L'arte è tutto ciò che nasce dal sogno, e plasmato dalle mani dell'uomo diventa realtà....

mercoledì 31 luglio 2013

Quando la vera bestia è l'uomo.

Mai una giornata normale, o in questo caso, una nottata.
Adesso, vi racconterò ciò che è successo questa notte.
Io e Luca, il mio fidanzato, siamo usciti, poi, quando mi ha riportata a casa, io sono salita su, mi sono messa il pigiama e sono andata a letto.
Ad un certo punto vengo svegliata da un gran fracasso al cassonetto e dal rumore di una macchina che sfreccia via a tutta velocità.
Facendo molto caldo dormivo con la finestra aperta, quindi, ho chiaramente sentito un mugolio supplichevole.
Mi sono affacciata ed ho visto un gattino piccolissimo, che urlava disperato "miiii, miiiii", ho sperato per un momento, ma anche qualche minuto, che tornasse la mamma a prenderlo, poi ho realizzato, che il gattino, li vicino al cassonetto, non ci era arrivato da solo, e magari, ce lo aveva tirato il proprietario della macchina che mi aveva svegliata sgommando via.
Di gatti grandi neanche l'ombra, e poi, conosco la mia zona, ed i gatti che ci sono qua sotto casa mia, e cuccioli vi assicuro che non ce ne sono.
Lo vedo disperato zampettare in mezzo alla strada, urlando come un disperato.
Con il pelo arruffato e la codina secca secca, grande quanto una pigna, ma pelosa e coccolosa.
Scendo, e cerco di capire dove diamine sia sparito, poi lo risento, disperato.
Era entrato nel motore di una macchina.
Da li, non vi dico le scene, sono stata fino alle tre a cercare di portarlo via, ma lui , anzi, una lei, perchè presumo fosse una lei, non ne voleva sapere, ed io me ne stavo scomodamente sdraiata sotto una macchina con le mani infilate nel motore, ah bene!
Dopo un'pò di tempo, ed un piattino di latte, ecco che il gattino è uscito e mi si è avvicinato, con la testolina grande grande e gli occhioni, timidamente ha annusato il latte, ma poi, è passata una macchina, e spaventato si è rintanato sotto la macchina, di nuovo.
Poi ad un certo punto, quel cretino di non-faccio-nomi, che potò un intero albero gettando i rami sul mio motorino ( ed ebbe anche il coraggio di negare, da sopra la scala, con le cesoie in mano, e lo specchietto del mio liberty che spuntava da un metro e mezzo di catasta di rami, grossi per di più, con testimoni a seguito che lo avevano visto chiaramente) mi urla con una voce degna del migliore film Fantozziano "ora hiamo i harabinieriiiii", ecco, ma bisogna essere imbecilli per urlare alle 3 di notte, prima di tutto perchè rompi le scatole a chi dorme, e secondo perchè, per vedere una minaccia in una ragazza armata di ciotola di latte in una mano e bocconcini di tonno nell'altra, che se ne sta accovacciata a chiamare un gatto, sottovoce, perchè almeno lei porta rispetto e non vuole svegliare la gente, bisogna proprio essere senza cervello.
Comunque, il gattino non si è fatto prendere, ed io ho cercato, anzi, sperato, che la poiana che si era fatta avanti, fosse attirata da altro...
Stamani del gattino non c'era traccia, io mi sento molto in colpa a non essere riuscita a prenderlo, ma spero comunque che qualche gatta lo abbia preso con se, qui di gatte dolcissime e pronte a prendersi cuccioli altrui, ne abbiamo in abbondanza.

Ma io non ce l'ho mica con nessuno è, solo con quello che quando ha visto che cercavo di aiutare un gatto, invece di scendere ed aiutarmi, ha minacciato di chiamare i carabinieri, che poi, voglio dire, cosa voleva fare?
Mi denunciava per possesso illecito di latte intero?
O per spaccio di bocconcini di tonno in gelatina?!
Ma non dovrei mica stupirmi, la gente gli animali, li abbandona per una vacanza, figuratevi se poi alle 3 di notte scende di casa per cercare di salvarne uno.
Perchè la vera bestia, in molti casi, è l'uomo.


Dopo questo sfogo vi lascio con una ricetta che vi ho riproposto poco più di un anno fa, le uova alla ranchera, dato che, dopo la visita a casa di babbo, sono tornata con un ricco bottino, di fantastiche uova appena deposte e pomodori succosissimi, ho pensato bene di fare una ricetta semplice che esaltasse a pieno i sapori.
Alla fine del post, hopensato anche di mettere le due foto a confronto, quella del 2011, e quella di pochi giorni fa, quante cose sono cambiate, guardate la foto, la presentazione...
Caspita, ma come diamine facevo a pubblicare foto del genere!?!

Uova alla Ranchera

 


Ingredienti:





1 uovo a persoma
4 pomodori tagliati a cubetti
1 cipolla bianca
3 cucchiai d'acqua
sale e pepe
olio extra vergine
peperoncino
1 peperone rosso a cubetti a piacere





Soffriggete la cipolla nell'olio, aggiungete il pomodoro ed a piacere il peperone, soffriggete ed unite l'acqua.
 

Fate cuocere per qualche minuto, quindi salate, pepate ed unite del peperoncino.
Cuocete le uova a parte in una padella ricoprendole di salsa e servite.



martedì 30 luglio 2013

Fagioli al Fiasco

Ieri mattina il cielo era grigio,e  l'aria umida, la luce candida ma non accecante.
A metà mattinata poi, ha iniziato a piovere.
L'aria era fresca ed umida, il venticello piacevle, poi, la pioggia ha iniziato a scendere copiosa, il cielo si è tinto di toni notturni, ed io mi sono messa sul terrazzo ad ammirare la forza del temporale.
Amo il caldo, ma un'pò di pioggia fa bene, se non altro alle povere tartarughe in giardino, che amano il caldo più di me, ma non l'erba ingiallita.
Dato che, il tempo era in bilico tra autunno ed inverno, ho pensato bene di fare una ricetta tipica delle mie parti, che tecnicamente, da me, è considerata prettamente invernale, ma qui, si mangia quando la si vuole.

Fagioli al Fiasco


Non avrei mai pensato di poter vedere poesia nei fagioli, ma questa cottura ha un che di poetico, di vecchio scrittore toscano che racconta di vino e filari di cipressi, riporta alla mente le colline dorate ammantate di grano, le colline verdi con le mucche al pascolo ed i campi sconfinati di incolti papaveri.
I contadini con la pelle annerita dal troppo sole, e solcata dalle linee del tempo che controllano le loro olive, con le mani ancora sporche di terra.


La cottura al fiasco è una cottura molto antica, che i contadini Toscani, preparavano prima di andare a lavorare nei campi, dato che la cottura era lunga, e quando tornavano, i legumi erano pronti e saporitissimi.

Non li ammollavano neanche, i fagioli, perchè tutto il giorno fuori era ben più che sufficente, per vedere i fagioli nel fiasco, ancora secchi, reidratarsi e gonfiarsi.
Ma erano altri tempi, ed il fiasco veniva lasciato nella cenere bollente del camino per giornate intere.
La cottura la si poteva comunque fare in pentola, una bella pentola di rame, riempita di acqua bollente, ed il fiasco avvolto in un panno, creava da solo la magia.
Dubito che oggi ci sia la possibilità di attendere così tanto per un piatto di fagioli, tanto più che poi, il camino in casa, non lo ha quasi più nessuno.
Ed oggi, questo piatto saporitissimo, è ormai solo un contorno.



1 fiasco dal vetro spesso (quelli con il fondo avvolto nel cestino di paglia)
fagioli cannellini prcedentemente ammollati.
sale e pepe
1 cipolla rossa
1 pomodoro succoso a tocchetti,
4 cucchiai colmi di olio buono (olio extra vergine d'oliva Novis Azienda Iannarilli Ferruccio)
foglie di salvia


Tenete presente che i fagioli, in cottura si gonfiano, quindi non scegliete un fiasco dal collo troppo stretto.
Unite il tutto e riempite il fiasco come in foto, poi coprite il tutto con l'acqua, che deve superare almeno di due dita gli ingredienti.


Chiudete il fiasco con la mano, mescolate scuotendo per bene, tappate con della stoppa o della stoffa pressata, avvolgete in un panno, e fate cuocere per qualche ora in acqua bollente, ci vorranno almeno 4 ore, se invece usate i fagioli precotti dovrete far cuocere il tempo necessario affinchè il pomodoro si trasformi in dughetto.
Il risultato sarà straordinario!



Io ho servito accompagnando con crostini ai porcini,
allo zafferano
ai pomodorini confit affumicati


lunedì 29 luglio 2013

La Casa del Grano

Buondì,
oggi sono qui a presentarvi una nuova collaborazione con La Casa Del Grano, che, con oltre 50 anni di esperienza alle spalle, è considerata l'azienda leader nella produzione della tradizionale pasta Sarda.


Vi basterà andare sul loro sito per ritrovare i sapori di un luogo meraviglioso, meta ogni anno di turisti e vip,sapori di ricordi, di vacanze passate in Sardegna.
E così Malloreddus, Fregola e compagnia bella arrivano nelle vostre case portando un raggio di sole in tavola.


Ovviamente, troverete anche i classici formati della pasta italiana: penne, rigatini....
I prodotti de La Casa del Grano, sono così buoni perchè i macchinari sono stati adattati in modo da ottenere unr isultato paragonabile a quello della pasta fatta a mano.



Dietro ad ogni confezione c'è una scelta attenta e rigorosa degli ingredienti, selezionati con cura tra i miliori, e così, ecco che nel piatto, arriva la migliore semola di grano duro, che si fonde con zafferano, pomodoro, spinaci, funghi...


Questa è una di quelle aziende che, come le nonne, crea i loro prodotti con amore, e conservando il segreto della ricetta perfetta.













venerdì 26 luglio 2013

Bignè di Melanzane ed Altenburg con salsa piccante

Ultima sfida Ponti, per il concorso Cuoco di Fulmine!
Devo essere sincera, non ho trovato queste sfide particolarmente facili, gli abbinamenti erano sempre un'pò troppo fuori dal mio stile, e difficilmente riuscivo a creare qualcosa che a mio parere fosse buono.
Poi vabbè, sono critica con i miei piatti, non riuscirei mai a proporvi qualcosa che non approvo.
Però, per quest'ultima sfida credo di aver fatto una ricetta interessante.


Bignè di Melanzane ed Altenburg con salsa piccante 


Non sono bignè, sono più delle crocchette se vogliamo esser precisi, ma la presenza del formaggio Altenburg, ed il mix di ingredienti, conferiscono a queste crocchette la consistenza di un bignè, soffici fuori e cremosissime dentro.

Qualche info sull'Altenburg:
E' un formaggio di Capra, a pasta morbida, di origine Tedesca, l'ho trovato particolarmente adatto per questa ricetta perchè ha un sapore intenso (è molto simile al briee e la crosta è edibile) ed ha un persistente gusto di cumino, che, secondo me, con le melanzane sta molto bene.

Ho servito accompagnando con germogli di girasole, per dare quella nota fresca e croccante che mancava.
Servite, se non avete dei germogli di girasole, con insalatina mista e germogli di soia.

Per i bignè di melanzane

300 g di melanzana cotta al vapore e ben scolata
4 cucchiai di farina
1/2 spicchio d'aglio
4 cucchiai di semola
1 cucchiaio di pangrattato
4 gocce di tabasco
pepe nero macinato fresco q.b
sale
1 mazzetto di prezzemolo
50 g di formaggio Altenburg (in assenza potete sostituire con briee)
6 carciofini Ponti tritati grossolanamente
1 uovo


Unite tutti gli ingredienti tranne i carciofini nel robot a lame e frullate fino ad ottenere un impasto denso e liscio, se necessario unite ancora qualche cucchiaio di pangrattato e farina.
A questo punto unite i carciofini tritati in modo grossolano, mescolate e friggete in abbondante olio bollente.


Per la salsa piccante di pesche



575 g di pesche noci
125 g di zucchero di canna
110 g di condimento dolceagro Ponti
3 g di zenzero in polvere
5 gocce di tabasco
6 gocce di salsa worcester
1 presa di sale abbondante
1 pizzico di cipolla in polvere




Lavate le pesche, e tagliatele a metà.
Infornatele su una teglia a 190° fino a che la pelle non si avvizzirà e la polpa sarà morbida.
A questo punto denocciolatele ed unite tutti gli ingredienti nel boccale del robot da cucina, se avete quello con le lame sul fondo, per fare i frullati per intenderci, usatelo.
Frullate fino ad ottenre un liquido liscio.
Versate il liquido in una pentola e fate cuocere a fuoco dolce per almeno 35 minuti circa.


giovedì 25 luglio 2013

Sedanini di Canapa Sativa Bio saltati al burro di Capra su Fonduta di Formaggio Blu Bavarese al Rosmarino e Noci Tostate

La Canapa in Cucina

La Canapa è entrata nelle cucine Italiane già un paio di secoli fa, la prima testimonianza ci arriva da un manuale di cucina del 1300, in cui compare la ricetta dei Tortelli ai fiori di Canapa.
La ricetta prevedeva di "cuocere la pancia di un porco, pestarla con i fiori e pestarla ancora per riempire i tortelli".
Altrettante testimonianze (di cucina un'pò più raffinata) ci arrivano dalla Francia rinascimentale, con la "Minestra di Canapuccia", una zuppa di canapa arricchita con un battuto di cipolle e zafferano, passata poi come una vellutata, si diceva che fosse ottima per i malati, era considerata un'pò come il brodo di pollo.
Una zuppa ancor più sostanziosa veniva preparata invece dal gastronomo Bartolomeo Sacchi, detto "Il Platina, che, nel 1430, preparava una zuppa a base di semi di canapa decorticati, mandorle, zafferano ed acqua di rose, il tutto fatto addnsare con mollica di pane e portato a cottura con brodo di carne.
Non che io concordi con la cucina di Bartolomeo Sacchi, ma d'altra parte c'è anche da considerare che erano altri tempi, tempi in cui aggiungere acqua di rose ed uvetta ad una minestra di verdure era d'obbligo, tempi in cui dolce e salato si fondevano sempre e comunque, e la frutta secca regnava sovrana.
Ma di testimonianze ne abbiamo a bizzeffe, la canapa veniva utilizzata anche nei monasteri per preparare le zuppe!
Prima di andare avanti occorre specificare che la canapa è indica, e sativa, e prima del proibizionismo venivano coltivate entrambe, in tutto il mondo, fin dall'antichità, perchè è una pianta estremamente versatile.
Con il fusto, gli antichi, producevano la carta, varie fibre tessili e corde, ma anche concimi naturali.
Foglie e fiori erano molto utilizzati per curare malattie, sia nell'uomo che nell'animale, erano efficacissimi antinfiammatori.
Con la Canapa, anche ai giorni nostri, si producono creme, saponi, cosmetici...
Persino un prototipo della Ford, nel 1923, fu realizzato per il 60% in Canapa.
Una pianta magica.
E come entra nella nostra cucina?
Prima di tutto ovvorre specificare, che in questo blog, parlerò di prodotti e ricette realizzate unicamente con Canabis Sativa, o Canapa Sativa, pianta a ciclo annuale della famiglia delle Cannabacee, come il Luppolo, coltivata unicamente per uso tessile, edile, per produrre creme, carta ed utilizzata in cucina.
E' una pianta fantastica, arriva fino a 5 metri, e con i semi si ottiene una farina ottima, dal retrogusto nocciolato, di frutta secca, e senza glutine.

Oggi vi parlerò della Bottega della Canapa, con la quale ho instaurato una nuova collaborazione.
Quando, tempo fa, ho letto i benefici che si ottengono, introducendo la canapa nella nostra vita, sono rimasta piacevolmente stupita.
Da una parte mi sono resa conto che sarebbe potuto essere un argomento delicato, molti sono restii all'idea di andare a comprare della farina di Canapa, anche perchè poi, in rete, non si trovano molte ricette, e pochissime sono attendibili.
Per questo, potete affidarvi ad una ditta di fiducia, come La Bottega Della Canapa, che produce olio, pasta ma anche cosmetici.
Io ho provato la crema, ed è davvero fantastica, ma questa è un'altra storia, o meglio, un altro post.
Oggi parliamo di pasta.

La Pasta de La Bottega della Canapa è ottima condita con un filo d'olio ed una spolverata di parmigiano, ma io l'ho voluta preparare in modo un'pò diverso, e siccome io ci sento un buon sapore di frutta secca, l'ho voluto esaltare con le noci.
Ma prima, voglio darvi due informazioni su questa pasta.
Per la ricetta di oggi ho utilizzato i:

Sedanini

Specialià alimentare di riso semintegrale e canapa sativa bio
SENZA GLUTINE
ricca di fibre e proteine, essiccata a bassa temperatura.
Realizzata arigianalmente utilizzando farina di riso semintegrale biologica e farina di semi di canapa bio.
Ha un alto valore nutritico, ed è indicata per diete senza glutine.


Magie di Canapa: dai semi si ottiene una farina senza glutine, molto pregiata, poichè contiene un alto contenuto di proteine e fibre, è ricca di Omega 3 ed Omega 6, inoltre, contiene molte vitamine, tra cui la vitamina E, antiossidante naturale che fa benissimo all'organismo.
Per non parlare poi dei sali minerali contenuti, come calcio, magnesio, potassio, tutto questo la rende particolarmente indicata anche per chi ha scelto di seguire una dietavegana.
In più, la farina di canapa, è ricca di acidi polinsaturi, che aiutano a combattere e prevenire distturbi del sistema circolatorio, artrosi, colesterolo, ma anche asma ed infezioni del cavo orale, in più, combatte malattie della pelle ed acne, fantastica no???

Sedanini di Canapa Sativa Bio saltati al burro di Capra su Fonduta di Formaggio Blu Bavarese al Rosmarino e Noci Tostate


Per la fonduta di Formaggio Blu Bavarese


100 g di formaggio blu tipo Bergader
250 ml di latte intero
1 pizzico di aglio in polvere
1 spolverata di pepe bianco
1 noce di burro
2 gocce di tabasco
1 rametto di rosmarino fresco


In un pentolino fate sciogliere la noce di burro.
Unuite il formaggio tagliato a cubetti, ed aggiungendo il latte, e mescolando, fate sciogliere lentamente.
Unite quindi l'aglio in polvere, il pepe ed il tabasco.
Una volta che il formaggio sarà fuso, togliete dal fuoco unite il rosmarino e fate raffreddare completamente.

Per la pasta


sedanini Bottega della Canapa
1 noce di burro di capra
1 mazzaetto di prezzemolo


Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela e saltatela in padella con la noce di burro ed il trito di prezzemolo, intanto riscaldate la fonduta togliendo il rosmarino, ed allungando, se fosse troppo densa, con poco latte.

Componiamo il piatto


Sul fondo del piatto disponete la fonduta, quindi i sedanini saltati ed infine un trito di noci precedentemente tostate.

martedì 23 luglio 2013

La Mela d'oro

Quando ero piccola, mia mamma e mia nonna, mi leggevano sempre le fiabe sonore, ricordo con nostalgia i pomeriggi passati in giardino, con il mio registratore e la casstta che, partendo lenta, iniziava a suonare:
"A mille ce n'è
nel mio cuore di fiabe da narrar.
Venite con me
nel mio mondo fatato per sognar…
Non serve l'ombrello,
il cappottino rosso o la cartella bella
per venire con me…
Basta un po' di fantasia e di bontà.".
Con gli anni 80 alle spalle, il resto del mondo abbandonava spalline e fantasie da rock star, ed io invece giocavo a flipper ed asoltavo favole inseguendo le rondini, e correndo a perdifiato tra i fiori gialli in campagna.
C'era una favola, di cui non ricordo il titolo, che iniziava raccontando di questo re, che ogni sera, prima di andare a letto, contava le mele del suo albero, che faceva solo mele d'oro.
Allora mise alla guardia dell'albero i suoi tre figli, uno per notte, si addormentarono tutti, tranne il più piccolo.
Il più piccolo, ovviamente, non si addormentò, ed a mezzanotte, scorse tra i rami dell'albero illuminati dalla luna, una magnifico uccello d'oro.
Cercò di colpire l'uuceelo con l'arco, ma non ci riuscì, ed al figlio del re, rimase in mano solo una piuma.


Il re, volendo possedere l'uccello d'oro, mandò allora i tre figli alla ricerca di quest'ultimo.
Non vi sto a dire tutto, ma ovviamente, il più piccolo ci riuscì, e mentre gli altri fratelli se la spassavano ubriachi nelle locande, che un'astuta e chiacchierina volpe, gli aveva detto di evitare, il fratello minore, dopo varie peripezie, tornò a casa con ll'uccello d'oro, nella gabbia d'oro, e con una principessa.

Non so perchè, ma questa favola mi è rimasta molto impressa.
Ed il mondo delle favole mi ha accompagnata in cucina, e quando creo, adoro ispirarmi alle favole che mi raccontavano quando ero piccola.
Ecco com'è nato questo dessert che sa di infanzia.


La Mela d'oro


100 ml di panna fresca
1 mela tipo renetta
1 stecca di cannella
zucchero q.b
1 foglio di colla di pesce
1 tavoletta di burro di cacaoVenchi


Fate cuocere la mela a fuoco dolce, in un pentolino, con un bicchier d'acqua e la stecca di cannella.
Quando sarà morbida, sbucciatela e frullatela.
Unendo il burro di cacao, che con il calore della mela, ancora bollente, si scioglierà.
Montate 50 ml di panna.
Intanto, scaldate la passa rimasta, nella quale sciogluerete il foglio di colla di pesce precedentemente ammollato.



Unite la panna liquida alla mela frullata, aggiustate di zucchero, e con una spatola, mescolate alla panna montata, cercando di non smontare il tutto.
Ottenuto un bel composto omogeneo, distribuite il composto negli stampi a semisfera della Silikomart e fate rapprendere nel congelatore.


Mi raccomando, non utilizzate tutto il composto, vi servirà per unire le semisfere!
Una volta che le sfere saranno abbastanza maneggiabili, unitele mettendo al centro un poco di composto rimasto.
Tingete d'oro con le bombolette apposite e decorate con chococaviar Venchi.

lunedì 22 luglio 2013

Petali di Patate allo Champagne

Giusto due giorni fa annunciavo, su questo blog, che la duchessa di Cambridge, avrebbe partorito la notte tra il 22 ed il 23.
Bene.
Ecco che, questo benedetto Royal Baby, diventato il tormentone estivo 2013, tanto da farci sembrare Kate incinta da almeno 2 anni, sta, finalmente, per la gioia di tutti quelli che guardano abitualmente un telegiornale ( e con la speranza che tra un paio di settimane al massimo, non se e parli pù fino al suo matrimonio) partorendo.
Quindi: ma perchè diavolo non ho scommesso!?!?!
No perchè, come si è visto con queste cose ci indovino parecchio bene è!
Perchè, sia chiaro, per me nasce oggi, ma calcolando il travaglio ( che magari sta disgraziata non sarà fortunata quanto me ed avrà un travaglio di 2 giorni), al massimo avrei puntato il 70% su oggi, ed il restante su domani.
Detto questo, passiamo a qualcosa di mooolto più interessante, in attesa che sto benedetto Royal Baby venga presentato al mondo a mò di Re Leone con tanto di "tutto ciò che vedi illuminato dal sole un giorno sarà tuo".

Giorni fa, ho posto la questione "aumento del prezzo delle patate".
A quanto pare non sono l'unica che ha trovato le patate aumentate spropositatamente.
Allora vi ho lanciato l'idea, che, le patate, a questo punto, o si trattano da signore, oppure non si butta via niente.
Bene, la volta scorsa vi ho dato la ricetta delle bucce di patate fritte.
Questa volta, ecco la versione "Signora Patata"...

Petali di Patate allo Champagne


Vabbè, sò lamelle di patate, ma mica potevo chiamarle lamelle, scusate è, ma questa è una ricetta chiccosa, qualche nome altisonanete ci vuole ;) dopotutto, sempre patate restano....


Per un aperitivo chic


300 g di patate tagliate a lamelle
1 bicchiere colmo di champagne ( o vino bianco, mi raccomnado un buon vino bianco!)
sale
pepe nero appena macinato
1 peperoncino
3 spicchi d'aglio
1 rametto di rosmarino
olio extra vergine d'oliva Novis Azienda Iannarilli Ferruccio


In una padella antiaderente fate dorare gli spicchi d'aglio in un paio di cucchiai di olio, quando saranno dorati schiacciateli, cuoceteli ancora ed eliminateli.
Alzate il fuoco e saltate le patate tagliate a lamelle.
Unite lo champagne, il rosmarino ed il peperoncino tritato.


Portate a cottura allungando con acqua.
salate e pepeate abbondantemente, quindi servite!


sabato 20 luglio 2013

Tartare di Spada alla Mediterranea

Buondì miei cari lettori!
Questa mattina mi sono svegliata taaaardi, tardi tardi...
Fortuna che il mio ragazzo ad un certo punto mi ha svegliata, perchèp se era per me, mi sarei probabilmente degnata di alzarmi dal lettoalle sei di pomeriggio.
Tra le altre cose con l'afa che c'è oggi, a letto immobili al fresco si stava pure bene.
E mentre io son qua, che sogno di ritornare a letto (ma aimè non si può), Keira è qui che zompetta e gioca con i Miny Poni (li adoro pure io!).
Intanto ieri, per non farci mancar nulla, i telegiornali ci hanno tartassato con questo Royal Baby e sulle presunte doglie di Kate, ommioddio che p...!!!
Povera donna, ad ogni minimo spostamente i cronisti gridano "al parto, al parto!", magari questa invece sta andando a fare una passeggiate e loro si mettono li armati di bussola "ma l'ospedale è a nord, lei sta andando a sud-ovest, forse è un depistaggio!"
Macchè depistaggio, è una gravidanza, si chiama così, sai che dura nove mesi, ma puoi non arrivare alla data stabilita o puoi superarla ampliamente, si chiama g-r-a-v-i-d-a-n-z-a, e penso di essere stata una delle poche fortunate (tra le altre cose svogliate, perchè concorderete con me, che in agosto, una delle estati più calde e torride che ho mai vissuto, per aver voglia e coraggio di far tutti i giorni in treno Livorno-Pisa, per andare a fare un tracciato, e ce ne vuole....).
Finivo il tempo tra sabato 4 e domenica 5 agosto, il venerdì, 3 agosto, il dottore all'ospedale di Pisa (mica son matta che vado a quello di Livornomi disse che dal lunedì dovevo recarmi li tutti i giorni per fare il tracciato.
Tra le altre cose, quel venerdì 3 agosto, per mia mamam era l'ultimo giorno di lavoro prima delle ferie...
Morale della favola, la notte mi sono svegliata chiedendomi se avessi riconosciuto o meno le contrazioni, guardai l'orologio, erano le  4 di mattina, mi alzai per andare in bagno e mi si ruppero le acque, tutta tranquilla e serena percorro il corridoio fino ad arrivare alla porta di camera mia, e contrazione, va bene ok, preparo la borsa ed eccone un'altra, oddio, panico, una ogni 5 minuti...
Svegliai mamma, che la sera prima mi aveva dato la buonanotte dicendomi "domani mattina è il mio primo giorno di ferie, andiamo a fare colazione dove ti va, decidi te!", dicendole "mamma, ti va bene se domani mattina facciamo colazione all'ospedale di Pisa?".
Penso che non lo dimenticherò mai.
Mamma chiamò nonno, era eccitatissima, ed io già mi abbracciavo allo stipite della porta del bagno, perchè avevobypassato il comune travaglio ed ero già nel travaglio attivo.
Arrivammo all'ospedale di Pisa frenando ogni due per tre.
Io entrai, in una improbabilissima posione, tutta curva su me stessa, mentre mamma cercava parcheggio, ed alzando il dito chiesi, all'incredula infermiera che mi guardava un'pò perplessa, vedendo una ragazzina scarruffata e addolorata piegata a mò di gobbo di Notre Dame, con il dito alzato come a scuola per fare una domanda "mi scusi.... -pausa silenziosa di dolore- la sala parto?".
Con gli occhi sgranati alzò il dito pure lei per indicarmi la direzione "è di sopra" disse senza  distogliere lo sguardo.
Presi l'ascensore, andai al piano, e mi diressi barcollando verso la sala parto, con mamma che aveva appena raggiunto il piano e mi correva dietro.
Mi fermò una dottoressa,- "mi scusi, ma lei dove sta andando!?-
-in sala parto!!!!- risposi disperata ahahahahah
Alla fin fine Keira è nata alle 7 di mattina in punto.
C'era la luna piena quella notte, era pieno di donne in travaglio.
Per questo son convinta che Kate partorirà la notte tra il 22 ed il 23 luglio, e sono ancora più onvinta che una donna in gravidanza, vada lasciata stare.


Che già le toccano quesi divieti "non mangiare quello, non mangiare questo, e il vino no, il caffè no, i merendini no..." che poi si sa, puntualmente quando vi vietano di mangiare una cosa, non avete voglia di altro, o sbaglio?
E le donne in gravidanza hanno ure le voglie!
A parte che io le ho sempre avute, ma ricordo con piacere quel periodo perchè, anche se le ho sempre avute, avevo una scusa, e si davano da fare per soddisfarle hehehehe!!!
Ricordo la voglia di marmellata di more, di gnocchi, di tortino al cioccolato fondente dal cuore morbido, li feci la mia, eravamo sul divano, una domenica, io e mamma, sarà stato maggio, pioveva.
Guardavamo un film, e ad un certo punto esordisco con un "hmm mi ci andrebbe il tortino della cameo, quello con cuore morbido, non l'ho mai mangiato, ma dev'essere buono", tutto questo fu scaturito logicamente da una pubblicità, mai avrei pensato di vedere mia mamma attaccarsi al telefono, chiamare il suo compagno e fare "corri all'iperoop, devi prendere i tortini cameo!!!".
Nell'attesa mia mamma mi teneva d'occhio, affinchè io tenessi le mani ben lontane dal corpo, non sia mai che questa storia delle voglie sulla pelle trasmesse dalle voglie della mamma in gravidanza sia vera!
Quando mi vedeva muovere una mano scattava "non ti toccare!!!".


Dopo che i tortini furono pronti e mangiati, verso sera, mi venne voglia di pecorino stagionato.
Mia mamma mi rifilò un "non t'azzardare a grattarti da qualche parte e fattela passare!".
Ripensandoci è stato il periodo più tragicomico della mia vita!
Ma com'è bella la mia Keiruzzaoggi, che puzzolina e tenerosa gioca con i Pony....

Tartare di Spada alla Mediterranea




200 g di ventresca di pesce spada
1 cipolla di tropea
1 cucchiaio di capperi dissalati
1 cucchiaio di basilico tritato
10 pomodorini piccolissimi dolci (tipo ciliegini)
sale e pepe
1 cucchiaio di olio extra vergine d'oliva Novis Azienda Iannarilli Ferruccio
succo di un limone
1 cucchiaino di salsa di soia


Tagliate a tocchetti la ventresca ed in 4 i pomodorini.
Unite olio e succo di limone, aggiungete la salsa di soia, unite tutti gli ingredienti, mescolate per bene, aggiustate di sale e di pepe.
Lasciate marionare in frigorifero per almeno 10 minuti, quindi servite.


venerdì 19 luglio 2013

Bucce di Patata Fritte

Ieri mia mamma mi ha chiamato, chiedendomi se mi serviva qualcosa, visto che andava a far la spesa.
"Ma, le solite cose da dispensa", ho risposto, e per le, le cose "da dispensa", sono quelle che vanno un'pò in tutti i i piatti.
Olio
zucchero
farina
uova
patate
Dopo poco sento suonare il campanello, ed ecco mia mamma che torna con la spesa.
Mi metto a togliere le cose dalle buste, per riporle al loro posto, ed arrivo finalmente alle patate.
Più di 2€ al kg, al chè chiedo spiegazione, ma da quando le patate vengono più di 2€ al kg?
Di solito prendevo i sacconi, ma non le ho mai pagate più di 1€ e spiccioli al kg.
Chiedo spiegazione a mamma, e lei per tutta risposta mi dice che quelle patate erano quelle che venivano meno di tutte, ed alcune superavano i 4€ al kg.
No, ma dico io, le patate non erano il cibo dei poveri?
Bha...
Tra poco saranno cibo da ricchi pure quelle, se continua così tra un paio d'anni arriveranno a costare 7€ al kg, e si che quano ero piccola, e venivano ospiti a casa, il menù fisso, all'insegna di semplicità e risparmio era "lasagne ed arrosto con patate".
Quindi, a questo punto, le alternative sono 2.
Trattare le patate come si deve, e servirle come delle Signore patate, oppure, fare come facevano i nostri avi, ed in nome del risparmio, non buttar via niente, nemmeno le bucce!

Bucce di Patata Fritte


1 kg di patate
sale e pepe
farina 100 g
olio di semi per friggere

Le patate dovranno essere perfette, non troppo vecchie, sode, non grinzose, e senza germogli.
Lavate le patate, pelatele e lasciate a mollo le bucce, o le patate sbucciate, dipende cosa volte preparare prima.
Voglio dire, prima si buttavano le bucce per fare le patate, adesso mica vorremmo fare il contrario, no??
Tenre a mollo le bucce è un passaggio che serve sia per far attaccare meglio la farina, sia per non farle seccare, le patate immerse in acqua fredda invece non si anneriranno.
Infarinate le bucce e friggetele in abbondante olio di semi caldo.
Salatele e pepatele.


La variante:

Se siete amanti dei sapori piccanti, potete tostare in una padella antiaderente:
1 cucchiaino di semi di rosmarino
1 peperoncino
1/2 cucchiaino di Pimenton (paprika affumicata)

Pestate il tutto con delicatezza nel mortaio fino ad ottenere una polvere, quindi mescolatela alla farina e procedete come scritto sopra.


Servitele per un aperitivo tra amici, in un grazioso cartoccetto di carta, accompagnando con birra fredda.

giovedì 18 luglio 2013

Patè di Alghe Wakame

Quest'anno il tormentone estivo è il "Royal Baby"...
Sarà maschio o femmina?
Sarà biondo o moro?
E giù con scommesse sul nome, sul giorno in cui nascerà, sulla durata del travaglio della povera Kate, che è costretta ad ascoltare le notizie in cui questi strani individui scommettono anche su che tipo di anestesia richiederà...
Per carità, sta per nascere il nuovo principino ( o principessina), ed è un evento che rimarrà nei libri di storia, ma questo accanimento da parte dei giornalisti, che son piazzati davanti alle porte della clinica da almeno due settimane, mi sembra eccessivo.
Dateci la notizia quando nasce, e smettete di tormentarci una volta al giorno co' ste doglie reali!
Che poi, poverina, anche lei giustamente avrà bisogno rella sua privacy.
Tempo fa, mi ricordo hanno trasmesso il film di William e Kate, adesso, dobbiamo specificare, che per quanto la mia idea di cucina, sia quella romantica e retrò, in cui, cucino in una cucina chiccosissima con grembiulini rosa, fili di perle e grandi fiocchi, e senza un capello fuori posto, mi riposo sorseggiando un tè, in graziose tazze di porcellana smaltata con rifiniture d'oro, col mignolino alzato, ed i biscotti appena fornati (dopo avr dato l'acqua alle piantine aromatiche in giardino munita di cappello di pagnia con fascia, annaffiatoio color pastello e guanti da giardinaggio a fiorellini), questo potrebbe farvi pensare che io sia una persona romantica, dedita al gossip, che ama le chiacchiere del parrucchiere e segue assiduamente radio e tv per sentire se la duchessa è andata a far shopping con la regina, per scoprire di che colore sarà il nuovo cappellino.
Che poi la realtà è completamente diversa, son freddolosa, d'inverno mi trovate in cucina con sciarpina e tuta di pile, l'estate, troppo caldo per le perle, sempre di fretta tra fornelli, commissioni e la bambina che non si ferma un attimo.
I capelli sono ovviamente sempre tirati su, sono troppo lunghi e fa troppo caldo, e troppo spesso mi scordo di dare l'acqua alle piante....
Oddio, io vorr4ei tanto è essere la casalinga perfetta anni 50 stile Martha Stewart, ma sono una gran casinista, parecchio  pasticciona anche più che pasticcera.
Ai film romantici preferisco quelli in cui la metà dei protagonisti finiscono infilzati, ammazzati o rapiti dai mostri.
Si, amo colazione da Tiffany ed i film vecchi, ma non chiedetemi di guardare una commedia romantica dei giorni nostri perchè non resisterei un attimo, viva i pirati, i signori degli anelli, ed improbabili film dove Brad Pitt, sempre più figo, ( non si capisce bene perchè, ma lui e George Clooney sono come il vino, più invecchiano e più sò boni!) sconfigge eserciti di zombie.
Quindi, tecnicamente a me di William e Kate ( di vedere il film) doveva non fregarmene di meno.
Ed invece ho preteso che Luca me lo registrasse, visto che eravamo a cena fuori.
L'ho guardato e me lo sono pure tenuto in memoria sul pc, non sia mai che poi un giorno mi vien voglia di guardarlo ancora.
Perchè?
Penso che anche le ragazze all'apparenza più "maschiacce" non smettano mai di sognare, e di sperare di incontrare il loro principe, che magari, non si immaginano di certo a cavallo di un bianco destriero, ma di una moto o perchè no, di una bicicletta, ma credo che nessuno smetta mai di sognare, e penso che smettere di sognare sia il più grande errore che si possa fare.
Anche da grandi, rimaniamo comunque affascinati dalle storie, e ci incantiamo a sentir chi le racconta.
Lo facciamo perchè ascoltare le storie degli altri ci fa dimenticare per un attimo le nostre vite, i nostri pensieri, ci permette di sognare, e di sperare in un lieto fine...

Patè di Alghe Wakame


Giorni fa, ho trovato su questo sito: "FrancescaV.com" la ricetta del patè di alghe Wakame.
Ovviamente non potevo non modificarla, e già che c'ero renderla ancora più saporita ( perchè a me le cose piacciono belle toste), e così ho aggiunto il miso, ho quadruplicato la dose di alghe, ed ho proceduto come descritto da Francesca.



Lei la consiglia spalmata su una fetta di pane integrale, io invece la consiglio su una fetta di pane tostato, o con le patatine, o per intingolare delle deliziosa capesante fritte o alla piastra!


50 g di alghe wakame secche
1 cucchiano raso di miso
salsa di soia q.b
1 cucchiaio di tahin


Ammollate le alghe per tutta la notte, quindi scolatele senza strizzarle, cuocetele in padella per 5 minuti sfumando con la salsa di soia.
Unite alle alghe il miso e la tahin (crema di sesamo), fate sciogliere il tutto e trasferite nel frullatore.
Frullate fino ad ottenere una salsa cremosa e densa, con le alghe tritate molto finemente!


Un profumo di mare che non vi dico!



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