L'arte è tutto ciò che nasce dal sogno, e plasmato dalle mani dell'uomo diventa realtà....

mercoledì 13 gennaio 2016

Il Prato - Ovvero: rollè di patè di pollo cotto sottovuoto con castagneavvolto in crosta croccante con "caviale" di consommè

La giornata è iniziata con me che accendo la tv e trovo Georie, il cartone animato, che mi ricorda il periodo in cui eroincinta, e mi era presa la fissa di guardarlo a ripetizione, dato che era estate, dovevo stare ferma in casa, ed alla tv non davano niente, passavo i pomeriggi a guardarlo, prima di allora non mi era mai piaciuto.
Intanto, fuori, imperversava una grandinata epica ed improvvisa,, con un sole grande e dorato, ed un accenno di arcobaleno sul mare.
Tazza di caffè fumante, gatto nero sul tavolo a farmi compagnia, mentre lavoro al pc, ascoltando il cd di Nina Simone, in questi giorni sono estremamente felice e piena di energie, così piena di energie che riesco a fare più cose contemporaneamente.
Il resto della mattinata se n'è scivolata via con me che scrivevo al pc, perchè io sono quella dell'ultimo minuto, e rispetto sempre le scadenze, ma, mi ritrovo appunto, ad iniziare tardi e mai in anticipo; mentre allegramente cantavo le canzoni dei cartoni animati della mia infanzia, che, per chi non lo sapesse, sono quelle degli anni 90'...
E si, sto cantando anche adesso, perciò è altamente probabile che tra un sosrso di caffè ed una strofa io scriva qualche castroneria, non fateci caso, vogliatemi bene, e siate felici con me!

Dunque, non fa affatto freddo fuori, il sole splende, però c'è un vento assurdo, che in questi due giorni ha fatto più danni che altro, compreso il far troae, giuro, non sto scherzando, pesci vivi sul terrazzo di chi abita sul mare...
Quindi non è propriamente la giornata per uscire, e comunque qualcosa di caldo fa sempre piacere, sopratutto se è qualcosa che scalda anche le mani, che quando lavoro tanto al pc diventano fredde come dei ghiaccioli, e se è qualcosa che posso sorseggiare senza staccarmi dallo schermo allora tanto meglio.
Qualche giorno fa, per caso, mi sono imbattuta nel contest di Appetitosando, che esortava a preparare qualcosqa con la carne utilizzata per fare il brodo.
Perciò, come spesso accade, mi sono messa a pensare e ripensare, e, come sempre accade, più mi sforzo di giungere ad una conclusione, più me ne allontano, ormai l'ho capito, devo aspettare che mi si accenda la classica lampadina delle idee, altrimente non ci tolgo i piedi.
Quindi pensa, pensa e ripensa, alla fine l'idea di preparare un rollè mi è caduta dal cielo, o meglio, l'ho vista non appena la lampadina delle idee, si, proprio quella che viene disegnata nei fumetti, si è accesa dentro, o sopra la mia testa, comunque è immaginaria, non è che ha molto senso arrovellarsi su dove stia, l'importante è che ci sia, che funga e che si accenda.
Troppo caffè mi sa...
L'idea a quel punto era ben chiara, ero partita con il voler realizzare un patè, perchè la carne bollita, sopratutto quella di pollo, dopo la cottura diventa saporita, scioglievole e quasi cremosa, però volevo che diventasse qualcosa di particolare, quasi un piatto unico, una sorta di antipasto insolito, accompagnato da una salsa, da sapori e consistenze diverse, quasi un gioco di sapori, da servie accompagnato con piccoli crostini, grissini e mini-bruschette, e così è stato, è nato "il prato".

Il Prato


Sopra uno specchio di delicata salsa verde alla borragine, un profumato rollè di patè di pollo cotto sottovuoto e farcito con morbide castagne e succulenta salsiccia, il tutto avvolto da una crosta saporita e croccante.
Ad impreziosire il tutto, del saporitissimo e scoppiettante caviale di consommè.

Per il Rollè di Patè di Pollo


Abbiate cura di spellare il pollo prima di lessarlo, otterrete così anche un brodo più leggero e meno grasso.

1 pollo di circa 1 kg
100 g di pane secco
sale
pepe nero
1 cucchiaio di fumo liquido per conferire un aroma affumicato, oppure, in alternativa, 150 g di prosciutto cotto arrosto.
mostarda di castagne
200 g di salsiccia
1 mazzetto di prezzemolo
1 albume

Disossate accuratamente il pollo lessato, frullatelo nel robot a lame fino ad ottenere una crema, unendo l'albume, il pane secco precedentemente ammollato nel brodo, il fumo liquido oppure il prosciutto cotto arrosto.
Salate e pepate.

Su uno strato di carta velina disponete la pelle del pollo, con cura, quindi spalmatevi sopra il patè ottenuto.
Al centro disponetevi un trito di salsiccia, prezzemolo e mostarda di castagne, il tutto ben pepato, avvolgete con cura nella pelle fino ad ottenere un salsicciotto, quindi trasferite sottovuoto.
Cuocetelo a bagno in acqua 65° per 1 ora.
Una volta messo sottovuoto e cotto, potrete conservarlo in frigorifero per una settimana senza problemi, il sottovuoto vi da la possibilità di preparare questo rollè in anticipo, per poi rosolarlo e renderlo croccante almomento in cui si presenteranno ospiti.

Per la salsa verde di borraggine


Pochi giorni fa, ho preparato una delicatissima salsa verde per una ricetta, da li è venuta l'idea di crearne una variante leggera e saporita per accompagnare il patè e renderlo ancora più sfizioso.

100 g di cime di borraggine sbollentate
1 mazzetto di prezzemolo
100 g di parmigiano
mollica di pane ammollata nel brodo
olio extra vergine d'oliva q.b
un cucchiaio di aceto di mele
sale e pepe

Unite tutti gli ingredienti nel boccale del frullatore ad immersione, frullate, unendo olio a filo, fino ad ottenere una salsa liscia ed omogenea.
Salate e pepate.

 Per il Caviale di consommè


100 ml di consommè di pollo
1 g di agar agar in polvere


Unite l'agar agar, portate ad ebollizione, fate bollire un paio di minuti, quindi spegnete, fate intiepidire leggermente e riempite una siringa.
Togliete dal congelatore il bicchiere pieno d'olio, e fatevi cadere dentro tante piccole gocce.
Con un colino a maglie fitte poi, lavatele sotto l'acqua corrente ben fredda.

Componiamo il Piatto


pistacchi
fiori eduli
olio extra vergine d'oliva
germogli di insalata


Sul fondo del piatto disponete uno specchio di salsa verde, disponetevi sopra tre fette tiepide di rollè, ultimate spolverando con pepe nero, granella di pistacchi, fiori eduli, germogli di insalata e caviale di consommè.
Per dessert servite uno strudel di mele con crema pasticcera fresca 


 Ricetta vincitrice di: "E tu che Bollito sei?"

giovedì 7 gennaio 2016

Pastrami Home Made

Mi rendo conto che a volte me ne esco con ricette infattibili per chi ha poco tempo, o magari per chi, come me, abita in quelle piccole città dove trovare alcuni ingredienti è una cosa impossibile (come una delle prossime ricette che vi rifilerò, frutto di lunghe riflessioni e lunghi viaggi a Milano in giro per negozietti etnici).
A volte mi chiedete dove trovo gli ingredienti, beh, ho dei siti che utilizzo per il mio shopping alimentare, ormai la rete offre vaste possibilità di acquisto, e poi faccio scorta durante i miei viaggi a Milano, dato che ormai vado spesso.
Penso che le ricette rispecchino molto il mio stato d'animo ed il mio modo di essere, e si, non sono una cima ad impiattare, per non parlare poi delle pessime foto che faccio, però quando invento una ricetta la sento "mia", e poco importa se è impiattata male, o seguendo lo stile e la moda del momento, mi piace pensare che voi, che leggete queste mie righe e che mi seguite nelle vostre avventure, riusciate a riconoscere la mia mano, ed il mio cuore, perchè metto il mio cuore in ognuna di esse, le sogno, le penso, le aggiusto, le disegno, a volte mentre cucino ci parlo, e mi fanno in un certo senso compagnia, mentre assaggio, annuso, socchiudo gli occhi, ascolto.
Cucinare per me è stata una terapia, sin da quando ho scoperto di attendere la mia bambina ed ero rilegata sola in casa, riscoprire qualcosa che si ha davanti tutti i giorni, ma in modo diverso, un qualcosa che non pensavo di poter fare, scalini di una scala immaginaria da poter usare come traguardi, respiri a pieni polmoni e dire "si, sono io, si, mi sento me", cucinare per me, riprendere a cucinare, è come dire "finalmente a casa".
Come tutti voi ho attraversato periodi più o meno facili, periodi in cui tutto sembrava crollare, in cui anche alzarsi da letto si faceva cosa ardua e quasi impossibile, ho attraversato due anni difficili, in cui anche il mio blog ne ha risentito, periodi fatti di alti e bassi, in cui mi sentivo sempre come una nave in balia delle onde, senza equipaggio, sferzata dalla schiuma salata tagliente come una lama e pungente come ghiaccio, a volte mi convincevo di star bene, però dentro di me, c'era una voce che ripeteva "non starai bene fino a che non ricomincerai a cucinare, quando lo farai, potrai dire a te stessa che è passato tutto il male", e poi eccola li, un giorno, la voglia di tornare a cucinare, la voglia di sperimentare e di conoscere, e mi sento leggera, più libera di prima, mi sento bene, mi sento viva.
Non sarò nè la prima nè l'ultima ad utilizzare la cucina come terapia, il cibo in generale è gioia per l'anima, che lo si mangi, oppure, come nel mio caso, che lo si cucini.
Ho sempre avuto ben chiari i miei obbiettivi, poi, ad un certo punto, ho tiratu su l'ancora e mi sono abbandonata alla tempesta che avevo dentro di me.
Non so bene come ho fatto a far tornare la mia immaginaria nave in porto, ma so che chi esce dalla tempesta ne esce cambiato, più consapevole, più forte, ed è così che mi sento, e spero con tutta me stessa, che i miei piatti possano essere per voi momento di gioia, di riunione, di condivisione, o anche solo una scusa per imbrattare la cucina in compagnia di chi amate.

Quella di oggi è una ricetta facilissima e di sicura riuscita, è lunga come tempi di attesa, ma ne vale decisamente la pena, si tratta del Pastrami, una delizia per il palato che potrete gustare così, al naturale o con l'aggiunta di un filo d'olio o della senape, oppure, potrete utilizzarlo per farcire un ghiotto panino.

Pastrami


 
La Marinatura

1 kg di carne di manzo (io ho usato la punta)

150 g di zucchero di canna
150 g di sale
4 spicchi di aglio
4 cucchiai di pepe nero in grani
1 cucchiaino di coriandolo in polvere
1 cucchiaino di paprika
1 cucchiaino di aglio in polvere
1 cipolla rossa
3 foglie di alloro
1 cucchiaino di timo essiccato
1 stella di anice stellato
1 stecca di cannella


Unite tutti gli ingredienti per formare una marinata, massaggiatevi la carne.
Trasferite la marinata avanzata in un recipiente, ed irrorate con acqua calda, quando si sarà intiepidita unite la punta di manzo, avendo cura che sia ben coperta dall'acqua, se necessario schiacciatela con un peso.
Fate marinare quattro giorni in frigorifero, avendo cura di girare la carne due volte al giorno.

Cottura e Speziatura


Per ricoprire il pastrami, si utilizza un trito di spezie, sostanzialmente le stesse che avete utilizzato per la marinata, tuttavia ho riscontrato alcuni "problemi", sostanzialmente "culturali", in diverse zone d'Italia non siamo abituati al sapore della carne accostato a quella di troppe spezie, in particolare quella della cannella, così mi sono presa la briga di creare una versione italianizzata, ho così tolto la carne dalla marinatura, l'ho ben lavata ed asciugata tamponando con un panno, l'ho poi passata in un mix di:

aglio in polvere
sale fino
pepe nero in polvere
pepe bianco in polvere
pepe verde in polvere
peperoncino in polvere
timo
prezzemolo essiccato
cipolla essiccata in polvere


A questo punto la carne è pronta per la cottura.
Sul fondo del forno disponete uqualche rametto secco di rosmarino e salvia, così facendo otterrete una leggera affumicatura.
Preriscaldate il forno a 180°, disponete una griglia sopra ai rametti, disponetevi il pastrami ed abbassate la temperatura a 160°.
Lasciate cuocere fino a che il cuore non avrà raggiunto la temperatura di 65°.
Per verificare la temperatura utilizzate uno dei classici termometri a sonda che si trovano in commercio, acquistabili ormai a prezzi irrisori.
Sfornate, lasciate raffreddare e conservate in frigorifero, affettate sottilmente prima di servire.
Se vi dovesse avanzare, tagliatelo a dadini ed unitelo agli altri ingredienti del casatiello napoletano.


mercoledì 6 gennaio 2016

Inevitabilmente Femmina - Rollè di Quaglia al Tartufo con asparagi selvatici e salsa Demi-glace #AsparagoChePiace #AsparagoPiacentino

Inevitabilmente Femmina

Arriva per tutte quel momento nella vita, in cui davanti ad un mojito ghiacciato, confidiamo alla nostra amica/compagna di sventure, sospirando: "ah, forse sarebbe stato meglio se fossi nata maschio".
Di solito questo accade davanti alle classica storia d'amore che finisce, sopratutto se poi l'ex si rivela un cretino che continua a stalkerarti confessando amore eterno nonostante stia con un'altra, e si, lo sappiamo, accade spesso, così, mentre "l'altra" e la parrucca bionda che il tuo ex le ha comprato per far si che ti somigliasse di più, diventano motivo di pettegolezzi e scuse per apericene tra amiche, spuntano fuori frasi di questo genere.
A pensarci bene spuntano fuori anche quando nei locali davanti al bagno delle signorine, si snodano code degne di un sabato di saldi al 99% all'Outlet d'alta moda dietro casa...
Ma accade anche quando ci infiliamo a fatica in vestitini troppo stretti, perchè a noi le copertine delle riviste "ci parlano", e ci dicono che siamo sempre troppo grasse, anche se in realtà alla fin fine siamo perfette così, e ci manca solo un po' di salòe in zucca se davvero lo crediamo, ma non riusciamo proprio a farne a meno, come con i tacchi, sono bellissimi, scomodissimi e fanno un male cane, e ci fanno rimpiangere di esser nate femmine, mentre guardiamo con invidia il sesso opposto che anche al ristorante si presenta con le scarpe da tennis, ma tutto ciò dura più o meno un millisecondo, poi ci fermiamo vacillando davanti all'ennesima vetrina di tacchi e vestiti stretti.
Il fatto è che noi Young Ladies, ce lo ripetiamo sempre pensando che se diventassimo baldi e fieri giovanotti, cambierebbe anche il nostro modo di pensare e di affrontare le delusioni, perchè a volte è affascinante, dal punto di vista comportamentale, si intende, quella velocità che hanno gli uomini nel riprendersi dopo determinate delusioni.
Certo è che se potessimo diventar maschietti con un battito di ciglia, i nostri sentimenti rimarrebbero gli stessi, e poi, quando per riderci un po', mi capita di pensarlo, penso sempre al fatto che se perdessi quel lato fragile e protettivo che ho, sarei meno "me", ed a me piace essere "me", ho quel modo di riassettare e rendere accogliente anche una stanza d'abergo, in silenzio, alle prime luci dell'alba, quella capacità che solo le donne hanno, quella di trasformare ogni angolo in "casa", e si, avrò anche quei cali disperati fatti di cuscini umidi e cucchiaite di gelato nei momenti tristi, ma ho anche una capacità di ripresa splendida.
Io sono proprio nata per essere femmina.
Ho la pelle bianca, con una spolverata di lentiggini dorate, ho i fianchi morbidi e pronunciati, le ciglia lunghe e gli occhi languidi, Madre Natura poi mi ha fatta fin troppo prosperosa, e, come ogni donna che si rispetti, con la capacità di non essere mai contenta del mio corpo, ebbene si, fin da ragazzina non facevo parte di quelle ragazze che desideravano una taglia in più di seno, io desideravo il costume a triangolino, e sospiravo al pensiero di esser più "piatta".
Non passerei da maschio neanche a volerlo, ho quel modo di arrossire che hanno le bambine piccole, quando abbassano gli occhi a terra fissandosi la punta dei piedi,  la voce che mi trema quando sono emozionata, l'amore profondo e fedele per tutto ciò che luccica, per la biancheria di pizzo, e per l'accumulo compulsivo di creme profumate per il corpo e trucchi colorati che non utilizzerò mai.
Si dice che le donne siano "il sesso debole", in realtà, cari maschietti, mettetevi l'anima in pace, perchè noi non siamo affatto deboli, ci divertiamo solo a farvelo credere.
Io poi, nell'eterna contraddizione dell'essere me stessa, sono una tipa sbarazzina quando entra in cucina, la cucina è il mio superpotere, quando accendo i fornelli mi trasformo, ed il fuoco appare magicamente sul piano cottura ma anche negli occhi, io mi accendo, ed esce fuori quel lato di me un po' pin up, fatto di collane di perle, boccoli e tatuaggi, e mi esalto a vedere un coltello ben affilato, e non vedo l'ora di provarlo e mettere le mani sulla mia nuova preda/ingrediente, perchè ogni femmina è femmina a modo suo...


Rollè di Quaglia al Tartufo con asparagi selvatici e salsa Demi-glace


Questa ricetta nasce nella mia terra d'origine: l'Istria, dove il tartufo e l'asparago selvatico sono i principi incontrastati di quella terra, è nato tutto dal mio viaggio in Istria in maggio 2015.
Ingredienti della tradizione uniti alle tecniche moderne rendono questo rollè delicato e tenero come del burro, gli asparagi selvatici Istriani, hanno un retrogusto nocciola che esalterà il tartufo.

Per 2 persone

Per le quaglie


3 quaglie
1 mazzetto di asparagi selvatici
burro d'alpeggio
sale
pepe
olio al tartufo bianco
formaggio al tartufo


Disossate le quaglie, avendo cura di tenere la pelle, quindi a parte sbollentate gli asparagi selvatici.
Su un foglio di pellicola disponete, stendendo bene, la pelle delle quaglie, adagiandovi sopra la carne.
Ricoprite con un nuovo ferro di pellicola e con un batticarne schiacciate delicatamente.


Eliminate il foglio di pellicola, unite gli asparagi selvatici a tocchettini, salate e pepate, unite fiocchetti di burro, e con delicatezza arrotolate e mettete sottovuoto.
Fate cuocere 3 ore a 65°.

Per le verdure croccanti


ravanelli
sedano bianco
zucchine
asparagi
carote
Verdure miste di stagione

Sbollentate le verdure tagliate sottili, per pochi secondi in acqua bollente salata, quindi trasferitele immediatamente in acqua e ghiaccio.
Disponetele sul fondo dei piatti da portata unendo pomodorini, finocchietto ed a piacere fiori eduli.

Per la salsa Demi-Glace


1 lt. di fondo bruno
1 bicchiere di porto
1 cucchiaio di fecola di patate

Fare ridurre il fondo fino a metà, unite il porto e la fecola, mescolare su fiamma vivace fino a far addensare. A fine cottura filtrate.
E' di per se un piatto abbastanza complesso, eviterei di servirlo con un qualcosa di pesante, al massimo vi consiglierei di cucinare il riso alla cantonese in versione light alla moda occidentale.
 

Ricetta Premiata da:



Contest 3

#AsparagochePiace - con questa ricetta partecipo al concorso promosso dal Consorzio dell’asparago Piacentino provaci anche tu. Info regolamento

lunedì 4 gennaio 2016

Risotto alle Ostriche con Polvere Croccante di Prosciutto

Il Treno

Salgo sul treno, mi accomodo, ed attendo che parta.
Di fianco a me si siede una ragazza, la musica esce dalle sue cuffiette bianche così alta da trapanarmi il cervello, per più di un attimo mi chiedo come farà a non scendere sorda dal treno.
Una fila avanti a me, una ragazza si infila le dita nel naso con l'entusiasmo di chi ha trovato una mappa del tesoro e l'ubicazione della classica "X".
Parte il treno poi si ferma, riparte, si ferma, riparte, si ferma, e si ferma.
Poi finalmente riparte, sul serio; un vento gelido ed un rumore assordante investono i passeggeri, tanto che siamo in diversi a controllare che qualche porta non sia rimasta aperta.
Piccola stazione, il treno si ferma e lascia salire nuovi passeggeri.
Sale una Giapponese, che mi chiede indicazioni in Inglese, le rispodi in Inglese, ovviamente, e vengo a scoprire che devo parlare con il suo telefono, perchè a quanto pare lei l'Inglese non lo sa, ma il telefono si.
Sale una Senegalese, che chiede a me indicazioni in Inglese, non so una mazza delle fermate dimenicate da Dio, le dico di attendere, chiedo in Italiano al controllore, rispondo a lei in Inglese, che risponde a me in Francese.
A questo punto decido che la cosa migliore da fare è fingere di dormire.
Riparte, il "treno", fisso il finestrino con gli occhi socchiusi, soppesando la gravità dell'enorme crepa che vi è sotto, in una mentale imitazione di Amy Pond (C'è una crepa nel mio muro), solo che il mio non è un muro, ma un treno, e la crepa non si affaccia in un altro universo, mi separa invece dall'esterno, e sembra pericolosamente troppo grande, aperta e fuori posto..
Lo spiffero d'aria troppo freddo invade nuovamente il vagone, il rumore della musica della mia vicina è troppo alta, il rumore metallico del motore decisamente troppo forte.
Nella carrozza cade il silenzio, incrocio gli sguardi sbigottiti degli altri passeggeri, che come me cercano di capire cosa diamine stia succedendo, forse la crepa nel mio treno si sta aprendo, ed io sto finalmente entrando in un altro universo...
Fuori la neve, dentro un nauseante odore di qualcosa che brucia, un misto tra avocado ed olio bruciati insieme, - non buono -.
Il ragazzo nella fila di fronte gioca con il suo bagaglio, lasciandolo cadere ripetutamente a terra, con grande disappunto degli altri passeggeri che ad ogni tonfo sobbalzano, ma lui sembra non curarsene e mette i piedi sopra la poltrona davanti a lui.
Il treno sobbalza, si lamenta, nel mio immaginario esplode, poi si ferma in mezzo al niente, inghiottito dal buio che fuori dalla carrozza sembra esere tangibile, denso e soffocante.
Passa il tempo, ed il treno è fermo.
Passa il tempo, ed il treno rimane ancora fermo.
Passa il tempo, e l'intera carrozza è in preda ad una sorta di agonia collettiva.
Quattro ragazzi nella fila davanti a me si lamentano di quanto questa attesa sia atroce, perchè faranno tardi e non potranno comprare gli alcolici per la serata.
Il signore in giacca e cravatta si lamenta che non arriverà in tempo a cena da sua figlia.
La ragazza che ascolta la musica non si accorge di niente.
Dal fondo della carrozza due donne si lamentano che perderanno il bus, i mariti che perderanno la partita.
Anche gli Arabi in fondo fanno qualcosa di molto simile al lamentarsi, ma nessuno li capisce, parlano Arabo, perciò nessuno si cura di loro.
Io ho solo voglia di Mostarda.
Cerco di dormire, l'alternativa sarebbe quella di alzarsi e sbattere ripetutamente la testa sul vetro del finestrino, tanto per verificare se davvero è infrangibile, sperando solo di svenire presto.
Dopo qualcosa che somiglia molto a quell'ansia che hai, quando speri di non essere interrogato, perchè non hai studiato una mazza, il treno riparte,  l'altoparlante stride, ronza, gracchia, frigge, ed infine una voce prorompe spaccando i timpani degli sventurati viaggiatori:
"Trenitalia vi da il benvenuto..."
- Pensa te se non eravamo i benvenuti...-

Risotto alle Ostriche con Polvere Croccante di Prosciutto 


Che dire, il mondo è pieno di ricette, lo è ancor più di ricette di risotti alle ostriche, ma questa è la mia, semplice, ma con una nota croccante conferita dala polvere di prosciutto crudo, che ne esalta la salinità, e dalla foglia d'ostrica, che intensifica il sapore dell'ostrica regalando al piatto un'inaspettata nota di freschezza.

Per due persone


5 pugni di riso Acquerello invecchiato 1 anno
6 Ostriche
il succo di un limone
pepe nero macinato fresco
olio di nocciole
3 fette molto fini di prosciutto crudo dolce
acqua ricca di minerali tipo Ferrarelle


In una padella fate tostare in poco olio di nocciole il riso.
Sfumate con il succo di limone e portate a cottura unendo acqua Ferrarelle a temperatura ambiente meglio se leggermente tiepida.
Intanto, da parte, aprite le ostriche e tenetene due da parte, le restanti frullatele con la loro acqua, precedentemente ben filtrata.
Infornate, in forno preriscaldato a 180° le fette di prosciutto crudo ben stese su un foglio di carta da forno fino a che non diventeranno croccanti, stando attenti a non bruciarle.
Una volta che le fette saranno croccanti e ben fredde tritatele aiutandovi con un mortaio, evitate di usare robot a lame, altrimenti otterrete una polvere, il risultato che vogliamo ottenere per queta ricetta è invece una granella croccante.


Mantecate il riso con la purea di ostriche precedentemente ottenuta, impiattate in un piatto decorato con una pennellata di nero di seppia, spolverate con abbondante pepe nero e con la granella croccante di prosciutto.
Ultimate con un ostrica ed una foglia d'ostrica.
Per secondo vi consiglio carciofi trifolati e merluzzo al forno


Partecipo a: Cooking with lemons  con questa ricetta partecipo al concorso organizzato da amalfilemonexperience.it/ e da Scatti Golosi


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