siamo fermati per l'ennesimo mezzo litro di birra, in piazzetta, al fresco, accaldati ed abbronzati.
Poi ancora camminare, tra vicoli acciottolati alla scoperta di una cittá fantastica.
Sbuchiamo sul lato del fiume, dove troviamo una grande spiaggia piena di persone che prendono il sole, quante cose offre Varsavia!!!!


Gira te che giro io si è fatta ora di cena, ma siamo così stanchi che decidiamo di andare a letto, così stanchi e così pieni, perché alla fin fine ci siamo saziati con il pranzo al centro commerciale, le porzioni li sono abbondantissime, si mangia benissimo e con poco!!!
Ma per le ricette dovrete attendere ancora qualche giorno......
 

giovedì 23 maggio 2013

Primo giorno a Varsavia Sabato 18/05/2013 - I miei 26 anni

Eccomi tornata da Varsavia....
Come dopo ogni viaggio vi aspetta il racconto della nostra vacanza...
Come alcuni di voi sapranno, il mio compleanno cade il 18 maggio, quindi ogni anno organizzo "Il viaggio di maggio".
Per me era la prima, e non sapevo bene cosa ci sarebbe stato ad attendermi, di certo non mi aspettavo temperature così alte, da piena estate, tanto che andavamo in giro in infradito e maglietta, tanto che, siamo tornato abbronzati!E mentre in Marocco c'erano 18' il 18 maggio, noi c'è ne godevamo più di 30'.

Primo giorno a Varsavia
Sabato 18/05/2013
I miei 26 anni:



Partenza da Pisa in tarda mattinata, arrivo a Varsavia per l'ora di pranzo.
Il volo è stato un'pò turbolento, ma abbiamo fatto davvero prestissimo, il cielo era limpido ed abbiamo sorvolato Venezia e Vienna.
Appurato che per me il polacco è incomprensibile, a parte qualche sporadica parola, cambiamo i soldi ed usciamo dallo Chopin, il meraviglioso, grandissimo e luminosissimo aeroporto centrale.
Direzione cittá vecchia.
Prendiamo il bus, ed iniziamo a contare le fermate che ci separano dal nostro appartamento.
Intanto fuori dal finestrino, tanto sole, prati verdissimi e curatissimi, viali alberati, parchi...
Il tragitto in bus non è durato molto, ed in una manciata di minuti siamo arrivati in centro.
Abbiamo preso le chiavi e poi ci siamo diretti all'appartamento, posizione centralissima, a soli 20 secondi a piedi dalla piazzetta con la sirenetta, centro della cittá vecchia.
Affamati ci fermiamo a prendere il classico panino polacco, la  zapiekanka, e chi si aspettava mezzo metro metro di panino!'


Lo fanno con cipolla, funghi, formaggio, e salse varie, costa pochissimo ed è super croccante, sqisito, tra qualche giorno vi darò la ricetta, certo, magari farlo così grande è un'pò eccessivo ahahah.
Posiamo i bagagli nel nostro appartamento, un cambio veloce di vestiti e via, all'avventura!


Percorriamo nowy swiat, una via lunghissima e molto grande, costellata di piccoli banchetti che vendono rose gigli e tulipani, signore anziane sedute su muretti, munite di cestini, che per poco meno di 1€ vendono mazzolini di bucaneve, a metà strada incontriamo tantissime persone, intente a ballare e cantare, una manifestazione organizzata dalla chiesa, festosissima, mica come in Italia dove per strada quando si tratta di chiesa, si trovano solo anziani che seguono una croce a passo di lumaca...


Varsavia è fantastica,, un mondo dentro un mondo, a pochi passi dalla città vecchia ecco la città nuova, con grattacieli e zloty tarasy, un centro commerciale a più piani talmente grande che si vede anche dal satellite, è enooorme, ed il tetto è una grandissima onda di vetro, fantastico!



Sosta tè freddo alla pesca con pezzetti di melone al Bali Cafè, e poi di nuovo in marcia, una maratona in pratica.


Stanchi ma felicissima ci siamo riavviati verso il nostro appartamento, e, di nuovo in nowy swiat ci siamo imbattuti in un'altra manifestazione, questa volta di ciclisti,




vestiti con abiti d'epoca, e li cominciavamo a capire un'pò meglio lo spirito di Varsavia, e mentre una ragazza regalava penne, un'altra ci fermava per regalarci sacchetti di cioccolatini,


un'altra ancora ci invitava al museo del miele e del latte donandoci deliziose caramelle morbide al mou.
Cena!!!




In centro a Varsavia è difficile trovare del pesce, si trovano con facilità cosciotti alla birra con contorni di patate arrosto, carni servite con mele arrostite e salse di mirtilli rossi, ma per chi non ama la carne, Varsavia offre delle fantastiche zuppe di funghi selvatici servite in cocottine di pane!
Per non parlare delle insalatone con un sacco di germogli!


Dopo una cena velocissima al ristorante, usciamo e troviamo un concerto nella piazza grande, per strada centinaia di persone, intente a far festa, musica,  ragazzi ad ogni angolo di strada che suonavano o cantavano, e litri di birra, una birra strepitosa, fantastica birra!!!






mercoledì 15 maggio 2013

Se vuoi fare il fico....

Come è strano, tornare a scrivere sul blog, aprire la pagina e vedere sotto al mese di maggio,un solo post presente....
Ancora più strano poi è scrivere seduta sul letto, con l'iPad, regalo di mamma per il mio compleanno...
Mi sono ripromessa di scrivere questo post, e quindi oggi voglio farlo.
Questa ricetta l'ho ideata per "cuoco di fulmine", la sfida, intitolata "ti prendo per la gola così perdi la testa" prevedeva l'utilizzo di un formato di pasta, due prodotti Ponti, pomodoro, e una varietà di pesce, e dato che la sfida si intitolava "ti prendo per la gola", e che il contest si chiama "cuoco di fulmine", ho voluto creare un'pò un gioco di parole, e quindi, il piatto di oggi, l'ho intitolato "se vuoi fare il fico"....
Giá, perché il fico, o meglio la sua foglia, è una parte indispensabile dia questo piatto, e c inferisce un sapore molto particolare....
Per quanto riguarda il formato di pasta, io ho fatto dei ravioli i a forma di cuore, ma se avete intenzione di usare la pasta giá. Pronta, potete utilizzare le sfoglie di pasta fresca, e ritagliar,e a forma di cuore.
Il ripieno di questi ravioli l'ho realizzato con pesce spada e carciofini, ho utilizzato un taglio di pesce spada che a me piace molto, quello un'pò grassi o, tenero tenero....
Poi li ho saltati con del pomodorino confit al timo e dadolata di peperoni, il tutto, fatto gratinare in forno su foglia di fico...

Se vuoi fare il Fico....
"ti prendo per la gola così perdi la testa...."


Ingredienti per 4 persone:

Per il sughetto

4 cucchiai di peperoni peperlizia Ponti
Pomodorini pachino, circa 300g

Sale e pepe
Zucchero di canna
Qualche rametto fresco di timo
Olio extra vergine d'oliva


Sbollentate i pomodorini, private li dei semi e della pelle, disponeteli su una teglia rivestita  di carta da forno, con il lato tagliato disposto verso l'alto.
Spolverate li con sale e pepe, q.b e una spolverata non troppo abbondante di zucchero.

Conditeli quindi  con le foglioline di timo, irrorate con abbondante olio, ed infornate a100' per un ora e venti.
Una volta pronti uniteli ai peperoni, e tritateli finemente.

Per la pasta

200 g di farina
2 cucchiai di olio evo
Una presa di sale
Acqua q.b

Impastate tutto gli ingredienti fino ad ottenere una palla di impasto omogenea, stendetela con il mattarello, aiutandovi con della farina per far si che non si attacchi al piano di lavoro, ricavate tanti piccoli cuori con uno stampino.

Se preferite utilizzare le sfoglie di pasta fresca giá pronte, reperibili al supermercato, non dovrete far altro che stendere sul piano di lavoro, ricavare dei cuori, magari anche più grandi di quelli che ho fatto io, ed inumidire i bordi, per far aderire bene la pasta, al momento di sigillaria con il suo ripieno.

Per il ripieno

300 g di pesce spada
Sale e pepe
4 cucchiai di Carcioghiotti Ponti

Frullate il tutto con il robot a lame.

Componiamo il piatto:

Farcite i cuoricini di pasta con il ripieno di carciofini e spada, inumidite i bordi sigillateli bene e tuffateli in abbondante acqua bollente salata.
A parte in una padella saltate in poco olio i cubetti di peperoni e pomodori, quindi scolate la pasta.
Saltate i ravioli nel sughetto.

A questo punto:

2 foglie grandi di fico
prezzemolo
pepe

Adagiate i ravioli con abbondante sughetto in un cartoccetto fatto con le foglie di fico leggermente sbollentate, spolveate con pepe appena macinato e prezzemolo tritato, trasferite in forno fino a che le foglie saranno sbruciacchiate, a circa 180°.
Ci vorranno pochi minuti, meglio ancora se cuocete il cartoccetto con l'opzione grill.
A wuesto punto non vi rimane altro che irrorare con un filo d'olio a cruso e servire!


mercoledì 8 maggio 2013

Piccoli passi...

Chi vuole che io smetta di scrivere sul blog?
Mia mamma, che molte volte mi sgridava perchè passavo troppo tempo davanti al pc, sicuramente no.
Luca, il mio dolce fidanzato che mi portava gli ingredienti per realizzare ricette che non avrebbe mai neanche assaggiato, pur di farmele realizzare e metterle sul blog, bhè, lui non vuole che io smetta.
E mio nonno non avrebbe voluto assolutamente...
E voi?

Bhè allora perchè mi sento così stupida a star qui a scrivere, arrabbiata con me stessa perchè...
Perchè?
Perchè sono stanca, ho mal di testa da giorni, ho troppi pensieri, e non ho voglia di far niente.
Ma a cosa mi porta il non fare niente?
E' giusto che io sia arrabbiata con gli altri perchè mi dicono che è tempo di reagire?
E' giusto che io sia arrabbiata con me stessa, e consideri ormai inutile qualsiasi cosa che prima mi piaceva?
Voglio dire, perchè star qui a scrivere, con il mal di testa, mentre potrei andarmene a letto?
Perchè dormire è l'unica cosa che ho voglia di fare, l'unica.
Ma è giusto?
Mi conosco, se poi mi fermo non ricomincio più, dopo tutto in casa mia sono famosa per le cose incompiute, quadri lasciati a metà, libri incompiuti, vestiti mezzi da cucire...
Dentro di me ripeto "aspetta di non essere più triste, aspetta che tutto migliori, aspetta che il dolore passi", ma passerà mai?
No, non passerà mai.
Diventerà più sopportabile, con il tempo, ma intanto, non è cosa giusta fermare la mia vita in attesa di qualcosa, che chissà quando arriverà.
O meglio, per me lo è, perchè io sono ancora dell'idea che saltare i pasti e dormire ad ogni ora sia la cosa più giusta da fare, o almeno, quella che mi fa pensare meno, anche se i sogni si sono trasformati in incubi, e non riesco più a stare da sola nella mia stanza.
Il problema è che io non l'ho ancora accettato.
Il problema è che spero che il telefono possa squillare da un momento all'altro, il problema è che quando lo fa io penso che sia lui...
E non è vero, non è possibile che io non possa più sentirlo, vederlo, non posso pensare di poter stare qui senza avere la possibilità di parlarci, di stringergli la mano, io non posso.
Perchè era il mio punto di riferimento.
La persona che di me era orgogliosa, per un bel voto a scuola, per un bel disegno, per un articolo, per la mia prima intervista...
La persona che non mi rivolgeva la parola per giorni se non mi comportavo bene.
La persona che mi ha cresciuto.
Perchè per quanto mia mamma ci sia sempre stata per me, era mia nonno, ad occuparsi di me quando lei era a lavoro.
Fino a che non ho cominciato a starmene da sola in casa, o ad uscire il pomeriggio, ma anche li, non è mai stato "il nonno", quello che i giovani vedono una volta ogni tanto, no, perchè non ha mai smesso di far parte della mia vita.
Ogni pensiero era per mia mamma, per me e per la nipotina.
Diciamocelo, i genitori non sono quelli che ti mettono al mondo, sono quelli che ti crescono e ti amano, e per me non è venuto a mancare mio nonno, io ho perso un padre.
E c'è dolore, tristezza perchè qualcosa di speciale è finito, rabbia per come le infermiere si comportavano con lui in ospedale, voglia di poter far qualcosa...
Ma me ne resto qui, con le mani in mano, e l'unico desiderio di dormire.
Perchè star qui a dar ricette, quando la testa è altrove, quando di cucinare non ho voglia, di mangiare nemmeno...
Perchè la vita va avanti, no?
E per Keira lo sto facendo, sto continuando ad organizzare la sua festa di compleanno, e voglio che sia grandiosa, il mio compleanno invece lo salto a piè pari, dato che coninciderà con un mesiversario per me troppo doloroso da sopportare.
Per Luca lo sto facendo, esco con lui, così stanca che l'unica cosa che vorrei sul cammino è un letto comodo, ma poi non è un sacrificio, perchè lui mi fa star bene, ed anche se il dolore è come una pioggia di ghiaccio che ti sorprende quando meno te l'aspetti, con lui riesco a liberare la mente.
E per me?
Probabilmente l'unica cosa che potrei fare per me è ritrovarmi.
Provare a ricomnciare.
Il tempo passato non è molto, ma non sarà mai abbastanza.
Quindi si, forse è il momento di tornare.
Perchè quando leggo i vostri commenti, quando sento che ci siete, e che ciò che faccio vi piace, quello è il momento in cui mi sento bene, in cui il cuore si scalda e si alleggerisce.
Non so se è giusto, la voglia viene e va, alla velocità di un battito di ciglia, come un'altalena, ma forse è giusto che io continui a scrivere.
Dopotutto scrivere mi fa sentire meglio, no?


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