About me

L'arte è tutto ciò che nasce dal sogno, e plasmato dalle mani dell'uomo diventa realtà....

mercoledì 15 maggio 2013

Se vuoi fare il fico....

Come è strano, tornare a scrivere sul blog, aprire la pagina e vedere sotto al mese di maggio,un solo post presente....
Ancora più strano poi è scrivere seduta sul letto, con l'iPad, regalo di mamma per il mio compleanno...
Mi sono ripromessa di scrivere questo post, e quindi oggi voglio farlo.
Questa ricetta l'ho ideata per "cuoco di fulmine", la sfida, intitolata "ti prendo per la gola così perdi la testa" prevedeva l'utilizzo di un formato di pasta, due prodotti Ponti, pomodoro, e una varietà di pesce, e dato che la sfida si intitolava "ti prendo per la gola", e che il contest si chiama "cuoco di fulmine", ho voluto creare un'pò un gioco di parole, e quindi, il piatto di oggi, l'ho intitolato "se vuoi fare il fico"....
Giá, perché il fico, o meglio la sua foglia, è una parte indispensabile dia questo piatto, e c inferisce un sapore molto particolare....
Per quanto riguarda il formato di pasta, io ho fatto dei ravioli i a forma di cuore, ma se avete intenzione di usare la pasta giá. Pronta, potete utilizzare le sfoglie di pasta fresca, e ritagliar,e a forma di cuore.
Il ripieno di questi ravioli l'ho realizzato con pesce spada e carciofini, ho utilizzato un taglio di pesce spada che a me piace molto, quello un'pò grassi o, tenero tenero....
Poi li ho saltati con del pomodorino confit al timo e dadolata di peperoni, il tutto, fatto gratinare in forno su foglia di fico...

Se vuoi fare il Fico....
"ti prendo per la gola così perdi la testa...."


Ingredienti per 4 persone:

Per il sughetto

4 cucchiai di peperoni peperlizia Ponti
Pomodorini pachino, circa 300g

Sale e pepe
Zucchero di canna
Qualche rametto fresco di timo
Olio extra vergine d'oliva


Sbollentate i pomodorini, private li dei semi e della pelle, disponeteli su una teglia rivestita  di carta da forno, con il lato tagliato disposto verso l'alto.
Spolverate li con sale e pepe, q.b e una spolverata non troppo abbondante di zucchero.

Conditeli quindi  con le foglioline di timo, irrorate con abbondante olio, ed infornate a100' per un ora e venti.
Una volta pronti uniteli ai peperoni, e tritateli finemente.

Per la pasta

200 g di farina
2 cucchiai di olio evo
Una presa di sale
Acqua q.b

Impastate tutto gli ingredienti fino ad ottenere una palla di impasto omogenea, stendetela con il mattarello, aiutandovi con della farina per far si che non si attacchi al piano di lavoro, ricavate tanti piccoli cuori con uno stampino.

Se preferite utilizzare le sfoglie di pasta fresca giá pronte, reperibili al supermercato, non dovrete far altro che stendere sul piano di lavoro, ricavare dei cuori, magari anche più grandi di quelli che ho fatto io, ed inumidire i bordi, per far aderire bene la pasta, al momento di sigillaria con il suo ripieno.

Per il ripieno

300 g di pesce spada
Sale e pepe
4 cucchiai di Carcioghiotti Ponti

Frullate il tutto con il robot a lame.

Componiamo il piatto:

Farcite i cuoricini di pasta con il ripieno di carciofini e spada, inumidite i bordi sigillateli bene e tuffateli in abbondante acqua bollente salata.
A parte in una padella saltate in poco olio i cubetti di peperoni e pomodori, quindi scolate la pasta.
Saltate i ravioli nel sughetto.

A questo punto:

2 foglie grandi di fico
prezzemolo
pepe

Adagiate i ravioli con abbondante sughetto in un cartoccetto fatto con le foglie di fico leggermente sbollentate, spolveate con pepe appena macinato e prezzemolo tritato, trasferite in forno fino a che le foglie saranno sbruciacchiate, a circa 180°.
Ci vorranno pochi minuti, meglio ancora se cuocete il cartoccetto con l'opzione grill.
A wuesto punto non vi rimane altro che irrorare con un filo d'olio a cruso e servire!


mercoledì 8 maggio 2013

Piccoli passi...

Chi vuole che io smetta di scrivere sul blog?
Mia mamma, che molte volte mi sgridava perchè passavo troppo tempo davanti al pc, sicuramente no.
Luca, il mio dolce fidanzato che mi portava gli ingredienti per realizzare ricette che non avrebbe mai neanche assaggiato, pur di farmele realizzare e metterle sul blog, bhè, lui non vuole che io smetta.
E mio nonno non avrebbe voluto assolutamente...
E voi?

Bhè allora perchè mi sento così stupida a star qui a scrivere, arrabbiata con me stessa perchè...
Perchè?
Perchè sono stanca, ho mal di testa da giorni, ho troppi pensieri, e non ho voglia di far niente.
Ma a cosa mi porta il non fare niente?
E' giusto che io sia arrabbiata con gli altri perchè mi dicono che è tempo di reagire?
E' giusto che io sia arrabbiata con me stessa, e consideri ormai inutile qualsiasi cosa che prima mi piaceva?
Voglio dire, perchè star qui a scrivere, con il mal di testa, mentre potrei andarmene a letto?
Perchè dormire è l'unica cosa che ho voglia di fare, l'unica.
Ma è giusto?
Mi conosco, se poi mi fermo non ricomincio più, dopo tutto in casa mia sono famosa per le cose incompiute, quadri lasciati a metà, libri incompiuti, vestiti mezzi da cucire...
Dentro di me ripeto "aspetta di non essere più triste, aspetta che tutto migliori, aspetta che il dolore passi", ma passerà mai?
No, non passerà mai.
Diventerà più sopportabile, con il tempo, ma intanto, non è cosa giusta fermare la mia vita in attesa di qualcosa, che chissà quando arriverà.
O meglio, per me lo è, perchè io sono ancora dell'idea che saltare i pasti e dormire ad ogni ora sia la cosa più giusta da fare, o almeno, quella che mi fa pensare meno, anche se i sogni si sono trasformati in incubi, e non riesco più a stare da sola nella mia stanza.
Il problema è che io non l'ho ancora accettato.
Il problema è che spero che il telefono possa squillare da un momento all'altro, il problema è che quando lo fa io penso che sia lui...
E non è vero, non è possibile che io non possa più sentirlo, vederlo, non posso pensare di poter stare qui senza avere la possibilità di parlarci, di stringergli la mano, io non posso.
Perchè era il mio punto di riferimento.
La persona che di me era orgogliosa, per un bel voto a scuola, per un bel disegno, per un articolo, per la mia prima intervista...
La persona che non mi rivolgeva la parola per giorni se non mi comportavo bene.
La persona che mi ha cresciuto.
Perchè per quanto mia mamma ci sia sempre stata per me, era mia nonno, ad occuparsi di me quando lei era a lavoro.
Fino a che non ho cominciato a starmene da sola in casa, o ad uscire il pomeriggio, ma anche li, non è mai stato "il nonno", quello che i giovani vedono una volta ogni tanto, no, perchè non ha mai smesso di far parte della mia vita.
Ogni pensiero era per mia mamma, per me e per la nipotina.
Diciamocelo, i genitori non sono quelli che ti mettono al mondo, sono quelli che ti crescono e ti amano, e per me non è venuto a mancare mio nonno, io ho perso un padre.
E c'è dolore, tristezza perchè qualcosa di speciale è finito, rabbia per come le infermiere si comportavano con lui in ospedale, voglia di poter far qualcosa...
Ma me ne resto qui, con le mani in mano, e l'unico desiderio di dormire.
Perchè star qui a dar ricette, quando la testa è altrove, quando di cucinare non ho voglia, di mangiare nemmeno...
Perchè la vita va avanti, no?
E per Keira lo sto facendo, sto continuando ad organizzare la sua festa di compleanno, e voglio che sia grandiosa, il mio compleanno invece lo salto a piè pari, dato che coninciderà con un mesiversario per me troppo doloroso da sopportare.
Per Luca lo sto facendo, esco con lui, così stanca che l'unica cosa che vorrei sul cammino è un letto comodo, ma poi non è un sacrificio, perchè lui mi fa star bene, ed anche se il dolore è come una pioggia di ghiaccio che ti sorprende quando meno te l'aspetti, con lui riesco a liberare la mente.
E per me?
Probabilmente l'unica cosa che potrei fare per me è ritrovarmi.
Provare a ricomnciare.
Il tempo passato non è molto, ma non sarà mai abbastanza.
Quindi si, forse è il momento di tornare.
Perchè quando leggo i vostri commenti, quando sento che ci siete, e che ciò che faccio vi piace, quello è il momento in cui mi sento bene, in cui il cuore si scalda e si alleggerisce.
Non so se è giusto, la voglia viene e va, alla velocità di un battito di ciglia, come un'altalena, ma forse è giusto che io continui a scrivere.
Dopotutto scrivere mi fa sentire meglio, no?


venerdì 19 aprile 2013

Chiuso per Lutto

Non so, con che forza io sia qui a scrivervi...
O meglio, lo so; con la forza che solo lui poteva avere...
Con la forza che mi ha lasciato...
Con la forza di un grande uomo, che ne ha passate tante, che ne ha viste tante, che ha amato tanto...
Ieri mio nonno se n'è andato, l'unico nonno che ho mai avuto, l'unica figura maschile della mia vita, che si è sempre preso cura di me, e che mi ha fatto da padre.
Perchè per me, lui era mio padre.
Dopotutto, si è comportato da tale, e così ha fatto anche con Keira.
Quando un nonno viene a mancare, molto spesso le persone esterne pensano "e vabbè se era un nonno probabilmente era anziano", e si, mio nonnno lo era, ma non era una di quegli anziani tutto carte e tv, mio nonno era una forza della natura, non si fermava mai, poteva anche avere il corpo di un anziano, ma non ha mai smesso di essere un ragazzino, lui era forte, ed era ciò che teneva unita la famiglia, era il nostro punto di riferimento, il nostro confidente, era colui che lottava per noi...
Questo blog chiuderà i battenti per un'pò, non so per quanto, ma al momento proprio non riesco, ancora non lo accetto, ma volevo ringraziare tutti coloro che ieri mi sono stati vicini, grazie.

giovedì 18 aprile 2013

Ninfea Sushi

Ieri su facebook vi ho chiesto che ricetta volevate trovare oggi su Lovely Cake, vi ho dato 2 alternative: sushi o crocchette, non specificando bene il tipo di crocchetta o di sushi in questione.
Il popolo ha deciso: sushi.

E così oggi, di corsa, tra una cosa e l'altra, eccomi a davi la ricetta che ho inventato.
Questa mattina è stata davvero piena per me, sveglia presto, per portare la bimba all'asilo ed andare ad una visita, quindi, finita la visita, invece di prendere il bus e tornarmene a casa, ho attraversato mezza città, sono andata in giro per negozi, sono andata al mercato, ho comprato cannolicchi, mussoli e fasoli, ho preso degli ottimi asparagi selvatici, mi son fermata a salutare un'amica che non vedevo da tantissimo tempo, e passo passo sono andata a casa.
Giornata piena piena, anche oggi, son 3 giorni in cui non mi fermo un attimo, quindi una buona ricettina leggera, fresca, e veloce, direi cheè perfetta per una giornata così.

Il sushi che vi propongo, è un sushi all'italiana, che la mia mente malata ha partorito.
Niente alghe nori, niente salsa di soia sul pesce, anche se, nessuno vi impedisce ovviamente di usarla ;)

Ninfea



Per il riso
3 pugni di riso jasmine
1 cucchiaio di zucchero
uno di aceto di riso
ed uno di sale


per il pesce

1 orata da 300 g
1 tocchetto di tonno fresco
sale e pepe
olio evo
limone

per comporre
1 cetriolo
1 fiore di zucca freschissimo
1 pomodoro
foglie di nasturzio


In una pentola versate il riso, e ricopritelo d'acqua, l'acqua dovrà essere 3 dita più alta del riso.
Acidulate l'acqua con un cucchiaio di aceto, unite 1 cucchiaio di zucchero ed uno di limone.
Portate a cottura a fiamma medio bassa, affinchè il riso assorba l'acqua, infatti non dovrete scolarlo.
Appena il riso sarà cotto e l'acqua assorbita, unite il fiore di zucchina tagliato a striscioline fini, mescolate e coprite con un asciughino pulito.


Fate raffreddare.
Intanto sfilettate l'orata, quindi tagliate a cubetti la polpa, che dovrete far marinare con un filo d'olio evo, limone sale e pepe.
Idem per il tonno.
Tagliate a striscioline il pomodoro.


Stendete il riso su della carta da forno, create un rettangolo, al centro disponete una fila di striscioline di pomodoro, ed arrotolate.
Ricavate tanti piccoli cilindretti, disponeteli in un piatto sopra una foglia di nasturzio, il nasturzio conferirà una nota leggermente piccantina, che non guasta, potete tranquillamente sostituirlo però.
Sopra ad ogni cilindro disponete una fettina di cetriolo, quindi, a fiore, fuori i "petali" bianche, che altro non sarà che la tartare di orata, ed al centro il tonno.
Non vi resta che servirlo!


Questa è stata la cena di Keira, o meglio, questa è stat parte della cena di Keira di due giorni fa, volete vedere da cosa era composta la cena?
Bene, ecco la foto!
Prossimamente anche le ricette!!!!



mercoledì 17 aprile 2013

Tortino di sarde marinato con verdure croccanti

Ci sono giornate in cui l'un è talmente giu che non si ha altro desiderio se  non quello di i e non pensarci più.
Magiche coperte che a volte riescono a scacciar via la malinconia.
Giornata di sole su Livorno, con un'pò di foschia, un sacco di cose da fare, come sempre, ed il richiamo del letto, troppo forte.
Ieri sera io e Luca ci siamo svagati un'pò, a me ultimamente mi è presa la voglia dei fasolari, e così mi ha fatto trovare un bellissimo piatto con salmone affumicato e fasolari.
Che dopo una giornata pessima come quella di ieri, era proprio quello che ci voleva, anche se l'appetito stava a zero, a queste cose non riesco a dir di no.
E così, fasolari, salmone ed un bicchiere di vino bianco, e poi, una breve uscita per un drink e una passeggiata al porto, a veder le barche a vela ondeggiare sinuose.


La ricetta di oggi è deliberatamente tratta da una ricetta che propongono al ristorante Gambero, avete presente quando vedete la foto di un piatto, e subito lo volete rifare?
Bene, è questo il caso, avevo solo una foto, non una ricetta, ma ho pensato, e che ci vuole, uso le mie, non verrà identico, ma sicuramente si avvicinerà molto come sapore.
Tanto più che è un piatto proposto a 18€, ed io con 18€ potevo tranquillamente prepararci porzioni per un bastimento.
L'idea di fondo è carina e semplice, 2 sarde marinate, con verdurine croccanti, io le ho fatte marinate, ed ho eliminato l'agrodolce.
Io adoro le acciughe con la cipolla, quindi questione di gusti, questo antipastico, accompagnato da qualche crostino imburrato, diventa davvero buonissimo.
Quindi mi sono messa all'opera.

Tortino di sarde marinato con verdure croccanti


a testa:
2 sarde, fatte marinare in aceto bianco e limone
1 fior di cappero

Per le verdure:
verdure miste
io ho usato 1 carota tagliata fine, peperoni a strisce rossi e gialli, cipolla rossa.
Tagliate molto finemente le verdure, scottate i peperoni e le carote in acqua salata acidulata con aceto, scolate, mettete sotto aceto per qualche ora.






martedì 16 aprile 2013

Manifesto Femminista del Terzo Millennio - Sfogliatine Seppie e Spinaci

In alcuni paesi le rughe sono un traguardo, se le hai vuol dire che sei sopravvissuto abbastanza da esser diventato vecchio, o quasi...
Qui si ricorre al chirurgo anche se si ha meno di 30 anni.
Si spianano le rughe, si attaccano capelli finti, perchè non si ha voglia di attendere che crescano, ci facciamo mettere unghie di plastica, e rifacciamo ogni singola misura che crediamo sbagliata nel nostro corpo.
Non ci piacciamo, mai.
Il seno è sempre troppo grande, o troppo piccolo, le labbra troppo sottili, le ciglia troppo corte, la pancia non abbastanza piatta.
Viviamo in una società che fa dell'apparenza uno stile di vita, son finiti i tempi in cui le donne si battevano per studiare, per decidere, per votare, questi sono i tempi in cui le donne si battono per avere prezzi più bassi dal chirurgo, i tempi in cui gli uomini hanno scoperto trucco e ceretta, e si fanno le sopracciglia peggio di una diva anni 20.
Sono i tempi in cui restiamo abbagliati dalla luce di un aereo credendola una luminosa stella, i tempi in cui aspiriamo alla perfezione più che alla salute, o al contenuto.
Super modelle in copertina che a 35 anni son già definite troppo vecchie per posare, e vengono scartate, e cestinate, proprio come le loro vecchie copertine, donne ventenni che pubblicizzano creme anti età in tv e si vantano di non avere neanche una ruga, e grazie al cavolo, hai 20 anni.
Ecco cosa fa la bellezza, da alla testa, basta un ombra sul viso che subito la si vuol appianare.
Eppure, il nostro aspetto è il risultato di ciò che abbiamo vissuto, ogni ruga, ogni cicatrice, dovrebbe essere indossata con fierezza, perchè tutto ciò che ci segna, e che ci rimane sulla pelle, è la prova tangibile che siamo sopravvissuti ad un altro giorno, che siamo sopravvissuti ad una brutta caduta, che abbiamo avuto un figlio, che abbiamo donato qualcosa di speciale al mondo.
Eppure, non ci riusciamo.
E servono le star, che chiedono di farsi mettere in copertina con i loro piccoli difetti, al naturale, fiere di quelle occhiaie che sono state causate dal bambino stato sveglio per tutta la notte, di quelle smagliature che ricordano i tempi in cui avevano qualche kg in più, che ricordano una crescita troppo veloce, una gravidanza impegnativa...
Noi siamo il risultato delle nostre sperienze, e le esperienze, lasciano sempre un segno su di noi.
La prima sbucciatura al ginocchio cadendo dalla bici, la prima bruciatura con l'olio, il graffio del gatto,  la prima caduta in motorino, il tempo che passa, un tramonto in più che vediamo, un viaggio in più che abbiamo fatto.
Tempo.
Tempo prezioso che lascia su di noi i segni del suo passaggio,tempo che a volte dovremmo goderci di più.
Perchè anche se il tempo passa, anche se le mode cambiano, sono sempre le cose semplici che ci rendono felici...
Il profumo del caffè appena tostato la mattina, .le rondini che sfrecciano nel cielo, i pomodorini colti dal nonno che seccano in veranda, il profumo della brace a primavera, il ricordo dell'immagine della nonna che ci aspetta sulla porta del giardino e ci chiama per la cena, la gioia di saltare nelle pozzanghere quando si è piccoli, di mangiare sporcandosi le mani, rivivere una fiera di paese, cenare in riva al mare con i piedi nella sabbia...
A volte, una pizza preparata insieme, che ci lascia infarinati e sporchi di cenere, è più appagante di una cena in un ristorante di lusso.
A volte un viaggio in un paesino sperduto, dove ancora tutto è pietra e verde, fa sentire più vivi di un viaggio in una grande e grigia metropoli.
A volte camminare mano nella mano, lungo un viale di foglie in fiamme, seccate dal troppo caldo, può scaldare il cuore più di una passeggiata in un centro commerciale.

A volte, fa bene, chiudere gli occhi un attimo, prendere un bel respiro, e pensare a qualcosa di semplice, fare un passo nel passato....

Sfogliatine Seppie e Spinaci


A volte le cose migliori nascono da imprevisti, da errori...
E' il caso,questa volta, di queste sfogliatine.
In pratica volevo fare tutt'altra cosa, ma siccome il robot da cucina non frullava, ho cercato di rimediare, facendo un impasto con ciò che avevo.
Il risultato?
Spettacolare!

La particolarità di questa sfogliatina è che le seppie contenute in essa, hanno ricevuto una doppia cottura, piastrate ed arrostite, so che sembra un procedimento inutile, ma questa doppia cottura farà sembrare il tortino uscito da un forno a legna più che dal forno di casa...

500 g di seppia pulita
90 g di philadelphia
50 ml olio evo
sale e pepe q.b
spinacini o bietoline bollite
pasta sfoglia


Piastrate metà delle seppie su una padella ben calda, quindi, unitele nel robot a lame assieme alle restanti seppie crude e frullate fino ad ottenere una sorta di gel.

A questo stendete il gel ottenuto su una teglia rivestita di carta da forno ed arrostite per 30 minuti a 180°.
Una volta fattto questo, con le mani, in una ciotola, impastate le seppie, con gli spinacini ed il philadelphia.
Salate e pepate.

Rivestite le teglie con la pasta sfoglia, farcitele con il ripieno, e spennellatele con l'uovo.
Infornate a 180° fino a doratura.



Le Sfogliatine sono state realizzate con gli stampi Guardini.

lunedì 15 aprile 2013

Baccalà Affumicato in Doppia Cottura su Crema di Cannellini al Tartufo

Ieri è stata una serata splendida, io e Luca abbiamo preso la legna, abbiamo acceso il fuoco, ed abbiamo fatto le pizze, nel forno a legna, che vengono buonissime.
In maglietta (finalmente in maglietta e non con il maglione di lana) abbiamo guardato il tramonto, io mi son fatta una bella passeggiata al sole prima che tramontasse ovviamente.
Ho ammirato i nuovi arrivati, 7 cucciolini tenerissimi nati poche ore prima, nati da una cagnolina magnifica e dolcissima, è stata proprio una stupenda giornata.
E le pizze, le pizzeeeee, fantastiche!
Tanto che nei prossimi giorni vi darò qualche idea per le vostre pizze, che con l'arrivo della bella stagione, una bella pizza mangiata con una birra o una bibita fresca, magari in terrazza, la sera, fa sempre piacere.
Non è il caso però, della ricetta di oggi, leggermente più lunga da preparare, ovviamente nessuno vi impedisce di mangiarvela durante una cena estiva, ma io tra poco abbandonerò fritti e soffritti per darmi a forno a legna e brace....

Baccalà Affumicato in Doppia Cottura su Crema di Cannellini al Tartufo 




per il baccalà affumicato

un trancio di baccalà
legno di melo

In forno disponete una ciotola rivestita di carta argentata, sopra alla ciotola disponete la griglia con il pesce, quindi date fuoco ai rametti, soffiate sulla fiamma, e quando farà il filo di fumo, chiudete il forno e lasciate affumicare.

per la crema di cannellini al tartufo


100 g di cannellini lessati o precotti
2 cucchiai di olio
2 cucchiai di acqua
sale e pepe q.b
2 gocce di aroma al tartufo nero flavourart
latte q.b

Frullate tutti gli ingredienti insieme fino ad ottenre una crema liscia, allungate con poco latte, frullate bene fino e fate restringere a fuoco basso.

per la doppia cottura del baccalà


prima cottura

Prendete il baccalà, affumicato per almeno 1 ora, disponetelo dalla pasrte della pelle in un cestello per la cottura a vapore.
Fate cuocere a vapore fino a che non sarà morbido.

Seconda Cottura

1 uovo
qualche grissino o della schiacciata secca
prezzemolo
sale e pepe
olio

Sbattete l'uovo e spennllatevi la superficie del baccalà (quella senza pelle), quindi polverizzate grossolanamente i grissini, unite del prezzemolo tritato, salate e pepate.
Fate aderire le briciole sulla parte spennellata d'uovo, e fate cuocere in padella con un filo d'olio, mi raccomando che sia ben caldo, il baccalà è già cotto, questa cottura servirà ad ottenere una panatura croccante.

Impiattiamo

Disponete sul fondo del piatto uno specchio di crema di cannellini al tartufo, quindi con delicatezza disponete il baccalà, un ciuffetto di prezzemolo, e per rendere tutto più gustoso, un filo d'olio al peperoncino Marina Colonna.
Spolverate con poco pepe a piacere e con lamelle di tartufo.

LinkWithin

Related Posts with Thumbnails